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Opposizione a sanzione amministrativa: ultime sentenze

13 Febbraio 2020
Opposizione a sanzione amministrativa: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: violazioni del Codice della strada; accertamento dell’infrazione; giudizio di opposizione a sanzione amministrativa; superamento del limite di velocità e corretta funzionalità dell’apparecchiatura di rilevamento della velocità.

L’opposizione a cartella di pagamento di sanzioni amministrative

In materia di opposizione a cartella di pagamento di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, la contestazione attinente alla prospettazione dell’estinzione della pretesa creditoria dell’Amministrazione irrogante, va qualificata come opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., e non come opposizione a sanzione amministrativa (ora regolamentata dal d.lg. n. 150 del 2011, art. 7), trattandosi di una contestazione che riguarda fatti successivi alla formazione del titolo esecutivo e comunque sopravvenuti rispetto alla notificazione del verbale di accertamento dell’infrazione e degli atti susseguenti.

Cassazione civile sez. VI, 19/11/2019, n.30094

Installazione di apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità

Il provvedimento prefettizio di individuazione delle strade lungo le quali è possibile installare apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità, senza obbligo di fermo immediato del conducente, previsto dal d.l. 20 giugno 2002, n. 121, art. 4, può includere soltanto le strade del tipo imposto dalla legge mediante rinvio alla classificazione di cui all’art. 2, commi 2 e 3,  C.d.S., e non altre, dovendo perciò, considerarsi illegittimo – e, pertanto, disapplicabile nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa – il provvedimento prefettizio che abbia autorizzato l’installazione delle suddette apparecchiature in una strada urbana che non abbia tutte le caratteristiche minime della strada urbana di scorrimento, in base alla definizione recata dal citato art. 2, comma 2, lett. d) C.d.S.

Cassazione civile sez. II, 20/06/2019, n.16622

Opposizione all’ordinanza-ingiunzione 

Sono manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 6 e 7 d.lg. 1 settembre 2011, n. 150, e dell’art. 126-bis d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, censurati, in riferimento agli artt. artt. 3, 24, 25 e 111 Cost., nella parte in cui, in base all’interpretazione assunta come diritto vivente, individuano, quale giudice competente a conoscere dell’opposizione a sanzione amministrativa per mancata comunicazione dei dati personali e della patente del conducente del veicolo al momento della commessa violazione, il giudice del luogo in cui i suddetti dati sarebbero dovuti pervenire, anziché il giudice del luogo di residenza o domicilio di colui che è tenuto ad effettuare la comunicazione.

Le questioni sono sollevate sulla base di un presupposto interpretativo — quello secondo cui il Centro nazionale accertamento infrazioni (CNAI) avente sede a Roma sarebbe l’autorità procedente all’irrogazione della sanzione — erroneo, atteso che esso altra funzione non ha se non quella di provvedere alla stesura e alla notifica dei verbali di accertamento delle infrazioni rilevate dagli uffici della Polizia stradale e di gestire il relativo iter amministrativo e il contenzioso, rimanendo invece la titolarità del potere di accertamento in capo agli uffici di Polizia stradale locale e, conseguentemente, la titolarità dell’azione in capo al prefetto territorialmente competente; il locus commissi delicti dell’illecito omissivo di cui all’art. 126-bis cod. strada, quale luogo dove deve pervenire la comunicazione, coincide, dunque — e non irragionevolmente — con il luogo dell’accertamento, poiché l’autorità procedente è la stessa che ha elevato la sanzione comportante la perdita del punteggio.

Corte Costituzionale, 14/12/2018, n.237

Il certificato di taratura periodica dell’autovelox

Nel giudizio avente ad oggetto l’opposizione avverso la sanzione amministrativa irrogata in conseguenza della rilevazione dell’eccesso di velocità mediante autovelox, l’Amministrazione che ha proceduto all’accertamento dell’illecito è gravata dall’onere di provare la funzionalità dell’apparecchio. Detto onere può ritenersi assolto dall’ente mediante la produzione del certificato di taratura periodica della strumentazione utilizzata ai fini della rilevazione della infrazione.

Tribunale Benevento, 27/09/2019, n.1600

Il verbale di contestazione della velocità rilevata da autovelox

Nel giudizio di opposizione a un’ordinanza-ingiunzione irrogativa di una sanzione amministrativa pecuniaria, il verbale di contestazione della violazione di cui all’art. 142, comma 8, c.d.s., a seguito della rilevazione della velocità operata con apparecchio autovelox, non riveste fede privilegiata – e quindi non fa fede fino a querela di falso – in ordine all’attestazione, frutto di mera percezione sensoriale, degli agenti circa il corretto funzionamento dell’apparecchiatura, allorché e nell’istante in cui l’eccesso di velocità è rilevato.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito nella parte in cui aveva affermato che la prova del regolare funzionamento dell’apparecchiatura al momento della constatazione dell’infrazione è insita nel peculiare valore del verbale di accertamento, per contraddire il quale l’unico rimedio esistente sarebbe la querela di falso).

Cassazione civile sez. VI, 13/12/2018, n.32369

L’onere di provare la preventiva segnalazione dei controlli

In tema di distribuzione dell’onere della prova nei giudizi aventi ad oggetto opposizione a sanzione amministrativa irrogata per violazione del limite di velocità rilevata a mezzo di autovelox, posto che la legittimità delle sanzioni amministrative irrogate per eccesso di velocità, accertato mediante autovelox, è subordinata alla circostanza che la presenza della postazione fissa di rilevazione della velocità sia stata preventivamente segnalata, grava sull’amministrazione l’onere di provare la preventiva segnalazione dei controlli ove non altrimenti risultante dal verbale di accertamento dell’infrazione.

