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Come andare in pensione 10 anni prima

31 Gennaio 2020 | Autore:
Come andare in pensione 10 anni prima

Il dipendente può uscire dal lavoro un decennio prima della maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata?

Pensionarsi 10 anni prima: è il sogno di molti, considerando che le riforme degli ultimi decenni hanno considerevolmente spostato in avanti l’età pensionabile. Dai “tempi d’oro”, nei quali ci si poteva pensionare a poco più di 50 anni (non trattiamo, in questo contesto, la questione dei baby pensionati quarantenni), allo stato attuale, nel quale la pensione di vecchiaia arriva a 67 anni.

Peraltro, non tutti hanno il “privilegio” di potersi pensionare a 67 anni: i lavoratori privi di contribuzione al 31 dicembre 1995, infatti, se non raggiungono un trattamento almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale devono addirittura attendere i 71 anni per potersi pensionare.

Non parliamo poi della pensione anticipata, il cui nome lascerebbe il presagire dei requisiti agevolati per l’uscita dal lavoro: invece, sono richiesti ben 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne, più 3 mesi di finestra, cioè di attesa dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione del trattamento. Va un po’ meglio ai lavoratori precoci appartenenti a specifiche categorie tutelate, che si pensionano con 41 anni di contributi più 3 mesi di finestra.

Ma esiste un modo per pensionarsi con forte anticipo, ad esempio se ci si trova in stato di disoccupazione da tanto tempo?

Come andare in pensione 10 anni prima?

Innanzitutto, bisogna chiarire qual è il termine di paragone, cioè se ci si vuole pensionare 10 anni prima rispetto alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia ordinaria o rispetto alla pensione anticipata ordinaria.

In pochi sanno, poi, che chi aderisce ad un fondo di previdenza complementare può ottenere una pensione integrativa anticipata sino a 10 anni prima del perfezionamento delle condizioni per la pensione di vecchiaia. Ma procediamo con ordine

Si può anticipare di 10 anni la pensione di vecchiaia?

Per anticipare di 10 anni la pensione di vecchiaia esistono alcune possibilità: va detto, però, che le condizioni per ottenere un simile anticipo sono tutt’altro che semplici da soddisfare.

Innanzitutto, richiedendo la pensione anticipata, è possibile ottenere la pensione 10 anni prima del trattamento di vecchiaia, qualora l’interessato maturi 42 anni e 10 mesi di contributi, o 41 anni e 10 mesi se lavoratrice, o ancora, 41 anni se lavoratore precoce, al compimento dei 57 anni di età. Ma questo comporta che l’interessato abbia iniziato a lavorare, nella migliore delle ipotesi, a 16 anni, nella peggiore a 14 anni. Non solo: a partire dal primo contributo, il lavoratore in questione non dovrebbe essersi mai fermato, quindi non dovrebbe avere alcun periodo scoperto da contribuzione, salvo la possibilità di riscattare determinate annualità.

Fortunatamente, la pensione anticipata si può ottenere anche in regime di cumulo, quindi sommando la contribuzione accreditata presso case diverse gratuitamente, comprese le gestioni di previdenza dei liberi professionisti; le condizioni esposte sono comunque molto difficili da realizzare.

Con soli 41 anni di contributi è possibile ottenere anche la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, sommando, ugualmente, la contribuzione accreditata presso case differenti (subendo però in gran parte dei casi il ricalcolo contributivo del trattamento, solitamente penalizzante). Bisogna tuttavia osservare che, per ottenere questo trattamento, oltre ai 41 anni di contributi sono richiesti ben 21 mesi di finestra, quindi è pressoché impossibile che attraverso la pensione di anzianità in totalizzazione si possa anticipare di 10 anni la pensione di vecchiaia.

Prepensionamento: anticipo di 10 anni della pensione di vecchiaia

I lavoratori delle aziende che occupano mediamente più di 15 dipendenti possono ottenere delle prestazioni di accompagnamento alla pensione, o prepensionamento, che consentono di uscire dal lavoro con un anticipo massimo di 7 anni rispetto alla maturazione dei requisiti per la pensione anticipata ordinaria o di vecchiaia.

Se il lavoratore interessato, in prospettiva, ha la possibilità di ottenere la pensione anticipata almeno tre anni prima del compimento dei 67 anni, quindi dell’età per la pensione di vecchiaia, usufruendo dell’isopensione con anticipo massimo può, di fatto, uscire dal lavoro 10 anni prima della maturazione dei requisiti per il trattamento di vecchiaia. Questo, in quanto il trattamento di prepensionamento comporta l’uscita 7 anni prima rispetto alla maturazione dei requisiti per la pensione ordinaria più “vicina”, anticipata o di vecchiaia. Maturando, in prospettiva, i requisiti per la pensione anticipata 3 anni prima rispetto al compimento dell’età pensionabile per la vecchiaia, l’isopensione, anticipando l’uscita di 7 anni rispetto alla maturazione dei requisiti per l’anticipata, determina l’uscita del lavoratore con un anticipo di 10 anni rispetto al compimento dell’età pensionabile.

Marco matura 42 anni e 10 mesi di contributi a 64 anni, 3 anni prima del compimento dell’età per la pensione di vecchiaia. Ottiene l’isopensione a 57 anni, con 35 anni e 10 mesi di contribuzione, in quanto mancano 7 anni alla maturazione del requisito contributivo per la pensione anticipata. Marco può dunque uscire dal lavoro 10 anni prima rispetto alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

Un ragionamento analogo vale anche per l’assegno straordinario, un’altra prestazione di accompagnamento alla pensione erogata con un massimo di 7 anni di anticipo, e può valere anche per il prepensionamento col nuovo contratto di espansione; in quest’ultimo caso l’anticipo consentito dalla misura è tuttavia di 5 anni al massimo, e non di 7.

In pensione di vecchiaia 10 anni prima con la Rita

Non molti sanno che i lavoratori iscritti presso un fondo di previdenza complementare possono ottenere, con un anticipo massimo di 10 anni rispetto alla data di pensionamento, una rendita integrativa anticipata, o Rita. Questo trattamento, liquidato in base ai contributi versati al fondo complementare, può spettare con un anticipo sino a un decennio rispetto alla data di maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia ordinaria, qualora l’interessato risulti disoccupato di lungo corso, cioè da almeno 24 mesi.

Si tratta di una rendita temporanea, erogata dal momento della cessazione dal servizio, sino alla maturazione dei requisiti necessari alla liquidazione della pensione di vecchiaia

L’interessato, per averne diritto, deve aver aderito alla previdenza complementare da almeno 5 anni e possedere almeno 20 anni di contribuzione obbligatoria.



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