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Ricetta elettronica: quali vantaggi?

14 Febbraio 2020 | Autore:
Ricetta elettronica: quali vantaggi?

Che cosa cambia rispetto alla tradizionale ricetta cartacea? Per che cosa e dove si può utilizzare? Quando scade?

Probabilmente è uno dei servizi più criticati tra quelli resi ai cittadini. Se non altro, per le liste d’attesa troppo lunghe. Poi, diciamoci la verità: rivolgerci al Servizio sanitario nazionale è sinonimo di non star bene, il che non fa piacere a nessuno. Per quanto la cortesia e la professionalità siano lodevoli (e nella stragrande maggioranza dei casi lo è), chi di noi non sarebbe disposto a stare «alla larga» da ospedali, cliniche o ambulatori? Chi non vorrebbe rinunciare a trovarsi in mano una ricetta? Vorrebbe dire che la nostra salute va a gonfie vele e che il nostro corpo funziona come quando Dio l’ha creato. Al limite, una «taratina» ogni tanto e via. Purtroppo, però, sappiamo che per un motivo o per un altro non è così. Per sfortuna o per età, tocca ogni tanto andare a trovare il dottore. Il quale ci deve prescrivere delle visite, degli esami e dei farmaci da prendere. Ora lo fa in modo diverso, però. Spesso cambia la tradizionale ricetta rossa con la ricetta elettronica: quali vantaggi ci sono per il paziente?

Uno dei benefici che si possono ottenere con la ricetta elettronica – probabilmente in senso pratico è tra i più importanti – è quello di poter usufruire di una prestazione quando sei lontano da casa. Immagina, ad esempio, di essere in vacanza e di avere con te, per una determinata patologia (il meno grave possibile, per carità), la ricetta di un medicinale. Ad un certo punto, quando sei a 700 km da casa tua, hai bisogno di quel farmaco: che fa? Mica tornerai nella tua regione a comprarlo per poi ritornare nel posto di villeggiatura. Tra i vantaggi della ricetta elettronica, infatti, c’è quello di acquistare il medicinale quando sei in Puglia e abiti a Milano, quando sei andato a sciare in Alto Adige e hai la residenza a Napoli. Vediamo come funziona.

Ricetta elettronica: che cos’è?

Da qualche anno (per la precisione dal 2016), la ricetta elettronica sta eliminando quella cartacea: il medico di base, infatti, scrive al computer e non più a mano la ricetta per i farmaci e poi la stampa su un foglio bianco che consegna al paziente. Un foglio che riporta proprio la dicitura «Ricetta elettronica – promemoria per l’assistito».

Penserai: sì, ma alla fine io mi trovo con un pezzo di carta in mano che mi serve per andare in farmacia, prendere i medicinali, pagare il ticket (o non pagarlo se ho l’esenzione) e basta. È proprio così?

Può sembrare così, in effetti, se si guarda alla definizione teorica della ricetta elettronica, ovvero: la ricetta che «dematerializza» quella cartacea perché compilata in via telematica, come previsto dalla legge [1]. È il caso di decifrare questo concetto e di tradurlo in termini pratici per capire i vantaggi della ricetta elettronica.

Ricetta elettronica: il promemoria

Come appena detto, sul foglietto di carta che il medico di base ti consegna quando hai bisogno di un medicinale c’è scritto «Ricetta elettronica – promemoria per l’assistito». Che significa? Si tratta a tutti gli effetti di una ricetta che riporta:

  • i tuoi dati;
  • il farmaco o i farmaci di cui hai bisogno;
  • eventuali esenzioni.

Sul promemoria c’è anche un codice che serve ad identificare la prescrizione in modo univoco in tutto il territorio nazionale. Questo vuol dire che nessuno avrà una ricetta uguale alla tua.

Il codice serve al farmacista a collegarsi allo stesso sistema informatico, grazie anche al codice fiscale riportato sulla tua tessera sanitaria. In questo modo, accede alla prescrizione univoca e ti consegna il farmaco.

Il promemoria della ricetta elettronica viene rilasciato anche per una visita specialistica: una volta che il medico l’ha consegnato al paziente, questi può procedere alla prenotazione.

Ricetta elettronica: come funziona?

Abbiamo parlato di un codice apposto sul promemoria della ricetta elettronica. Si tratta di un numero che sostituisce il codice a barre della ricetta cartacea e che è noto come NRE (appunto, numero della ricetta elettronica).

Questo codice è formato da 15 caratteri in questo modo:

  • AAA: è il codice della regione o della provincia autonoma in cui è stata fatta la ricetta;
  • BB: è un codice alfanumerico generato in modo automatico dal sistema;
  • C: rappresenta il lotto;
  • DDDDDDD: riporta il codice identificativo del lotto assegnato dal sistema;
  • EE: è il numero di protocollo singolo all’interno del lotto.

Ricetta elettronica: se perdo il promemoria?

Uno dei vantaggi della ricetta elettronica è quello di poter avere il farmaco anche se il promemoria viene perso. In teoria, basterebbe recarsi in farmacia con la tessera sanitaria affinché il farmacista riesca a collegarsi al sistema informatico e trovare la tua prescrizione.

Ricetta elettronica: dov’è valida?

Altro vantaggio della ricetta elettronica è quello di poter acquistare un farmaco in tutto il territorio nazionale, quindi anche fuori dai confini della tua Regione di residenza, cosa che con la ricetta cartacea spesso era impossibile, a meno che pagassi il farmaco per intero.

Immagina, quindi, di essere in vacanza dall’altra parte dell’Italia e di aver finito il medicinale che devi prendere ogni giorno. Se hai il promemoria con te, puoi recarti in qualsiasi farmacia e farti dare la medicina beneficiando comunque dell’esenzione, se ne hai diritto, oppure pagando lo stesso ticket che avresti versato nella tua regione.

È importante precisare, però, che il promemoria ha una validità di 30 giorni e che è utilizzabile una sola volta.

note

[1] Dl n. 179/2012.


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