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Guinzaglio cane: ultime sentenze

25 Agosto 2022
Guinzaglio cane: ultime sentenze

Le più recenti pronunce giurisprudenziali sui limiti alla responsabilità del padrone per lesioni colpose e sul risarcimento del danno.

Danni arrecati da un cane

In tema di lesioni personali dovute all’attacco di un cane, la proprietà del cane può razionalmente desumersi dalla circostanza riferita dai testi escussi che l’imputato era solito portare quotidianamente il cane al guinzaglio a dimostrazione della relazione di affezione e possesso dell’animale da cui deriva l’obbligo di non lasciare libero l’animale o comunque di custodirlo con le debite cautele per evitare aggressioni a terzi.

Cassazione penale sez. IV, 30/09/2020, n.27876

Omessa custodia di cane senza guinzaglio

In caso di investimento di un cane lasciato senza guinzaglio, ai fini della valutazione della condotta del proprietario danneggiato non assume rilevanza la trasgressione delle disposizioni previste dall’ordinanza n. 209 del 2013 del Ministero della Sanità, in quanto volte alla tutela dell’incolumità dei terzi rispetto ad aggressioni degli animali, bensì la violazione della regola di cautela generica, non prevista da leggi o regolamenti, di legare l’animale o ricondurlo in un luogo sicuro, onde tenerlo al riparo da manovre di emergenza o, comunque, dalla presenza di autoveicoli nelle vicinanze.

Cassazione civile sez. III, 28/03/2022, n.9864

Responsabilità del proprietario di un animale

Il proprietario di un cane risponde a titolo di colpa delle lesioni cagionate a terzi dallo stesso animale anche qualora ne abbia affidato la custodia a persona non in grado di esercitare su di esso una effettiva custodia o di contenerne il naturale slancio (nella specie, un uomo, mentre stava correndo, era stato aggredito da un cane privo di museruola, condotto da un minore, che, approfittando dell’assenza del padre, aveva sciolto il guinzaglio cui era legato il cane).

Cassazione penale sez. IV, 15/09/2021, n.36151

Danni causati da animali: responsabilità non solo del proprietario

La responsabilità per i danni causati da un cane, ex art. 2052 c.c., non ricade e solo sul proprietario bensì anche su chi, al momenti dei fatti si serviva dell’animale, in un rapporto di mero fatto, pur portandolo al guinzaglio con il consenso del proprietario.

Tribunale Ascoli Piceno, 23/10/2020, n.639

Cane privo di guinzaglio e museruola

Del danno cagionato da animale risponde, ex articolo 2052 del codice civile, il proprietario o chi ne ha l’uso, per responsabilità oggettiva e non per condotta colposa, anche solo omissiva, sulla base del mero rapporto intercorrente con l’animale, nonché del nesso causale tra il comportamento di quest’ultimo e l’evento dannoso, che il caso fortuito, quale fattore esterno generatore del danno concretamente verificatosi, può interrompere. Perciò, mentre grava sull’attore l’onere di provare l’esistenza del rapporto eziologico tra l’animale e l’evento lesivo, la prova del fortuito è a carico del convenuto.

Nella fattispecie, il Tribunale ha accolto la domanda di una donna per i danni subiti dal morso di un cane maremmano, che girava libero e privo di guinzaglio e museruola a pochi metri di distanza dal proprietario, non risultando provato alcun gesto avventato da parte dell’attrice.

Tribunale Crotone, 22/09/2020, n.793

Esclusione risarcimento dei danni

L’art. 2052 c.c. – per il quale il proprietario dell’animale, chi lo detiene o ha in custodia, risponde unicamente per i danni cagionati a soggetti terzi – esclude il risarcimento dei danni subiti da chi deteneva al guinzaglio l’animale (cane) al momento dell’aggressione, seppure temporaneamente, non risultando essere soggetto terzo alla vicenda.

Tribunale Milano sez. X, 10/01/2020, n.144

Strattonamento del proprio cane al guinzaglio

In tema di ricorso per Cassazione ai sensi dell’art. 360, n. 3, c.p.c., il controllo di legittimità non si esaurisce in una verifica di correttezza dell’attività ermeneutica diretta a ricostruire la portata precettiva della norma, ma è esteso alla sussunzione del fatto, accertato dal giudice di merito, nell’ipotesi normativa.

