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Guida contromano: ultime sentenze

2 Aprile 2021
Guida contromano: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: violazione delle norme sul sorpasso e di quelle sulla mano da tenere; alterazione causata da stupefacenti; concorso di responsabilità del danneggiato; mancato rispetto dell’obbligo di precedenza da parte di un conducente.

Confine tra dolo eventuale e colpa cosciente

In tema di distinzione tra dolo eventuale e colpa cosciente e con riferimento ad eventi lesivi connessi alla circolazione stradale, occorre rifuggire dalla tendenza a ricondurre nel fuoco del dolo ogni comportamento improntato a grave azzardo, quasi che la distinzione tra dolo e colpa fosse basata su un dato “quantitativo” correlato alla maggiore o minore sconsideratezza alla guida (nel senso che alla maggiore sconsideratezza corrisponderebbe un maggiore tasso di rappresentazione e volizione), dovendo invece detta distinzione basarsi essenzialmente su un accurato esame delle specificità del caso concreto, attraverso il quale pervenire al dato differenziale di fondo, ossia l’attribuibilità o meno al soggetto attivo di un atteggiamento di volizione dell’evento lesivo o mortale, inteso (tale atteggiamento) in senso ampio, ossia comprensivo dell’accettazione consapevole della concreta eventualità del verificarsi di quell’evento in conseguenza della condotta posta in essere.

(Nella specie, in applicazione di tali principi, la Corte ha escluso che potesse sanzionarsi a titolo di dolo eventuale anziché di colpa cosciente la condotta di un soggetto che, avendo imboccato contromano e ad alta velocità, in ora notturna, una strada buia, così esponendosi a gravi pericoli anche per la propria incolumità, aveva investito un pedone, cagionandone la morte).

Cassazione penale sez. IV, 08/03/2018, n.14663

Condotta di guida eclatante 

La condotta tipica della contravvenzione di cui all’articolo 187 del codice della strada non è quella di chi guida dopo avere assunto sostanze stupefacenti, bensì quella di colui che guida in stato di alterazione psicofisica determinato da tale assunzione e, pertanto, perché possa affermarsi la responsabilità dell’agente non è sufficiente provare che, precedentemente al momento in cui lo stesso si è posto alla guida, egli abbia assunto stupefacenti, ma altresì che egli guidava in stato di alterazione causato da tale assunzione.

Pertanto, è necessario, per la condanna, sia un accertamento tecnico- biologico, che dimostri l’assunzione delle sostanze, sia che altre circostanze provino la situazione di alterazioni psicofisica (nella specie, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna, sul rilievo che mentre l’analisi dei liquidi biologici vi era stata e aveva dimostrato l’avvenuta assunzione di cocaina, benzodiazepine e altre sostanze, non satisfattiva era stata la dimostrazione dello stato di alterazione, motivata sulle modalità dell’incidente che per come descritte: omessa precedenza a un veicolo proveniente dall’opposto senso di marcia, alle cinque del mattino, con traffico assai scarso non apparivano necessariamente ricollegabili a uno stato di alterazione psichica, potendo essere espressive di trascuratezza, distrazione, scarso rispetto delle norme in materia di circolazione stradale; secondo la Corte, le modalità della condotta di guida per attestare l’alterazione dovrebbero avere caratteristiche più eclatanti: imboccare una autostrada o una strada a scorrimento veloce contromano, impattare da soli contro un muro o uno spartitraffico, guidare a velocità elevatissima, operare sorpassi e inversioni di marcia particolarmente rischiosi).

Cassazione penale sez. IV, 14/01/2016, n.3623

Guida dell’auto contromano in autostrada

In tema di guida in stato di ebbrezza alcolica, i risultati dell’etilometro non possono essere inficiati da analisi delle urine effettuate 90 ore dopo i fatti con la verifica dell’etilglucuronide che esclude solo un assunzione di alcool abituale.(Nel caso di specie, l’imputato era stato fermato per essersi posto alla guida dell’auto contro mano in autostrada).

Tribunale La Spezia, 15/02/2016, n.159

Causazione del sinistro

Deve ritenersi sussistente un concorso di responsabilità del danneggiato nella causazione del sinistro, ove la sua condotta di guida abbia violato l’art. 143, commi 1 e 11, e 170, comma 5, del codice della strada (nella specie, in quanto circolava contromano e non sulla parte destra della carreggiata e perché trasportava sul velocipede oggetti non saldamente assicurati).

Tribunale Arezzo sez. I, 21/10/2013

Scontro di veicoli: prova liberatoria

In tema di responsabilità civile derivante da scontro di veicoli ex art. 2054 comma 2 c.c., in caso di concorso tra condotte, di cui l’una integri la violazione dell’obbligo di precedenza e l’altra la violazione dell’obbligo di limitare la velocità, la seconda di tali condotte non è idonea, di norma, ad interrompere il nesso di causalità tra il comportamento di guida del conducente sfavorito e l’incidente.

