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Come si cura il nervo sciatico

20 Febbraio 2020 | Autore:
Come si cura il nervo sciatico

Infiammazione del nervo sciatico: sintomi; cause; diagnosi; fisioterapia; intervento chirurgico. In caso di nervo sciatico infiammato, è possibile assentarsi dal lavoro? 

E’ da qualche giorno che hai dei sintomi piuttosto fastidiosi; temi che il nervo sciatico sia infiammato. Avverti dei formicolii; una sensazione di scosse elettriche; perdita di forza e intorpidimento della gamba o del piede; un dolore intenso lungo tutto il nervo che parte dalla zona lombosacrale, attraverso la parte posteriore della coscia, fino alla gamba e al piede.

Quali sono le cause più frequenti dell’infiammazione del nervo sciatico? La compressione o un danno al nervo sciatico o ai nervi che escono dalla colonna vertebrale; l’ernia del disco; la cattiva postura; la sindrome del piriforme. Con molta probabilità, ti stai chiedendo come si cura il nervo sciatico. Se vuoi saperne di più, prosegui nella lettura del mio articolo.

A seguire, troverai l’intervista al dr. Alessandro Carollo, osteopata e fisioterapista, docente e fondatore della European Academy of Osteophaty insieme al dr. Gabriele Benedetti. Dopodiché, ti spiegherò se a seguito dell’infiammazione del nervo sciatico puoi assentarti dal lavoro, in cosa consiste la visita fiscale del medico dell’Inps e quando è previsto il rientro anticipato dalla malattia. Infine, ti parlerò della professione dell’osteopata e della legge Lorenzin.

Nervo sciatico: cos’è?

Il nervo sciatico (o ischiatico) è un nervo misto che origina dal plesso sacrale (S1, S2 e S3) e dagli ultimi due nervi spinali lombari (L4 ed L5). Queste strutture nervose si uniscono, a formare il nervo sciatico, circa a livello del muscolo piriforme del gluteo. È il nervo più voluminoso e lungo di tutti i nervi umani.

Nervo sciatico: perché si infiamma?

Tra le cause troviamo:

  • l’ernia del disco spinale. Secondo alcune statistiche, sarebbe responsabile del 15% dei casi di sciatica;
  • la sindrome del piriforme. Compressione/irritazione del nervo da parte del muscolo piriforme. Spesso, il muscolo piriforme comprime o irrita il nervo sciatico dopo aver subìto un trauma o una contrattura;
  • la spondilolistesi;
  • la stenosi spinale del tratto lombo-sacrale;
  • la discopatia degenerativa della zona lombo-sacrale;
  • i tumori spinali. È l’effetto massa, successivo alla crescita continua del tumore, che determina la sintomatologia. Infatti, ingrandendosi, le neoplasie spinali possono spingere sulle radici dei nervi spinali o sullo stesso midollo spinale;
  • le neuropatie;
  • le fratture ossee e, quindi, la compressione del nervo vicino;
  • le infezioni e le carenze vitaminiche;
  • le sostanze tossiche come l’alcool metilico o il mercurio e patologie come il diabete, le malattie autoimmuni (come la Sindrome di Guillain-Barrè);
    le leucemie.

Naturalmente, con il mio lavoro cerco di soffermarmi sulle patologie curabili con l’osteopatia.

Infiammazione del nervo sciatico: quando rivolgersi al medico?

Ci si può rivolgere ad un medico, ad un fisioterapista o ad un osteopata (in possesso di titolo sanitario). In ogni caso, dovrà sempre essere un medico ad eseguire la diagnosi clinica, come per quanto riguarda la prescrizione di farmaci.

Infiammazione del nervo sciatico: come avviene la diagnosi? Quali sono gli esami da fare?

Esistono 9 segni clinici che ci segnalano la presenza di una sofferenza del nervo sciatico, riconducibile ad ernia discale:

  • riflessi diminuiti o aboliti;
  • lasegue positivo;
  • lasegue invertito positivo (test di Wasserman);
  • territorio totale di compressione della radice nervosa;
  • storia anziana (il paziente riferisce sempre più episodi di blocco con diminuzione del tempo);
  • attitudine antalgica diretta (dal lato della sciatica c’è anche la l’attitudine  antalgica);
  • denervazione, rilevabile con EMG;
  • valsalva positivo, dolore durante i colpi di tosse, o l’evacuazione (aumento della pressione intraddominale);
  • recull positivo, impossibilità di cifotizzare la colonna lombare da posizione seduta.