(In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che a fronte di una domanda di risarcimento del danno cagionato da animali – nella specie una zuffa canina dalla quale era derivata la morte di uno dei proprietari caduto a causa dello strattonamento da parte del proprio cane al guinzaglio – aveva affermato l’interruzione del nesso causale, escludendo il rilievo del comportamento dell’altro cane che aveva dato adito alla zuffa).

Cassazione civile sez. III, 29/08/2019, n.21772

Responsabilità per danni cagionati da animali: riparto dell’onere probatorio

In tema di risarcimento del danno, la responsabilità per danni cagionati da animali ex articolo 2052 del Cc ha natura oggettiva e si fonda sul mero rapporto intercorrente con l’animale, nonché sul nesso causale tra il comportamento di quest’ultimo e l’evento dannoso, nesso che può essere interrotto dal caso fortuito, quale fattore esterno generatore del danno concretamente verificatosi.

Di conseguenza, spetta all’attore provare l’esistenza del rapporto eziologico tra l’animale e l’evento lesivo, mentre il convenuto, per liberarsi dalla responsabilità, dovrà provare non già di essere esente da colpa, bensì l’esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo a interrompere quel nesso causale.

Nel caso di specie, in assenza di tale prova liberatoria, il Tribunale ha condannato un uomo a risarcire i danni subiti da una signora, la quale era inciampata sul guinzaglio del cane del convenuto, lasciato incustodito e libero di muoversi all’esterno di un ambulatorio medico.

Tribunale Pordenone, 16/04/2018, n.304

L’obbligo di utilizzare sempre in ogni luogo il guinzaglio

Non risponde di lesioni colpose il proprietario di un cane che, all’uscita del cancello,  si faceva anticipare dal cane che provocava lesioni ad un passante per assenza di colpa generica e colpa specifica avendo osservato l’ordinanza del ministero della Salute del 25 giugno 2018 che dispone l’obbligo di utilizzare sempre in ogni luogo il guinzaglio non superiore a metri 1,50 per i cani condotti nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico e di avere sempre con sé la museruola, da applicare in caso di potenziale pericolo, né può essere ritenuto responsabile per colpa generica per non aver tenuto dietro di sé l’animale. (Nel caso di specie, il cane alzandosi sulle zampe anteriori spaventava un passante che cadeva in terra).

Tribunale Torino sez. I, 25/07/2019, n.40

Nesso causale tra la condotta omissiva dell’imputato e l’evento

In tema di nesso causale tra la condotta un missiva e l’evento la prima si pone come conditio sine qua non se è dominabile e non fuoriesce dalla possibilità di controllo in quanto l’evento deve essere prevedibile ed evitabile.

(Nel caso di specie, l’imputato aveva omesso di adottare qualsiasi cautela atta a neutralizzare il rischio dell’evento poiché uscendo con il cane dal portone, pur tenendolo al guinzaglio, lo faceva uscire prima di lui lasciandogli libertà di movimento e consentendo di alzarsi sulle zampe posteriori spaventando la donna che stava entrando, facendola cadere a terra e provocandogli lesioni).

Giudice di pace Torino, 06/03/2019, n.2

Responsabilità per lesioni provocate da un animale

Ai fini della responsabilità per lesioni provocate da un animale, la pericolosità di questo non può essere ritenuta solo in relazione agli animali feroci, ma può sussistere anche per gli animali domestici che, in date circostanze, possono divenire pericolosi, ivi compreso il cane, animale normalmente mansueto, la cui pericolosità deve essere accertata in concreto, considerando la razza di appartenenza e ogni altro elemento rilevante.

Ne consegue che al proprietario del cane fa capo una posizione di garanzia per la quale egli è tenuto a controllare e custodire l’animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire possibili aggressioni a terzi, anche all’interno dell’abitazione.

