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Convivenza: donazioni in contanti più pericolose

29 Gennaio 2020
Convivenza: donazioni in contanti più pericolose

L’accertamento fiscale può essere annullato soltanto nel caso in cui venga dimostrato un concreto aiuto da parte del partner.

Le coppie non sposate entrano ufficialmente nel mirino del Fisco. Chi, infatti, riceve soldi in regalo dal partner e, grazie a ciò, conduce un tenore di vita superiore alle sue possibilità, deve essere sempre pronto a dare spiegazioni all’Agenzia delle Entrate, ossia a dimostrare le singole donazioni ricevute. 

Non basta, quindi, il semplice fatto di essere conviventi per far presumere che le maggiori disponibilità economiche provengano dal compagno o dalla compagna. 

A fornire queste indicazioni è una ordinanza della Cassazione appena pubblicata [1]. Da oggi, quindi, in caso di convivenza, le donazioni tra partner diventano più pericolose. 

La Corte ha fornito un’interpretazione molto rigorosa in termini di accertamenti fiscali col redditometro. Con una motivazione che, ai non tecnici, potrebbe sembrare sibillina, la Corte ha ricordato che all’Agenzia delle Entrate basta dimostrare solo il volume di spese superiore al reddito dichiarato per presumere che vi sia un’evasione fiscale. 

Spetta, invece, al contribuente fornire la prova contraria circa la disponibilità del denaro speso: prova, però, che non può consistere nel semplice fatto di convivere con una persona più benestante o comunque con uno stipendio fisso. Piuttosto, è necessaria una dimostrazione puntuale delle singole donazioni ricevute che, sommate, hanno garantito il maggior reddito rispetto a quello dichiarato. 

A conti fatti, ciò significa che gli scambi di contanti possono essere proprio la causa di un accertamento fiscale, non consentendo la prova del trasferimento del denaro. L’unico modo per tutelarsi sarà, quindi, far transitare il denaro tramite bonifico bancario o assegno non trasferibile. 

Secondo la pronuncia in commento, dunque, il redditometro è applicabile anche se nel ménage familiare pesano i redditi del convivente. L’accertamento può essere annullato soltanto nel caso in cui venga dimostrato un concreto aiuto da parte del partner.


note

[1] Cass. ord. n. 1980/2020 del 29.01.2020.


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