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Cosa rischio se guardo film streaming?

27 Gennaio 2020 | Autore:
Cosa rischio se guardo film streaming?

Quali sono i rischi di vedere un film o una partita in streaming? È reato guardare un contenuto protetto da copyright? Il link al film in streaming è illegale?

La diffusione capillare di internet nelle case degli italiani ha sdoganato un nuovo modo di concepire la visione di filmati, pellicole ed eventi sportivi: quella attraverso nuovi dispositivi come tablet, computer e cellulari. Ma non solo: internet oggi offre la possibilità di vedere i propri programmi preferiti anche su richiesta. In altre parole, in rete troviamo salvati i video che vogliamo e, semplicemente selezionandoli, possiamo riprodurli a nostro piacimento. Insomma: sto parlando dello streaming. Il punto è che spesso in rete circolano filmati coperti da copyright e, dunque, diffusi illegalmente. Ti sei mai chiesto cosa rischi se guardi un film in streaming?

Lo streaming, come meglio diremo, è quel metodo di visione di filmati che consente all’utente di poter usufruire della rete internet per poter vedere ciò che più desidera in qualsiasi momento. Nessun problema se è il detentore dei diritti sul prodotto a diffonderlo in rete per la visione, gratuita oppure a pagamento, dello stesso; maggiori questioni sorgono se lo streaming non è autorizzato, cioè se la diffusione nel web non è stata voluta da chi ha i diritti sull’opera. Cosa succede in questo caso? Chi guarda un film in streaming commette reato? Prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per saperlo.

Streaming: cos’è?

Prima di vedere quali rischi ci sono a vedere un film in streaming dobbiamo prima spendere due parole su cosa sia effettivamente lo streaming.

Lo streaming consente di utilizzare internet per trasformare il proprio supporto (computer fisso, tablet o smartphone) in una vera e propria televisione. Non sempre, però, lo streaming è consentito, nel senso che esso non proviene sempre da chi è autorizzato a detenere e trasmettere quelle immagini.

Streaming: è legale?

Lo streaming non è illegale in sé per sé. Quello che voglio dire è che lo streaming è solamente un metodo di trasmissione di contenuti audiovisivi e che, pertanto, quando è autorizzato oppure utilizzato da chi legittimamente detiene i diritti, è assolutamente legale.

Dunque, se guardi un film in streaming perché la visione è libera oppure perché hai pagato l’abbonamento che ti è stato richiesto, nessun illecito sta accadendo. I problemi sorgono, invece, quando la trasmissione streaming ha ad oggetto contenuti riservati.

Film in streaming: quando è illegale?

Nell’ipotesi di film in streaming bisogna distinguere due situazioni differenti: quella dell’utente che si limita ad usufruire del servizio guardando il contenuto offerto; quella di chi, al contrario, è titolare del sito streaming.

Supponendo, in entrambi i casi, che il filmato sia protetto da copyright e che non si abbiano le licenze per trasmetterlo, la situazione è la seguente:

  • l’utente che si limita a guardare il film non commette alcun illecito;
  • colui che offre il servizio, al contrario, commette reato. In particolare, la legge dice che chi diffonde illegalmente, a scopo di lucro, opere protette da copyright, è soggetto alla reclusione da sei mesi a tre anni e alla multa da 2.582 a 15.493 euro; se, invece, la diffusione illegale è compiuta senza perseguire alcun scopo di lucro, la sanzione consiste nell’applicazione di una semplice multa che va da 51 a 2065 euro [1].

Lo streaming di opere protette, qualora non autorizzato, costituisce quindi una violazione dei diritti d’autore, al pari del download illecito. Il reato, però, viene commesso solamente da chi si occupa della diffusione del contenuto protetto, non anche da colui che ne usufruisce.

Film in streaming: il link è illegale?

Abbiamo appena detto che non è illegale vedere i film in streaming, mentre lo è trasmetterli nel caso in cui non si abbia alcuna autorizzazione.

Spesso succede, però, che un sito internet non offra direttamente la possibilità di guardare il film, bensì solamente il collegamento ad altra pagina web che contenga il contenuto audiovisivo. Cosa succede in questo caso? È illegale inserire un link per vedere i film in streaming?

Per rispondere a questa domanda bisogna distinguere a seconda che il link reindirizzi ad un sito che legittimamente consente lo streaming, oppure ad uno che offra uno streaming illegale, in quanto viola i diritti d’autore. Di conseguenza, avremo queste situazioni:

  • se il link rimanda ad un sito che offre uno streaming legale, non ci sarà alcun illecito;
  • se il link contenuto nel proprio sito reindirizza ad altro che offre film in streaming senza autorizzazione di chi ne detiene i diritti, c’è la possibilità di commettere reato, ma solo se c’è lo scopo di lucro.

Dunque, non si può condannare un sito solo per la presenza di link, a meno che non si provi il fine di lucro. Di conseguenza, non possono essere applicate le stesse pene e sanzioni previste per il reato di violazione di diritto d’autore, o altrimenti si dovrebbe provare che il lucro sia direttamente legato alla visione del contenuto pirata.

Corte Ue: quando il link a film in streaming è legale?

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea [2] ha affermato che anche il semplice link ad un sito diverso dal proprio che offra un servizio di  streaming, se non autorizzato da detto sito, può costituire illecito. Ma non sempre.

Il “copia e incolla” di un link a un altro sito richiede l’autorizzazione dell’avente diritto (ossia del titolare del contenuto linkato) solo quando il sito ospitante si rivolge a un pubblico nuovo rispetto a quello cui si rivolge, invece, il sito linkato.

Se Caio inserisce il link del sito internet “A” all’interno del sito internet “B”, dovrà chiedere l’autorizzazione al proprietario dei diritti solo se il sito “B” sia rivolto a un pubblico diverso da quello a cui si affaccia il sito “A”.

Secondo la Corte di Giustizia, tutte le volte che il sito linkato sia ad accesso libero e gratuito (per esempio un sito che fa informazione o che accolga dei contenuti audio o video visibili a chiunque, senza bisogno di autenticazioni o di pagare alcunché) allora si può affermare che il pubblico sia lo stesso di quello del sito ospitante: si tratta, cioè, della generalità degli utenti della rete. In tali casi, quindi (quando cioè entrambi i siti siano ad accesso libero e gratuito) non è possibile sostenere che il sito che ospita il link prenda di mira un pubblico nuovo rispetto a quello cui si rivolge il titolare dei diritti.

Al contrario, l’autorizzazione diventa obbligatoria quando il sito ospitato consenta l’accesso ai propri contenuti solo dietro abbonamento o sia protetto da password o misure tecnologiche simili.

La Corte di Giustizia, in pratica, ribadito un concetto cardine del web: quello che viene messo gratuitamente e liberamente nella disponibilità degli utenti della rete deve rimanere tale e non può essere sottoposto a limitazioni o autorizzazioni in nome del copyright.


note

[1] Art. 171-ter, legge n. 633/1941.

[2] Sentenza Svensson, C-466/12, confermata successivamente dall’ordinanza sul caso BestWater – C-2315/2014.

Autore immagine: Canva.com


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