Tribunale Potenza, 12/09/2018, n.745

Opposizione a multa per autovelox

In tema di distribuzione dell’onere della prova nei giudizi aventi ad oggetto opposizione a sanzione amministrativa irrogata per violazione del limite di velocità rilevata a mezzo di autovelox, posto che la legittimità delle sanzioni amministrative irrogate per eccesso di velocità, accertato mediante autovelox, è subordinata alla circostanza che la presenza della postazione fissa di rilevazione della velocità sia stata preventivamente segnalata, grava sull’amministrazione l’onere di provare la preventiva segnalazione dei controlli ove non altrimenti risultante dal verbale di accertamento dell’infrazione.

Tribunale Potenza, 13/04/2018, n.354

Provvedimento prefettizio e giudizio di opposizione a sanzione amministrativa

Il provvedimento prefettizio di individuazione delle strade lungo le quali è possibile installare apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità senza obbligo di fermo immediato del conducente, previsto dall’art. 4 del d.l. n. 121 del 2002 (conv., con modificazioni, dalla l. n. 168 del 2002), può includere soltanto le strade del tipo imposto dalla legge mediante rinvio alla classificazione di cui all’art. 2, commi 2 e 3, c. strada, e non altre.

È, pertanto, illegittimo, e può essere disapplicato nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, il provvedimento prefettizio che abbia autorizzato l’installazione delle suddette apparecchiature in una strada urbana che non abbia le caratteristiche “minime” della “strada urbana di scorrimento”, in base alla definizione recata dal comma 2, lett. d), art. 2 cod. cit.

Cassazione civile sez. II, 06/03/2017, n.5532

Funzionalità delle apparecchiature

Le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall’art. 142 c.d.s., non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla l. n. 273/1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura.

Tale sistema di controlli, infatti, attiene alla materia cd metrologica, diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità, ed è competenza di Autorità amministrative diverse, rispetto a quelle pertinenti al caso di specie. Inoltre, in tema di sanzioni amministrative conseguenti alla violazione dei limiti di velocità previsti dall’art. 142 c.d.s. il legislatore non ha adottato, in relazione alle apparecchiature di controllo automatico (cd. autovelox) in dotazione alle Forze di Polizia, nessuna disposizione che commini la decadenza delle omologazioni rilasciate.

Da ciò ne consegue che nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa non sussiste alcun ulteriore onere probatorio a carico dell’amministrazione relativo alla perdurante funzionalità delle predette apparecchiature.

Tribunale Bari sez. III, 05/11/2012, n.3449

Violazione dei limiti di velocità: le sanzioni amministrative 

In tema di sanzioni amministrative conseguenti alla violazione dei limiti di velocità, previsti dall’art. 142 c. strad., il legislatore non ha adottato – in relazione alle apparecchiature di controllo automatico (autovelox) in dotazione delle forze di polizia – nessuna disposizione che commini la decadenza delle omologazioni rilasciate.

Nel giudizio di opposizione alla relativa sanzione amministrativa, pertanto, non sussiste alcun ulteriore onere probatorio a carico della Amministrazione, relativo alla dimostrazione della perdurante funzionalità delle predette apparecchiature.

Le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità – inoltre – non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla l. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura. Tale sistema di controlli, infatti, attiene alla materia metrologica diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è competenza di autorità amministrative diverse, rispetto a quelle pertinenti al caso di specie.

Cassazione civile sez. VI, 28/05/2012, n.8485

Sanzione amministrativa conseguente all’eccesso di velocità

In tema di sanzioni amministrative conseguenti alla violazione dei limiti di velocità previsti dall’art. 142 cod. strada, il legislatore non ha adottato, in relazione alle apparecchiature di controllo automatico (c.d. «autovelox») in dotazione alle Forze di polizia, nessuna disposizione che commini la decadenza delle omologazioni rilasciate; ne consegue che, nel giudizio di opposizione alla relativa sanzione amministrativa, non sussiste alcun ulteriore onere probatorio, a carico dell’Amministrazione, relativo alla perdurante funzionalità delle predette apparecchiature.

Cassazione civile sez. II, 25/06/2008, n.17361

Superamento del limite di velocità

In tema di opposizione a sanzione amministrativa per violazione del codice della strada, nella specie eccesso di velocità rilevata tramite autovelox, deve essere annullato il verbale di accertamento nell’ipotesi in cui nel giudizio di opposizione, a fronte di apposita contestazione dell’opponente, la p.a. non dia prova che la strumentazione utilizzata per accertare il superamento del limite di velocità imposto sia stata sottoposta a verifica di regolare funzionamento e, conseguentemente, dell’attendibilità dei rilievi effettuati.

A tal proposito, infatti, la mera affermazione della corretta funzionalità dell’apparecchiatura da parte della p.a. non è circostanza sufficiente a provare, anche in via presuntiva, l’efficienza dell’apparecchio che la parte, in mancanza di prove tecniche sul punto, mette in dubbio.

Giudice di pace Gioiosa Jonica, 30/10/2007, n.322


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