Business | Articoli

Come si costituisce un’associazione o si modifica lo statuto?

22 Maggio 2014


Come si costituisce un’associazione o si modifica lo statuto?

> Business Pubblicato il 22 Maggio 2014



Qualsiasi sia l’ambito scelto –politico, religioso, filosofico, umanitario, sportivo – è sempre possibile costituire liberamente un’associazione.

La libertà di associarsi è prevista e protetta dalla Costituzione. Pertanto non sussistono limitazioni particolari, eccezion fatta per quei fenomeni associativi pericolosi per l’esistenza stessa dello Stato democratico. È inoltre essenziale che lo scopo perseguito sia lecito e che non abbia carattere lucrativo. Il nostro sistema giuridico opera una differenza tra le associazioni riconosciute e quelle non riconosciute.

Associazioni riconosciute

Il riconoscimento serve affinché l’associazione possa acquistare capacità giuridica e capacità d’agire, in altri termini perché diventi un soggetto autonomo e distinto da coloro che l’hanno costituita. Ciò è molto importante sotto il profilo della responsabilità patrimoniale, perché un ente riconosciuto ha una responsabilità sua propria e risponde delle obbligazioni assunte in modo autonomo, senza coinvolgere la responsabilità degli associati che agiscono per esso.

Il riconoscimento comporta inoltre la possibilità di acquistare beni immobili, accettare eventuali donazioni o eredità o legati, previa autorizzazione governativa.

Tuttavia il riconoscimento comporta anche degli svantaggi perché all’associazione una serie di controlli (l’autorizzazione agli acquisti ne è un esempio) statali o regionali, a seconda che l’ente operi su tutto il territorio dello Stato o solo nell’ambito di una regione.

Il riconoscimento è operato attraverso una delibera del governo (o della regione competente). Essenziale per ottenere il riconoscimento è che lo scopo perseguito abbia un’evidente utilità sociale e che l’ente abbia o sia in grado di raggiungere una soddisfacente autonomia patrimoniale.

Associazioni non riconosciute

Possono essere tali perché non hanno ottenuto il riconoscimento pur avendolo richiesto, o perché non hanno interesse a conseguirlo. Anche queste associazioni non possono essere costituite per finalità di lucro. La loro attività deve essere conforme allo scopo fissato dall’atto costitutivo e dallo statuto.

L’autonomia patrimoniale, cioè il distacco del patrimonio dell’ente da quello dei soci, non si realizza in maniera completa. Perciò è l’associazione stessa a rispondere degli obblighi assunti con beni che fanno parte del fondo patrimoniale, ma ne rispondono anche i soci che hanno agito in suo nome. Nulla devono, invece, quei soci che non partecipano all’amministrazione. In base a una recente riforma, le associazioni non riconosciute possono divenire titolari di beni immobili, terreni, fabbricati ecc. Continuano però a non poter beneficiare di eredità o donazioni, a meno che non richiedano e ottengano il riconoscimento entro un anno.

È bene sapere che, se si vuole chiedere il riconoscimento dell’associazione, è necessario redigere l’atto costitutivo in forma di atto pubblico, davanti ad un notaio. Negli altri casi non è necessaria nessuna forma particolare ed è sufficiente anche una semplice stretta di mano.

COME SI MODIFICA LO STATUTO DI UN’ASSOCIAZIONE?

Lo statuto è quel documento che, assieme all’atto costitutivo, contiene tutti gli elementi necessari a individuare la associazione, nome, sede e altro, e le regole che la governano.

Le associazioni riconosciute hanno l’obbligo di redigere uno statuto che deve essere approvato dall’autorità pubblica (governo o regione) che concede il riconoscimento. Di fatto però anche le associazioni che non intendono richiedere il riconoscimento hanno interesse ad avere un proprio statuto che regoli i rapporti interni tra soci e determini con chiarezza gli scopi e il modo di agire dell’associazione.

Oggetto degli statuti

La legge dà alcune regole di massima sul contenuto dello statuto, indicando quasi esclusivamente quali sono le cose che non possono mancare. Lo statuto (o l’atto costitutivo, che di solito lo affianca) deve necessariamente contenere:

1. la denominazione dell’associazione (questo al fine di identificarla);

2. l’indicazione dello scopo e dell’oggetto dell’associazione che non può avere finalità di lucro, cioè non deve avere come fine l’arricchimento dei suoi membri;

3. il patrimonio, elemento importante soprattutto per le associazioni riconosciute, visto che un patrimonio insufficiente può comportare il rifiuto del riconoscimento;

4. la sede;

5. le norme che regolano la vita interna dell’associazione e la sua amministrazione e prescrivono i diritti e gli obblighi degli associati;

6. i requisiti richiesti per l’ammissione di nuovi membri.

Anche se la legge non lo impone, lo statuto può contenere anche le norme che regolano la cessazione dell’attività dell’associazione e la destinazione del suo patrimonio, quando questa sia venuta meno.

Sono le regole date dagli statuti a definire il rapporto tra i membri in caso di controversia. Questo è il motivo per cui la sua redazione richiede particolare attenzione, in modo che esso non risulti né troppo preciso e complicato né troppo generico.

Modifiche

Per le associazioni non riconosciute non sono richieste particolari formalità. È sufficiente una delibera della assemblea: salvo che lo statuto o l’atto costitutivo non dicano altrimenti, per la validità della votazione è richiesta la presenza dei tre quarti dei soci e la modifica deve essere approvata con una maggioranza del 50% + 1 dei presenti.

Ogni membro dell’associazione ha diritto a un unico voto: statuto o atto costitutivo non possono prevedere regole diverse al riguardo. Per le associazioni riconosciute è richiesta inoltre l’approvazione della modifica da parte dell’autorità governativa che ha concesso il riconoscimento.

Convocazione dell’assemblea

L’assemblea può essere convocata per iniziativa degli amministratori o su richiesta di almeno 1/10 degli associati. Le modalità di convocazione sono regolate dallo statuto o, altrimenti, dalla legge che prescrive unicamente che si debba inviare a ciascun associato un avviso personale, contenente l’ordine del giorno. Se lo statuto non lo vieta, all’assemblea l’associato può farsi rappresentare da un altro membro, munito di una delega scritta che può essere rilasciata anche in calce all’avviso di convocazione.

note

Norme di riferimento

Art. 12, libro I, cod. civ.

Art. 38 cod. civ.

Art. 8  Disposizioni per l’attuazione del cod. civ.

Art. 16 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com                            


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI