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Guinzaglio cane: ultime sentenze

21 Febbraio 2020
Guinzaglio cane: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: proprietario caduto a causa dello strattonamento da parte del proprio cane; limiti alla responsabilità del padrone per lesioni colpose; risarcimento del danno; evento lesivo cagionato dall’animale.

Risarcimento del danno cagionato da animali

In tema di ricorso per Cassazione ai sensi dell’art. 360, n. 3, c.p.c., il controllo di legittimità non si esaurisce in una verifica di correttezza dell’attività ermeneutica diretta a ricostruire la portata precettiva della norma, ma è esteso alla sussunzione del fatto, accertato dal giudice di merito, nell’ipotesi normativa.

(In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che a fronte di una domanda di risarcimento del danno cagionato da animali – nella specie una zuffa canina dalla quale era derivata la morte di uno dei proprietari caduto a causa dello strattonamento da parte del proprio cane al guinzaglio – aveva affermato l’interruzione del nesso causale, escludendo il rilievo del comportamento dell’altro cane che aveva dato adito alla zuffa).

Cassazione civile sez. III, 29/08/2019, n.21772

Responsabilità per danni cagionati da animali: riparto dell’onere probatorio

In tema di risarcimento del danno, la responsabilità per danni cagionati da animali ex articolo 2052 del Cc ha natura oggettiva e si fonda sul mero rapporto intercorrente con l’animale, nonché sul nesso causale tra il comportamento di quest’ultimo e l’evento dannoso, nesso che può essere interrotto dal caso fortuito, quale fattore esterno generatore del danno concretamente verificatosi.

Di conseguenza, spetta all’attore provare l’esistenza del rapporto eziologico tra l’animale e l’evento lesivo, mentre il convenuto, per liberarsi dalla responsabilità, dovrà provare non già di essere esente da colpa, bensì l’esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo a interrompere quel nesso causale.

Nel caso di specie, in assenza di tale prova liberatoria, il Tribunale ha condannato un uomo a risarcire i danni subiti da una signora, la quale era inciampata sul guinzaglio del cane del convenuto, lasciato incustodito e libero di muoversi all’esterno di un ambulatorio medico.

Tribunale Pordenone, 16/04/2018, n.304

Lesioni provocate dal cane 

Non risponde di lesioni colpose il proprietario di un cane che, all’uscita del cancello,  si faceva anticipare dal cane che provocava lesioni ad un passante per assenza di colpa generica e colpa specifica avendo osservato l’ordinanza del ministero della Salute del 25 giugno 2018 che dispone l’obbligo di utilizzare sempre in ogni luogo il guinzaglio non superiore a metri 1,50 per i cani condotti nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico e di avere sempre con sé la museruola, da applicare in caso di potenziale pericolo, né può essere ritenuto responsabile per colpa generica per non aver tenuto dietro di sé l’animale. (Nel caso di specie, il cane alzandosi sulle zampe anteriori spaventava un passante che cadeva in terra).

Tribunale Torino sez. I, 25/07/2019, n.40

Nesso causale tra la condotta omissiva dell’imputato e l’evento

In tema di nesso causale tra la condotta un missiva e l’evento la prima si pone come conditio sine qua non se è dominabile e non fuoriesce dalla possibilità di controllo in quanto l’evento deve essere prevedibile ed evitabile.

(Nel caso di specie, l’imputato aveva omesso di adottare qualsiasi cautela atta a neutralizzare il rischio dell’evento poiché uscendo con il cane dal portone, pur tenendolo al guinzaglio, lo faceva uscire prima di lui lasciandogli libertà di movimento e consentendo di alzarsi sulle zampe posteriori spaventando la donna che stava entrando, facendola cadere a terra e provocandogli lesioni).

Giudice di pace Torino, 06/03/2019, n.2

Responsabilità per lesioni provocate da un animale

Ai fini della responsabilità per lesioni provocate da un animale, la pericolosità di questo non può essere ritenuta solo in relazione agli animali feroci, ma può sussistere anche per gli animali domestici che, in date circostanze, possono divenire pericolosi, ivi compreso il cane, animale normalmente mansueto, la cui pericolosità deve essere accertata in concreto, considerando la razza di appartenenza e ogni altro elemento rilevante.

