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Imu abitazione principale: ultime sentenze

10 Febbraio 2020
Imu abitazione principale: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: imposta municipale propria; agevolazione fiscale per l’abitazione principale; esenzione dal pagamento per gli immobili adibiti ad abitazione principale; determinazione del soggetto passivo Imu.

Si applica l’esenzione dal pagamento dell’imposta municipale propria ai coniugi che siano anagraficamente residenti ed effettivamente dimoranti abituali in due diversi immobili situati in due diversi Comuni. E’ consentito qualificare un immobile come abitazione principale ai fini Imu anche ove i coniugi non vi dimorino insieme, purché sia data prova idonea che tale spostamento di dimora sia dovuta ad una frattura del rapporto di convivenza.

Esenzione Imu coniugi residenti in Comuni diversi

Quando la coppia ha stabilito la residenza anagrafica e la dimora abituale del nucleo familiare non solo in immobili distinti, ma anche in Comuni diversi, scatta l’esenzione Imu/Tasi per uno dei coniugi. Il Fisco ammette che l’agevolazione si applica quando marito e moglie stabiliscono l’abitazione principale in due città differenti. Alla norma non si può dare un’interpretazione estensiva al punto da far rientrare nell’esclusione dal beneficio anche le abitazioni principali poste in Comuni differenti. È quanto emerge dalla sentenza 123/19, pubblicata dalla seconda sezione della commissione tributaria provinciale di Novara.

L’esenzione spetta anche nel caso in cui i coniugi, per motivi personali, hanno stabilito la residenza e la dimora in città diverse. Devono, però, esistere motivi di fatto per giustificare le esigenze di dimora in entrambe le abitazioni.

L’imposta municipale propria

In tema di I.M.U., l’ordinamento ha previsto in via generale l’esenzione dal pagamento per gli immobili adibiti ad abitazione principale, lo stesso legislatore ha disciplinato in modo diverso una particolare fattispecie, prevedendo, in via eccezionale, l’applicazione dell’esenzione per un solo immobile quando si tratti di più immobili collocati nello stesso Comune. Tale eccezione, quindi, non può trovare applicazione nei casi in cui gli immobili siano collocati in comuni diversi in ragione del divieto di estensione analogica di norme eccezionali.

Comm. trib. prov.le Bologna sez. I, 23/12/2019, n.914

Imu: quali sono i presupposti necessari?

Ai fini del pagamento Imu, è presupposto necessario il possesso di immobili non destinati ad abitazione principale e soggetti passivi di tale imposta sono i titolari di diritto reale di usufrutto, uso, enfiteusi sugli stessi ovvero i proprietari di immobili, inclusi anche terreni e aree edificabili, destinati a qualsiasi uso, dove sono compresi anche quelli strumentali.

Per gli immobili, in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data di stipula del contratto di locazione e per tutta la sua durata. Quindi, si considera soggetto passivo dell’imposta solo il titolare di un diritto reale sull’immobile che goda del possesso dell’immobile stesso.

Comm. trib. prov.le Reggio Emilia sez. II, 08/07/2016, n.218

Cosa si intende per abitazione principale?

La norma istitutiva dell’imposta municipale propria (i.m.u.) (d.lg. 14 marzo 2011 n. 23) e quella che ne ha anticipato l’introduzione (art. 13 del d.l. 6 dicembre 2011 n. 201), hanno previsto per l’abitazione principale un regime di favore, caratterizzato nella prima nell’esenzione dell’imposta e nella seconda nell’applicazione di un’aliquota ridotta (del 4 per mille) e di una detrazione d’imposta (di 200 euro ad alloggio), intendendosi per “abitazione principale” l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente” nozione questa che l’interprete non può estendere per comprendervi gli immobili che non siano l’unica unità immobiliare nella quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Pertanto, atteso che proprietario degli immobili ERP regolarmente assegnati e soggetto passivo dell’imposta è l’ente di edilizia residenziale pubblica (ATER), mentre il rapporto che lega tale ente all’assegnatario dell’alloggio non è di concessione, ma di tipo locativo, gli alloggi di ERP non rientrano nella detta nozione di abitazione principale ragion per cui l’ente proprietario (ATER) è tenuto al pagamento dell’IMU in quanto tali immobili locati non rientrano tra quelli esenti di cui all’art. 9 comma 8 d.lg. n. 23 del 2011.

