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Cocaina: ultime sentenze

24 Agosto 2021
Cocaina: ultime sentenze

Elementi indicativi dell’effetto drogante della sostanza sequestrata; bilancini di precisione; guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti e analisi delle urine; spaccio.

Attenuante del contributo minimo nell’attività organizzata di spaccio

Il soggetto addetto ad avvertire l’organizzazione criminale dell’arrivo delle sostanze stupefacenti nella zona di rifornimento e addetto al/le quote delle puntate di cocaina per il rifornimento da parte dei capi a coloro che puntavano il denaro, azione preliminare al prelievo delle quote di cocaina da destinare alle varie piazze, non ricopre un ruolo marginale nell’attività criminale organizzata di spaccio e pertanto non può essere soggetto all’attenuante del contributo di minima importanza.

Corte appello Napoli sez. III, 01/03/2021, n.1895

Concorso nell’importazione dal Messico di 3,5 kg di cocaina

In tema di correlazione tra accusa e sentenza, per “fatto nuovo” si intende un fatto ulteriore ed autonomo rispetto a quello contestato, ossia un episodio storico che non si sostituisce ad esso, ma che eventualmente vi si aggiunge, affiancandolo quale autonomo “thema decidendum”; per “fatto diverso”, invece, deve intendersi non solo un fatto che integri una imputazione diversa, restando esso invariato, ma anche un fatto che presenti connotati materiali difformi da quelli descritti nella contestazione originaria, rendendo necessaria una puntualizzazione nella ricostruzione degli elementi essenziali del reato.

(Nella fattispecie, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, ritenendo violato detto principio per effetto della affermazione della responsabilità penale per il reato di cui all’art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, in relazione al fatto di acquisto di una busta di cocaina dietro corrispettivo di denaro, ritenuto “fatto nuovo” rispetto a quello contestato di concorso nell’importazione dal Messico di 3,5 kg di cocaina).

Cassazione penale sez. IV, 15/12/2020, n.10149

Rinvenimento di cocaina a bordo del veicolo

La distinzione tra l’ipotesi della connivenza non punibile e il concorso nel delitto, con specifico riguardo alla disciplina degli stupefacenti, va ravvisata nel fatto che, mentre la prima postula che l’agente mantenga un comportamento meramente passivo, nel concorso di persone ex art. 110 c.p., è invece richiesto un consapevole contributo che può manifestarsi anche in forme che agevolino il proposito criminoso del concorrente, garantendogli una certa sicurezza o, anche implicitamente, una collaborazione sulla quale poter contare.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto correttamente individuato, nei confronti dell’imputato, il dolo del concorso nel reato di cui all’art. 73, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, in ragione della sua presenza nel veicolo all’interno del quale i complici conversavano di pagamenti di partite di “fumo”, della sua presenza nell’abitazione nella quale i complici effettuavano le cessioni di sostanza stupefacente, e del suo arresto a seguito dei rinvenimento di cocaina a bordo del veicolo, da lui condotto, sul quale viaggiava assieme ad un complice).

Cassazione penale sez. IV, 20/11/2020, n.34754

Stupefacenti: il possesso di un quantitativo di droga superiore al limite tabellare

In materia di stupefacenti, il possesso di un quantitativo di droga superiore al limite tabellare previsto dall’art. 73, comma 1-bis, lett. a), d.P.R. n. 309 del 1990 se da solo non costituisce prova decisiva dell’effettiva destinazione della sostanza allo spaccio, può comunque legittimamente concorrere a fondare, unitamente ad altri elementi, tale conclusione.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto congruamente motivato l’apprezzamento del giudice di merito, che aveva valorizzato l’elevato dato quantitativo e ponderale – 1367 dosi medie singole di cocaina – valutato anche alla luce del contesto).

Cassazione penale sez. IV, 23/09/2020, n.28308

Destinazione all’uso personale della sostanza stupefacente

La destinazione all’uso personale della sostanza stupefacente non ha natura giuridica di causa di non punibilità, poiché, al contrario, la destinazione della sostanza allo “spaccio” è elemento costitutivo del reato di illecita detenzione della stessa e, come tale, deve essere provata dalla pubblica accusa. Non spetta, pertanto, all’imputato dimostrare la destinazione all’uso personale della sostanza stupefacente di cui sia stato trovato in possesso.

