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Come donare soldi ai figli

29 Gennaio 2020
Come donare soldi ai figli

Donazioni di denaro: quando scegliere i contanti, quando il bonifico e l’assegno. 

Ci sono due modi per donare soldi a un figlio: darglieli a mano, ossia in contanti, oppure usare un mezzo tracciabile come un bonifico o un assegno. Entrambe le soluzioni presentano dei pro e dei contro e, a seconda del caso concreto, può risultare più conveniente optare per l’una o l’altra. Bisogna entrare nel vivo del problema, conoscere i rischi e i divieti di legge per sapere come comportarsi. Ecco allora come donare soldi ai figli: lo spiegheremo ipotizzando una serie di casi pratici, tratti dalla vita di tutti i giorni.

Come donare soldi ai figli per comprare casa

Saverio ha un figlio, Silvio, a cui vuol regalare 40mila euro da versare alla ditta costruttrice per l’acquisto della prima casa visto che il reddito di Silvio gli consente di sostenere solo la rata del mutuo. È indeciso se versare i soldi direttamente al venditore oppure prima sul conto del figlio.

Il più delle volte, la prima casa acquistata dal figlio giovane viene finanziata dal padre che, magari, utilizza la liquidazione per versare la caparra al venditore. In questo caso, il genitore può optare per due soluzioni:

  • versare la somma direttamente al venditore eseguendo un bonifico bancario o consegnandogli un assegno non trasferibile;
  • versare la somma sul conto corrente del proprio figlio con una causale che rappresenti l’intento perseguito (ad es.: “donazione per acquisto prima casa”) oppure consegnargli un assegno non trasferibile.

È assolutamente sconsigliabile consegnare il denaro in contanti. Non sono rari, infatti, i casi in cui l’Agenzia delle Entrate, rilevando un acquisto in capo a un soggetto privo di reddito o comunque con un reddito insufficiente a sostenere la spesa, gli chieda chiarimenti sulla provenienza dei soldi. Se, in un’ipotesi del genere, il figlio non dovesse riuscire a dimostrare la donazione paterna (cosa che solo un mezzo di pagamento tracciabile potrebbe garantire o, in alternativa, un atto di donazione regolarmente registrato o munito di “data certa”), scatterebbe un accertamento fiscale sintetico e il recupero a tassazione di diverse decine di migliaia di euro.

In più, l’utilizzo delle due modalità appena descritte offre il vantaggio di non dover formalizzare la donazione dal notaio: come chiarito dalle Sezioni Unite della Cassazione, infatti, la «donazione indiretta» (quella cioè eseguita per consentire l’acquisto di un bene specifico) non necessita dell’atto pubblico (ossia il rogito notarile) né sconta le imposte sulla donazione se effettuata con mezzi tracciabili e, nel successivo atto di acquisto, si specifica che il denaro utilizzato per il pagamento del prezzo proviene da donazione dei genitori.

Tra le due opzioni appena indicate, il versamento sul conto del figlio può risultare più conveniente quando si hanno più figli, in modo da lasciare traccia, per trasparenza, dell’importo oggetto di donazione e dimostrare di non aver fatto discriminazioni o leso le quote di legittima (vedi, a riguardo, l’ultimo paragrafo di questo articolo).

Come donare soldi ai figli per acquisto auto

Marianna, madre di Giovanna, vuol regalarle 15mila euro affinché quest’ultima possa scegliere l’auto che più le interessa. Giovanna è ancora disoccupata e Marianna teme che, se non farà correttamente la donazione, il Fisco potrebbe chiedere a sua figlia con quali soldi è riuscita a intestarsi il mezzo.

Anche l’automobile è considerata, al pari della casa, un “bene di lusso” che fa scattare il redditometro, ossia un accertamento sintetico in capo al compratore se questi presenta una dichiarazione dei redditi insufficiente a giustificare l’acquisto. Ecco che allora, se il padre dovesse contribuire al pagamento del prezzo, dovrà comportarsi come abbiamo suggerito nel caso della compravendita dell’immobile: o pagando direttamente la concessionaria o bonificando i soldi sul conto del figlio con una causale inequivoca (in alternativa, può optare per l’assegno non trasferibile). 

