L’esperto | Articoli

Indebito arricchimento: ultime sentenze

28 Febbraio 2022
Indebito arricchimento: ultime sentenze

Riparto dell’onere probatorio; indennizzo per indebito arricchimento.

Indennizzo attribuito con sentenza

L’indennità dovuta a titolo di indebito arricchimento, prevista dall’art. 2042 c.c. e liquidata con sentenza, a seguito di azione ex art. 2041 c.c., nei limiti della diminuzione patrimoniale subita dalla parte nell’erogazione della prestazione, esula dall’ambito di applicazione dell’I.V.A., per mancanza del presupposto oggettivo, non sussistendo un nesso diretto ed immediato tra la prestazione e l’indennizzo medesimo, il quale si pone fuori da un rapporto sinallagmatico ed ha, piuttosto, la funzione di compensare il pregiudizio economico di chi ha effettuato la prima, in tal modo impoverendosi, con la reintegra del patrimonio nei limiti di tale impoverimento, riequilibrando, così, l’incremento patrimoniale dell’arricchito.

Cassazione civile sez. trib., 25/01/2022, n.2040

Indebito arricchimento: quando non si configura?

L’attività svolta nell’ambito delle scuole di specializzazione da laureati “non medici” (ossia, laureati in discipline diverse dalla medicina, benché relative all’area sanitaria, quali biochimica clinica, microbiologia e virologia, patologia clinica, farmacologia medica) ha come corrispettivo la fruizione dell’attività formativa ed è espletata in base ad una “giusta causa”, secondo la disciplina della legge e in forza non già di un obbligo di iscrizione, ma di una scelta libera del personale non medico, sicché non può configurarsi alcun indebito arricchimento ex art. 2041 c.c. in favore delle università che gestiscono dette scuole di specializzazione.

Cassazione civile sez. III, 16/12/2021, n.40473

Il riconoscimento del debito fuori bilancio

L’ente pubblico, anche in mancanza di un contratto validamente stipulato in forma scritta, può comunque riconoscere anche a posteriori il debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. e) del T.U.E.L.; in tal caso il debito non ricade nella responsabilità diretta dell’amministratore o del funzionario dell’ente locale che abbia consentito la fornitura, ferma restando la possibilità di agire nei confronti dell’ente ex art. 2041 c.c. e fermo restando che la delibera comunale di riconoscimento del debito fuori bilancio non può configurarsi quale ricognizione di debito, ma può eventualmente costituire riconoscimento implicito dell’utilità dell’opera ai fini dell’azione di indebito arricchimento.

Corte appello Firenze sez. I, 07/10/2021, n.1885

Carattere residuale dell’azione di indebito arricchimento

L’azione di indebito arricchimento può essere esperita solo nell’ipotesi in cui non sussistano altri rimedi a favore del soggetto impoverito. Siffatto requisito deve essere necessariamente accertato in astratto cioè a prescindere dalla previsione dell’esito concreto che potrebbe avere la proposizione delle altre azioni volte ad ottenere il ristoro del pregiudizio subito, mediante una valutazione da compiersi anche d’ufficio da parte del Giudice.

Tribunale Napoli sez. XI, 21/09/2021, n.7605

Azione di indebito arricchimento: quando non è consentita?

I contratti stipulati con la P.A. debbono avere forma scritta ad substantiam, ossia a pena di nullità, dando così attuazione, in termini contrattuali, ai principi costituzionali di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, a garanzia del regolare svolgimento dell’attività amministrativa. Ciò posto, nel caso riguardante una prestazione professionale resa in assenza di contratto (perchè stipulato in forma orale), va escluso che il creditore sia legittimato ad agire nei confronti dell’ente pubblico con l’azione di indebito arricchimento, posto che, in detta ipotesi, il rapporto contrattuale non è sorto, ossia si è in assenza di un valido rapporto contrattuale con l’amministrazione. Al massimo potrà essere esperita azione contro il funzionario o chiedendo attivarsi le procedure previste per i debiti fuori bilancio.

