L’esperto | Articoli

Cocaina: ultime sentenze

15 Febbraio 2020
Cocaina: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: elementi indicativi dell’effetto drogante della sostanza sequestrata; cocaina; bilancini di precisione; perquisizione domiciliare; flagranza di reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Cocaina: come stabilire l’effettiva natura di una sostanza

In tema di reati concernenti gli stupefacenti, per stabilire l’effettiva natura di una sostanza non è necessaria l’effettuazione di una perizia tossicologica, essendo sufficienti altri mezzi di prova, quali le dichiarazioni testimoniali o confessorie e le risultanze degli accertamenti di polizia o di altri Indizi gravi, specifici e concordanti: il giudice, infatti, può attingere la conoscenza della qualità e quantità del principio attivo di una sostanza drogante dalle diverse fonti di prova acquisite agli atti (ciò che nella specie risultava essere stato motivatamente fatto alla luce degli elementi emersi, indicativi dell’effetto drogante della sostanza sequestrata: gli acquirenti avevano riferito che il prevenuto era il loro abituale fornitore di cocaina e le caratteristiche tipiche della sostanza sono state accertate dai militari operanti).

Cassazione penale sez. IV, 26/09/2019, n.43660

Cocaina nascosta all’interno di una bottiglia di vetro

In tema di stupefacenti è possibile riconoscere la fattispecie autonoma di cui al quinto comma dell’articolo 73 d.p.r. 309/90 anche se si tratti di sostanza stupefacente del tipo cocaina, quindi rientrante tra le droghe cosiddette pesanti, se le connotazioni della condotta siano tali da avere una minima rilevanza penale in relazione anche alla diffusione degli stupefacenti tra i possibili assuntori.

(Nel caso di specie si trattavano di circa 8 g di cocaina nascosta all’interno di una bottiglia di vetro di colore verde contenente anche del riso e sotterrata in un bosco nelle vicinanze della Strada e altri 7 g di cocaina oltre a due bilancini di precisione rinvenuti nella perquisizione domiciliare all’interno dell’abitazione e celati all’interno di un cuscino posto su una sedia situata all’interno del salone).

Tribunale Terni, 29/05/2019, n.609

Detenzione di cocaina: applicabilità della lieve entità

È possibile concedere l’ipotesi attenuata di cui al quinto comma dell’art. 73 D.P.R. 309/ 90 nella detenzione di 18 g di cocaina da parte di un soggetto che risultava essere giunto in Italia solo da pochi mesi.

Tribunale Terni, 22/05/2019, n.538

Quando è inverosimile la destinazione ad uso personale?

In materia di stupefacenti, la valutazione in ordine alla destinazione della droga, se al fine dell’uso personale o della cessione a terzi, ogni qualvolta la condotta non appaia indicare l’immediatezza del consumo, è effettuata dal giudice di merito secondo parametri di apprezzamento sindacabili nel giudizio di legittimità solo sotto il profilo della mancanza o della manifesta illogicità della motivazione.

(Nella specie, la Corte ha ritenuto logica e coerente la motivazione dei giudici del merito secondo cui, oltre al dato quantitativo complessivo delle sostanze stupefacenti, dovessero essere valorizzati anche la diversa natura delle sostanze – cocaina, hashish e marijuana -, le modalità di occultamento delle stesse, il rinvenimento di varie buste di plastica di colore bianco con tagli circolari utilizzate per il confezionamento, la frequentazione di terzi presso l’abitazione dell’imputato, circostanze tutte che rendevano inverosimile la destinazione ad uso personale e comprovavano l’illecita detenzione della sostanza stupefacente).

Cassazione penale sez. III, 10/04/2019, n.25559

Detenzione di stupefacenti: le perquisizioni della polizia giudiziaria

In tema di detenzione di sostanze stupefacenti le perquisizioni della polizia giudiziaria possono essere effettuate anche sulla base di notizie confidenzialmente apprese senza l’obbligo di avvertire la persona sottoposta a controllo del diritto di assistenza di un difensore. (Nel caso di specie si trattava di detenzione di 11,3 g di cocaina e di 15 g di marijuana).

Tribunale Terni, 22/02/2019, n.149

Detenzione di cocaina in 27 bustine negli indumenti intimi

Rientra nella fattispecie attenuata di cui all’art. 73 d.p.r. 309/90 la detenzione a fine di spaccio di 41 mila 311 mg di cocaina corrispondenti a circa 275 dosi medie singole se sono riferibili allo spaccio al minuto e non sia provata una stabile attività in tal senso. (Nel caso di specie, l’imputato deteneva la cocaina in 27 bustine all’interno degli indumenti intimi e pertanto indicativa di una destinazione allo smercio al minuto).

Corte appello Torino sez. I, 12/12/2018, n.7786

La detenzione di diverse sostanze stupefacenti

La detenzione di diverse sostanze stupefacenti integra il reato continuato trattandosi di distinte azioni tipiche con diversa oggettività giuridica e differente trattamento sanzionatorio, non è alternative tra loro né inquadrabili in un rapporto di assorbimento. (Nel caso di specie l’imputato deteneva nell’abitazione 2,8 dosi medie singole di marijuana 2,3 dosi medie singole di eroina e 104,9 dosi medie singole di cocaina).

