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Caffè: pro e contro

29 Gennaio 2020 | Autore: Roberta Jerace
Caffè: pro e contro

Benefici del caffè; controindicazioni del caffè; quanto caffè bere e con cosa sostituirlo; la pausa caffè.

Attraverso il processo di torrefazione, cioè la cottura dei semi a una temperatura tra 200 e 240 gradi, i semi del caffè sviluppano la caratteristica colorazione brunastra e le proprietà organolettiche che ne fanno una bevanda apprezzata da tanti popoli differenti e tra le più consumate al mondo. Il caffè fa parte integrante della cultura e della tradizione italiana e se fai parte anche tu degli amanti di questo piacere della vita probabilmente ti sarà capitato di chiederti quali sono del caffè: pro e contro.

Tra le numerose e riconosciute proprietà del caffè certamente la più rinomata è la caffeina, gli effetti sulla capacità di concentrazione, di riattivazione delle energie fisiche e mentali e persino sulla facoltà di memorizzazione li avrai già colti. Tuttavia, forse non sai che è associata in generale ad una serie di effetti positivi sull’organismo umano, dalla diminuzione del rischio di sviluppare diabete alimentare a quello di posticipare l’eventuale insorgere di malattie degenerative a carico del cervello come l’Alzheimer.

Purtroppo, non sono solamente conseguenze positive a caratterizzare l’assunzione di questa bevanda, infatti, qui potrai trovare informazioni sulle controindicazioni concernenti l’assunzione di caffè, le dosi giornaliere raccomandate per non incorrere negli effetti collaterali e alcune alternative possibili al caffè tradizionale. Infine, nonostante noi Italiani consideriamo la pausa caffè un vero e proprio diritto implicito è bene sapere cosa ci indica la legge a riguardo e se e come venga contemplata la pausa caffè dal nostro diritto.

Benefici del caffè

La principale e più conosciuta componente del caffè è certamente la caffeina, si tratta di una sostanza psicoattiva dalle proprietà importanti nonostante rappresenti solo tra l’1 e il 2 % di materia grezza del caffè.

Della caffeina è riconosciuta la sua azione energizzante, questo avviene grazie alla capacità di questa sostanza di favorire l’azione di alcuni neurotrasmettitori come dopamina e noradrenalina e impedire l’azione di altri come l’adenosina, che invece ha effetto inibitorio.

L’effetto stimolatorio e tonico di questo cibo nervino è riscontrabile anche per quanto riguarda la funzionalità nervosa e cardiaca, nonché sulla secrezione gastrica ed epatica. Quindi, se non sussistono altre problematiche, una tazzina di caffè dopo un lauto pasto aiuta la digestione e a ritrovare lo sprint.

Secondo gli studi scientifici, questa bevanda contiene centinaia di molecole biologicamente attive. Infatti, il caffè possiede un contenuto così alto di antiossidanti che chi ne fa uso potrebbe vederne raddoppiato il quantitativo giornaliero assunto con il solo consumo di frutta e verdura. Secondo uno studio del 2005 della University of Scranton (Usa) gli antiossidanti contenuti nel caffè sarebbero assorbiti maggiormente rispetto proprio a quelli di frutta e verdura, contribuendo così a contrastare l’invecchiamento cellulare in modo significativo.

Un’altra delle caratteristiche più interessanti del caffè è la sua efficacia nelle cure dimagranti, sembra che l’effetto dimagrante si ottenga grazie alla capacità della caffeina di stimolare l’uso dei substrati lipidici (i grassi del nostro corpo) a scopo energetico.

La caffeina ha un effetto termogenico in quanto è in grado di innalzare il consumo delle calorie bruciate dall’organismo; inoltre, il caffè ha un leggero effetto anoressizzante che aiuta a ridurre lo stimolo dell’appetito.

Molti prodotti dimagranti a base naturale contengono caffeina, poiché gli studi propendono a rilevare un aumento del tasso metabolico dal 3% all’11% in chi ne fa uso, ma attenzione, se consumi già regolarmente un buon quantitativo di caffè questi risultati potrebbero essere minori rispetto a chi non ne assume affatto.

La letteratura scientifica mettendo a confronto una serie di studi ha stimato che il consumo di caffè è messo in relazione diretta con la diminuzione del rischio di sviluppare il diabete di tipo II (caratterizzato da un innalzamento dei livelli di zucchero nel sangue e da un’alterazione della produzione di insulina).

Chi consuma caffè, ovviamente senza zucchero, ha una riduzione del 7% del rischio di sviluppare il diabete alimentare. Inoltre, chi beve almeno una tazzina di caffè al giorno ha il 20% in meno di possibilità di ammalarsi di cirrosi epatica.

Tra le altre sostanze nutritive del caffè dobbiamo ricordare anche la presenza di vitamine e minerali; tra questi ultimi sono presenti il potassio e il magnesio che sono utili all’apparato cardiocircolatorio e per la funzionalità e la trasmissione degli impulsi nervosi.

Tra le vitamine presenti nel caffè, risulta notevole l’apporto di vitamine del gruppo B. La vitamina B2 è funzionale alla salute degli occhi e della pelle, la vitamina B3 mantiene in buona salute il sistema nervoso, mentre la vitamina B5 è essenziale nella trasformazione dei cibi in energia.

