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Spaccio marijuana: ultime sentenze

15 Febbraio 2020
Spaccio marijuana: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio; consumo sistematico di marijuana; detenzione in casa di ingenti somme in contanti; piante di marijuana.

Detenzione di marijuana ai fini di spaccio

In materia di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, il riconoscimento dell’ipotesi attenuata di cui all’art. 73, comma 5, D.P.R. n. 309 del 1990 (T.U. Stupefacenti) presuppone che la fattispecie reale risulti di offensività trascurabile, sia sotto l’aspetto oggettivo che sotto l’aspetto soggettivo con riferimento alle finalità della condotta.

Ne consegue che la relativa configurabilità va esclusa ove all’agente sia riconosciuto il ruolo di rifornitore di un segmento dedito al consumo sistematico di droghe del tipo marijuana, in quanto sintomo di una notevole potenzialità diffusività dell’attività di spaccio.

(Nel caso concreto, peraltro, il rinvenimento della marijuana in quantità più che discreta, anche in ragione del considerevole valore del principio attivo, tanto da poterne ricavare oltre 500 dosi, rende inapplicabile l’ipotesi attenuata invocata dalla difesa).

Corte appello Ancona, 15/10/2019, n.1442

La detenzione di 189 dosi medie singole di marijuana

La detenzione a fine di spaccio di 189 dosi medie singole di marijuana impediscono l’applicazione della fattispecie attenuata di cui al quinto comma dell’art. 73 DPR 309/90.(Nel caso di specie la sostanza era nella diretta disponibilità del detenuto mentre faceva ingresso in carcere).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. II, 02/08/2018, n.2664

Attività di spaccio stabile e continuativa

Non è possibile ritenere il piccolo spaccio e di conseguenza l’ipotesi attenuata dell’art 73 comma 5 DPR 309/90, se la sostanza stupefacente sia tale da soddisfare le esigenze di una clientela numerosa e se l’attività di spaccio sia stabile e continuativa.

(Nel caso di specie, erano state rinvenute 675 grammi di hashish, 0,4 grammi di cocaina, 0,5 grammi di Marijuana , 351 grammi di Ecstasy e 2 bilancini di precisione).

Ufficio Indagini preliminari Napoli Nord, 29/06/2018, n.479

Coltivazione non autorizzata di piante di marijuana

In tema di stupefacenti, ai fini della punibilità della coltivazione non autorizzata di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, posto che l’attività di coltivazione si riferisce all’intero ciclo evolutivo dell’organismo biologico, l’offensività della condotta non è esclusa dal mancato compimento del processo di maturazione della pianta, neppure quando risulti l’assenza di principio attivo ricavabile nell’immediatezza, se gli arbusti sono prevedibilmente in grado di rendere, all’esito di un fisiologico sviluppo, quantità significative di prodotto dotato di effetti droganti.

Ciò posto, nel caso di specie, gli imputati sono stati ritenuti colpevoli della detenzione a fini di spaccio di otto piante di marijuana, dalle quali si presumeva fosse possibile ricavare ben 1480 dosi medie singole.

Corte appello Roma sez. III, 02/05/2018, n.4436

Provenienza illecita del denaro

Nel delitto di cessione di sostanze stupefacenti, la detenzione in casa dell’ingente somma di 6.850,00 euro in contanti, appare coerente con la provenienza illecita del denaro, evidenziata dal notevole quantitativo di stupefacente pari a gr. 1.500 di marijuana.

Tribunale Napoli, 29/09/2018, n.10769

Spaccio in forma organizzata 

In tema di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricorre la fattispecie attenuata di cui al comma 5 dell’art. 73 DPR 309/90 se il fatto sia di ridotta offensività. (Nel caso di specie, si trattava di 14,40 gr.  di marijuana e l’assenza di elementi sintomatici di un inserimento del prevenuto in contesti di spaccio in forma organizzata trattandosi di spaccio al dettaglio inducevano a ritenere applicabile l’ipotesi attenuata).

Tribunale Napoli sez. I, 07/02/2018, n.946

Cassiere condannato per possesso di marijuana

L’onere di allegazione dell’incidenza, irrimediabilmente lesiva del vincolo fiduciario, del comportamento extralavorativo del dipendente sul rapporto di lavoro è assolto dal datore con la specifica deduzione del fatto in sé, quando abbia un riflesso, anche soltanto potenziale ma oggettivo, sulla funzionalità del rapporto compromettendo le aspettative d’un futuro puntuale adempimento dell’obbligazione lavorativa, in relazione alle specifiche mansioni o alla particolare attività, di gravità tale, per contrarietà alle norme dell’etica e del vivere civile comuni, da connotare la figura morale del lavoratore, tanto più se inserito in un ufficio di rilevanza pubblica a contatto con utenti (fattispecie relativa al licenziamento di un cassiere condannato per detenzione e spaccio di rilevante quantità di sostanze stupefacenti del tipo marijuana).