Nello specifico:

  • se vi è coinvolgimento di L4-L5 vi é ridotta abilità a camminare sulle dita dei piedi;
  • se vi è coinvolgmento di L5-S1 vi é ridotta abilità a camminare sui talloni.

A seguito di ciò, va effettuata una risonanza magnetica, per la valutazione dello stato del disco e dell’eventuale ernia discale, con compressione delle radici midollari o del midollo stesso. Spesso, vengono prescritte RX, che da esame specifico, mostrano la componente ossea, ma non rivelano la condizione dei tessuti molli (dischi, legamenti, strutture nervose etc..).

Infiammazione del nervo sciatico: come si cura?

Si può curare con una combinazione di fattori. Se in fase molto acuta, con la somministrazione farmacologica, in seguito con la fisioterapia, l’osteopatia, la ginnastica posturale (Mezieres – Souchard), l’agopuntura, l’ozono terapia.

Fisioterapia per l’infiammazione del nervo sciatico: in cosa consiste?

I trattamenti posso essere vari. Ci sono diversi protocolli e differenti scuole di pensiero. Per quanto mi riguarda, ho un protocollo che applico ormai da oltre 10 anni, in cui ho avuto sempre eccellenti riscontri senza aver mai dovuto ricorrere alla chirurgia. Per le sindromi da intrappolamento dello sciatico (sindrome del Piriforme), si ricorre a tecniche di manipolazione e rilasciamento delle strutture muscolari, abbinate alla terapia antiinfiammatoria.

Nelle patologie discali, la terapia è un po’ più complessa: si inizia nelle fasi più acute con una terapia antiinfiammatoria, sia farmacologica che elettromedicale. In seguito, si interviene con tecniche di manipolazione vertebrale e lavoro posturale per ripristinare la corretta fisiologia articolare.

Infiammazione del nervo sciatico: quando è necessario l’intervento chirurgico?

La chirurgia deve essere “l’ultima spiaggia”, poiché andando a tagliare i tessuti connettivali, si creerà una zona di “fragilità” e ipomobilità tissutale, alterando la meccanica fisiologica. Da studi scientifici, si è evidenziato che le recidive sullo stesso piano o negli adiacenti è quasi dell’80 %.

In ogni caso, la chirurgia è d’obbligo, quando si ha perdita totale di segnale, quindi perdita di forza, tono muscolare e sensibilità. Il tempo limite è di 2 mesi dall’esordio acuto, se né le terapie né i farmaci sono riusciti ad avere alcun effetto, si deve ricorrere all’intervento, prima di iniziare ad avere danni alle strutture nervose.

Infiammazione del nervo sciatico: è possibile assentarsi dal lavoro?

Dopo l’intervista al dr. Alessandro Carollo, ora ti spiegherò se puoi assentarti o meno dal lavoro in caso di infiammazione del nervo sciatico e, poi, ti parlerò della figura professionale dell’osteopata.

Innanzitutto, in presenza di un’infiammazione del nervo sciatico, dovrai rivolgerti al tuo medico di fiducia o ad uno specialista convenzionato con il Servizio sanitario nazionale (Ssn) e sottoporti ad una visita accurata. In tal modo, il professionista potrà stabilire quali sono le cure necessarie nel caso di infiammazione del nervo sciatico e se è il caso di assegnarti o meno qualche giornata di riposo dal lavoro.

Il medico potrà prescrivere eventuali esami o terapie a cui dovrai sottoporti e, se dovesse ritenere necessaria l’assegnazione delle giornate di malattia, inoltrerà un certificato telematico all’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps).

Una volta che avrai il certificato medico, dovrai comunicare al tuo datore di lavoro (preventivamente avvisato della tua assenza al lavoro) il protocollo telematico del documento.

Durante le giornate di malattia, dovrai restare a disposizione del medico inviato dall’Inps per un controllo sanitario nelle fasce di reperibilità previste per la visita fiscale.

Le fasce di reperibilità sono le seguenti:

  • se sei un dipendente pubblico: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18;
  • se sei un dipendente di un’azienda del settore privato: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Il medico dell’Inps dovrà verificare le tue condizioni di salute, la diagnosi e la prognosi, valutando anche la congruità delle giornate di assenza dal lavoro prescritte dal tuo medico curante.