La presenza di componenti relative alla salute della pelle è stata connessa, da uno studio della Brigham and Women’s Hospital and Harvard Medical School, che analizzando un ampio campione di donne nell’arco di vent’anni ha dimostrato l’abbassamento del rischio di tumore alla pelle.

Senza ombra di dubbio il caffè fa bene al cervello. Ad esempio, in condizioni di carenza di sonno il caffè permette al cervello di lavorare in modo più brillante poiché migliora l’attenzione e la concentrazione. I benefici per il cervello riguardano anche chi è affetto da malattie degenerative come il morbo di Parkinson. Uno studio del 2012 del dott. Postuma ha dimostrato che la bevanda aiuta a controllare i movimenti involontari che affliggono chi soffre di questa patologia. Infine, pare che tra gli anziani che consumano caffè l’insorgenza dell’Alzheimer ritardi da 2 a 4 anni rispetto chi non ne consuma.

Controindicazioni del caffè

La capacità del caffè di stimolare la secrezione gastrica, in particolare la pepsina e l’acido cloridrico nello stomaco, può essere nociva all’apparato gastrointestinale, soprattutto nel caso sussistano patologie pregresse come ulcere, reflusso gastro-esofageo o gastrite; in questi casi, infatti, il caffè è controindicato per i danni che può apportare al sistema digerente.

Devi evitare o prestare maggiore attenzione al consumo di caffè se soffri di patologie dell’apparato cardiocircolatorio. Sfortunatamente la caffeina è associata all’aumento della pressione arteriosa e ai fattori di rischio relativi alla sua azione nella contrazione del muscolo cardiaco. Anche nelle persone completamente sane l’uso di caffè può portare a sbalzi di pressione, tremori e tachicardia; quindi, attenzione a limitarne il quantitativo soprattutto nei periodi di studio o lavoro intenso quando si è più inclini ad abusare di questa droga alcaloide.

L’uso di caffè è connesso con la riduzione dell’assorbimento di calcio e ferro, perciò va bevuto con cautela se il tuo quadro ematico evidenzia problemi di osteoporosi o anemia.

La capacità di migliorare la resistenza al sonno, può diventare nociva per coloro che soffrono di alterazione dei ritmi circadiani o disturbi del sonno poiché il caffè ha un effetto ansiogeno e non di rado può sfociare in vera e propria insonnia, per scongiurare questa eventualità, inoltre, sarà meglio concederti l’ultima tazzina della giornata entro le ore 18.

Quanto caffè bere e con cosa sostituirlo

Se ti stai chiedendo il perfetto quantitativo di caffè da assumere per trarre tutti i benefici della bevanda senza incorrere nelle controindicazioni, devi sapere che di norma 300 milligrammi sono considerati il quantitativo perfetto per la nostra salute; in termini pratici, meglio non superare le 3 o 4 tazzine di caffè al giorno.

In gravidanza, l’uso dev’essere limitato a due tazzine al giorno, secondo quanto indicato dagli studi medici, poiché un quantitativo maggiore di caffeina può danneggiare il feto.

Se sei uno sportivo ricorda che il caffè è una droga e che può, pertanto, essere riconosciuta dai dosaggi antidoping che avvengono prima delle gare, in particolare il consiglio è di non superare le 8 tazzine di caffè se vuoi essere sicuro di non incorrere in questa eventualità.

Se per un motivo o per l’altro avessi l’esigenza di diminuire il consumo di caffè tradizionale o semplicemente volessi sperimentare le alternative, oggi le opzioni proposte dal mercato sono numerose:

  • ad esempio, il caffè d’orzo si ottiene dall’infusione dell’orzo tostato e macinato, non possiede caffeina e quindi risulta un innocuo sostituto del caffè tradizionale, inoltre, possiede un buon quantitativo di niacina e discrete concentrazioni di potassio e fosforo;
  • il caffè di ginseng si ottiene dalla radice di ginseng che è un potente adattogeno in grado di far rispondere l’organismo agli stati di stress, attivando o calmando il corpo in base alla necessità, ma attenzione poiché la bevanda in vendita nei bar nostrani è quasi sempre una miscela di caffè e ginseng che unisce i principi attivi delle due piante e può risultare anche molto potente;
  • dall’infusione della povere di radice di cicoria tostata viene ricavato il caffè di cicoria; sembra che contenga una serie di principi attivi fitoterapici che l’hanno resa una bevanda particolarmente in voga negli Usa negli ultimi anni, anche perché completamente priva di effetti collaterali degni di nota.

La pausa caffè

Qualunque sia il tipo di caffè che scegli di prendere durante le ore lavorative forse ti stai chiedendo come funziona la pausa caffè. La legge non prevede una vera e propria pausa caffè, ma una pausa giornaliera di 10 minuti che può essere spesa, ovviamente, anche per staccare dal lavoro concedendoti la tua bevanda preferita. Attenzione, però, poiché salvo per diverse previsioni del contratto collettivo applicato, potresti dover usare questa pausa come pausa pranzo.

Se, invece, lavori ad un videoterminale hai diritto a una pausa di 15 minuti ogni 2 ore di lavoro, ma non devono essere obbligatoriamente pause esenti da lavoro, poiché il tuo datore di lavoro può decidere di assegnarti in quei minuti ad altre attività che non prevedano l’uso di schermi.

Pausa al lavoro: quanto deve durare? GUARDA IL VIDEO



Di Roberta Jerace


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