Pagamenti in ritardo della Pubblica amministrazione: arriva la condanna UE

28 Gennaio 2020
Pagamenti in ritardo della Pubblica amministrazione: arriva la condanna UE

Secondo la Corte di Giustizia l’Italia ha violato la direttiva Ue sui termini di pagamento non superiori a 30 o 60 giorni, che le Pa non rispettano.

L’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per i ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese.

Lo comunica l’agenzia stampa Adnkronos, che ha appreso il dispositivo della sentenza che dà ragione alla Commissione europea e torto all’Italia.

In particolare, a giudizio della Corte l’Italia ha violato la direttiva Ue contro i ritardi nel saldo nelle transazioni commerciali, poiché non ha fatto in modo che le sue pubbliche amministrazioni rispettino termini di pagamento non superiori a 30 o 60 giorni di calendario.

Infatti la direttiva europea in materia “fa gravare proprio sugli Stati membri l’obbligo di assicurare l’effettivo rispetto dei termini di pagamento da esso previsti nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una pubblica amministrazione”.

Sul tema caldo interviene la Confartigianato: “Purtroppo siamo stati facili profeti: la Pubblica Amministrazione italiana non rispetta la legge sui tempi di pagamento nei confronti dei propri fornitori e ora subiamo la condanna della Corte di giustizia europea, su ricorso della Commissione Ue”.

Il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti ricostruisce la vicenda e propone il rimedio: “E’ dal 2013, anno di entrata in vigore in Italia della norma di recepimento della direttiva europea del 2011 contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, che Confartigianato denuncia il problema e propone la compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti degli imprenditori verso la Pa quale soluzione concreta ed efficace per il pagamento dei debiti della Pa”.

Merletti negli anni scorsi è stato advisor sull’attuazione della Direttiva europea contro i ritardi di pagamento, nominato dall’allora
Vice Presidente della Commissione Ue Antonio Tajani.

Secondo Confartigianato, per il peso dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione verso le imprese fornitrici di beni e servizi, nel 2018 l’Italia detiene il record negativo in Europa, con una quota pari al 3% del pil, il doppio rispetto all’1,6% della media
dei Paesi UE. “Ora – sottolinea il Presidente di Confartigianato – il Governo italiano è costretto a fare sotto procedura di infrazione
europea ciò che non ha fatto di propria iniziativa in questi anni”.



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