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Dove vanno i soldi delle multe?

19 Febbraio 2020 | Autore:
Dove vanno i soldi delle multe?

Come devono spendere lo Stato ed i Comuni il denaro proveniente dalle sanzioni per violazioni del Codice della Strada?

Quando commetti una violazione al Codice della strada non c’è santo che tenga: per quanto ti risulti antipatico, ti tocca pagare la sanzione e basta. Ma ti sei mai chiesto dove vanno i soldi delle multe? C’è una legge che obblighi lo Stato o i Comuni a reinvestire quel denaro nel bene della collettività, magari per sistemare le buche delle strade o per adattare i marciapiedi al passaggio dei disabili?

Sarebbe la soluzione più logica: anziché aumentare le tasse ai cittadini, compresi quelli che la violazione al Codice non l’hanno mai commessa o quelli che la macchina non la usano per niente, si potrebbe migliorare la viabilità e la sicurezza stradale con i soldi delle multe. E, in realtà, una legge in proposito c’è. Solo che consente di destinare a questo scopo solo una parte del ricavato delle sanzioni, mentre il resto può essere speso a seconda delle esigenze di chi incassa.

Pensa che di questo argomento si occupa lo stesso Codice della strada. C’è un articolo [1] in cui viene definito dove vanno i soldi delle multe e come devono essere ripartiti, cioè in che cosa devono essere investiti. Altro discorso è che queste indicazioni vengano sempre rispettate, sia dai Comuni sia dallo Stato. Insomma, a volte si rischia di trovarsi davanti ad un fatto paradossale: chi deve spendere in un certo modo i soldi provenienti dalle violazioni al Codice e non lo fa, commette a sua volta una violazione del Codice. Di cui, però, non pagherà la relativa sanzione da investire secondo quanto stabilito dal Codice. Il cane che si morde la coda? Più o meno. Vediamo, intanto, che cosa dice la legge.

Soldi delle multe: a chi vanno?

Secondo il Codice della strada, i soldi delle multe devono finire:

  • nelle casse dello Stato nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, agenti o ufficiali statali oppure da funzionari o agenti delle Ferrovie dello Stato o delle ferrovie e tranvie in concessione;
  • nelle casse degli enti locali nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, agenti o ufficiali delle regioni, delle province o dei Comuni.

Soldi delle multe: come li deve spendere lo Stato?

La normativa in vigore stabilisce che i soldi delle multe incassati dallo Stato debbano essere ripartiti in questo modo.

L’80% all’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per finanziare:

  • le attività connesse all’attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale;
  • studi, ricerche e propaganda ai fini della sicurezza stradale;
  • educazione stradale, anche in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;
  • assistenza e previdenza del personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di finanza, della Polizia penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato;
  • attività di promozione della sicurezza e della circolazione.

Di questo 80%, un quinto (cioè il 20% di quell’80%) va al Dipartimento per i trasporti terrestri del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per finanziare studi, ricerche e propaganda sulla sicurezza del veicolo.

Infine, un 7,5% del totale annuo è destinato al Dipartimento per i servizi per il territorio del Miur (ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca) per favorire l’insegnamento dell’educazione stradale nelle scuole pubbliche e private e per organizzare dei corsi finalizzati al conseguimento del permesso di guida dei motorini. Sul restante 12,5% del totale, il Codice non dice nulla.

Se lo Stato incassa dei proventi ulteriori rispetto alle esigenze di compensazione finanziaria e di equilibrio di bilancio, questi soldi vengono messi a consuntivo dal ministero dell’Economia e delle Finanze e devono essere ripartiti in questo modo.

Un 25% del totale annuo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per:

  • interventi previsti nei programmi annuali di attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale;
  • sostituzione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica stradale (almeno un quarto di questa quota);
  • installazione, potenziamento, messa a norma e manutenzione di barriere e sistemazione del manto stradale, ad esclusione delle strade e delle autostrade affidate in concessione (almeno un quarto di questa quota).

Un 10% del totale al ministero dell’Interno per l’acquisto di auto, mezzi ed attrezzature delle forze di polizia destinati al potenziamento dei controlli sulla sicurezza stradale. Questi fondi vanni ripartiti a ciascuna delle forze in base alla percentuale di violazioni riscontrate. In altre parole, chi fa più multe prende più soldi.

Un altro 5% del totale al ministero dell’Interno per pagare le spese relative agli accertamenti.

Ancora un 5% al ministero dell’Interno per garantire la piena funzionalità degli organi di polizia stradale, la repressione delle violazioni ed il controllo sull’efficienza dei veicoli.

Un 5% al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per predisporre dei programmi obbligatori sull’educazione alla sicurezza stradale.

Totale: 50%. Sull’altra metà, il Codice non dice nulla.

Soldi delle multe: come li devono spendere gli enti locali?

Anche le Regioni o i Comuni hanno dei vincoli ben precisi per la gestione di quello che incassano per le violazioni del Codice della strada. Ecco dove vanno a finire i soldi delle multe, o meglio: una parte dei soldi. Perché, come vedremo, pure gli enti locali hanno un margine discrezionale.

In sostanza, sulla multa per eccesso di velocità o per divieto di sosta che paghi ad un determinato Comune, l’amministrazione locale deve rispondere al 50% in questo modo:

  • almeno un 25% di quella quota (quindi, un quarto della metà) deve essere investito in interventi di sostituzione, potenziamento, ammodernamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica stradale di proprietà dell’ente locale;
  • almeno un altro 25% della quota (un altro quarto della metà) deve andare al potenziamento dei controlli e degli accertamenti delle violazioni, anche attraverso l’acquisto di auto, mezzi ed attrezzature destinati alla Polizia locale.

Il resto, cioè l’altra metà della metà, deve essere utilizzato per altre iniziative volte al miglioramento della sicurezza stradale, ovvero:

  • manutenzione delle strade di proprietà dell’ente;
  • installazione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e sistemazione del manto stradale;
  • interventi per la sicurezza stradale a tutela dei cittadini più deboli (anziani, bambini, disabili, ecc.);
  • corsi didattici nelle scuole finalizzati all’educazione stradale tenuti dagli organi di Polizia locale;
  • assistenza e previdenza del personale;
  • interventi per favorire la mobilità ciclistica (come la realizzazione di piste ciclabili).

In questa prima quota del 50% del totale delle multe incassate rientra anche la possibilità di effettuare delle assunzioni con contratto stagionale a progetto o di finanziare dei progetti di potenziamento dei servizi di prevenzione delle violazioni e di controllo della sicurezza stradale.

E il restante 50%? La normativa consente agli enti locali di decidere se destinarla ad altre attività o ad altri interventi riguardanti le strade oppure di investirli in progetti di diversa natura.


note

[1] Art. 208 cod. str.


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