Riforma pensioni: fissato il calendario dei lavori

27 Gennaio 2020
Riforma pensioni: fissato il calendario dei lavori

Tre commissioni di lavoro per fissare i cardini della riforma del sistema pensionistico; la road map stabilita oggi nell’incontro tra ministro del Lavoro e sindacati.

Dopo l’incontro svolto oggi tra il ministero del Lavoro e le parti sociali, è stato stabilito il calendario dei lavori per la riforma delle pensioni.

La nostra agenzia stampa Adnkronos ci comunica quanto è stato deciso. Governo-sindacati si incontreranno a marzo prossimo per una prima verifica del confronto sulla riforma delle pensioni.

Ora, invece, partiranno una serie di round tecnici sui singoli tavoli. Un calendario stringente che occuperà tutto il mese di febbraio e nello specifico prevede, a quanto si apprende: il 3 febbraio un confronto sulle pensioni di garanzia per i giovani, il 7 febbraio sulla rivalutazione delle pensioni ed il 10 febbraio sulla flessibilità in uscita. Il 19 febbraio, infine, sulla previdenza complementare.

È questa la road map messa a punto al termine dell’incontro tra il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e i leader di Cgil Cisl e Uil. Da definire invece la data del confronto sulle questioni relative alla  non autosufficienza.

Quanto all’esito dell’incontro di oggi, il ministro Catalfo ha commentato: “È stato un incontro molto positivo e abbiamo già stabilito un fitto calendario di incontri che ci porterà con tempi stabiliti ad un percorso condiviso. Siamo d’accordo che non sia una riforma fine a se stessa ma che debba dare stabilità ai lavoratori che si apprestino ad andare in pensione: quindi in un’ottica strutturale almeno decennale”.

Per il leader Cgil, Maurizio Landini, “È stato un avvio di confronto serio, un incontro importante che risponde alla piattaforma che abbiamo presentato al governo”. A marzo poi incontro di verifica “politico” affinché, spiega ancora Landini, “la direzione sia chiara: non si tratta infatti di aggiustamento della Fornero ma di una revisione che dia stabilità nei prossimi anni e che preveda un riconoscimento per giovani e donne oltre ad una flessibilità in uscita a 62 anni“.

Già oggi intanto arriverà il decreto ministeriale per la nomina della terza commissione di esperti, quella che si occuperà di valutare l’impatto economico delle proposte di riforma.



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