La consegna dei contanti, in quanto operazione non tracciabile, può creare uno sfasamento tra l’intestazione del bene e il reddito dichiarato dall’intestatario del veicolo con conseguente accertamento fiscale.

Come donare soldi ai figli per piccoli contributi mensili

Luca ha deciso di andare a vivere da solo, ma non ha i soldi sufficienti per badare a se stesso. Così il padre gli eroga mensilmente 500 euro per l’affitto. 

Spesso, succede, specie quando il figlio non ha un reddito costante o non è in grado di sostenere le spese mensili, che i genitori lo aiutino con piccole sovvenzioni. Qui, dobbiamo fare una distinzione:

  • se il figlio è ancora convivente coi genitori, è molto difficile che le donazioni in denaro, anche se fatte in contanti, possano generare controlli fiscali. Quando, infatti, si fanno gli accertamenti col redditometro si considera il potere di acquisto del nucleo familiare nel complesso. E ciò sulla scorta del fatto che si presume che i componenti della famiglia vengano in soccorso l’uno dell’altro quando ve ne sia bisogno, con sovvenzioni in denaro. È il cosiddetto “vincolo solidaristico”. In ogni caso, se si opta per il cash, bisognerà sempre rispettare i tetti previsti dalla legge che, dal 1° luglio 2020, è pari a 2.000 euro;
  • se il figlio ha cessato la convivenza con i genitori, la presunzione della solidarietà familiare viene meno. Sicché, se si tratta di piccoli importi (come, ad esempio, 100 o 200 euro, anche se mensili) si potrà anche optare per i contanti; se, invece, si tratta di somme superiori a 500 euro erogate con cadenza periodica sarà più conveniente utilizzare il bonifico o l’assegno per contrastare eventuali richieste del Fisco di chiarimenti. In ogni caso, non si può superare la soglia di contanti imposta dalla legge.

Come donare un grosso importo di denaro a un figlio

Ottone decide di regalare, al proprio figlio scapolo, 20mila euro visto che alla figlia, Raffaella, ha già pagato le spese per il matrimonio. Ma non sa come regolarizzare la donazione. 

Potrebbe sopraggiungere l’esigenza di un genitore di donare un consistente importo di denaro al figlio, magari per controbilanciare una donazione immobiliare fatta all’altro. In questi casi:

  • è sempre necessario utilizzare strumenti tracciabili come bonifico o assegno non trasferibile;
  • è sempre necessario recarsi dal notaio;
  • quando l’importo è inferiore a 1 milione di euro non si versa l’imposta sulle donazioni (pari al 4% sugli importi che superano 1 milione quando eseguita tra ascendenti in linea retta);
  • è importante non violare le quote di legittima degli altri eredi legittimari.

Quest’ultima condizione, a cui bisogna prestare attenzione anche negli altri casi di donazione elencati in questo articolo, impone al genitore di non fare, in vita, eccessive discriminazioni nella ripartizione del proprio patrimonio tra i figli e il coniuge. Costoro, infatti, hanno tempo fino a 10 anni dopo la morte del donante per attaccare il gesto di altruismo se ritengono che le proprie quote di legittima sono state violate. È, quindi, sempre bene informarsi prima da un notaio per sapere quali importi non ledono la legittima degli altri eredi. Leggi: quali sono le quote di legittima.

Come donare contanti a un figlio

Roberto ha fatto molto nero nella sua attività e ora vorrebbe regalare una parte di questi soldi al figlio, però teme che il denaro possa divenire oggetto di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quando il denaro del donante non è stato dichiarato e non è depositato sul suo conto corrente è molto rischioso fare un bonifico sul conto del donatario. In tali casi, il denaro andrebbe trasferito in contanti. Il beneficiario, però, dovrà stare attento a come lo spende e a cosa acquista: se si tratta, infatti, di spese che vengono comunicate all’Agenzia delle Entrate (quelle per le quali bisogna fornire il proprio codice fiscale, come un contratto di locazione, un viaggio, un’auto o una casa) potrebbe scattare il redditometro.

