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Posso intestare l’assicurazione auto ad un’altra persona?

28 Gennaio 2020 | Autore:
Posso intestare l’assicurazione auto ad un’altra persona?

Rc auto: il contraente può essere diverso dal proprietario? Intestatario polizza può non essere titolare del veicolo? Legge Bersani: come utilizzarla?

L’acquisto di un’auto è una scelta che comporta sempre una dose di responsabilità: non si tratta solamente di dover sostenere la spesa necessaria all’acquisto, ma anche di doversi far carico di tutti gli altri costi che una vettura richiede, quali la manutenzione, il bollo auto e l’assicurazione obbligatoria. A causa degli importi rilevanti della Rc auto, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia, molti pensano di poter risparmiare intestando l’assicurazione a persona diversa dal proprietario del veicolo. Con il presente articolo risponderemo proprio a questa domanda: posso intestare l’assicurazione auto a un’altra persona?

Si tratta di un quesito che molti si pongono, soprattutto quando c’è bisogno di intestare l’assicurazione a un ragazzo neopatentato o che, comunque, si pone alla guida del suo primo veicolo: com’è noto, infatti, le assicurazioni penalizzano i guidatori meno esperti. Mettiamo il caso che tu abbia regalato a tuo figlio la sua prima auto e che, per evitare elevati costi assicurativi, voglia intestarti la polizza per risparmiare: è possibile intestare la Rc auto a persona diversa dal proprietario? Prosegui nella lettura: ti basteranno solamente dieci minuti di tempo per scoprire se intestatario dell’auto e intestatario dell’assicurazione possono essere diversi.

Contratto di assicurazione: cos’è?

Prima di vedere se si può intestare l’assicurazione auto ad un’altra persona è bene spendere due parole per spiegare cos’è, in generale, un contratto d’assicurazione.

Il contratto di assicurazione serve a trasferire il verificarsi di un determinato rischio dal singolo individuo all’impresa di assicurazione, dietro il pagamento di un corrispettivo che prende il nome di premio.

Secondo la legge, l’assicurazione è il contratto con cui l’assicuratore si obbliga a rivalere l’assicurato dal danno a lui cagionato da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana [1]. Scopo dell’assicurazione è quello di proteggere l’assicurato dal rischio che si verifichi un evento a lui sfavorevole.

Nell’assicurazione della responsabilità civile, invece, l’assicuratore si obbliga nei limiti di una somma determinata (cosiddetto massimale) a tenere indenne l’assicurato di quanto questi deve pagare a terzi a titolo di risarcimento danni.

Assicurazione: quanti tipi?

Dalla nozione di assicurazione fornita nel paragrafo precedente si evincono almeno tre tipologie diverse di assicurazione: quella contro i danni, quella sulla vita e, infine, l’assicurazione della responsabilità civile.

Mentre le prime due proteggono dai danni che può subire l’assicurato, la terza si sostituisce all’assicurato nel pagare i danni che proprio questi ha cagionato. Insomma: mentre nell’assicurazione contro i danni e in quella sulla vita l’assicurato è la vittima del danno, nell’assicurazione della responsabilità civile l’individuo assicurata è autore della condotta illecita.

Assicurazione contro i danni: cos’è?

L’assicurazione contro i danni serve a tutelare un proprio bene (la casa, un prezioso cimelio, ma anche la propria persona: si pensi, ad esempio, ai calciatori che assicurano le proprie gambe) da un evento dannoso, di modo che, se per sventura il fatto dovesse verificarsi (e quindi, la casa dovesse andare a fuoco, il cimelio danneggiarsi o essere rubato, la propria integrità essere lesa) l’assicurato potrà consolarsi con la somma di danaro che l’assicurazione dovrà versargli.

Assicurazione sulla vita: cos’è?

Nel caso, invece, di assicurazione sulla vita, l’impresa si impegna a versare una somma o una rendita al verificarsi di uno specifico evento della vita umana. Questo evento può essere tanto la morte dell’assicurato (assicurazione per il caso di morte) tanto la sopravvivenza dello stesso oltre una certa data (assicurazione per il caso di vita o di sopravvivenza).

Nel caso di assicurazione per la morte dell’assicurato, i beneficiati saranno chiaramente i superstiti indicati nella polizza assicurativa.

Assicurazione della responsabilità civile: cos’è?

Come già anticipato, l’assicurazione della responsabilità civile serve a proteggere l’assicurato dai danni che egli stesso ha causato. La prospettiva, quindi, cambia: la normale assicurazione contro i danni tutela l’assicurato-vittima del sinistro; l’assicurazione della responsabilità civile, al contrario, tutela l’assicurato-autore del sinistro.

Classico esempio di assicurazione della responsabilità civile è proprio l’assicurazione auto, per brevità definita Rc auto (che sta, appunto, per responsabilità civile auto). Vediamo di cosa si tratta.

Rc auto: cos’è?

Tra un attimo ti dirò se è possibile intestare l’assicurazione auto a un’altra persona; ora devo necessariamente spiegarti cos’è e come funziona l’assicurazione auto, più conosciuta come Rc Auto.

La legge italiana [2] impone a tutti i guidatori di assicurarsi per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore senza guida di rotaie e dei natanti. Si tratta di una particolare specie di assicurazione contro i danni, definita assicurazione della responsabilità civile [3]. La sua funzione non è quella di risarcire il danno patito dall’assicurato, bensì quello di pagare in sostituzione del danneggiante (nei limiti di un massimale).

La polizza Rc auto (acronimo di responsabilità civile auto) è, dunque, il contratto assicurativo stipulato con la compagnia di assicurazione che copre i danni involontariamente causati agli altri quando usate l’auto.