Cosa succede se il medico dell’Inps ritiene che il tuo stato di salute è compatibile con lo svolgimento della tua attività lavorativa e sostiene che sia opportuno un rientro anticipato dalla malattia? In tal caso, puoi contestare il referto della visita fiscale e la decisione finale spetterà al coordinatore medico della sede Inps di appartenenza.

Che succede se dovessi guarire prima del tempo? Potrai rientrare in servizio e chiedere al medico curante il certificato di guarigione. In assenza di questo certificato, tu perderai l’indennità di malattia, mentre il tuo datore di lavoro, nell’impiegare un dipendente temporaneamente inabile al lavoro, potrebbe subire delle sanzioni per non aver rispettato la normativa in materia di salute e sicurezza.

E se, invece, il medico curante ritiene che per la tua infiammazione del nervo sciatico non è necessaria l’assegnazione delle giornate di malattia? Allora, ti prescriverà delle terapie per alleggerire la compressione del nervo infiammato e alleviare il dolore.

Osteopata: la legge Lorenzin

Nel riordinare la disciplina delle professioni sanitarie in Italia e nel prevedere il riconoscimento di nuove figure professionali, la legge Lorenzin (3/2018), con l’articolo 7, ha individuato due nuove professioni sanitarie: quella del chiropratico e dell’osteopata.

In particolare, l’articolo 7 della Legge 3/2018 stabilisce che: «Nell’ambito delle professioni sanitarie sono individuate le professioni dell’osteopata e del chiropratico, per l’istituzione delle quali si applica la procedura di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 1º febbraio 2006, n. 43, come sostituito dall’articolo 6 della presente legge. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti l’ambito di attivita’ e le funzioni caratterizzanti le professioni dell’osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell’esperienza professionale nonche’ i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanita’, sono definiti l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica nonché gli eventuali percorsi formativi integrativi».

Pertanto, la Legge Lorenzin ha individuato la figura dell’osteopata, ma ad oggi non sono stati ancora emanati dal ministero della Salute i decreti istitutivi del percorso formativo di questa figura professionale. Ciò significa che non è specificato chi può praticare o meno questa professione.

Sulle diverse problematiche connesse alla pratica dell’osteopatia nel contesto sanitario italiano, la posizione dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (Aifi) è chiara: dal momento che si interviene su persone con determinate patologie, la pratica osteopatica deve essere eseguita da un professionista sanitario, dunque un medico o un fisioterapista.

Da un documento pubblicato dall’Aifi emerge che in alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti, alcuni Stati del Canada, l’Alaska, il Brasile, l’Austria, la Germania, la pratica dell’osteopatia è integrata nell’esercizio di altre professioni, come la medicina o la fisioterapia. Negli Stati Uniti, soltanto i medici possono praticare l’osteopatia. Il medico osteopata deve aver conseguito una laurea in Medicina Osteopatica – Doctor of Osteopathic Medicine (D.O.), corrispondente alla laurea in Medicina – Doctor of Medicine (M.D.) 6 dalla quale si differenzia per la presenza di circa 300 ore di filosofia tecniche osteopatiche. Il medico osteopata (D.O.) è già riconosciuto in Italia e può esercitare la professione di medico, con l’inclusione delle tecniche osteopatiche.

L’osteopatia è riconosciuta come professione sanitaria autonoma solo in: Inghilterra, Nuova Zelanda, Australia, Francia, Portogallo, Finlandia, alcuni cantoni della Svizzera, Malta, Islanda e Lichtenstein. In altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti, la pratica dell’osteopatia è inglobata in altre professioni sanitarie (medico, fisioterapista, operatore in MNC…).

In Italia, con il decreto attuativo della legge n. 3 del 2018, il ministero della Salute ha istituito gli albi delle 17 professioni sanitarie regolamentate e non ordinate, che entreranno a far parte dell’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Albi che si aggiungono a quelli preesistenti dei tecnici sanitari di radiologia medica e degli assistenti sanitari.

Un quadro normativo volto a favorire la valorizzazione del ruolo delle professioni sanitarie e una migliore tutela del diritto alla salute dei cittadini.



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