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Prescrizione accettazione eredità: ultime sentenze

3 Marzo 2022
Prescrizione accettazione eredità: ultime sentenze

Prescrizione del diritto di accettare l’eredità; termine decennale; accertamento del soggetto destinatario dell’istituzione di erede.

Validità dell’accettazione dell’eredità

In materia di successione mortis causa ed accettazione dell’eredità , un chiamato all’eredità può acquistare la qualità di erede per accettazione espressa o tacita dell’eredità anche dopo il decorso del termine di prescrizione decennale del diritto di accettare l’eredità di cui al comma 1 dell’art. 480 c.c., quando nessuno degli interessati sollevi tempestivamente l’eccezione di prescrizione.

Tribunale Lecce sez. I, 29/10/2021, n.2928

Diritto di accettare l’eredità: prescrizione

In tema di successione mortis causa, il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni dall’apertura della successione, ex art. 480 c.c. e il suo decorso comporta l’estinzione del diritto di accettare, che deve ritenersi consumato ex art. 2934 c.c. l’art. 480 comma 1 cod. civ., stabilendo che il diritto di accettare l’eredità si estingue con il decorso del tempo (dieci anni), prevede un termine di prescrizione estintiva.

Tribunale Treviso sez. III, 06/05/2021, n.837

Accettazione eredità successiva alla decorrenza del termine prescrizionale

Un chiamato all’eredità può acquistare la qualità di erede per accettazione espressa o tacita dell’eredità anche dopo il decorso del termine di prescrizione decennale del diritto di accettare l’eredità di cui al comma 1 dell’art. 480 c.c., quando nessuno degli interessati sollevi tempestivamente l’eccezione di prescrizione.

Cassazione civile sez. II, 25/06/2020, n.12646

Trascrizione dell’accettazione dell’eredità

Il diritto di accettare l’eredità si prescrive decorso il termine di dieci anni per la trascrizione dell’accettazione dell’eredità. (Nel caso di specie, la sorella del debitore esecutato aveva depositato ricorso in opposizione di terzo affermando di essere esclusiva proprietaria del bene pignorato, nella sua qualità di erede nel possesso dei beni per accrescimento della quota non accettata dall’esecutato, mentre il giudicante riteneva che ella non avesse posseduto i beni per non averli goduti in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui tale da evidenziare una inequivoca volontà di possedere uti dominus e non più uti condominus). ,

Tribunale Avezzano, 17/06/2020

Prescrizione del diritto di accettare l’eredità: a favore di chi opera?

In mancanza di limitazioni normative, la prescrizione del diritto di accettare l’eredità, ex art. 480 c.c., opera a favore di chiunque vi abbia interesse, anche se estraneo all’eredità: pertanto, il convenuto che sia nel possesso dei beni ereditari può, in virtù di tale sola circostanza e senza che sia necessario che in proprio favore si sia compiuta l’usucapione, opporre la relativa eccezione a qualunque chiamato all’eredità.

Cassazione civile sez. II, 23/04/2018, n.9980

Opposizione al chiamato all’eredità della prescrizione del diritto di accettazione

In materia di successioni, la prescrizione del diritto di accettare l’eredità, di cui all’articolo 480 del Cc, in mancanza di limitazioni normative, opera a favore di chiunque vi abbia interesse, anche se estraneo all’eredità. Di conseguenza, la relativa eccezione può essere opposta al chiamato all’eredità dal convenuto che sia nel possesso dei beni ereditari, senza che sia necessario che si sia compiuta l’usucapione in suo favore.

Tribunale Pordenone, 19/05/2017, n.365

L’accettazione dell’eredità

L’accettazione dell’eredità compiuta da un gestore di affari altrui può produrre effetti solo laddove intervenga la ratifica da parte dell’erede entro il termine decennale di prescrizione del diritto di accettare.

Cassazione civile sez. VI, 14/04/2017, n.9713

Prescrizione del diritto di accettazione dell’eredità

Le domande, accessorie alla domanda principale di scioglimento della comunione, rientrano nella nozione di “contestazioni” rilevanti a norma dell’art. 785 c.p.c., in presenza delle quali il giudice è chiamato a decidere mediante sentenza. A norma dell’art. 785 c.p.c.: Se non sorgono contestazioni sul diritto alla divisione, essa è disposta con ordinanza dal giudice istruttore; altrimenti questi provvede a norma dell’art. 187 c.p.c..

Tra le contestazioni sul diritto alla divisione si annoverano: – innanzi tutto, le contestazioni sull'”an” dividendum sit, tra cui l’eccezione, in senso stretto, astrattamente sollevabile da un’ipotetica parte convenuta, di prescrizione del diritto di parte attrice di accettazione dell’eredità; – altre eccezioni in senso stretto; – le contestazioni sull’opportunità di procedere alla divisione in un determinato momento anziché in un altro (contestazioni pure e semplici); – le domande di parte attrice o riconvenzionali (e la stessa “reconventio reconventionis”) cumulate dirette a incidere sul quantum ossia sulla entità della massa da dividere poiché dirette ad includere ovvero ad escludere determinati beni (o in alcuni casi più precisamente il loro valore) dall’asse ereditario (nel caso della divisione della comunione incidentale tra coeredi) ovvero, in ogni caso, dalla massa da dividere.

Tribunale Massa, 02/03/2016, n.210

Accertamento del soggetto destinatario dell’istituzione di erede

In tema di accettazione dell’eredità, la pendenza di un giudizio volto all’accertamento del soggetto destinatario dell’istituzione di erede, sulla base della ricostruzione della volontà testamentaria, non rileva, in quanto impedimento di mero fatto, ai fini della decorrenza del termine di prescrizione di cui all’art. 480 cod. civ., trattandosi di diritto di natura potestativa, per il quale non operano gli atti interruttivi della prescrizione e che è soggetto unicamente alle ordinarie cause di sospensione ed agli impedimenti legali.