Né in proposito il proprietario può dirsi esonerato dal custodire adeguatamente l’animale per il solo fatto di avere apposto un cartello con la scritta “attenti al cane”, perché un tal genere di cartello costituisce mero avviso della presenza del cane, che non esaurisce gli obblighi del proprietario di evitare che l’animale possa recare danni alle persone (obblighi da adempiere assicurando il cane a un guinzaglio o a una catena ovvero custodendolo in una zona dell’abitazione o del giardino che non gli consenta di avvicinarsi agli estranei o di scappare) (fattispecie in tema di aggressione con lesioni a opera di un cane in danno di un “postino”, avvenuta del resto quando l’aggredito si trovava fuori dal cancello dell’abitazione, dopo che l’animale era scappato alla presa del padrone).

Cassazione penale sez. IV, 13/01/2017, n.17133

Negligenza del proprietario del cane

Il proprietario del cane risponde a titolo di negligenza quando l’evento lesivo cagionato dall’animale consistito nel mordere una persona fosse prevedibile in base all’”id quod plerumque accidit” e altrettanto evitabile ove lo stesso avesse adottato le giuste cautele (come la tenuta dell’animale al guinzaglio in modo appropriato e applicazione allo stesso della museruola).

Tribunale La Spezia, 07/07/2015, n.28

Mostra canina e omessa vigilanza

Spetta al detentore dell’animale scegliere il mezzo più adeguato (museruola o guinzaglio) idoneo a garantire la sicurezza dei terzi presenti in luoghi pubblici (riconosciuta, nella specie, la responsabilità dell’imputata per il reato di lesioni, in quanto il cane da lei posseduto aveva morso un bambino nell’ambito di una mostra canina; il giudice di merito aveva rinvenuto nella omessa vigilanza del cane il profilo di colpa dell’imputata la quale, in presenza di più persone, avrebbe dovuto tenere una condotta di particolare attenzione ed idonea ad evitare l’evento poi verificatosi).

Cassazione penale sez. IV, 24/06/2014, n.44095

Cane senza guinzaglio e reato di lesioni colpose

Risponde del reato di lesioni colpose il padrone di un cane doberman di notevoli dimensioni lasciato libero in area aperta al pubblico, senza guinzaglio, omettendo quindi le necessarie cautele dirette a prevenire azioni aggressive del cane, che infatti aveva aggredito una donna che procedeva in bicicletta, che cadeva a terra, procurandosi lesioni.

Cassazione penale sez. IV, 05/11/2013, n.46307

Obbligo di guinzaglio e museruola

Ai fini della responsabilità per lesioni provocate dall’aggressione di un pitbull, l’abrogazione dell’elenco di razze canine ritenute pericolose di cui all’ordinanza del ministero della salute 12 dicembre 2006 – che prevedeva per i predetti cani l’obbligo di guinzaglio e museruola – intervenuta con ordinanza 3 marzo 2009, non spiega alcun rilievo in ordine all’applicazione del principio di cui all’art. 2, comma secondo, cod. pen., trattandosi di previsione rientrante nel novero delle norme amministrative cautelari, la cui violazione integra colpa specifica, che esauriscono la loro funzione di imputazione per colpa al momento del verificarsi del fatto, ma non incidono sulla fattispecie, sicché la modifica della norma precauzionale non muta la fattispecie incriminatrice – neanche sotto il profilo soggettivo, perché non mutano i criteri di imputazione soggettiva della colpa – rispetto alla quale non può, pertanto, assumere alcuna efficacia abrogante. Inoltre, la pericolosità degli animali non può essere ritenuta solo in relazione agli animali feroci, ma può sussistere anche per gli animali domestici che, in date circostanze, possono divenire pericolosi, ivi compreso il cane, animale normalmente mansueto, la cui pericolosità deve essere accertata in concreto, considerando la razza di appartenenza ed ogni altro elemento rilevante.

Ne consegue che al proprietario del cane fa capo una posizione di garanzia per la quale egli è tenuto ad adottare tutte le cautele necessarie a prevenire le prevedibili reazioni dell’animale.