Come donare soldi ai figli: domande e risposte

Per donare i soldi a un figlio devo per forza firmare un atto di donazione?

L’atto di donazione può essere utile quando l’importo è rilevante e non c’è altro mezzo per dimostrare lo scambio del denaro. Diversamente, si può optare per il bonifico bancario specificando nella causale che si tratta di una donazione.

Per donare soldi a un figlio devo andare sempre dal notaio?

Solo quando l’importo, in rapporto alle possibilità del donante, è elevato.

Per donare soldi a un figlio devo pagare tasse?

Le imposte sulla donazione scattano solo se l’importo donato supera 1 milione di euro. In tal caso, si applica l’aliquota del 4% sulla parte del denaro che eccede 1 milione di euro.



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15 Commenti

  1. C’è sta cosa che non ho mai capito. Limite di 2000 euro (o quello che è) per i contanti. Questo significa che mia madre potrà darmi al più 2000 euro in contanti lungo tutto l’arco della vita?

    1. La legge sull’antiriciclaggio fissa dei limiti all’uso dei contanti che sono spesso aggiornati. Dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, il tetto all’uso di contanti è pari a 1.999,99 euro. Non si possono, quindi, fare in contanti né pagamenti, né prestiti, né donazioni (neanche tra familiari conviventi) a partire da 2.000 euro in su, dovendosi optare per strumenti tracciabili (bonifici, assegni, carte di debito e carte di credito). Dunque, si possono fare donazioni in denaro a familiari, a patto però di rispettare determinate precauzioni che potrebbero evitare una serie di problemi legali in un successivo momento. In generale, le questioni che possono emergere in caso di una donazione in denaro a familiari e che vanno affrontate prima di erogare la somma al beneficiario sono di tre tipi. C’è, innanzitutto, la forma dell’atto, ossia la procedura da seguire affinché la donazione sia valida e non impugnabile. Bisogna, poi, tenersi pronti a dimostrare al fisco che l’operazione non nasconde alcun intento evasivo. C’è, infine, la questione sul rispetto delle quote di legittima degli altri eredi che potrebbe sorgere alla morte del donante. Per maggiori informazioni, leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/305807_donazioni-in-denaro-a-familiari

      1. Buongiorno,
        Vi ringrazio per la vostra cortese e dettagliata risposta, che però non soddisfa il punto della mia domanda, per la quale bastava un “sì” o un “no”.
        Scrivete: ” Non si possono, quindi, fare in contanti né pagamenti, né prestiti, né donazioni (neanche tra familiari conviventi) a partire da 2.000 euro in su, dovendosi optare per strumenti tracciabili (bonifici, assegni, carte di debito e carte di credito).”
        Quello che non si capisce è se il limite di 2000 euro è “all’anno?”, “al mese?”, “alla settimana?”, “per tutta la vita?”. Se io avessi 18 anni e mio padre mi sganciasse la 50 euro alla settimana per i miei bagordi del sabato, dopo meno di un anno non potrà più consegnarmeli in banconote ma solo tramite bonifico? Grazie ancora! 🙂

          1. Ma allora che limite di 2000 euro è ? se volessi donare più di 2000 euro allora mi basterebbe fare multiple operazione di 1900 euro?

          2. Ahahah e meno male se no saremmo schiavi a non poter più essere padroni dei nostri soldi.
            Allora possiamo regalare quella somma in più versamenti che sia per un genitore o un figlio é non ce da mettere nessun giustificativo del perché ?in futuro non sarebbero attaccati da una disputa tra eredi .Giusto?
            Se io invio a mia figlia 1999.00 euro al mese come regalo quando invio non devo scrivere niente ? E sei un domani gli altri fogli vogliono attaccare per queste transazioni potrebbero farlo ripeto non e una donazione ma un aiutino per un periodo indeterminato grazie in anticipo per un eventuale risposta