Cassazione civile sez. lav., 24/11/2016, n.24023

Finalità di spaccio delle sostanze stupefacenti: gli elementi probatori

In tema di detenzione di stupefacenti, la finalità dello spaccio si desume dalla quantità dello stupefacente il tempo e il luogo della detenzione oltre alla strumentazione e le modalità del confezionamento.

(Nel caso di specie, l’imputata era stata vista in una piazza di spaccio con 11,60 grammi di cocaina suddivisa in 11 cilindretti, grammi 30,58 di hashish suddivisa in 23 stecche e grammi 54,43 di marijuana suddivisa in 44 bustine).

Ufficio Indagini preliminari Napoli Nord, 15/09/2016, n.620

Detenzione e spaccio di marijuana

La detenzione a fine di spaccio di 700 grammi di marijuana non può configurare il reato di cui al comma 5 dell’art. 73 d.P.R. 309/90

Tribunale Torre Annunziata, 03/05/2016, n.1628

Quantitativo di droga

Deve essere confermato il provvedimento restrittivo nei confronti del prevenuto, allorchè pur a fronte di una quantitativo di droga relativamente modesto rinvenuto nella sua disponibilità (nella specie, pari a 31 dosi di marijuana) le modalità dello spaccio siano indicative del carattere professionale della attività criminosa, dovendosi di talché escludere la configurabilità dell’ipotesi di cui all’art. 73, comma V, d.P.R. n. 309/1990.

Cassazione penale sez. IV, 06/07/2015, n.30500



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12 Commenti

  1. In Italia, la legge punisce come reato lo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché tutta una serie di condotte legate alla droga e alla sua cessione; al contrario, non costituisce reato fare un uso personale di stupefacenti: in pratica, se fumi uno spinello per i fatti tuoi non commetti alcun crimine. Ma, se è così, perché le persone che fanno uso di droghe si nascondono alla vista degli altri? Perché non vediamo per strada persone fumare della marijuana con la stessa naturalezza con cui si fuma una sigaretta? Semplice: perché il consumo di stupefacente, seppur personale, costituisce un illecito amministrativo.

  2. quali sono le sanzioni penali per chi si macchia di una delle condotte proibite dalla legge? Chi coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti, come viene punito?

  3. Ma come si fa a sapere se la droga rinvenuta nel possesso di una persona sia per uso proprio oppure, al contrario, sia destinata allo spaccio?

    1. Per comprendere quando la detenzione di droga sia finalizzata alla cessione (e costituisca dunque condotta penalmente rilevante) oppure al consumo personale bisogna guardare al quantitativo e alle modalità del possesso.
      Dal primo punto di vista, secondo la legge [3], la quantità massima (in termini di principio attivo) detenibile per evitare di incorrere in responsabilità penale è pari a:
      250 mg di principio attivo nel caso di eroina (circa dieci dosi);
      750 mg di principio attivo nel caso di cocaina (pari a circa cinque dosi);
      500 mg di principio attivo nel caso di cannabis, marijuana, hashish (equivalenti all’incirca a 35 – 40 spinelli confezionati);
      750 mg di principio attivo per MDMA (circa cinque pasticche di ecstasy);
      500 mg di principio attivo nel caso di Amfetamina (cinque pasticche);
      0,150 mg di principio attivo nel caso di LSD (circa tre quadratini o “francobolli”).
      In pratica, chi viene trovato con tali quantità di droga (espressa in principio attivo), non può essere accusato del reato di spaccio di sostanze stupefacenti poiché si tratta di dosi ritenute idonee all’uso personale.La quantità di principio attivo drogante di cui si è in possesso non è sempre sufficiente, però, ad escludere la punibilità penale: come detto, occorre tener conto anche delle modalità di detenzione della droga.Se, durante una perquisizione, la polizia dovesse trovare un modesto quantitativo di droga rientrante nei parametri sopra indicati, ma già pronto per essere ceduto (ad esempio, perché impacchettato in dosi ben misurate), allora scatterebbe il reato perché si presumerebbe che la droga fosse destinata al mercato, cioè alla cessione.

