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M5S: le dichiarazioni dopo il voto alle regionali

27 Gennaio 2020
M5S: le dichiarazioni dopo il voto alle regionali

I leader pentastellati spiegano le ragioni dell’insuccesso registrato in Emilia Romagna ed in Calabria e annunciano le prossime azioni che intendono intraprendere.

I risultati delle elezioni regionali svolte ieri segnano un pesante arretramento per il Movimento 5 Stelle, che in Emilia Romagna scende sotto il 5% ed il Calabria non raggiunge l’8%. È la peggiore performance ottenuta tra le forze politiche in questa tornata elettorale ed anche un calo vistosissimo rispetto ai precedenti risultati raggiunti dal Movimento nelle precedenti elezioni.

Così, giungono immediate le dichiarazioni dei principali esponenti pentastellati che spiegano le ragioni della sconfitta e le prossime azioni da intraprendere.

Il capo politico Vito Crimi, in un post su Facebook, sostiene che”il risultato è al di sotto delle aspettative ma da qui a dire che il M5s è morto, ce ne corre. Il Movimento è vivo e vegeto e continuerà a lavorare ‘pancia a terra’ al governo del Paese”.

E per prevenire attacchi aggiunge: “Ogni volta che un risultato elettorale non ci sorride sento partire il solito coro che scandisce all’unisono: il Movimento è finito, è in ginocchio, sta scomparendo. In più, questa volta, viene dato per scontato il ritorno del bipolarismo, come se le elezioni in due regioni equivalessero al voto nazionale. Anche questa volta li deluderemo perché, chi dice questo, non ha capito cosa sia veramente il Movimento 5 Stelle, del perché siamo nati e quali sono gli ideali che ci guidano e ci rendono diversi da tutti gli altri”.

“Il voto delle regionali ha sempre visto il Movimento raccogliere risultati inferiori rispetto alle tornate nazionali, ma va riconosciuto che in Calabria ed Emilia Romagna i risultati sono stati inferiori alle aspettative. Questo però non ci induce ad arrenderci: semmai è vero ilcontrario. Abbiamo già avviato il lavoro di organizzazione che ci consentirà un maggiore coordinamento e ci permetterà di essere più presenti sui territori. Sarà fatica e sudore, ma so che siamo in gradodi farlo. A una condizione: quella di restare uniti, di non lasciarsi irretire da facili sirene, di ricordare sempre quali sono gli obiettivi e le motivazioni che ci hanno portati nelle istituzioni e alla guida del Paese”.

Suona invece le campane a morto per il M5s il senatore Gianluigi Paragone, recentemente espulso. Dopo il voto in Emilia-Romagna e in Calabria il movimento “é morto, soffocato nella scatoletta di tonno. Non lo dico io, lo stanno dicendo gli elettori”. In queste elezioni – continua Paragone in un’intervista di oggi alla “Stampa” – “il Movimento aveva la possibilità di iniziare a radicarsi sul territorio, ma se tu imposti il tuo radicamento su delle battaglie nei consigli regionali e comunali contro il Pd e poi ti presenti da alleato di governo del centro sinistra, allora finisci male”.

Secondo Paragone “ormai e’ tardi per riprendersi” perché “il Movimento e’ una forza europeista e filo Pd” di conseguenza “per colpa di Di Maio, non ci sono piu’ forze politiche anti-sistema” in Italia. Rimettere insieme i cocci non sarà facile. “So che Alessandro Di Battista e’ l’unica speranza che ha il Movimento di risorgere. Alessandro dovrebbe ottenere la guida del partito e portarlo fuori da questa alleanza con il Pd, facendo cadere il governo” ma lui sa anche che “questa e’ una cosa che non si realizzera’ mai, perche’ ci sono i gruppi parlamentari che non vogliono perdere il posto”. La conclusione di Paragone è un senza appello: “Il Movimento e’ destinato a scomparire nel Pd“.

Infine, secondo il sindaco di Roma, Virginia Raggi, “‘Il Movimento 5 Stelle deve fare una riflessione. Vedremo cosa accadrà agli Stati Generali”.


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