Ne consegue che al proprietario del cane fa capo una posizione di garanzia per la quale egli è tenuto a controllare e custodire l’animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire possibili aggressioni a terzi, anche all’interno dell’abitazione.

Né in proposito il proprietario può dirsi esonerato dal custodire adeguatamente l’animale per il solo fatto di avere apposto un cartello con la scritta “attenti al cane”, perché un tal genere di cartello costituisce mero avviso della presenza del cane, che non esaurisce gli obblighi del proprietario di evitare che l’animale possa recare danni alle persone (obblighi da adempiere assicurando il cane a un guinzaglio o a una catena ovvero custodendolo in una zona dell’abitazione o del giardino che non gli consenta di avvicinarsi agli estranei o di scappare) (fattispecie in tema di aggressione con lesioni a opera di un cane in danno di un “postino”, avvenuta del resto quando l’aggredito si trovava fuori dal cancello dell’abitazione, dopo che l’animale era scappato alla presa del padrone).

Cassazione penale sez. IV, 13/01/2017, n.17133

Uccisione di animale per evitare un pericolo o impedire un danno inevitabile

È configurabile la scriminante dello stato di necessità nel caso in cui il proprietario di un cane di piccola taglia uccida un altro cane per difendere il proprio animale dall’aggressione. A stabilirlo è la Cassazione che ha accolto il ricorso di un uomo condannato dai giudici di merito per il reato di uccisione di animali delineato dall’art. 544 bis c.p. per aver aggredito e ucciso un alano, condotto senza guinzaglio né museruola, che aveva aggredito e morso il suo cane alla coda procurandogli due piccole ferite.

Per la Corte, nel concetto di necessità è ricompresa ogni “situazione che induca all’uccisione o al danneggiamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno alla persona o ai beni ritenuto altrimenti inevitabile”.

Cassazione penale sez. III, 29/10/2015, n.50329

Negligenza

Il proprietario del cane risponde a titolo di negligenza quando l’evento lesivo cagionato dall’animale consistito nel mordere una persona fosse prevedibile in base all’”id quod plerumque accidit” e altrettanto evitabile ove lo stesso avesse adottato le giuste cautele (come la tenuta dell’animale al guinzaglio in modo appropriato e applicazione allo stesso della museruola).

Tribunale La Spezia, 07/07/2015, n.28

Mostra canina

Spetta al detentore dell’animale scegliere il mezzo più adeguato (museruola o guinzaglio) idoneo a garantire la sicurezza dei terzi presenti in luoghi pubblici (riconosciuta, nella specie, la responsabilità dell’imputata per il reato di lesioni, in quanto il cane da lei posseduto aveva morso un bambino nell’ambito di una mostra canina; il giudice di merito aveva rinvenuto nella omessa vigilanza del cane il profilo di colpa dell’imputata la quale, in presenza di più persone, avrebbe dovuto tenere una condotta di particolare attenzione ed idonea ad evitare l’evento poi verificatosi).

Cassazione penale sez. IV, 24/06/2014, n.44095

Aggressive del cane

Risponde del reato di lesioni colpose il padrone di un cane doberman di notevoli dimensioni lasciato libero in area aperta al pubblico, senza guinzaglio, omettendo quindi le necessarie cautele dirette a prevenire azioni aggressive del cane, che infatti aveva aggredito una donna che procedeva in bicicletta, che cadeva a terra, procurandosi lesioni.

