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Massaggiatore: ultime sentenze

9 Febbraio 2020
Massaggiatore: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: massaggiatore; diploma di massaggiatore massiofisioterapista triennale e laurea in fisioterapia; reato di esercizio abusivo della professione medica; attività di massaggiatore a scopo curativo; massaggiatore sportivo.

L’attività di massaggiatore

In assenza di una normativa statale, che regoli i requisiti per l’esercizio di pratiche bio-naturali, l’attività di massaggiatore deve ritenersi rientrante tra quelle non organizzate ed esercitabili liberamente.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 10/01/2017, n.46

Attività di massaggiatore a scopo curativo

Risponde del reato di esercizio abusivo della professione, previsto dall’art. 348 c.p., colui che, senza aver conseguito la laurea in medicina e la relativa abilitazione professionale, eserciti l’attività di massaggiatore a scopo curativo, posto che la professione sanitaria di massaggiatore abilita solo a compiere trattamenti finalizzati a migliorare il benessere personale su un soggetto sano e integro e non il compimento di attività che presuppongono competenze mediche, terapeutiche o fisioterapiche.

Cassazione penale sez. VI, 15/03/2016, n.13213

Professione di massofisioterapista della riabilitazione e di massaggiatore

L’esercizio di massaggi in relazione a precise patologie rappresentate all’imputato dai pazienti (ernia del disco, dolori cervicali e al braccio, mai di schiena, sinusite), richiedenti pertanto adeguate conoscenze tecniche e la cui effettuazione è riservata ai titolari di specifica abilitazione, per la delicatezza della funzione e l’idoneità ad incidere sulla salute delle persone, permettono di distinguere questo tipo di funzioni dall’attività liberamente esercitabile da chiunque, a scopo meramente distensivo, e quindi, di riconoscere la responsabilità dell’imputato per il reato di cui all’art. 348 c.p. per aver esercitato abusivamente la professione di massofisioterapista della riabilitazione e di massaggiatore.

Cassazione penale sez. VI, 16/09/2015, n.50063

Scuola di massaggio e massofisioterapia

Se l’articolo 1 della legge 15 maggio 1971, n. 403 ( Nuove norme sulla professione e sul collocamento dei massaggiatori e massofisioterapisti ciechi ) afferma che la professione sanitaria ausiliaria di massaggiatore e masso fisioterapista è esercitabile soltanto dai massaggiatori e fisioterapisti diplomati da una scuola di massaggio e massofisioterapia statale o autorizzata con decreto del Ministero per la sanità, è da evidenziare altresì che l’articolo 1, comma 2, lettera f) del d.P.R. 25 gennaio 1972, n. 10 (Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di istruzione artigiana e professionale e del relativo personale ) prevede che le funzioni amministrativi degli organi centrali e periferici dello Stato in materia di formazione professionale diretta allo svolgimento di professioni sanitarie ausiliarie e di arti sanitarie ausiliarie sono trasferite alle Regioni a Statuto ordinario.

Consiglio di Stato sez. VI, 28/05/2015, n.2672

Diploma di massaggiatore massofisioterapista triennale

Il diploma di massaggiatore massofisioterapista triennale non può considerarsi automaticamente equivalente al diploma universitario di laurea in fisioterapia, atteso il disposto dell’art. 4, comma 1, l. n. 42 del 1999, che – nel dettare una specifica disciplina transitoria sulla validità dei titoli formativi acquisti (al di fuori di strutture universitarie) in base alla normativa precedente alla riforma attuativa dell’art. 6, comma 3, d.lg. n. 502 del 1992 di riordino della disciplina in materia sanitaria (c.d. seconda riforma sanitaria) – espressamente stabilisce come soltanto i diplomi ed attestati conseguiti anteriormente a detta riforma debbano essere riconosciuti dall’Università ai fini della “riconversione creditizia”, con conseguimento, per l’effetto, del relativo diploma triennale universitario (c.d. laurea breve).

Ciò non equivale ad affermare la totale irrilevanza del titolo in questione, dovendo in ogni caso, l’Ateneo – a fronte di una specifica istanza – apprezzare, comunque, quali “conoscenze e abilità professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia”, e valutare la relativa esperienza abilitante mediante l’attribuzione di taluni crediti formativi universitari, ai sensi dell’art. 5, comma 7, d.m. 22 ottobre 2004 n. 270.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. I, 27/01/2017, n.196

