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Come medicare correttamente una ferita

21 Febbraio 2020 | Autore: Massimo Agnesi
Come medicare correttamente una ferita

Medicazione di una ferita: quali materiali, disinfettanti e tecniche utilizzare nel primo soccorso di un piccolo incidente domestico o lavorativo. In questo articolo, scoprirai cosa fare, gli errori da evitare e quando è meglio rivolgersi al Pronto Soccorso. 

Ti sarai sicuramente trovato più di qualche volta, a casa o al lavoro, alle prese con un piccolo infortunio. Un attimo di disattenzione basta per lesionare la cute ed è, quindi, necessario pulire e medicare in maniera corretta la ferita per evitare il rischio di infezione. Anche se lo hai già fatto molte volte e se a prima vista può sembrarti semplice, devi sapere che agendo nel modo corretto otterrai un risultato più sicuro e una guarigione più veloce.

Alcuni modi di fare tramandati di generazione in generazione, i cosiddetti “rimedi della nonna”, non sempre sono corretti e possono anche complicare la situazione. Talvolta, sarà necessario che tu ti rivolga al Pronto Soccorso: ci sono ferite che necessitano di una pulizia profonda e accurata e che, per rimarginarsi correttamente, necessitano dell’applicazioni di punti di sutura; questo articolo ti spiegherà come riconoscerle.

Rivolgerti ad un medico è, inoltre, opportuno se non sei sicuro della copertura vaccinale dell’infortunato: potrebbe essere opportuno per aiutare le difese immunitarie contro malattie pericolose come il tetano. Infine ti sarai domandato se è obbligatorio da parte tua intervenire in prima persona nell’effettuare la medicazione e quali rischi corri se non lo fai.

Com’è fatta la pelle e a che cosa serve?

La pelle è il rivestimento impermeabile e protettivo del nostro corpo. È formato da uno strato superficiale, l’epidermide ed uno più profondo, il derma. L’epidermide è lo strato “duro” formato da cellule epiteliali ed è quello che svolge il ruolo di protezione. Il derma è lo strato “vivo” che permette la sostituzione e la riparazione dello strato superficiale quando viene lesionato e che contiene, tra l’altro, le ghiandole sudoripare e le terminazioni nervose per la percezione tattile e dolorosa.

Dunque, la pelle ti protegge dal mondo esterno, regola la tua temperatura tramite la sudorazione, ti permette di essere in relazione con il mondo esterno tramite i recettori sensoriali che comunicano al cervello tutti i contatti fisici con ciò che ti circonda.

Quando la pelle si rompe: le ferite

Ciò che comunemente chiami ferita è l’interruzione della continuità della pelle. Oltre alla breccia che si crea nella cute ti troverai a dover affrontare alcune complicazioni: in primo luogo, oltre all’epidermide, vengono lesionati anche i suoi vasi sanguigni superficiali e ci sarà di conseguenza una perdita di sangue (emorragia). Se a essere lesionato è un vaso grosso dovrai preoccuparti di tamponare la ferita per evitare che un sanguinamento cospicuo induca uno stato di shock emorragico.

Infine i microbi, normalmente presenti nell’ambiente, troveranno una porta di ingresso nell’organismo e rischieranno di causare un’infezione. Curando la ferita in modo corretto aiuterai le difese immunitarie a fronteggiare il tentativo di invasione.

Ferita: un nome unico per molti tipi di lesione diverse

Quando ti trovi davanti ad una ferita devi riconoscere di che tipo si tratta per curarla correttamente o per decidere che è necessario rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso più vicino.

Vediamo quali sono i tipi di lesione che potresti trovarti ad affrontare:

  • abrasioni: le riconosci perché sono superficiali e generate da un corpo tagliente che ha esercitato la sua azione lesiva in modo tangenziale (è la ferita che ti procuri, ad esempio, con il rasoio da barba);
  • escoriazioni: sono anch’esse superficiali, dovute all’azione di un corpo ruvido come l’asfalto o la ghiaia. Dovrai prestare attenzione alla pulizia di queste ferite perché sono tipicamente sporche;
  • ferite da punta: sono potenzialmente profonde e provocate da oggetti acuminati quali chiodi, punteruoli o spine. È importante che tu esamini con cura queste ferite poiché si infettano facilmente;
  • ferite da taglio: sono causate da lame come coltelli, taglierini, forbici. Possono essere profonde e lesionare vasi di medio/grosso calibro. Ti troverai verosimilmente ad affrontare una delle complicazioni di cui abbiamo accennato: l’emorragia. Questo tipo di ferita infatti di solito sanguina parecchio e va trattata con la massima urgenza;
  • ferite lacere: sono ferite in cui la cute viene strappata, per esempio da un uncino o dal morso di un animale. I bordi della lacerazione sono irregolari e anche in questo caso è possibile che tu debba intervenire velocemente per interrompere un sanguinamento importante. Oltre alla lacerazione queste ferite possono presentare anche le caratteristiche di una contusione circostante, dovuta all’azione del corpo lesivo: in questo caso si parla di ferite lacero-contuse (tipiche per esempio dei traumi cranici dovuti ad impatto violento con mobili o altri oggetti a spigoli vivi).