T.A.R. Pescara, (Abruzzo) sez. I, 13/08/2013, n.434

Abitazione principale e spostamento della dimora abituale

In tema di agevolazione Imu, è ammessa la possibilità di qualificare un immobile come “abitazione principale“, anche qualora i coniugi non vi dimorino insieme, a causa del verificarsi di una frattura del rapporto di convivenza, compete, tuttavia al ricorrente, al fine di superare tale presunzione semplice, dimostrare e dare idonea prova dello spostamento della” dimora abituale” dovuto alla ” frattura del rapporto di convivenza.

Comm. trib. prov.le Taranto sez. II, 11/03/2019, n.588

Agevolazione fiscale: quando è prevista?

L’agevolazione fiscale per l’abitazione principale prevista dalla legge n. 147/2013 non spetta al trust, anche se il beneficiario risiede presso l’immobile soggetto a Imu. Essa viene prevista solo se il beneficiario è una persona fisica.

Comm. trib. prov.le Brescia sez. II, 23/05/2017, n.342

La nozione di possesso

L’art. 8 comma 2, del D.Lgs. n. 23/2011, per determinare il soggetto passivo dell’Imu fa riferimento, nell’individuare il presupposto per l’applicazione di tale imposta, al possesso di immobili diversi dall’abitazione principale. Si tratta di una nozione di possesso che pone l’accento sul potere di disporre di fatto del bene e dunque a quella detenzione qualificata caratterizzante i rapporti di godimento, come la locazione e il leasing. Dunque, è importante il rapporto di effettivo utilizzo del bene: in caso di leasing, soggetto passivo è l’utilizzatore per tutta la durata del contratto.

Da ciò deriverebbe che in caso di contratto di leasing risolto, ma senza consegna del bene, soggetto passivo non è la società di leasing, non essendo in possesso del bene e non avendone il godimento. Infatti la soggettività passiva si trasmette dal locatario al locatore solo con la riconsegna dell’immobile alla società di leasing.

Comm. trib. prov.le Milano sez. VII, 13/03/2017, n.2046

Esenzione Imu: la prova della dimora abituale

L’esenzione dall’imposta dovuta a titolo di Imu e Tasi è prevista nel caso in cui il contribuente dimostri che di fatto l’immobile, eletto come abitazione principale, rappresenti la sua dimora abituale.

Comm. trib. prov.le Brescia sez. II, 14/07/2016, n.605

Esenzione Imu: rileva la categoria catastale di appartenenza?

La legge per l’abitazione principale (D.L. 6 dicembre 2011, n. 201) non specifica, ai fini dell’esenzione dall’Imu, la categoria catastale di appartenenza dell’immobile destinato ad abitazione principale, limitandosi solo ad individuare la categoria di appartenenza delle unità immobiliari destinate a pertinenze (C/2, C/6, C/7).

Pertanto, ai sensi dell’art. 13, comma secondo, del D.L. n. 201 del 2011, non è soggetto passivo IMU né per l’abitazione principale, né per quella pertinenziale, il contribuente che destini l’immobile di categoria C/6 ad abitazione principale e l’immobile di categoria C/2 a pertinenza.

Comm. trib. prov.le Matera sez. I, 15/06/2016, n.294

Mancanza di denuncia di area come pertinenziale

In ordine alla sussistenza di un obbligo di presentazione della dichiarazione ICI, l’eventuale mancanza di denuncia di area come pertinenziale non può essere addebitata alla contribuente perché essendo stata tale area sempre destinata ad ornamento e abbellimento della casa principale per volontà della ricorrente il Comune non ha mai avuto nulla da eccepire quando ha liquidato dal 1992 al 2007 l’ICI e anche quando prima era vigente l’ISI (imposta straordinaria sugli immobili) in cui nella denuncia non andavano indicate le pertinenze, denuncia considerata valida prima per l’ici e poi per Imu.

La denuncia in costanza della stessa proprietà andava presentata se vi fosse stata una variazione, ma non certo che quell’area era una pertinenza altrimenti si sarebbe chiesto a tutti coloro che avevano destinato un bene come pertinenza di un fabbricato di denunciarlo e questo non è avvenuto, ciò significa che si accettava lo stato di fatto e qualora il contribuente avesse cambiato opinione sulla destinazione pertinenziale del bene avrebbe dovuto presentare una dichiarazione.

In buona sostanza la mancata graffatura di tale aree all’abitazione principale è una omissione formale e stessa cosa dicasi del cambio di destinazione di una area che già destinata all’orto di casa se tale destinazione ad orto continua.

Comm. trib. reg. Brescia, (Lombardia) sez. XXIII, 25/06/2018, n.2992


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