Nondimeno, allorché risulti che l’altro conducente teneva una velocità doppia di quella ammessa in un centro abitato, ponendosi – oltretutto nella stessa area di incrocio – in illecito sorpasso di alcune vetture che marciavano regolarmente incolonnate, procedendo completamente contromano per ultimare tale manovra, così da non poter essere avvistato dall’automobilista impegnato nell’attraversamento dell’incrocio in prossimità dello “stop”, siffatto contegno può essere valutato come causa esclusiva del sinistro, con conseguente superamento della presunzione di concorrente responsabilità sancita dalla predetta disposizione del codice civile.

Cassazione civile sez. VI, 20/06/2013, n.15504

Percorrenza contromano dell’autostrada

Sussiste l’esigenza cautelare di cui all’art. 274 lett. c) c.p.p. nell’ipotesi in cui l’imputato, già condannato per guida in stato di ebbrezza, abbia dimostrato una personalità incline alla violazione delle regole sia amministrative (del Codice della strada) sia penali, mettendosi alla guida della propria autovettura malgrado avesse pesantemente abusato di sostanze alcoliche e provocando la morte di quattro persone percorrendo contromano l’autostrada.

Ufficio Indagini preliminari Alessandria, 17/08/2011

Sorpasso in curva con invasione della opposta corsia

In materia di sanzioni amministrative per violazione delle norme sulla circolazione stradale, l’effettuazione di una manovra di sorpasso in prossimità di una curva con l’invasione dell’opposta corsia di marcia realizza al contempo sia la fattispecie del sorpasso vietato sia quella della circolazione contro mano, non sussistendo tra le due violazioni un rapporto di specialità, bensì di concorso formale.

(Nella specie la S.C.: ha confermato la sentenza di merito che, avendo ritenuto che la condotta integrasse entrambe le violazioni, aveva altresì ritenuto legittima l’irrogazione della sanzione accessoria della sospensione della patente, prevista per la guida contromano).

Cassazione civile sez. II, 28/09/2006, n.21083

Incidente automobilistico

È configurabile il dolo eventuale in capo a chi cagioni la morte di una persona in un incidente automobilistico, allorché l’agente abbia previsto ed accettato il rischio di cagionare un incidente con conseguenze letali mediante la propria condotta di guida spericolata (nella specie, l’imputato aveva impegnato contromano una corsia autostradale per sfuggire all’inseguimento della polizia, andando a collidere frontalmente con l’autovettura sulla quale si trovava la vittima).

Non è invece configurabile l’ipotesi di tentato omicidio a danno degli altri utenti del traffico rimasti soltanto feriti, nè a danno dei conducenti che avevano corso il rischio di scontrarsi con la vettura dell’imputato, non essendo il dolo eventuale compatibile con il tentativo.

Ufficio Indagini preliminari Milano, 21/04/2004

Manovra di svolta a sinistra contromano

Integra un’ipotesi di colpa grave il comportamento del finanziere, il quale, alla guida di un’autovettura di servizio, effettua la manovra di “svolta a sinistra” contromano, entrando in collisione con altra vettura proveniente da opposta direzione.

Corte Conti sez. II, 27/09/1993, n.220

Segnali di emergenza

L’utilizzazione dei segnali di emergenza non esonera dal rispetto delle norme di comune prudenza poste a salvaguardia del fondamentale principio del “neminem laedere”; pertanto, va affermata la responsabilità dell’addetto alla guida di un’ambulanza il quale, dopo aver eseguito una svolta a sinistra, completamente contromano, si immetta sulla direttiva di marcia di altro veicolo venendo a collisione con lo stesso.

Corte Conti sez. II, 15/04/1993, n.98

Incidente nell’impegnare contromano un breve percorso

Poiché le attività di guida di autoveicoli in servizio di polizia giudiziaria comportano di norma l’uso di condotte anche altamente rischiose la violazione della colpa grave ex legge n. 1833 del 1962 va condotta alla stregua delle circostanze in cui si è svolto il servizio; per cui va mandato assolto l’agente della polizia di Stato il quale, nel corso dell’inseguimento di un’auto che non aveva ottemperato all’ordine di arresto, provochi un incidente nell’impegnare contromano un breve percorso avendo acceso il dispositivo luminoso di emergenza ed i fari.

Corte Conti sez. I, 09/10/1991, n.306



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3 Commenti

  1. la revisione della patente consiste nel sottoporre a visita medica – presso la commissione medica locale – o ad esame di guida (teorico e pratico) il relativo titolare qualora sorgano dubbi sulla persistenza, in capo a questi, dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica.

  2. il provvedimento di revisione della patente ha natura discrezionale e cautelare. Si tratta, in sostanza, di esercizio di potere che, sebbene spesso venga esercitato in occasione e a seguito di rilevazione di infrazioni del codice della strada, implica autonome valutazioni di ordine tecnico e discrezionali effettuate in funzione della tutela di interessi collettivi.

  3. Alla perdita totale dei punti-patente nonché nell’ipotesi in cui il titolare della patente, dopo la prima violazione che comporti una perdita di almeno cinque punti, commetta altre due violazioni non contestuali, nell’arco di dodici mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di almeno cinque punti, il Codice della strada prevede che il titolare della patente debba sottoporsi agli esami di idoneità tecnica e cioè alla revisione della patente di guida.

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