Cassazione civile sez. II, 14/10/2014, n.21687

Termine decennale di prescrizione

L’accettazione dell’eredità è unica indipendentemente dal titolo della chiamata; il vigente ordinamento, infatti, non contempla due distinti ed autonomi diritti di accettazione dell’eredità, derivanti l’uno dalla devoluzione testamentaria e l’altro dalla legittima, ma prevede un unico diritto di accettazione che, se non viene fatto valere, si prescrive nel termine di dieci anni decorrente dal giorno dell’apertura della successione (nella specie, la Corte ha escluso che il rinvenimento di un testamento, dopo 21 anni dall’apertura della successione avvenuta con l’accertata scomparsa del de cuius, potesse far decorrere nuovamente il termine decennale di prescrizione per l’accettazione dell’eredità).

Cassazione civile sez. II, 08/01/2013, n.264

L’esercizio del diritto di accettazione dell’eredità

Al termine di prescrizione, previsto dall’art. 480 c.c. per l’accettazione dell’eredità, sono inapplicabili, salvo determinati specifici casi espressamente stabiliti da detta norma, gli istituti dell’interruzione e della sospensione; infatti, mentre il termine fissato dal giudice per l’accettazione dell’eredità, nell’ipotesi di cui all’art. 481 c.c., è un termine di decadenza, quello entro il quale il diritto di accettare si estingue per il mancato esercizio è un termine di prescrizione, tale essendo espressamente dichiarato dalla legge e, trattandosi di prescrizione, al di fuori delle previste cause di sospensione, non vi sono altri fatti impeditivi del suo decorso per quanto concerne l’esercizio del diritto di accettazione dell’eredità.

Cassazione civile sez. II, 10/04/2013, n.8776

Accettazione della eredità e applicabilità del termine più breve di prescrizione

A norma dell’art. 943 c.c. 1865, il diritto di accettare l’eredità era soggetto a prescrizione trentennale, a differenza di quanto disposto dall’art. 480 c.c. vigente, che prevede la prescrizione decennale. Tuttavia, l’art. 252 disp. att. c.c. dispone che – quando per la prescrizione di un diritto il codice stabilisce un termine più breve di quello fissato dalle leggi anteriori – il nuovo termine si applica anche alle prescrizioni in corso, con decorrenze diverse a seconda del libro del codice in cui il diritto è previsto; ne consegue che il diritto all’accettazione dell’eredità, previsto dal secondo libro del codice, è soggetto a prescrizione decennale, che inizia a decorrere dal 21 aprile 1940 (data in entrata in vigore del codice stesso), e che è sospesa per legge, per eventi bellici, tra l’8 settembre 1943 ed il 15 aprile 1946.

Cassazione civile sez. II, 15/10/2009, n.21929

L’eccezione di prescrizione

In merito al motivo di appello con il quale l’appellante censuri l’erroneità della statuizione con cui il tribunale, relativamente all’accettazione dell’eredità da parte dei germani, abbia ritenuto inammissibile l’eccezione di prescrizione sollevata dall’appellante perché formulata solo con comparsa conclusionale omettendo di considerare che la medesima eccezione fosse stata palesata anche con i precedenti scritti difensivi, non merita accoglimento la doglianza in forza della quale l’appellante sostenga che in ogni caso, il termine per l’accettazione dell’eredità, di cui all’art. 480 c.c. sarebbe di decadenza e non di prescrizione in quanto esercitatile una sola volta; in quanto tale, essendo la materia della delazione ereditaria sottratta alla disponibilità delle parti, il giudice avrebbe dovuto sollevare d’ufficio la decadenza.

La tesi dell’appellante non trova fondamento in quanto, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza, il termine di cui all’art. 480 c.c. è un termine di prescrizione richiamando la norma l’estinzione dei diritti connessa all’inattività delle parti protratta per un determinato periodo di tempo. Peraltro, neppure trova fondamento la tesi sostenuta dall’appellante secondo cui la decadenza sarebbe dovuta essere rilevata “ex officio” in quanto la regola dell’eccezione prevista dall’art. 2969 c.c. non può ritenersi applicabile al caso di specie riguardante diritti disponibili.

Corte appello Napoli sez. II, 07/05/2009, n.1520

La data di accettazione dell’eredità ed il termine di prescrizione

Il termine decennale di prescrizione dell’azione di riduzione decorre dalla data di accettazione dell’eredità da parte del chiamato in base a disposizioni testamentarie lesive della legittima.

Cassazione civile sez. un., 25/10/2004, n.20644

Procedimento di accettazione dell’eredità: impedisce l’avvio del termine prescrizionale?

La dichiarazione di credito, presentata nell’ambito del procedimento di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, non impedisce l’avvio del termine prescrizionale, nè sospende il suo decorso.

Cassazione civile sez. II, 30/03/2001, n.4704

Decorrenza del termine di prescrizione del diritto di accettare l’eredità

Posto che il termine di prescrizione del diritto di accettare l’eredità decorre dal giorno dell’apertura della successione, qualora sussista una pluralità di designati a succedere in ordine successivo, si realizza una delazione simultanea a favore dei primi chiamati e dei chiamati in subordine, con la conseguenza che questi ultimi, in pendenza del termine di accettazione dell’eredità per i primi chiamati, sono legittimati a manifestare una accettazione (espressa o tacita) dell’eredità, con efficacia subordinata al venir meno, per rinuncia o prescrizione, del diritto dei designati di grado anteriore.

Cassazione civile sez. II, 22/06/1995, n.7073



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