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Aspettativa retribuita: ultime sentenze

15 Febbraio 2020
Aspettativa retribuita: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: dipendente pubblico; aspettativa retribuita; ammissione a corsi di dottorato di ricerca; controversia concernente il diritto all’aspettativa retribuita; contratti a tempo indeterminato.

L’aspettativa per dottorato di ricerca è un diritto che spetta al dipendente pubblico qualora risulti ammesso ad un corso di dottorato di ricerca. E’ un’aspettativa per motivi di studio e può durare per tutta la durata del dottorato.

Aspettativa retribuita per il conseguimento del dottorato 

Il dipendente pubblico, in aspettativa retribuita per il conseguimento del dottorato privo di borsa di studio, non può pretendere di percepire lo stipendio anche per il periodo di proroga eventualmente concesso al fine del completamento del percorso universitario.

Cassazione civile sez. lav., 10/01/2019, n.432

Ammissione ai corsi di dottorato di ricerca

L’aspettativa retribuita in caso di ammissione ai corsi di dottorato di ricerca, prevista dall’art. 2 della l. n. 476 del 1984, come modificato dall’art. 52, comma 57, della l. n. 448 del 2001, è stata riservata dal legislatore al rapporto a tempo indeterminato, come si desume dal riferimento alla prosecuzione del rapporto, per un periodo minimo di durata, dopo il conseguimento del dottorato.

La limitazione agli assunti a tempo indeterminato non contrasta con il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’accordo quadro allegata alla direttiva 1999/70/CE nel caso in cui non vi sia compatibilità fra la condizione risolutiva prevista dallo stesso art. 2, giustificata da una legittima finalità, e la durata del contratto a termine, tale da non consentire, dopo il conseguimento del dottorato, la prosecuzione almeno biennale del rapporto.

Cassazione civile sez. lav., 08/02/2018, n.3096

Riscatto del periodo di aspettativa retribuita: presupposti

Sussiste facoltà di riscatto del periodo di aspettativa retribuita, non solo quando questa sia stata ottenuta in virtù di una disposizione di legge, ma anche quando essa derivi da una previsione contrattuale collettiva.

Corte Conti, (Lazio) sez. reg. giurisd., 12/09/2017, n.247

Docente assunto con contratto a tempo determinato: ha diritto all’aspettativa retribuita?

Il docente assunto con contratto di lavoro a tempo determinato non ha diritto a fruire dell’aspettativa retribuita per dottorato di ricerca, trattandosi di una situazione giuridica incompatibile con la natura temporanea del contratto.

Tribunale Genova, 11/03/2014

Dipendenti in aspettativa retribuita

È costituzionalmente illegittimo l’art. 10, comma 25, l. reg. Friuli-Venezia Giulia 11 agosto 2011, n. 11. La disposizione censurata, nell’eccettuare i dipendenti in aspettativa retribuita dal calcolo che porta all’applicazione delle deroghe al regime delle assunzioni di cui all’art. 12, comma 29, l. reg. n. 17 del 2008, in funzione del concorso delle autonomie locali al rispetto del patto di stabilità, contrasta con il principio fondamentale della materia del coordinamento della finanza pubblica, di cui all’art. 76, comma 7 d.l. n. 112 del 2008, che pone il divieto di procedere ad assunzioni di qualsiasi tipo per gli enti nei quali l’incidenza delle spese di personale è pari o superiore al 40 per cento.

Corte Costituzionale, 13/09/2012, n.217

Richiesta di aspettativa retribuita per dottorato estero

Ai fini del riconoscimento del diritto ad un periodo di aspettativa retribuita da parte del pubblico dipendente, nella specie docente di istituto scolastico statale superiore, che sia stato ammesso ad un corso di dottorato presso un’università europea, è necessaria la preventiva positiva valutazione di equipollenza, con analogo titolo conseguibile presso le Università italiane, da parte del Ministero della pubblica istruzione, coerentemente con quanto previsto dall’art. 74 del d.P.R. n. 382 del 1980 ai fini del riconoscimento, ex post, in Italia del titolo di dottore di ricerca o analoga qualificazione accademica conseguita all’estero, costituendo tale procedura di riconoscimento un adeguato contemperamento, anche all’interno dell’Unione Europea, tra l’esigenza di non limitare i benefici dell’aspettativa ai soli casi di dottorato italiano penalizzando ingiustificatamente la frequenza di centri ed istituzioni di ricerca stranieri di riconosciuto valore scientifico e quella equivalente di non consentire al dipendente di fruire di rilevanti benefici anche in ordine a corsi sulla cui qualificazione non vi è alcuna possibilità di controllo.

Cassazione civile sez. lav., 15/10/2010, n.21276

Frequenza ad un dottorato di ricerca senza assegnazione di borsa di studio

La controversia concernente il diritto, preteso dall’interessato e negato dal suo datore di lavoro (nella specie: l’Asl di Piacenza), all’aspettativa retribuita, per la frequenza ad un dottorato di ricerca senza assegnazione di borsa di studio, prevista dall’art. 2, l. n. 476 del 1984, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario specializzato (giudice del lavoro), in materia di pubblico impiego contrattualizzato.

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 09/09/2009, n.663

Diniego dell’aspettativa retribuita

È legittimo il provvedimento di diniego dell’aspettativa retribuita ex art. 31 st. lav., non rientrando il sindacato richiedente nella tabella relativa al comparto scuola allegata al ccnq del 7 agosto 1998 e, pertanto, va rigettato il ricorso, ex art. 700 c.p.c., presentato da UNICOBAS-SCUOLA contro il Ministero della p.i.

Pretura Roma, 09/07/1999

Istanza di aspettativa retribuita

Deve essere confermata la decisione dei giudici del merito che hanno dichiarato l’illegittimità del licenziamento intimato al lavoratore che, per ottenere una “aspettativa per motivi familiari“, aveva erroneamente avanzato istanza di “aspettativa retribuita“. Tale vizio di forma non rende grave l’assenza del lavoratore, nonostante l’azienda abbia ribadito, più volte, nei confronti del dipendente la necessità di “correggere” la richiesta di aspettativa, prima di poterla ritenere accettabile.

Cassazione civile sez. lav., 05/05/2015, n.8928



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