Quindi, nel caso di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli il danneggiante non paga direttamente il danneggiato, sostituito in ciò dalla propria assicurazione (in determinati casi, il danneggiato potrà avvalersi dell’indennizzo diretto, ottenendo il risarcimento direttamente dalla propria assicurazione la quale, poi, si rivarrà su quella del danneggiante [4]).

È chiaro che l’assicurazione ha un costo: l’autore del sinistro vedrà senza dubbio aumentato il premio assicurativo da versare annualmente. Va detto che tale assicurazione comprende la responsabilità per i danni alla persona causati ai trasportati, qualunque sia il titolo (gratuito, di cortesia, oneroso) in base al quale è effettuato il trasporto.

Si può intestare la Rc auto a persona diversa dal proprietario?

Veniamo ora al quesito di fondo del presente articolo: posso intestare l’assicurazione auto ad un’altra persona? Sì: la legge non vieta tale operazione. È, quindi, possibile che il contraente della polizza Rc auto non sia il proprietario dell’auto così come risultante dai registri del Pra (Pubblico Registro Automobilistico).

Ma perché si dovrebbe intestare l’assicurazione auto a una persona diversa dal proprietario? Quali sarebbero i vantaggi? Davvero si tratta di un’operazione conveniente? Prosegui leggendo il prossimo paragrafo.

Perché intestare polizza auto a un’altra persona?

Molti pensano di intestare la polizza auto a persona diversa dal proprietario della vettura per evitare i costi eccessivi dell’assicurazione. Classico esempio è quello del neopatentato o di chi si intesta per la prima volta una vettura.

Tizio riceve in regalo per la propria laurea un’auto nuova. Caio, il padre, pensa di intestare la vettura al figlio ma di contrarre personalmente la polizza auto, così da evitare che a Tizio venga assegnata automaticamente la 14° classe, con conseguente obbligo di pagare un premio elevato.

Un altro motivo che spinge molti individui a intestare l’assicurazione auto a persona diversa dal proprietario riguarda i benefici legati alla residenza in una Regione dove si paga un premio assicurativo inferiore.

In altre parole, spesso si preferisce intestare l’assicurazione a chi sia residente in una regione con premi assicurativi più bassi rispetto a quelli applicati dalla regione di appartenenza del proprietario del veicolo.

Conviene intestare la polizza auto a un’altra persona?

In realtà, intestare l’assicurazione auto a chi non è proprietario solamente per evitare di pagare di più non è una buona mossa: e infatti, le società d’assicurazione calibrano il premio da pagare in base al proprietario formale dell’auto (cioè, a colui che risulta intestatario al P.r.a.) e non a chi contrae l’assicurazione.

Dunque, anche se sussistono intestazioni diverse tra proprietario del veicolo e titolare dell’assicurazione, la compagnia è tenuta a considerare i dati anagrafici di chi ha la proprietà effettiva del mezzo.

Inoltre, tieni bene a mente che l’attestato di rischio, cioè quel documento che riporta le informazioni sul numero dei sinistri denunciati negli ultimi cinque anni dall’assicurato e la classe di merito acquisita (bonus/malus), è riferito sempre e soltanto al proprietario dell’auto.

In altre parole, la classe di merito si riferisce al proprietario e non al contraente, proprio perché questo può essere diverso di anno in anno mentre il proprietario è sempre lo stesso (salvo trasferimenti di proprietà, ovviamente).

Rc auto e legge Bersani

Come visto nel paragrafo precedente, intestare l’assicurazione auto a un’altra persona non è quasi mai vantaggioso.

A ben vedere, intestare la polizza auto a persona diversa dal proprietario diventa superfluo nel momento in cui si voglia beneficiare di una classe di merito migliore: e infatti, la ben nota legge Bersani offre la possibilità di stipulare un’assicurazione auto per un veicolo appena acquistato usufruendo della stessa classe di merito di un altro veicolo già assicurato, di proprietà del guidatore o di un del suo nucleo familiare.

Di norma, la classe di partenza per i neo assicurati è la quattordicesima; con la riforma apportata dalla legge Bersani, però, il nuovo assicurato può partire da una classe di merito superiore (cioè più vantaggiosa), corrispondente alla classe di un mezzo già in suo possesso o a quella di un componente del nucleo familiare convivente.

Così, ad esempio, il neopatentato che voglia intestarsi l’assicurazione e che sia ancora nello stato di famiglia dei genitori, potrà stipulare una polizza che lo inserisca direttamente nella classe di merito equivalente a quella di uno dei genitori.

Dunque, con la legge Bersani, si ha la facoltà di ereditare la classe di merito di un parente, ovviamente se essa risulta più conveniente. Il vantaggio è chiaro specialmente per i neopatentati, che possono evitare di partire dalla quattordicesima classe e, invece, beneficiare della stessa classe di un genitore o di un fratello.

Si ricordi altresì che l’applicazione della legge Bersani è possibile solo per le nuove auto (acquistate nuove o usate), che vengono immesse nel possesso familiare e che, quindi, non siano mai state assicurate prima.

Il veicolo da assicurare, inoltre, deve essere stato immatricolato (o ha subito il passaggio di proprietà, se usato) negli ultimi dodici mesi.


note

[1] Art. 1882 cod. civ.

[2]  L. n. 990/1969 del 24.12.1969 (ora art. 122 del d. lgs n. 209/2005 del 07.09.2005, Codice delle assicurazioni private).

[3] Art. 1917 cod. civ.

[4] Art. 149 D. lgs. 209/2005 (Codice delle assicurazioni private).

Autore immagine: Canva.com


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