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Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza: quali differenze

29 Gennaio 2020 | Autore:
Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza: quali differenze

Rdc e Pdc: importo, composizione del nucleo familiare, reddito massimo, quote affitto e mutuo, obblighi connessi al lavoro e alle attività di politica attiva.

Come descritto nel decreto in materia di Rdc e pensioni [1], il Reddito di cittadinanza, se erogato ai nuclei familiari composti solo da over 67, disabili gravi o non autosufficienti, assume la denominazione di pensione di cittadinanza.

Ma si tratta dello stesso sussidio? Tra reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza quali differenze ci sono?

Anche se le due prestazioni, erogate entrambe dall’Inps e su Carta Rdc/Pdc, hanno moltissime caratteristiche in comune, è bene sapere che presentano importanti differenze.

Innanzitutto, gli importi riconosciuti ai nuclei familiari sono differenti: cambiano sia la quota base, che la quota finalizzata al pagamento dell’affitto e del mutuo. In parallelo alla quota base, cambia anche il calcolo del reddito massimo del nucleo familiare.

Inoltre, chi appartiene a un nucleo familiare beneficiario della pensione di cittadinanza è esonerato dagli obblighi di politica attiva di lavoro: accettazione di un’offerta di lavoro congrua, obbligo di firmare il patto per il lavoro e di partecipare agli incontri di orientamento, alle attività di formazione e riqualificazione e di ricerca attiva d’impiego, ai progetti organizzati dal proprio Comune di residenza…Ma procediamo con ordine, e osserviamo nel dettaglio quali sono le peculiarità della pensione di cittadinanza, rispetto al reddito di cittadinanza.

Composizione del nucleo familiare

Innanzitutto, perché il nucleo familiare sia beneficiario della pensione di cittadinanza, anziché del reddito di cittadinanza, deve essere composto solo da over 67, oppure da disabili gravi o non autosufficienti. In famiglia c’è una persona che non ha ancora compiuto i 67 anni? Se non è disabile grave o non autosufficiente, il nucleo avrà diritto al reddito di cittadinanza e non alla pensione di cittadinanza, ovviamente sussistendo tutti i requisiti prescritti dalla legge.

Reddito per la pensione di cittadinanza

A proposito dei requisiti prescritti per il diritto al sussidio, per la pensione di cittadinanza il limite di reddito familiare risulta più elevato rispetto a quello previsto per i nuclei familiari beneficiari di Rdc.

In particolare, il limite di reddito, considerando un nucleo di una sola persona, è pari a 7560 euro annui. Il limite per il nucleo familiare corrispondente avente diritto al reddito di cittadinanza è invece di 6mila euro annui.

In presenza di più componenti del nucleo familiare si può arrivare a massimo 12.600 euro annui per il reddito di cittadinanza, mentre si arriva a un limite di 15.876 euro annui per la pensione di cittadinanza. Se nel nucleo, numeroso, vi sono anche disabili gravi o non autosufficienti, si arriva sino a un massimo di 16.632 euro annui di reddito per la Pdc, mentre il limite è di 13.200 euro in caso di famiglia beneficiaria di Rdc.

Sia in caso di spettanza del reddito di cittadinanza, che della pensione di cittadinanza, deve essere rispettato un limite di reddito Isee pari a 9.360 euro per un solo componente, che può arrivare sino a 19.656 in caso di famiglie numerose, o di 20.592 euro in caso di famiglie numerose con disabili gravi o non autosufficienti.

Importo della pensione di cittadinanza e del reddito di cittadinanza

A quanto ammontano i due sussidi?

Il reddito di cittadinanza è determinato da due quote:

  • la prima quota, che integra il reddito familiare, ammonta a una soglia massima pari a 6mila euro annui, 500 euro al mese per il singolo componente; in presenza di più componenti si può arrivare a massimo 12.600 euro, cioè a 1.050 euro al mese, che diventano 100, 13.200 euro annui, se nella famiglia numerosa c’è anche un disabile grave;
  • la seconda quota, a integrazione del reddito familiare, è riconosciuta ai nuclei che pagano l’affitto dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto, sino a un massimo di 3.360 euro, ossia di 280 euro al mese;
  • la seconda quota è pari alla rata del mutuo, fino a un massimo di 150 euro al mese, 1.800 euro annui, nel caso di nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà per il cui acquisto o per la cui costruzione sia stato stipulato un contratto di mutuo da un componente della famiglia.

Anche la pensione di cittadinanza è determinata da due quote:

  • la prima quota, a integrazione del reddito familiare, ammonta a una soglia massima pari a 630 euro al mese, 7.560 euro annui per il singolo componente; in presenza di più componenti si può arrivare a un massimo di 323 euro al mese, 15.876 euro annui; per le famiglie con disabili gravi o non autosufficienti, è previsto un incremento dell’importo massimo della quota base di pensione di cittadinanza erogabile (in presenza di almeno quattro componenti del nucleo familiare) da 1.323 euro a 1.386 euro mensili;
  • la seconda quota, a integrazione del reddito familiare, è riconosciuta ai nuclei che pagano l’affitto o il mutuo dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto, o alla rata del mutuo, sino a un massimo di 1.800 euro, ossia di 150 euro al mese.

In ogni caso il beneficio economico non può essere inferiore ai 40 euro mensili, sia per il reddito che per la pensione di cittadinanza.

Obblighi connessi all’attività lavorativa

Coloro che percepiscono la pensione di cittadinanza, e gli over 65 in generale, sono esonerati dalla firma del patto per il lavoro e dalle attività di politica attiva.

Nessun obbligo, quindi, di recarsi agli incontri di orientamento presso il centro per l’impiego, di partecipare alle attività formative e di riqualificazione, di cercare attivamente lavoro, né di accettare offerte di lavoro congrue.

Pagamento pensione di cittadinanza

La pensione di cittadinanza, come il reddito di cittadinanza, è corrisposta mensilmente su carta Rdc/Pdc, una carta prepagata rilasciata dalle Poste e ricaricata dall’Inps. In base a quanto indicato dal decreto in materia, la pensione di cittadinanza può anche essere erogata con altre modalità, per le quali occorrerà però una normativa attuativa.


note

[1] Art.1 Co. 2 D.L. 4/2019.


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