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Prescrizione della sanzione amministrativa: ultime sentenze

17 Febbraio 2022
Prescrizione della sanzione amministrativa: ultime sentenze

Violazioni al Codice della strada; notifica del verbale di accertamento di una sanzione amministrativa; termine di prescrizione.

Sanzione amministrativa accessoria

L’art. 224 C.d.S. prevede che l’estinzione del reato per morte dell’imputato comporta l’estinzione anche della sanzione amministrativa accessoria. Nel caso in cui l’estinzione del reato si verifichi per altra causa diversa dalla morte dell’imputato (tra cui evidentemente la prescrizione) il Prefetto accerta la sussistenza delle condizioni per l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria.

Dunque la prescrizione non ha natura preclusiva rispetto all’applicazione ed applicabilità della sanzione amministrativa, per cui anche a fronte della prescrizione del reato, il Prefetto può irrogare la sanzione amministrativa accessoria.

Tribunale Forli’, 25/10/2021, n.1051

Accertamento della prescrizione della sanzione amministrativa 

In materia di responsabilità da reato delle persone giuridiche, il termine di prescrizione stabilito dall’art. 22 d.lg. 8 giugno 2001, n. 231 riguarda tanto l’illecito, che non può più essere perseguito decorsi cinque anni dalla consumazione del reato presupposto, quanto la sanzione amministrativa definitivamente irrogata, che dovrà essere riscossa, a pena di estinzione, entro il termine di cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza pronunciata a carico della persona giuridica, e non di quella pronunciata a carico dell’imputato del reato presupposto, fatti salvi, in entrambe le ipotesi, gli effetti di eventuali cause interruttive rilevanti a norma del codice civile.

(In applicazione del principio la Corte ha annullato con rinvio l’ordinanza del giudice dell’esecuzione che aveva rigettato l’istanza dell’ente di accertamento della prescrizione della sanzione amministrativa applicata sul presupposto che l’art. 22 d.lg. n. 231 del 2001 disciplinerebbe la sola prescrizione dell’illecito amministrativo, stabilendo il termine di cinque anni che sarebbe sospeso sino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio a carico del soggetto imputato del reato presupposto).

Cassazione penale sez. I, 05/05/2021, n.31854

Sanzione amministrativa pecuniaria: prescrizione quinquennale

Il termine quinquennale di prescrizione della sanzione amministrativa pecuniaria, prevista dall’art. 17, comma 4, primo periodo, della l. n. 576 del 1980, per l’inottemperanza all’obbligo di comunicazione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense dell’ammontare del reddito professionale percepito, decorre dal giorno in cui è stata commessa la violazione, ovvero dalla scadenza del termine di trenta giorni dalla data prescritta per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi.

Cassazione civile sez. lav., 28/10/2019, n.27509

Prescrizione breve ed effetto del giudicato

Il credito in contestazione non è propriamente una sanzione amministrativa pecuniaria, ma è derivato da una misura accessoria (la rimozione del mezzo) ad un illecito previsto dal codice della strada e deve ritenersi soggetto allo stesso termine di prescrizione ovvero a quello previsto dall’art. 28 della L. n. 689 del 1981, ovvero quello di cinque anni.

La scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito ma non determina anche l’effetto della” conversione” del termine di prescrizione “breve” eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c..

La conseguenza sarà che, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre opposizione, non consente di fare applicazione dell’art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.

Corte appello Cagliari sez. I, 20/02/2019, n.167

Il regime di prescrizione

La considerazione della natura della sospensione della patente di guida quale sanzione amministrativa accessoria a quella penale consente di escludere, sia che la stessa, diversamente da quanto opera per le pene accessorie penali, resti soggetta all’effetto estintivo determinato dal decorso del tempo nell’inattività degli organi preposti alla sua esecuzione, sia che le sia riferibile il regime di prescrizione quinquennale, stabilito dall’art. 209 C.d.S.. Tale norme rinvia alla disposizione di cui alla L. n. 689 del 1981, art. 28, per la quale il diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal medesimo codice deve esercitarsi entro cinque anni, decorrenti dal giorno in cui è stata commessa la violazione. Siffatta disciplina, per la diversità degli istituti, non può essere riferita a misura di tipo diverso in base ad un’operazione di interpretazione estensiva o analogica.

Cassazione penale sez. I, 13/09/2019, n.42716

Le somme dovute a titolo di sanzione amministrativa

La prescrizione del diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzione amministrativa comincia a decorrere dal momento in cui il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.); tale momento, nel caso di fatti già sanzionati penalmente e successivamente depenalizzati, non può identificarsi con quello in cui la violazione è stata commessa, bensì con quello nel quale gli atti relativi pervengono alla competente autorità amministrativa, cui sono trasmessi dall’autorità giudiziaria a norma dell’art. 41 della l. n. 689 del 1981, poiché solo dopo tale momento l’amministrazione è in grado di esercitare il diritto di riscuotere la somma stabilita dalla legge a titolo di sanzione amministrativa.

Cassazione civile sez. VI, 27/07/2018, n.19897

Mancata opposizione a verbale

Al termine prescrizionale del credito da sanzione amministrativa portato da una cartella esattoriale in conseguenza della mancata opposizione avverso il verbale di accertamento di una violazione del c.d. codice della strada non si applica la conversione nel termine ordinario decennale ai sensi dell’art. 2953 c.c.

Cassazione civile sez. VI, 07/12/2018, n.31817

Sospensione della patente: il provvedimento prefettizio

In tema di sentenza di condanna per violazione del codice della strada con applicazione della sanzione amministrativa di sospensione della patente di guida, il provvedimento prefettizio che dà esecuzione alla sanzione amministrativa non può essere impugnato innanzi al giudice dell’esecuzione e, qualora la parte si dolga di detto provvedimento, l’incidente di esecuzione non è ammissibile.

Se invece la parte lamenta l’intervenuta prescrizione della sanzione amministrativa, applicata con sentenza irrevocabile dal giudice penale, la questione deve essere correttamente affrontata dal giudice dell’esecuzione, con l’avvertenza che la prescrizione decorre dal passaggio in giudicato della sentenza e che il termine di cui all’art. 223 C.d.S. ha natura meramente ordinatoria.

Tribunale Roma sez. VI, 16/02/2016

Sanzione amministrativa accessoria: termine di prescrizione

In tema di violazione delle norme sulla circolazione stradale, il termine di prescrizione della sanzione amministrativa accessoria (nella specie, sospensione della patente di guida) direttamente conseguente alla commissione di un reato, è interrotto dall’emissione del decreto di citazione a giudizio fino al passaggio in giudicato della sentenza penale.

Cassazione penale sez. IV, 05/07/2012, n.10649

Diritto di riscuotere la sanzione pecuniaria

In tema di violazioni al codice della strada, il comma 1 dell’art. 28 l. n. 689/1981, stabilisce che il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla stessa legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione e che la prescrizione inizia a decorrere dal giorno della violazione amministrativa, ciò perché il diritto di credito dell’amministrazione alla somma di danaro costituente la sanzione amministrativa pecuniaria sorge direttamente dalla violazione, la quale si pone come fonte dell’obbligazione, mentre l’ordinanza di pagamento ha l’effetto di determinare la somma dovuta.

Ne consegue come la prescrizione si riferisce non solo al diritto di riscuotere la sanzione pecuniaria, ma anche al potere dell’amministrazione di applicare la sanzione comminata dalla legge per la violazione accertata.

Giudice di pace Roma sez. V, 04/04/2012

Accertamento di una sanzione amministrativa

La notifica del verbale di accertamento di una sanzione amministrativa non è un atto processuale, ma atto del procedimento amministrativo, diretto alla irrogazione della sanzione, cioè attività amministrativa.

La sospensione disposta dalla l. n. 742 del 1969 – contemporaneamente – si applica ai termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie e a quelle amministrative, ma resta estranea ai procedimenti amministrativi, quale è quello che conduce alla irrogazione di sanzioni amministrative. Deve escludersi, pertanto, che il termine per il perfezionamento della prescrizione della sanzione amministrativa prevista dall’art. 28 l. n. 689 del 1981 rimanga sospeso nel periodo feriale.

(Nella specie il giudice “a quo” aveva escluso che il diritto a riscuotere la sanzione, rispetto a verbali notificati cinque anni addietro, si fosse prescritto, atteso che al quinquennio doveva aggiungersi il periodo feriale (46 giorni) di ciascuno dei cinque anni. In applicazione del principio di cui sopra la Suprema Corte ha cassato tale pronuncia e rimesso la causa per nuovo esame al giudice di rinvio).

Cassazione civile sez. II, 28/01/2010, n.1941

Prescrizione quinquennale

In materia di formazione e trasmissione di ruoli da parte dell’organo accertatore, per la riscossione di somme dovute a titolo di sanzione amministrativa a seguito di violazioni al codice della strada, non è applicabile la decadenza prevista dall’art. 17 d.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, ma solo la prescrizione quinquennale prevista sia dall’art. 209 c. strad., relativamente alle sanzioni conseguenti alle infrazioni stradali, sia dall’art. 28 l. n. 689 del 24 novembre 1981, per le sanzioni in genere da illeciti amministrativi.

Giudice di pace Bari, 15/02/2006, n.1162

Violazioni del Codice della strada

In materia di formazione e trasmissione di ruoli da parte del prefetto, per la riscossione di somme dovute a titolo di sanzione amministrativa a seguito di violazioni del codice della strada, non è applicabile la decadenza di cui all’art. 17 d.P.R. 602/73, ma solo la prescrizione quinquennale prevista sia dall’art. 209 c. strad., relativamente alle sanzioni conseguenti alle infrazioni stradali, sia dall’art. 28 l. 689/81, per le sanzioni in genere da illeciti amministrativi.

Cassazione civile sez. I, 17/11/2005, n.23251

Riscossione delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa

Alla formazione e trasmissione dei ruoli da parte del prefetto per la riscossione delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa per violazioni al codice della strada non si applica l’art. 17 d.P.R. n. 602 del 1973, in base al quale l’iscrizione nei ruoli delle somme accertate dagli uffici deve avvenire a pena di decadenza entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, ma solo la prescrizione quinquennale prevista dall’art. 209 del nuovo codice della strada e dall’art. 28 l. n. 689 del 1981.

Cassazione civile sez. I, 23/11/1999, n.12999



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