  2. Buongiorno,
    Mio padre in uno slancio di generosità e siccome è piuttosto abbiente ha deciso di regalarmi 7000€ per il mio compleanno con un assegno circolare NON Trasferibile, non per comprare auto, immobili o pagare debiti etc,ma semplicemente da spendere come voglio.
    Quindi non ha fatto ne un bonifico con causale, ne questo assegno quando l’ho versato in banca c’erano causali da inserire… quindi se mi cerca l’agenzia delle entrate , il fisco cosa gli devo dire? “mio padre mi vuole tanto bene e mi ha regalato €7.000 perché gli andava di farlo”?
    Come funziona in questi casi, ovvero un semplice e puro regalo e niente di più? scattano controlli per una cosa simile? o per il semplice fatto che l’assegno non trasferibile provenga da mio padre ed è tracciabile possono tranquillamente vedere che può permettersi di elargire queste somme e non scatta nessun controllo?
    Grazie in anticipo

      1. OK in poche parole SI, è tutto regolare, se mio padre è abbiente può farlo senza un notaio basta che la somma da lui regalata sia tracciabile con bonifico o assegno non trasferibile e che la condizione economica del genitore che dona gli permetta di elargire quella somma…invece cambia se sono somme esageratamente alte…

  3. il mio caso è quello dell’articolo, vorrei donare 10.000 euro a mio figlio. Lui si è laureato e adesso risiede e lavora in Svizzera. Ho il timore che un bonifico verso quel paese possa essere interpretato male.. in realtà io vorrei aiutarlo a sistemarsi in un paese dove è molto caro vivere..
    Secondo voi posso farlo? Devo andare dal notaio?
    Grazie

    1. Ti suggeriamo la lettura segi seguenti articoli:
      -Trasferimento di denaro tra genitori e figli https://www.laleggepertutti.it/358869_trasferimento-di-denaro-tra-genitori-e-figli
      -Come dare soldi ai figli https://www.laleggepertutti.it/355729_come-dare-soldi-ai-figli
      -Parcella notaio donazione denaro https://www.laleggepertutti.it/366109_parcella-notaio-donazione-denaro
      -Come trasferire soldi al figlio https://www.laleggepertutti.it/293831_come-trasferire-soldi-al-figlio

  4. Mio padre ha venduto una proprietà, adesso lui vuole donarmi 50000 euro tramite bonifico avente causale” donazione da vendita immobile sito in ……..” . è corretto in questa maniera? ci sono tasse da pagare ?vado incontro a problemi???Grazie

    1. Si ritiene di modico valore la donazione in denaro che consiste nel trasferimento di poche migliaia di euro. Come precisa il Codice civile si tratta di «quella che non incide in modo apprezzabile sul patrimonio del donante». Se la somma donata non è di modico valore, occorrerà recarsi dal notaio per firmare un atto pubblico di donazione in presenza di due testimoni. Dopodiché, la somma andrà accreditata con bonifico o con assegno non trasferibile. Se intendi regalare dei soldi ai tuoi figli, sappi che anche lo Stato potrebbe voler far parte della donazione di denaro. Le donazioni in denaro che non sono tassate sono quelle di modico valore; destinate a coprire le spese del mantenimento, dell’educazione, dell’abbigliamento o del matrimonio; la donazione indiretta. Per ulteriori informazioni leggi: Come regalare soldi con bonifico?; Quanti soldi si possono dare ai figli?; Casa acquistata con soldi genitori; Donazione denaro ai figli per acquisto casa; Donazione senza notaio: quando?; Come dare soldi ai figli; Donazione senza atto pubblico: conseguenze; Soldi in regalo: niente accertamenti fiscali.

      1. Nel caso di max credo che non debba pagare tasse in quanto per donazioni ai figli che non superino il milione non sono dovute, ho capito bene?

        Per quanto riguarda l’atto dal notaio per somma donata non di modico valore è obbligatorio? o è caldamente consigliato per tutelare il donatore e i destinatari per eventuali dispute sui beni successive alla donazione? Grazie

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