Ufficio Indagini preliminari S.Maria Capua V., 24/08/2018, n.615

Spaccio di lieve entità: quantitativo rinvenuto

Nel caso in cui sia possibile ritenere di lieve entità la cessione di stupefacenti e riqualificare il fatto ai sensi dell’art. 73, comma 5, del dPR n. 309/1990, non può, tuttavia, essere applicata la pena minima prevista dal detto comma 5, bensì una pena ben superiore, laddove il quantitativo di stupefacente (cocaina) rinvenuto sia limitato, ma non minimo (42 dosi medie singole), quindi idoneo a soddisfare le richieste di numerosi acquirenti, e il denaro trovato nella disponibilità del reo (euro 425,00) appaia di tutta evidenza il provento dell’attività di spaccio eseguita in precedenza.

Tribunale Napoli sez. I, 01/08/2018, n.9618

Detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio: la flagranza di reato

Per ritenere la flagranza di reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio non sono necessarie né la contestuale attività di spaccio né l’individuazione dei potenziali acquirenti, potendo la finalità di spaccio essere desunta dalla quantità, qualità e composizione della sostanza detenuta nonché dalla detenzione di denaro contante, anche in rapporto al reddito del detentore, nonché dalla disponibilità di attrezzature per la pesatura o il confezionamento della sostanza (da queste premesse, accogliendo il ricorso del pubblico ministero, la Corte ha annullato senza rinvio l’ordinanza con cui il giudice non aveva convalidato l’arresto, sulla supposta inesistenza della flagranza, in una fattispecie in cui gli arrestati erano stati trovati in possesso di una duplice quantità di stupefacente – cocaina e hashish – di una somma di denaro – 850 euro – nella disponibilità di uno di essi privo di attività lavorativa, di telefoni cellulari e di materiale per il confezionamento delle dosi).

Cassazione penale sez. VI, 03/07/2018, n.43298

Quando va escluso il piccolo spaccio?

Non è possibile ritenere il piccolo spaccio e di conseguenza l’ipotesi attenuata dell’art 73 comma 5 DPR 309/90, se la sostanza stupefacente sia tale da soddisfare le esigenze di una clientela numerosa e se l’attività di spaccio sia stabile e continuativa . (Nel caso di specie, erano state rinvenute 675 grammi di hashish, 0,4 grammi di cocaina, 0,5 grammi di Marijuana , 351 grammi di Ecstasy e 2 bilancini di precisione).

Ufficio Indagini preliminari Napoli Nord, 29/06/2018, n.479

Reato di cessione di sostanze stupefacenti: ambito e limiti

La circostanza attenuante del conseguimento di un lucro di speciale tenuità, prevista dall’art. 62 n. 4 c.p., deve ritenersi applicabile al reato di cessione di sostanze stupefacenti in presenza di un evento dannoso o pericoloso connotato da un ridotto grado di offensività o disvalore sociale, essendo perciò compatibile con l’autonoma fattispecie del fatto di lieve entità di cui all’art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990.

A tal fine, tuttavia, è necessario che la speciale tenuità riguardi l’entità del lucro e dell’evento dannoso o pericoloso, non risultando configurabile la circostanza attenuante de quo nell’ipotesi in cui l’entità del profitto comunque conseguito dall’agente sia non particolarmente esiguo.

Ciò è accaduto nel caso di specie, avuto riguardo al profitto comunque conseguito dall’imputato, pari a circa 750,00 euro, e a quello ulteriormente conseguibile sulla base dello stupefacente sequestratogli, pari a 31 involucri termosaldati, da cui erano ricavabili 63 dosi singole medie di cocaina.

Corte appello Roma sez. I, 28/05/2019, n.6730

Stupefacenti: la quantità superiore a quella necessaria al consumatore medio

Il quantitativo di stupefacente superiore a quello necessario per soddisfare, anche nel lungo periodo, il fabbisogno di un consumatore medio impedisce l’applicazione della fattispecie attenuata. (Nel caso di specie si trattava di  52,8 dosi di cocaina e 132 dosi medie singole di hashish.

Ufficio Indagini preliminari Nola, 26/06/2018, n.139



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

4 Commenti

    1. Un’eccezione alla punibilità penale della detenzione di droga è rappresentata dal consumo di gruppo, il quale è equiparato all’uso personale. Si ha consumo di gruppo di sostanze stupefacenti quando la droga viene acquistata solamente da uno degli assuntori e poi divisa tra tutti gli altri.Se seguissimo in maniera rigida la regola secondo cui ogni tipo di cessione di droga, anche se fatta tra amici e a titolo gratuito, fosse reato, allora dovremmo dire che commette un crimine anche colui che acquista un po’ di marijuana per sé e per gli amici per fumarla tutti insieme. Invece non è così: se colui che compra la droga la divide poi tra coloro che erano d’accordo con lui affinché l’acquistasse, allora non si integra alcun reato.Insomma: chi prende la droga su mandato di altre persone e poi divide la sostanza stupefacente con i mandatari, non commetterà alcun crimine.

  1. Vi racconto cosa è successo l’altra sera…Tizio riceve incarico da Caio e Sempronio di comprare alcune dosi di marijuana per la festa che si sarebbe tenuta in serata. Tizio si reca dallo spacciatore e acquista il quantitativo pattuito. Quella sera, si reca da Caio e Sempronio per consumare tutti insieme la droga comprata.

  2. Ecco cosa abbiamo fatto alcuni nostri amici… Tizio, su incarico dei suoi amici Caio e Sempronio, si reca da uno spacciatore per acquistare alcuni dosi di marijuana. La sera dello stesso giorno incontra Caio e Sempronio e decidono di fumare insieme lo stupefacente acquistato da Tizio. Tizio ha agito con il consenso di Caio e Sempronio, i quali erano d’accordo affinché Tizio acquistasse anche per loro la droga. Dunque, la successiva cessione di droga che Tizio compie a favore degli amici non è punibile, in quanto equiparata a un consumo personale di droga.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube