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Ricusazione: ultime sentenze

21 Febbraio 2020
Ricusazione: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: imparzialità del giudice; dichiarazione di ricusazione; obbligo di astensione del magistrato; inosservanza dell’obbligo di astensione.

La funzione della ricusazione

La ricusazione non può avere una funzione meramente preventiva, indipendente dalla effettiva assegnazione della causa ad un collegio di cui il giudice designato fa parte e può essere richiesta in ipotesi tassativamente indicate dalla legge, è posta a salvaguardia della imparzialità e non può essere utilizzata quale strumento per impedire ad un giudice di pronunciarsi su una data questione.

Cassazione civile sez. VI, 16/03/2019, n.7541

Inammissibilità dell’istanza di ricusazione

Non sussiste incompatibilità logica tra la dichiarazione di inammissibilità dell’istanza di ricusazione, avanzata dall’imputato nei confronti di componenti del collegio in base a motivi manifestamente infondati e la circostanza che il provvedimento dichiarativo, ancorché adottato “de plano”, illustri le ragioni della ritenuta manifesta infondatezza con motivazione complessa.

Cassazione penale sez. III, 26/03/2019, n.18043

Responsabilità disciplinare del magistrato

In tema di responsabilità disciplinare del magistrato, la consapevole inosservanza dell’obbligo di astensione, costituente illecito disciplinare a norma dell’art. 2, comma 1, lett. c), del d.lgs. n. 109 del 2006, non è esclusa nel caso in cui sia proposta un’istanza di ricusazione che il magistrato ritenga inammissibile (nella specie, sul presupposto che l’istante non fosse legittimato ad intervenire, e quindi ad assumere la qualità di parte, nella procedura esecutiva), quando sussista un obbligo di astensione nei casi di cui all’art. 51 (nella specie, comma 1, n.3) c.p.c., sussistendo altresì l’illecito della grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile, a norma dell’art. 2, comma 1, lett. g), del d.lgs. n. 109 del 2006, qualora il magistrato non disponga la sospensione, ma compia atti ulteriori del procedimento.

Cassazione civile sez. un., 18/11/2019, n.29833

Violazione dell’obbligo di astensione

La violazione, da parte del giudice, dell’obbligo di astensione può essere fatta valere dalla parte unicamente con l’istanza di ricusazione nei modi e nei termini di cui all’articolo 52 del Cpc e, a eccezione dell’ipotesi di interesse diretto del giudice nella causa, non come motivo di nullità della sentenza.

Cassazione civile sez. III, 13/11/2019, n.29346

Terzietà ed imparzialità del consulente tecnico

La terzietà-imparzialità del consulente tecnico d’ufficio richiede che il consulente non debba essere legato a nessuna delle parti del processo, analogamente a quanto è prescritto per il giudice, ed è garantita dalla legge sia con il demandarne la nomina al giudice, organo per il quale l’imparzialità è autonomamente e preliminarmente prescritta, sia con la previsione, anche per il consulente tecnico, degli istituti dell’astensione e della ricusazione.

(Nell’enunciare tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso fosse incorso nella violazione degli istituti suddetti il giudice di primo grado che aveva nominato c.t.u. un professionista con studio nella stessa cittadina – di meno di 90.000 abitanti – nella quale aveva sede la società convenuta, il cui legale rappresentante era nipote di un noto imprenditore).

Cassazione civile sez. lav., 30/10/2019, n.27916

Riesame dell’ordinanza di rigetto dell’istanza di ricusazione

Sebbene l’art. 53, comma 2, c.p.c. preveda espressamente la non impugnabilità del provvedimento che decide sulla istanza di ricusazione, l’ordinanza che neghi la violazione del diritto a un giudice imparziale, pur non essendo impugnabile ex se, può essere censurata con la impugnazione proposta contro la sentenza che conclude il giudizio. In altri termini, non è precluso il riesame dell’ordinanza di rigetto della istanza di ricusazione nel corso del processo, ma esso avviene attraverso il controllo sulla pronuncia resa dal iudex sospectus, o con il suo concorso, in quanto l’eventuale vizio causato dalla incompatibilità del giudice ricusato si risolve in motivo di nullità della attività svolta dal giudice stesso, e, quindi, il gravame della sentenza da lui emessa.

Il principio di imparzialità – in particolare – è garantito dalla possibilità per la parte, che abbia visto rigettata la propria istanza di ricusazione, di chiedere al giudice di appello un riesame di tale pronuncia impugnando la sentenza conclusiva resa dal giudice invano ricusato.

(Deriva da quanto precede, pertanto, ha evidenziato la Suprema corte che parte ricorrente per far valere il diritto a un giudice imparziale negatogli, avrebbe – nella specie – dovuto allegare e quindi i provare, in via pregiudiziale, la incidenza della asserita incompatibilità sulla attività svolta dal giudice ricusato e non limitarsi a riproporre in sede di appello le cause di incompatibilità svolte dinanzi al giudice di primo grado).

Cassazione civile sez. II, 28/10/2019, n.27466

Ricusazione di un giudice per mancanza di imparzialità

Un avvocato, condannato per oltraggio alla corte dopo aver accusato un giudice di mancanza di imparzialità nei suoi confronti, che ne chiede la ricusazione, ha diritto a un accertamento in sede giurisdizionale sulla fondatezza dell’accusa di parzialità al magistrato. In caso contrario, si verifica una violazione dell’articolo 6 della Cedu, che assicura il diritto a un equo processo, stabilendo il diritto a un giudice indipendente e imparziale.

Ad affermarlo è la Corte europea dei diritti dell’uomo decidendo su un caso di un avvocato moldavo che aveva accusato il giudice nazionale di un comportamento intimidatorio nei confronti del suo cliente, a seguito del quale il legale veniva condannato per oltraggio alla corte.

I giudici di Strasburgo ricordano come in una società democratica sia di fondamentale importanza che i tribunali nazionali ispirino fiducia nella collettività e che, se esistono ragioni legittime per ritenere che un giudice manca di imparzialità, quest’ultimo non possa continuare a esercitare la funzione in quel procedimento.

Corte europea diritti dell’uomo, 02/10/2019, n.42010

Dichiarazione di ricusazione

Ai fini della decorrenza del termine di tre giorni per la proposizione della dichiarazione di ricusazione da parte dell’imputato, quando la causa addotta attiene ad eventi o atti giudiziari venuti in essere al di fuori dell’udienza e del processo, occorre fare riferimento al momento in cui il giudicabile ha acquisito una conoscenza personale, effettiva ed integrale, della stessa.

(Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto che la pubblicazione di una precedente decisione, emessa nei confronti di soggetti diversi, che aveva però incidentalmente valutato la responsabilità dei richiedenti la ricusazione, non era idonea a rendere nota la causa di incompatibilità, anche se in entrambi i giudizi vi erano stati alcuni difensori comuni).

Cassazione penale sez. II, 09/09/2019, n.39415

Procedimento disciplinare a carico dei magistrati

In tema di procedimento disciplinare a carico di magistrati, la circostanza che l’art. 4 della legge n. 195 del 1958 non preveda l’incompatibilità dei componenti della Sezione Prima del Consiglio Superiore della Magistratura che abbiano deliberato sugli stessi fatti in via amministrativa (nella specie, riguardo a proposte di non conferma nell’incarico direttivo e di trasferimento d’ufficio del magistrato incolpato), non pone tale norma in contrasto con gli artt. 117 Cost. e 6 CEDU, poiché, venendo in rilievo una situazione suscettibile di essere apprezzata come causa di ricusazione, l’interessato ha il potere di ricorrere a tale strumento, compatibile con il procedimento disciplinare, come chiarito dalla giurisprudenza della stessa Sezione disciplinare del CSM.

Cassazione civile sez. un., 06/06/2019, n.15385

Giudice ricusato: l’efficacia degli atti compiuti

Nel caso di dichiarazione di ricusazione, gli atti compiuti dal giudice ricusato diversi da quelli aventi ‘natura probatoria’ dispiegano ancora gli effetti propri, salva pur sempre la possibilità del nuovo giudice nella pienezza dei poteri che senz’altro gli si deve attribuire di assumere determinazioni diverse.

Cassazione penale sez. V, 09/05/2019, n.44120



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