Cassazione penale sez. IV, 05/11/2013, n.46307

Obbligo di guinzaglio e museruola

Ai fini della responsabilità per lesioni provocate dall’aggressione di un pitbull, l’abrogazione dell’elenco di razze canine ritenute pericolose di cui all’ordinanza del ministero della salute 12 dicembre 2006 – che prevedeva per i predetti cani l’obbligo di guinzaglio e museruola – intervenuta con ordinanza 3 marzo 2009, non spiega alcun rilievo in ordine all’applicazione del principio di cui all’art. 2, comma secondo, cod. pen., trattandosi di previsione rientrante nel novero delle norme amministrative cautelari, la cui violazione integra colpa specifica, che esauriscono la loro funzione di imputazione per colpa al momento del verificarsi del fatto, ma non incidono sulla fattispecie, sicché la modifica della norma precauzionale non muta la fattispecie incriminatrice – neanche sotto il profilo soggettivo, perché non mutano i criteri di imputazione soggettiva della colpa – rispetto alla quale non può, pertanto, assumere alcuna efficacia abrogante. Inoltre, la pericolosità degli animali non può essere ritenuta solo in relazione agli animali feroci, ma può sussistere anche per gli animali domestici che, in date circostanze, possono divenire pericolosi, ivi compreso il cane, animale normalmente mansueto, la cui pericolosità deve essere accertata in concreto, considerando la razza di appartenenza ed ogni altro elemento rilevante.

Ne consegue che al proprietario del cane fa capo una posizione di garanzia per la quale egli è tenuto ad adottare tutte le cautele necessarie a prevenire le prevedibili reazioni dell’animale.

Cassazione penale sez. IV, 10/01/2012, n.6393

Lesioni provocate da un cane all’interno dell’abitazione 

In tema di lesioni colpose, la posizione di garanzia assunta dal detentore di un cane impone l’obbligo di controllare e custodire l’animale adottando ogni cautela per evitare e prevenire le possibili aggressioni a terzi anche all’interno dell’abitazione.

(Fattispecie nella quale sono stati ritenuti responsabili del reato di lesioni colpose gli imputati che avevano omesso di sistemare il cane in una zona dell’abitazione diversa da quella frequentata dagli ospiti).

Cassazione penale sez. IV, 16/12/2011, n.18814



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5 Commenti

  1. La responsabilità del padrone e di chi porta a spasso l’animale non è solo legata al risarcimento, ma anche all’eventuale reato per le lesioni procurate a persone o ad altri animali.

  2. Chi porta a spasso il cane, sia questi il padrone o un semplice delegato, assume su di sé una serie di responsabilità derivanti dal comportamento – prevedibile o meno – dell’animale. Egli è tenuto, innanzitutto, a risarcire tutti i danni provocati dal quadrupede: sia che si tratti di danni a cose (ad esempio, per i bisogni espletati sul tappetino di un negozio) che a persone (non solo per un morso o un’aggressione ma anche per la spinta causata a un’anziana vecchietta che passeggia sul marciapiede).

  3. Non esiste alcuna legge statale che imponga il guinzaglio per i cani a passeggio. Ma l’obbligo si può desumere da una serie di disposizioni. Innanzitutto, dalle norme del Codice civile e del Codice penale che scaricano sul detentore dell’animale ogni responsabilità per danni a cose (articolo 2052 del Codice civile) o a persone (articolo 590 del Codice penale).

  4. Vi racconto cosa è successo ad un mio amico. Luca porta a spasso il proprio cane senza guinzaglio. L’animale incontra, lungo il marciapiedi, il cane di Mario che, invece, è assicurato a un guinzaglio. Il primo cane azzanna il secondo. Il padrone di quest’ultimo, nel tentativo di salvaguardare il proprio animale, tira il guinzaglio, ma il tentativo non sortisce effetti e, anzi, cade a terra fratturandosi il braccio. Luca ha dovuto risarcire Mario per i danni subiti a causa dell’iniziale aggressione determinata dal proprio cane.

  5. Insomma, questo per dire che rischia grosso chi gira per strada senza tenere il proprio cane al guinzaglio. Se, difatti, quest’ultimo dovesse imbattersi in un altro cane che, invece, ha il guinzaglio e lo aggredisce, il padrone deve risarcire tutte le conseguenze della zuffa. E ciò anche quando a farne le spese è il proprietario dell’altro cane, che cade strattonato da quest’ultimo nel tentativo di mettere fine alla rissa. Tutti gli eventi, infatti, dipendono comunque dall’aggressione iniziale.

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