(Nella specie, la Corte ha così annullata senza rinvio, per la mancanza assoluta di prova circa l’esistenza di un elemento costitutivo della fattispecie incriminatrice, la sentenza di condanna per il reato di cui all’articolo 73 del Dpr n. 309 del 1990, in una vicenda in cui l’imputato, trovato in possesso di sostanza stupefacente, aveva sostenuto che le sostanze erano da lui detenute per farne consumo personale e dimostrato con idonea certificazione il proprio stato di tossicodipendenza da cannabinoidi e cocaina, mentre, per converso, la condanna era stata basata sulla valorizzazioni elementi fattuali affatto univoci e dimostrativi della destinazione della sostanza a terzi, quali la circostanza che la cocaina era stata portata dall’imputato indosso mentre era alla guida di una moto, divisa in due involucri, nonché l’ulteriore circostanza che all’interno della sua abitazione, dove era stata trovata della marijuana, era stato rinvenuto un bilancino di precisione, che, peraltro, oltre che essere ritenuto strumentario tipico dello spacciatore, in realtà ben poteva essere custodito in casa anche da un mero consumatore).

Cassazione penale sez. VI, 18/09/2020, n.26738

La fuga dalle forze dell’ordine con guida pericolosa

In tema di resistenza a pubblico ufficiale, integra l’elemento materiale della violenza la condotta del soggetto che, per sfuggire all’intervento delle forze dell’ordine, si dia alla fuga, alla guida di un veicolo, ponendo deliberatamente in pericolo, con una condotta di guida pericolosa, l’incolumità personale degli altri utenti della strada.

(Affermazione resa in una vicenda nella quale l’imputato, mentre si trovava alla guida del suo ciclomotore, anziché fermarsi all’alt impartitogli dai Carabinieri, aveva forzato il posto di blocco dandosi alla fuga, colpendo uno dei militari con il casco e mettendo a repentaglio la sicurezza della circolazione stradale, allo scopo di allontanarsi per cercare di disfarsi di due pacchetti di cocaina che aveva indosso).

Cassazione penale sez. VI, 18/09/2020, n.26738

Spaccio di stupefacenti: possesso di cocaina ed eroina

Il possesso di due sostanze differenti (cocaina ed eroina), suddivise in dosi singole, seppur di rilevanza ponderale ridotta, unitamente all’assenza di un’occupazione lavorativa stabile del prevenuto con conseguente carenza di disponibilità economica per l’acquisto delle sostanze ad uso personale, sono evidenti elementi di detenzione ad uso di spaccio.

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 01/09/2020, n.1045

Guida dopo l’assunzione di cocaina

In tema di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, qualora le analisi dei campioni biologici dell’imputato, limitate alle sole urine, non consentano di raggiungere il pieno e incontrovertibile riscontro all’ipotesi di reato ex articolo. 187 comma 1 del CdS, non può pronunciarsi sentenza di condanna, a nulla valendo i sintomi riscontrati ed annotati dalla polizia stradale, quali loquacità, euforia e frenesia, manifestati dall’imputato durante il controllo.

Nella fattispecie, la Corte d’appello ha confermato l’assoluzione nei confronti dell’imputato, in quanto le analisi delle urine indicavano che la sostanza stupefacente, di tipo cocaina, era ormai in fase di espulsione dall’organismo e quindi aveva già esaurito i propri effetti, non potendosi con certezza stabilire la cronologia della pregressa assunzione, fermo restando la scarsa selettività del dato comportamentale manifestato dall’uomo, astrattamente compatibile anche con cause di differente natura.

Corte appello Perugia, 05/05/2020, n.226

Cocaina: come stabilire l’effettiva natura di una sostanza

In tema di reati concernenti gli stupefacenti, per stabilire l’effettiva natura di una sostanza non è necessaria l’effettuazione di una perizia tossicologica, essendo sufficienti altri mezzi di prova, quali le dichiarazioni testimoniali o confessorie e le risultanze degli accertamenti di polizia o di altri Indizi gravi, specifici e concordanti: il giudice, infatti, può attingere la conoscenza della qualità e quantità del principio attivo di una sostanza drogante dalle diverse fonti di prova acquisite agli atti (ciò che nella specie risultava essere stato motivatamente fatto alla luce degli elementi emersi, indicativi dell’effetto drogante della sostanza sequestrata: gli acquirenti avevano riferito che il prevenuto era il loro abituale fornitore di cocaina e le caratteristiche tipiche della sostanza sono state accertate dai militari operanti).

Cassazione penale sez. IV, 26/09/2019, n.43660

Cocaina nascosta all’interno di una bottiglia di vetro

In tema di stupefacenti è possibile riconoscere la fattispecie autonoma di cui al quinto comma dell’articolo 73 d.p.r. 309/90 anche se si tratti di sostanza stupefacente del tipo cocaina, quindi rientrante tra le droghe cosiddette pesanti, se le connotazioni della condotta siano tali da avere una minima rilevanza penale in relazione anche alla diffusione degli stupefacenti tra i possibili assuntori.