Valuterai una ferita tanto più grave quanto più ti appare profonda e/o estesa, se si trova in zone dove sono presenti organi la cui lesione mette a rischio la sopravvivenza (capo, torace, addome), se noti corpi estranei che sono rimasti conficcati nella stessa oppure se ti trovi di fronte ad emorragie che non sono arrestabili con i metodi che ti spiegherò tra poco.

Qualora ti trovassi di fronte ad una ferita che ti sembra grave è necessario l’immediato trasporto in ospedale: non esitare a chiamare il numero di emergenza sanitaria 118 (112 in alcune regioni) per ottenere l’invio sul posto di un’ambulanza per un Soccorso qualificato sul posto ed un trasporto rapido in Pronto Soccorso.

Come si medica una ferita superficiale?

Tutte le ferite superficiali devono essere tempestivamente pulite e medicate per evitare le infezioni: anche tu puoi farlo correttamente ed efficacemente seguendo alcune semplici regole. Ecco come devi procedere:

  • se il ferito è una persona sconosciuta proteggi le tue mani dal contatto con il suo sangue: ci sono malattie, anche gravi, che possono essere trasmesse dal contatto diretto con i fluidi biologici se la tua pelle è lesionata. È bene che tu presti la massima attenzione;
  • lavati le mani! È importante che non sia tu a portare germi nella ferita. Solo dopo aver pulito le mani potrai prendere in mano il materiale da medicazione in maniera sicura per l’infortunato!
  • rasa i peli intorno alla lesione (se necessario). Se questi ultimi restano nella ferita in guarigione rischiano di essere causa di infezione;
  • lava bene la ferita sotto l’acqua corrente, anche e a maggior ragione se sanguina. Se hai un sapone neutro (ovvero senza coloranti e profumi) utilizzalo per togliere polvere e terriccio. Con una garza sterile o un panno pulito (mai con il cotone idrofilo che rilascia filamenti difficili da rimuovere) procedi alla rimozione meccanica dello sporco procedendo dal centro della ferita verso l’esterno. Non passare mai due volte con la stessa garza, sostituiscila ad ogni passaggio per non vanificare l’azione di pulizia;
  • completa il lavaggio della ferita versandoci sopra una moderata quantità di acqua ossigenata. A contatto con i tessuti essa rilascia ossigeno e forma le classiche bollicine bianche. Esse portano in superficie le micro impurità rimaste nella lesione. Inoltre l’ossigeno è tossico per una categoria di microrganismi chiamati anaerobi (che vivono in assenza di ossigeno);
  • passa con una garza pulita, imbevuta di disinfettante (che presenti sull’etichetta l’indicazione per cute lesa), i bordi della ferita: agisci sempre una sola volta dal centro verso l’esterno. Se è possibile è da preferire un disinfettante incolore in modo che non mascheri eventuali segni di infezione e sia così più semplice seguire il decorso della guarigione;
  • copri la ferita con una garza sterile fermandola con nastro di cerotto su tutti i lati della garza in modo che non possa penetrare sporco al di sotto della stessa. Se è presente un leggero sanguinamento puoi sovrapporre un bendaggio di tipo compressivo che tenga tamponata la ferita favorendo la coagulazione del sangue.

Cosa non devi assolutamente fare?

Non devi mai utilizzare il cotone idrofilo per medicare una ferita: rilascia pelucchi difficili da individuare e da pulire. La loro permanenza nella lesione genera infezioni.

Non devi mai mettere sulla ferita polveri e/o pomate. Le pomate cicatrizzanti sono utili in caso di ritardo nella guarigione ma devono essere utilizzate su consiglio del medico.

Non medicare da solo le ferite intorno a naso, occhi e labbra: sono zone delicate, meglio recarsi in Pronto Soccorso.

Non rimuovere i corpi estranei che permangono nella ferita: leggi il prossimo paragrafo.

Cosa devi fare in caso di presenza di un corpo estraneo nella ferita?

A meno che non sia molto piccolo (spina, piccola scheggia di vetro o di legno, pungiglione di insetto) un corpo estraneo che permane nella ferita non va mai estratto, a maggior ragione se è penetrato in profondità. I rischi, in caso di spostamento di quest’ultimo, sono molto seri e vanno dalla lesione di organi vitali all’insorgenza di emorragie gravi. Se ti è possibile stabilizza l’oggetto conficcato in modo da evitarne qualsiasi movimento.

Qualora la sede di penetrazione sia capo, collo, torace o addome tieni immobile l’infortunato e chiama immediatamente i soccorsi sanitari spiegando la situazione ed attendi sul posto l’arrivo dell’ambulanza. Se la ferita è su un occhio bendali con attenzione entrambi: questo eviterà movimenti spontanei che possano peggiorare la situazione oculare.

Cosa devi fare in caso di emorragia grave?