    1. Se la polizia dovesse trovarti con della droga per uso personale, anche solo con un po’ di marijuana per fumare uno spinello, sarebbe costretta a sequestrarla (per poi inviarla per le opportuni analisi) e a redigere il verbale ove ti viene contestato formalmente l’illecito; dopodiché, il verbale è comunicato alla prefettura territorialmente competente per l’avvio della procedura che condurrà all’applicazione della sanzione più adatta.

    2. Cosa succede se la polizia ti trova con la droga? Dipende da cosa stai facendo con la sostanza stupefacente:
      se la stai cedendo (anche a titolo gratuito) ad altre persone, allora v’è la seria possibilità che la polizia ritenga che tu stia spacciando. Le forze dell’ordine potranno pertanto fermarti e, se ritengono che tu sia stato colto in flagranza di reato, perfino arrestati. A quel punto non potrai fare altro che seguire la polizia e chiedere di parlare immediatamente col tuo difensore di fiducia;
      se ne stai facendo un uso esclusivamente personale (ad esempio, stai fumando in tutta tranquillità uno spinello), allora la polizia non potrà contestarti alcun reato, ma potrà comunque procedere al sequestro della sostanza per la sua analisi e alla contestazione dell’illecito amministrativo. Redigerà quindi un verbale da inviare alla prefettura, al quale poi provvederà a convocarti per le eventuali sanzioni amministrative (di cui al paragrafo precedente) da comminarti;
      se ne stai facendo un uso personale, ma il quantitativo posseduto e/o le modalità di detenzione (ad esempio, la droga è già confezionata in panetti pronti a essere distribuiti) inducono a pensare che lo stupefacente non sia solo per te, allora potrà procedere lo stesso ad arrestarti.

  4. Purtroppo sono tanti i ragazzi che, il sabato sera, si ritrovano insieme nei locali o nelle piazze per poter bere qualcosa e fumare un po’ di marijuana o di hashish. Il consumo delle droghe, soprattutto quelle leggere, è in crescita soprattutto tra i più giovani i quali, ignorando gli avvertimenti degli esperti di medicina, continuano a ignorare gli effetti deleteri delle sostanze stupefacenti, di qualunque tipo esse siano. Oltre ai problemi sulla salute che l’utilizzo di droghe comporta, non va trascurato l’aspetto legale, e cioè che la detenzione di sostanze stupefacenti può costituire reato.

  5. Detenzione droga: quando è reato e quando non lo è? Coltivare sostanze stupefacenti è sempre reato? Quando si presume l’uso personale?

    Detenere sostanze stupefacenti, anche se per uso personale, è sempre rischioso: la quantità che si ha con sé potrebbe superare i limiti stabiliti dalla legge e far presumere che essa sia destinata allo spaccio, con conseguente arresto e processo penale chi ne ha il possesso. A lungo si è ritenuto che tra le condotte vietate rientrasse sempre e comunque anche la coltivazione di piante da cui è estraibile la droga; grazie a una sentenza a sezioni unite della Corte di Cassazione, ora non è più così.

  6. chi possiede sostanze stupefacenti entro i limiti fissati dal governo, non sarà perseguibile penalmente, in quanto si presumerà che la droga sia per uso personale, salvo che, per via delle modalità di detenzione della stessa (suddivisione in panetti da vendere, ecc.), le circostanze non facciano pensare il contrario.

  7. chi viene trovato con tali quantità di droga (espressa in principio attivo, si ricordi), non può essere accusato del reato di spaccio di sostanze stupefacenti poiché si tratta di dosi ritenute idonee all’uso personale.Questa presunzione, tuttavia, può essere superata nel momento in cui il soggetto venga sorpreso in circostanza che, nonostante il modesto quantitativo, facciano presumere che, al contrario, la droga era destinata alla cessione: si pensi a colui che abbia già precedenti per spaccio, oppure a chi venga trovato in possesso dei classici strumenti che accompagnano la cessione, tipo il bilancino, il coltellino, la carta stagnola, ecc.

  8. Fino a qualche tempo fa, coltivare marijuana (o qualsiasi altro tipo di droga) avrebbe costituito senza dubbio alcuno una condotta illecita, infatti, solamente l’uso personale e quello di gruppo può rientrare tra le condotte non punibili penalmente.Il principio generale era che la coltivazione non autorizzata di piante dalle quali siano estraibili sostanze stupefacenti è penalmente rilevante, anche se realizzata per l’uso personale del prodotto, quando è accertata l’effettiva capacità della sostanza, ricavata o ricavabile, di produrre un effetto drogante con concreto pericolo di aumento di disponibilità dello stupefacente e di sua ulteriore diffusione.

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