Diploma regionale di massaggiatore massofisioterapia

Fermo restando che solo la formazione statale è direttamente connessa all’attività di formazione culturale e scientifica realizzata in sede di istruzione superiore ed universitaria, anche in seguito al riassetto del sistema sanitario introdotto dall’art. 6 d.lgs. 502/1992, i corsi e i diplomi regionali continuano ad avere efficacia per le professioni sanitarie ausiliarie, sia pure con utilità minori e diverse dall’abilitazione diretta alla professione stessa; deve, pertanto, ritenersi illegittimo il rigetto della domanda di ammissione al corso di riconversione creditizia, attivato da un istituto universitario ai fini del conseguimento della laurea in fisioterapia, sul presupposto che il diploma regionale di massaggiatore massofisioterapia non è equipollente al diploma universitario di fisioterapia, in quanto conseguito oltre il 1997.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 05/02/2015, n.211

Titolo di massaggiatore-idroterapista

Viola l’art. 49 tfUe la normativa di uno Stato membro che nega l’accesso parziale alla professione di fisioterapista ad un cittadino dello Stato membro stesso, il quale abbia conseguito in un altro Stato membro il titolo di massaggiatore-idroterapista, titolo che gli consente di esercitare in tale altro Stato membro una parte delle attività riconducibili alla professione di fisioterapista, qualora le differenze tra gli ambiti di attività siano così rilevanti che sarebbe in realtà necessario seguire una formazione completa per accedere alla professione di fisioterapista.

Corte giustizia UE sez. I, 27/06/2013, n.575

Mansioni di massaggiatore

La l. 23 marzo 1981 n. 91, in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti, detta regole per la qualificazione del rapporto di lavoro dell’atleta professionista, stabilendo specificamente all’art. 3 i presupposti della fattispecie in cui la prestazione pattuita a titolo oneroso costituisce oggetto di contratto di lavoro subordinato; per le altre figure di lavoratori sportivi contemplate nell’art. 2 (allenatori, direttori tecnico sportivi e preparatori atletici) la sussistenza o meno del vincolo di subordinazione deve essere accertata di volta in volta nel caso concreto, in applicazione dei criteri forniti dal diritto comune del lavoro.

Ne consegue che, anche ove l’attività sia stata svolta a favore di una associazione dilettantistica (nella specie, con mansioni di massaggiatore e di assistenza per le esigenze della squadra di calcio), è configurabile una prestazione di lavoro subordinato.

Cassazione civile sez. lav., 01/08/2011, n.16849

Stabilimenti idroterapici

È legittimo il provvedimento regionale di attivazione del percorso formativo abilitante per l’esercizio dell’arte ausiliaria di massaggiatore e di capo bagnino degli stabilimenti idroterapici: infatti la potestà legislativa regionale nella materia concorrente delle professioni deve rispettare il principio secondo cui l’individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e titoli abilitanti, è riservata, per il suo carattere necessariamente unitario, allo Stato, rientrando nella competenza delle regioni la disciplina di quegli aspetti che presentano uno specifico collegamento con la realtà regionale, ma il decreto impugnato non “crea” alcuna figura professionale, limitandosi ad istituire corsi di formazione abilitanti all’esercizio di una arte ausiliaria (quella di massaggiatore e di capo bagnino degli stabilimenti idroterapici) già compiutamente individuata dalla legge statale quale arte sanitaria delle professioni sanitarie.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 09/03/2011, n.676

Massaggiatore non vedente

Ai sensi dell’art. 32, d.P.R. n. 220 del 2001, e in conformità a quanto già disposto dal d.m. 10 luglio 1998 la possibilità di accesso per concorso al profilo di massaggiatore non vedente deve intendersi riservata a chi sia in possesso del diploma abilitante previsto dalla vigente normativa.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 15/01/2010, n.5

Massaggiatore sportivo

La competenza regionale in materia di professioni, anche a fronte della previsione di cui all’art. 1, comma 2, l. n. 43 del 2006, rimane circoscritta. Essa, da un lato, si manifesta in ambiti residuali e di dettaglio rispetto alle professioni sanitarie definite a livello statale, in ogni caso senza poter interferire nell’individuazione delle figure professionali, dei relativi profili e dei correlati ordinamenti didattici.

Dall’altro, proprio sulla base del disposto di cui all’art. 1 comma 2, l. n. 43 del 2006, la competenza regionale investe l’individuazione di figure di «operatori di interesse sanitario», che debbono tuttavia essere diverse non solo dalle professioni sanitarie propriamente dette ma anche da quelle che nella pregressa legislazione statale costituivano le «arti ausiliarie delle professioni sanitarie», tra le quali rientrava il massofisioterapista e in via correlata anche il massaggiatore sportivo, che ne rappresentava una figura specializzata (la coerente applicazione delle delineate coordinate ermeneutiche rende evidente come nel caso di specie anche la nuova disciplina dei «massaggiatori ed operatori della salute» adottata dalla Regione Lombardia si ponga ben al di fuori degli ambiti di competenza regionale, così violando le competenze statali delineate dall’art. 117 comma 3, Cost. in materia di «professioni»).

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 10/09/2009, n.4641


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