Se la ferita è complicata dalla lesione di un vaso importante come un’arteria o una vena, ti troverai ad affrontare un’emergenza molto grave ed il tuo intervento sarà fondamentale per salvare la vita dell’infortunato. Il tempo che hai a disposizione per interrompere il sanguinamento è molto poco perché la quantità di sangue che fuoriesce in questi casi è notevole ed inversamente proporzionale alla possibilità di sopravvivenza del ferito.

Sempre prestando la massima attenzione alla tua sicurezza, evitando il contatto diretto con i fluidi biologici dell’infortunato, agisci come segue.

Prendi delle garze sterili (o quantomeno un panno pulito), posizionalo sul punto di emorragia e premi forte.

Se la ferita si trova su un arto (e se è possibile) alzalo verso l’alto in modo che si riduca la circolazione periferica e la conseguente riduzione di flusso sanguigno aiuti la tua azione di arresto dell’emorragia.

Se le garze si imbevono di sangue sostituisci solo quelle più superficiali con altre asciutte. Non rimuovere le bende a diretto contatto con la lesione poiché su queste ultime si inizierà a formare il coagulo che arresterà l’emorragia.

Se la compressione manuale non è sufficiente crea un bendaggio compressivo stringendo il più possibile.

Se ancora persiste l’emorragia, e se quest’ultima riguarda gli arti, l’ultima possibilità è applicare un laccio emostatico arterioso di fortuna: posiziona e stringi un tessuto a fettuccia larga (cravatta, canovaccio, cintura…) a monte della ferita e solo su braccio (tra spalla e gomito) e coscia (tra ginocchio e anca). Sull’avambraccio e sulla gamba l’applicazione non è efficace. Per stringere il laccio inserisci una bacchetta (è sufficiente una penna) tra due nodi semplici e girala in senso orario stringendo così progressivamente il laccio. Non utilizzare lacci filiformi quali spago, filo elettrico, calze di nylon, filo di ferro ecc.

Questi ultimi, quando vengono stretti, penetrano nella carne creando una ulteriore lesione. Per ovvie ragioni non sono idonei nemmeno materiali elastici, impossibili da stringere efficacemente. Segna l’ora di applicazione del laccio e chiama i soccorsi. Ogni 20 minuti, il laccio va allentato per un paio di minuti per riossigenare l’arto evitando così il danneggiamento dei tessuti.

In ogni caso, dopo un’emorragia grave, accompagna l’infortunato in Pronto Soccorso per le cure mediche del caso.

Perdite imponenti di sangue causano lo stato di shock. Quest’ultimo è un’emergenza medica che mette a rischio la sopravvivenza dell’infortunato. Se, a seguito di una emorragia, vedi la comparsa di sudorazione fredda, pallore, difficoltà a respirare, assopimento, insorgenza di brividi di freddo devi immediatamente chiamare il numero di emergenza sanitaria 118 (anche se è già in arrivo l’ambulanza) per fornire l’aggiornamento della situazione. L’operatore della centrale, a seconda del tipo di infortunio, ti guiderà nell’assistenza del ferito fino all’arrivo dei soccorsi avanzati.

Quali sono i segni di una ferita infetta?

Se la lesione è dolente e noti rossore, calore, tumefazione ed eventuale presenza di pus devi considerare la ferita infetta, anche se ritieni di aver effettuato la medicazione correttamente. A questo punto, è sempre meglio ricorrere al parere di uno specialista.

Se compare la febbre e/o il rigonfiamento dei linfonodi ti trovi di fronte ad una situazione complicata che può evolvere in setticemia (infezione generalizzata), evento grave e potenzialmente letale: devi quindi immediatamente rivolgerti al medico per le cure del caso.

È, inoltre, importante che tu sia sicuro che le vaccinazioni siano in regola, con i regolari richiami. In caso contrario, per evitare malattie molto pericolose come ad esempio il tetano, è consigliabile che tu faccia valutare in ospedale le ferite sporche: sono pericolosi i terreni contaminati da escrementi di animali, le acque stagne dove vivono topi e altri roditori e le lesioni cagionate da materiali arrugginiti. Il personale sanitario, valutata la situazione, prescriverà la terapia preventiva più opportuna.

Persona ferita: sono obbligato ad intervenire?

Escludendo una soggettiva valutazione morale su come sia giusto comportarsi in questo caso, la legge italiana non ti obbliga a praticare gesti di Primo Soccorso.

Dunque, di fronte ad una persona ferita, non sei obbligato ad intervenire. Tuttavia, devi prestare attenzione a non incorrere nel reato di omissione di soccorso. Il Codice penale [1] infatti sancisce come obbligo minimo per ciascun cittadino che trovi una persona in evidente stato di difficoltà il dare avviso alle autorità, ovvero le forze di polizia o di intervento sanitario. Se vuoi approfondire questa tematica trovi tutte le informazioni in questo articolo: Per omissione di soccorso si va in carcere?.



Di Massimo Agnesi

note

[1] art. 593 C.P.


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