Cassazione penale sez. IV, 10/01/2012, n.6393



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6 Commenti

  1. La responsabilità del padrone e di chi porta a spasso l’animale non è solo legata al risarcimento, ma anche all’eventuale reato per le lesioni procurate a persone o ad altri animali.

  2. Chi porta a spasso il cane, sia questi il padrone o un semplice delegato, assume su di sé una serie di responsabilità derivanti dal comportamento – prevedibile o meno – dell’animale. Egli è tenuto, innanzitutto, a risarcire tutti i danni provocati dal quadrupede: sia che si tratti di danni a cose (ad esempio, per i bisogni espletati sul tappetino di un negozio) che a persone (non solo per un morso o un’aggressione ma anche per la spinta causata a un’anziana vecchietta che passeggia sul marciapiede).

  3. Non esiste alcuna legge statale che imponga il guinzaglio per i cani a passeggio. Ma l’obbligo si può desumere da una serie di disposizioni. Innanzitutto, dalle norme del Codice civile e del Codice penale che scaricano sul detentore dell’animale ogni responsabilità per danni a cose (articolo 2052 del Codice civile) o a persone (articolo 590 del Codice penale).

  4. Vi racconto cosa è successo ad un mio amico. Luca porta a spasso il proprio cane senza guinzaglio. L’animale incontra, lungo il marciapiedi, il cane di Mario che, invece, è assicurato a un guinzaglio. Il primo cane azzanna il secondo. Il padrone di quest’ultimo, nel tentativo di salvaguardare il proprio animale, tira il guinzaglio, ma il tentativo non sortisce effetti e, anzi, cade a terra fratturandosi il braccio. Luca ha dovuto risarcire Mario per i danni subiti a causa dell’iniziale aggressione determinata dal proprio cane.

  5. Insomma, questo per dire che rischia grosso chi gira per strada senza tenere il proprio cane al guinzaglio. Se, difatti, quest’ultimo dovesse imbattersi in un altro cane che, invece, ha il guinzaglio e lo aggredisce, il padrone deve risarcire tutte le conseguenze della zuffa. E ciò anche quando a farne le spese è il proprietario dell’altro cane, che cade strattonato da quest’ultimo nel tentativo di mettere fine alla rissa. Tutti gli eventi, infatti, dipendono comunque dall’aggressione iniziale.

  6. Sbaglio o il proprietario di un cane “tipo pitbull”, portato a spasso per i bisogni ricorrenti, è tenuto per legge a rimuovere gli escrementi del proprio animale senza lasciarli in giro per strada? Sbaglio o, sempre costui, deve controllare l’animale, in particolare se questo si comporta chiaramente in modo aggrerssivo (avendo già aggredito qualcuno in passato)? Sbaglio o è un reato, oltre che di decoro, proprio penale lasciare per ore e ore il proprio cane abbandonato sul balcone ad abbaiare in modo ossessivo, soprattutto a pranzo e a cena – ma anche nel corso della giornata – senza mettere in atto almeno un tentativo di freno? Sbaglio o l’utilizzo del balcone citato come “vespasiano per cani” supera ogni limite di decenza? Sbaglio o il lancio delle feci e il successivo lavaggio, sempre dallo stesso balcone (e meno male che è al 1° p., giusto in corrispondenza della porta d’ingresso dello stabile) nel modesto giardinetto sottostante, supera qualunque considerazione in negativo che si possa fare? Sbaglio o sacchi pieni di immondizia di qualunque tipo, abbandonata per giorni e giorni su un altro balcone senza il benché minimo accenno di raccolta differenziata, immondizia “a disposizione” sempre del citato cane che non manca di andare a rovistarci dentro, affannato com’è a cercare sempre cibo, qualunque sia, con spargimento della spazzatura sempre nel citato giardino, dovrebbero costituire oggetto di un intervento deciso di un’Asl qualunque (Ufficio d’igiene)? Ho illustrato in poche parole lo status attuale quotidiano in essere da due anni a questa parte da quando, nello stabile dove vivo, è arrivata una sorta di “inquilini-fogna”, sic! E il giudizio che esprimo su costoro è chiaramente per difetto! Altro vorrei dire…

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