Corte appello Bari sez. II, 20/08/2021, n.1486

Esatta quantificazione del risarcimento del danno

Il risarcimento deve essere limitato ai danni che costituiscono la ‘conseguenza immediata’ del fatto illecito; come tale, esso deve coprire tutto il danno subìto e non può superarlo, perché altrimenti si delineerebbe un indebito arricchimento in favore del danneggiato, che deve invece essere “ricollocato” nella medesima situazione in cui si trovava se non avesse subito la lesione. L’integrità del ristoro deve, quindi, emergere da un raffronto tra la situazione patrimoniale del soggetto prima dell’episodio lesivo e dopo l’evento pregiudizievole.

Corte appello Palermo sez. II, 14/07/2021, n.1161

Debito fuori bilancio della PA: non esperibilità dell’azione di indebito arricchimento

E’ precluso al privato l’esperimento di azione di indebito arricchimento nei confronti della P.A. poiché difetta il requisito della sussidiarietà per l’esperibilità di tale azione, ove esista la possibilità di esperire altra azione sia nei confronti del medesimo soggetto che si intende arricchito sia nei confronti di altro soggetto, quale il l’amministratore o il funzionario che abbia consentito l’assunzione dell’obbligazione al di fuori delle disposizioni della evidenza pubblica, fatta salva l’ipotesi in cui l’ente riconosca, nei limiti dell’utilità e dell’arricchimento, il debito fuori bilancio.

Tribunale Cosenza sez. I, 21/01/2021, n.137

Carattere sussidiario azione di indebito arricchimento: cosa comporta?

Il carattere sussidiario dell’azione di indebito arricchimento comporta che essa non possa essere esperita, non soltanto quando sussista un’altra azione tipica esperibile dal danneggiato nei confronti dell’arricchito, ma anche quando via sia originariamente un’azione sperimentabile contro persone diverse dall’arricchito, che siano obbligate per legge o per contratto, secondo una valutazione da compiersi anche d’ufficio, in astratto e perciò prescindendo dalla previsione del suo esito.

Corte appello Torino sez. lav., 04/01/2021, n.498

L’indebito arricchimento in conseguenza di un contratto

L’azione generale di arricchimento ha come presupposto che la locupletazione di un soggetto a danno dell’altro sia avvenuta senza giusta causa, per cui quando questa sia invece la conseguenza di un contratto o comunque di un altro rapporto, non può dirsi che la causa manchi o sia ingiusta, almeno fino a quando il contratto o l’altro rapporto conservino la propria efficacia obbligatoria.

Corte appello Catanzaro sez. lav., 04/11/2020, n.837

Domanda di indennizzo per indebito arricchimento: accoglimento

L’azione generale di arricchimento, ex articolo 2041 del Cc, può essere proposta dall’appaltatore che non abbia ricevuto il corrispettivo pattuito a causa della nullità del contratto di appalto avente a oggetto la realizzazione di un’opera senza la prescritta autorizzazione edilizia. Non può, infatti, escludersi la locupletazione del committente in ragione della precarietà del suo diritto dominicale sull’immobile abusivamente costruito, dovendosi tener conto dell’impiego che egli ne abbia eventualmente fatto nonostante quella precarietà e delle utilità economiche così ricavatene. Nel caso di specie, il Tribunale ha accolto la domanda di indennizzo per indebito arricchimento, presentata da una impresa edile, in relazione all’esecuzione di alcune opere ulteriori rispetto a quelle oggetto di un contratto d’appalto, dichiarato poi nullo per violazione di norme imperative.

Tribunale Pordenone, 13/08/2020, n.439

Indebito arricchimento della PA

In tema di indebito arricchimento della P.A., il riconoscimento dell’utilità da parte dell’arricchito non costituisce requisito dell’azione di indebito arricchimento, sicché il depauperato che agisce ex art. 2041 c.c. nei confronti della P.A. ha solo l’onere di provare il fatto oggettivo dell’arricchimento, senza che l’ente pubblico possa opporre il mancato riconoscimento dello stesso; tuttavia, le esigenze di tutela delle finanze pubbliche e la considerazione delle dimensioni e della complessità dell’articolazione interna della P.A. trovano adeguata tutela nel principio di diritto comune del cd. “arricchimento imposto“, potendo, invece, l’Amministrazione eccepire e provare che l’indennizzo non è dovuto laddove l’arricchito ha rifiutato l’arricchimento ovvero non ha potuto rifiutarlo perché inconsapevole dell’”eventum utilitatis”.

Tribunale Catania sez. IV, 19/11/2019, n.4524

La sanzione pecuniaria alternativa alla demolizione

La determinazione della sanzione pecuniaria alternativa alla sanzione demolitoria, prevista dall’art. 206 bis della l. rg. n. 65/2014, non àncora il valore da prendere, in considerazione alla data di esecuzione dell’abuso; pertanto il parametro guida non può che essere dato dal principio generale tempus regit actum: il regime delle sanzioni pecuniarie risponde al criterio del tempus regit actum e tiene conto della natura permanente dell’illecito edilizio onde evitare che il responsabile dell’abuso possa ritrarre un indebito arricchimento per effetto dell’incremento del prezzo della costruzione successivo all’ultimazione dell’abuso e che la sanzione pecuniaria si concreti in un vantaggio economico rispetto all’alternativa costituita dalla sanzione demolitoria.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. III, 08/07/2019, n.1038

Azione d’indebito arricchimento nei confronti della PA

In tema di azione d’indebito arricchimento nei confronti della P.A. conseguente alla prestazione resa da un professionista in assenza di un valido contratto (nella specie, incarico di progettazione e direzione dei lavori per le opere di costruzione di un edificio scolastico comunale), l’indennità prevista dall’art. 2041 c.c. va liquidata nei limiti della diminuzione patrimoniale (“detrimentum”) dal medesimo subita nell’erogazione della prestazione, con esclusione di quanto lo stesso avrebbe percepito a titolo di profitto (“lucro cessante”) se il rapporto negoziale fosse stato valido ed efficace. (In applicazione dell’enunciato principio, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, ai fini della determinazione dell’indennizzo dovuto, aveva assunto la parcella del professionista, redatta sulla base delle tariffe professionali e reputata congrua dal C.T.U., quale parametro comparativo dal quale desumere soltanto gli elementi di costo delle attività effettivamente svolte, decurtando poi la somma del 15% per escludere il riconoscimento del lucro cessante).

Cassazione civile sez. III, 14/05/2019, n.12702

Requisito dell’azione di indebito arricchimento

Il riconoscimento dell’utilità da parte dell’arricchito non costituisce requisito dell’azione di indebito arricchimento, sicché il depauperato che agisce ex art. 2041 c.c. nei confronti della P.A. ha solo l’onere di provare il fatto oggettivo dell’arricchimento, senza che l’ente pubblico possa opporre il mancato riconoscimento dello stesso; tuttavia, le esigenze di tutela delle finanze pubbliche e la considerazione delle dimensioni e della complessità dell’articolazione interna della P.A. trovano adeguata tutela nel principio di diritto comune del cd. “arricchimento imposto”, potendo, invece, l’Amministrazione eccepire e provare che l’indennizzo non è dovuto laddove l’arricchito ha rifiutato l’arricchimento ovvero non ha potuto rifiutarlo perché inconsapevole dell'”eventum utilitatis”.

(In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza gravata che aveva riconosciuto all’appaltatrice l’indennizzo per indebito arricchimento per prestazioni sanitarie fornite oltre il tetto di spesa fissato dalla P.A.).