(Nel caso di specie si trattavano di circa 8 g di cocaina nascosta all’interno di una bottiglia di vetro di colore verde contenente anche del riso e sotterrata in un bosco nelle vicinanze della Strada e altri 7 g di cocaina oltre a due bilancini di precisione rinvenuti nella perquisizione domiciliare all’interno dell’abitazione e celati all’interno di un cuscino posto su una sedia situata all’interno del salone).

Tribunale Terni, 29/05/2019, n.609

Detenzione di cocaina: applicabilità della lieve entità

È possibile concedere l’ipotesi attenuata di cui al quinto comma dell’art. 73 D.P.R. 309/ 90 nella detenzione di 18 g di cocaina da parte di un soggetto che risultava essere giunto in Italia solo da pochi mesi.

Tribunale Terni, 22/05/2019, n.538

Quando è inverosimile la destinazione ad uso personale?

In materia di stupefacenti, la valutazione in ordine alla destinazione della droga, se al fine dell’uso personale o della cessione a terzi, ogni qualvolta la condotta non appaia indicare l’immediatezza del consumo, è effettuata dal giudice di merito secondo parametri di apprezzamento sindacabili nel giudizio di legittimità solo sotto il profilo della mancanza o della manifesta illogicità della motivazione.

(Nella specie, la Corte ha ritenuto logica e coerente la motivazione dei giudici del merito secondo cui, oltre al dato quantitativo complessivo delle sostanze stupefacenti, dovessero essere valorizzati anche la diversa natura delle sostanze – cocaina, hashish e marijuana -, le modalità di occultamento delle stesse, il rinvenimento di varie buste di plastica di colore bianco con tagli circolari utilizzate per il confezionamento, la frequentazione di terzi presso l’abitazione dell’imputato, circostanze tutte che rendevano inverosimile la destinazione ad uso personale e comprovavano l’illecita detenzione della sostanza stupefacente).

Cassazione penale sez. III, 10/04/2019, n.25559

Detenzione di stupefacenti: le perquisizioni della polizia giudiziaria

In tema di detenzione di sostanze stupefacenti le perquisizioni della polizia giudiziaria possono essere effettuate anche sulla base di notizie confidenzialmente apprese senza l’obbligo di avvertire la persona sottoposta a controllo del diritto di assistenza di un difensore. (Nel caso di specie si trattava di detenzione di 11,3 g di cocaina e di 15 g di marijuana).

Tribunale Terni, 22/02/2019, n.149

Reato di cessione di sostanze stupefacenti: ambito di applicazione e limiti

La circostanza attenuante del conseguimento di un lucro di speciale tenuità, prevista dall’art. 62 n. 4 c.p., deve ritenersi applicabile al reato di cessione di sostanze stupefacenti in presenza di un evento dannoso o pericoloso connotato da un ridotto grado di offensività o disvalore sociale, essendo perciò compatibile con l’autonoma fattispecie del fatto di lieve entità di cui all’art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990.

A tal fine, tuttavia, è necessario che la speciale tenuità riguardi l’entità del lucro e dell’evento dannoso o pericoloso, non risultando configurabile la circostanza attenuante de quo nell’ipotesi in cui l’entità del profitto comunque conseguito dall’agente sia non particolarmente esiguo.

Ciò è accaduto nel caso di specie, avuto riguardo al profitto comunque conseguito dall’imputato, pari a circa 750,00 euro, e a quello ulteriormente conseguibile sulla base dello stupefacente sequestratogli, pari a 31 involucri termosaldati, da cui erano ricavabili 63 dosi singole medie di cocaina.

Corte appello Roma sez. I, 28/05/2019, n.6730

Detenzione di cocaina in 27 bustine negli indumenti intimi

Rientra nella fattispecie attenuata di cui all’art. 73 d.p.r. 309/90 la detenzione a fine di spaccio di 41 mila 311 mg di cocaina corrispondenti a circa 275 dosi medie singole se sono riferibili allo spaccio al minuto e non sia provata una stabile attività in tal senso. (Nel caso di specie, l’imputato deteneva la cocaina in 27 bustine all’interno degli indumenti intimi e pertanto indicativa di una destinazione allo smercio al minuto).

Corte appello Torino sez. I, 12/12/2018, n.7786

La detenzione di diverse sostanze stupefacenti

La detenzione di diverse sostanze stupefacenti integra il reato continuato trattandosi di distinte azioni tipiche con diversa oggettività giuridica e differente trattamento sanzionatorio, non è alternative tra loro né inquadrabili in un rapporto di assorbimento. (Nel caso di specie l’imputato deteneva nell’abitazione 2,8 dosi medie singole di marijuana 2,3 dosi medie singole di eroina e 104,9 dosi medie singole di cocaina).

Ufficio Indagini preliminari S.Maria Capua V., 24/08/2018, n.615

Spaccio di lieve entità: quantitativo rinvenuto

Nel caso in cui sia possibile ritenere di lieve entità la cessione di stupefacenti e riqualificare il fatto ai sensi dell’art. 73, comma 5, del dPR n. 309/1990, non può, tuttavia, essere applicata la pena minima prevista dal detto comma 5, bensì una pena ben superiore, laddove il quantitativo di stupefacente (cocaina) rinvenuto sia limitato, ma non minimo (42 dosi medie singole), quindi idoneo a soddisfare le richieste di numerosi acquirenti, e il denaro trovato nella disponibilità del reo (euro 425,00) appaia di tutta evidenza il provento dell’attività di spaccio eseguita in precedenza.

Tribunale Napoli sez. I, 01/08/2018, n.9618

Detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio: la flagranza di reato

Per ritenere la flagranza di reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio non sono necessarie né la contestuale attività di spaccio né l’individuazione dei potenziali acquirenti, potendo la finalità di spaccio essere desunta dalla quantità, qualità e composizione della sostanza detenuta nonché dalla detenzione di denaro contante, anche in rapporto al reddito del detentore, nonché dalla disponibilità di attrezzature per la pesatura o il confezionamento della sostanza (da queste premesse, accogliendo il ricorso del pubblico ministero, la Corte ha annullato senza rinvio l’ordinanza con cui il giudice non aveva convalidato l’arresto, sulla supposta inesistenza della flagranza, in una fattispecie in cui gli arrestati erano stati trovati in possesso di una duplice quantità di stupefacente – cocaina e hashish – di una somma di denaro – 850 euro – nella disponibilità di uno di essi privo di attività lavorativa, di telefoni cellulari e di materiale per il confezionamento delle dosi).

Cassazione penale sez. VI, 03/07/2018, n.43298

Quando va escluso il piccolo spaccio?

Non è possibile ritenere il piccolo spaccio e di conseguenza l’ipotesi attenuata dell’art 73 comma 5 DPR 309/90, se la sostanza stupefacente sia tale da soddisfare le esigenze di una clientela numerosa e se l’attività di spaccio sia stabile e continuativa . (Nel caso di specie, erano state rinvenute 675 grammi di hashish, 0,4 grammi di cocaina, 0,5 grammi di Marijuana , 351 grammi di Ecstasy e 2 bilancini di precisione).

Ufficio Indagini preliminari Napoli Nord, 29/06/2018, n.479

Stupefacenti: la quantità superiore a quella necessaria al consumatore medio

Il quantitativo di stupefacente superiore a quello necessario per soddisfare, anche nel lungo periodo, il fabbisogno di un consumatore medio impedisce l’applicazione della fattispecie attenuata. (Nel caso di specie si trattava di  52,8 dosi di cocaina e 132 dosi medie singole di hashish.

Ufficio Indagini preliminari Nola, 26/06/2018, n.139



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4 Commenti

    1. Un’eccezione alla punibilità penale della detenzione di droga è rappresentata dal consumo di gruppo, il quale è equiparato all’uso personale. Si ha consumo di gruppo di sostanze stupefacenti quando la droga viene acquistata solamente da uno degli assuntori e poi divisa tra tutti gli altri.Se seguissimo in maniera rigida la regola secondo cui ogni tipo di cessione di droga, anche se fatta tra amici e a titolo gratuito, fosse reato, allora dovremmo dire che commette un crimine anche colui che acquista un po’ di marijuana per sé e per gli amici per fumarla tutti insieme. Invece non è così: se colui che compra la droga la divide poi tra coloro che erano d’accordo con lui affinché l’acquistasse, allora non si integra alcun reato.Insomma: chi prende la droga su mandato di altre persone e poi divide la sostanza stupefacente con i mandatari, non commetterà alcun crimine.

  1. Vi racconto cosa è successo l’altra sera…Tizio riceve incarico da Caio e Sempronio di comprare alcune dosi di marijuana per la festa che si sarebbe tenuta in serata. Tizio si reca dallo spacciatore e acquista il quantitativo pattuito. Quella sera, si reca da Caio e Sempronio per consumare tutti insieme la droga comprata.

  2. Ecco cosa abbiamo fatto alcuni nostri amici… Tizio, su incarico dei suoi amici Caio e Sempronio, si reca da uno spacciatore per acquistare alcuni dosi di marijuana. La sera dello stesso giorno incontra Caio e Sempronio e decidono di fumare insieme lo stupefacente acquistato da Tizio. Tizio ha agito con il consenso di Caio e Sempronio, i quali erano d’accordo affinché Tizio acquistasse anche per loro la droga. Dunque, la successiva cessione di droga che Tizio compie a favore degli amici non è punibile, in quanto equiparata a un consumo personale di droga.

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