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Pensione sociale stranieri: non necessaria la stabile dimora in Italia

12 settembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 settembre 2013



Lo straniero che risiede legalmente in Italia, anche se in maniera discontinua, ha comunque diritto all’assegno sociale.

 

Anche lo straniero che non risiede stabilmente in Italia ha diritto alla pensione sociale, se in possesso dei requisiti previsti dalla legge.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione tramite ordinanza [1], accogliendo il ricorso di un immigrato che si era visto negare tale misura assistenziale sulla base della propria discontinua presenza in Italia.

In un precedente articolo (“Pensione sociale per stranieri: come ottenerla”) avevamo indicato la procedura per ottenere l’assegno sociale, sottolineando che uno dei requisiti necessari era quello di vivere legalmente e in modo continuativo in Italia da almeno 10 anni [2].

La Suprema Corte ha invece precisato, richiamando le pronunce della Corte Costituzionale [3], che l’assegno sociale, vista la sua natura assistenziale, è un diritto fondamentale della persona. Lo straniero, per poterlo ottenere, deve essere in possesso di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore a 12 mesi, dimostrando quindi di soggiornare legalmente in Italia  e che la sua presenza sul territorio non è episodica o di breve durata.

Il requisito della stabile presenza in Italia per almeno 10 anni crea una forte discriminazione tra immigrati e cittadini italiani nella fruizione di un diritto fondamentale e, pertanto, è illegittimo.

Nel caso in esame, lo straniero, pur titolare di carta di soggiorno dal 2004, si era assentato dall’Italia per lunghi periodi e, proprio sulla base della presenza discontinua nel nostro paese, la Corte d’Appello di Torino aveva negato all’immigrato l’assegno sociale.

La Corte di Cassazione ha tuttavia ribaltato tale pronuncia, precisando che non è necessaria la stabile dimora in Italia ai fini dell’erogazione di tale misura assistenziale.

L’assegno sociale è stato introdotto nel 1995 [4] e inizialmente era riservato ai soli cittadini italiani. Nel 1998, però, la legge ha stabilito che anche gli stranieri titolari della carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore a 12 mesi hanno diritto alle prestazioni, anche economiche, di assistenza sociale [5].

note

[1] Ord. n. 10460 del 6.05.2013.

[2] L’art. 20, c. 10 del d.l. 112/2008, convertito in legge 133/2008, recita: “A decorrere dal 1° gennaio 2009, l’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, è corrisposto agli aventi diritto a condizione che abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale”.

[3] C. Cost., sent. 306/08; Corte Cost., sent. 187/10. [4] L’assegno sociale ha preso il posto della pensione sociale (art. 3 c. 6, l. 335/95). [5] Art. 39 della l. 40/98.

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