Cassazione civile sez. III, 24/04/2019, n.11209

Indennità per indebito arricchimento

In tema di azione d’indebito arricchimento nei confronti della P.A., conseguente all’assenza di un valido contratto d’opera professionale, ai fini della determinazione dell’indennità prevista dall’art. 2041 c.c. non può essere assunta, quale valido parametro di riferimento, la parcella del professionista, ancorché vistata dall’ordine professionale, trattandosi di individuare non già il corrispettivo contrattuale per l’esecuzione di prestazioni professionali, ma un importo che deve essere liquidato, alla stregua delle risultanze processuali, se ed in quanto si sia verificato un vantaggio patrimoniale a favore della P.A., con correlativa perdita patrimoniale della controparte.

Cassazione civile sez. III, 09/04/2019, n.9809

Azione di indebito arricchimento e requisito della sussidiarietà

L’azione generale di indebito arricchimento, in relazione al requisito di sussidiarietà di cui all’art. 2042 c.c. può essere proposta se non è prevista nell’ordinamento giuridico altra azione tipica a tutela di colui che lamenti il depauperamento, ovvero che la domanda sia stata respinta sotto il profilo della carenza “ab origine” dell’azione proposta, per difetto del titolo posto a suo fondamento.

(Nella specie:  la domanda di ingiustificato arricchimento è stata avanzata nonostante la sussistenza di altre azioni tipiche che, tra l’altro, sono state esperite proprio con l’odierna causa dall’attore per vedere soddisfatte le proprie pretese, quale quella proposta in via principale ex art. 7 del contratto modificativo e quella in via subordinata per l’accertamento della conclusione di un appalto di servizi per fatti concludenti, la cui infondatezza, per omessa dimostrazione dei fatti di causa, non può ex se comportare l’ammissibilità della domanda subordinata ex art. 2041 c.c.).

Tribunale Milano sez. VII, 02/04/2019, n.3261

Azione di indebito arricchimento nei confronti della PA: patrimonio perduto

L’azione di indebito arricchimento nei confronti della Pubblica Amministrazione, deve comprendere, tutto quanto il patrimonio ha perduto (in elementi ed in valore) rispetto alla propria precedente consistenza; ma non anche i benefici e le aspettative connessi con la controprestazione pattuita quale corrispettivo dell’opera, della fornitura, o della prestazione professionale, non percepito.

Corte appello Catania sez. I, 21/03/2019, n.670

Sanzioni pecuniarie in materia edilizia

Il regime delle sanzioni pecuniarie in materia edilizia risponde al criterio del tempus regit actum e tiene conto della natura permanente dell’illecito edilizio onde evitare che il responsabile dell’abuso possa ritrarre un indebito arricchimento per effetto dell’incremento del prezzo della costruzione successivo all’ultimazione dell’abuso e che la sanzione pecuniaria si concreti in un vantaggio economico rispetto all’alternativa costituita dalla sanzione demolitoria.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 09/01/2019, n.44

Presupposto dell’azione di indebito arricchimento

Il presupposto dell’azione di indebito arricchimento, data la sua natura sussidiaria e residuale, consiste nell’assenza di un titolo giuridico valido ed efficace, nel cui ambito rientrerebbe l’attività svolta, oggetto della contestazione e pertanto ove sussista un rapporto di lavoro effettivo l’azione di cui all’art. 2041 c.c. non sarà esperibile.

Tribunale Reggio Calabria sez. lav., 15/11/2018, n.1559

Previsioni economiche contenute nella convenzione urbanistica

Non costituisce indebito arricchimento qualsiasi scostamento rispetto alle previsioni economiche contenute nella convenzione urbanistica.

Vi sono due parametri da utilizzare in questo tipo di valutazioni. Da un lato, occorre esaminare la volontà dei contraenti, per stabilire se la quantificazione dei costi costituisce un elemento essenziale ai fini del consenso. Dall’altro, si deve esaminare la natura dei costi aggiuntivi, per stabilire il grado di connessione degli stessi con l’oggetto della convenzione urbanistica. È evidente che, se realizzate a distanza di tempo, le opere di interesse pubblico possono comportare spese maggiori, ma questo non consente di ottenere dei rimborsi, quando non vi sia un meccanismo di adeguamento dei costi disciplinato nella stessa convenzione urbanistica.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 19/10/2018, n.999



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube