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Differenza tra impiegato e quadro

30 Gennaio 2020 | Autore:
Differenza tra impiegato e quadro

Lavoratore dipendente con notevole autonomia organizzativa: deve essere inquadrato come impiegato o come quadro?

In base al Codice civile [1], i lavoratori subordinati si dividono in 4 categorie: dirigenti, quadri, impiegati e operai. I requisiti di appartenenza alle categorie indicate devono essere determinati dalle leggi speciali e dai contratti collettivi, in relazione a ciascun ramo di produzione e alla particolare struttura dell’impresa.

Queste categorie, di fatto, risultano “superate” dalla previsione, da parte dei contratti collettivi nazionali, di un inquadramento unico per le 4 categorie. In particolare, in relazione alla mansione in concreto affidata al dipendente, o a gruppi di mansioni, il Ccnl applicato prevede un corrispondente livello di appartenenza, che rappresenta l’inquadramento contrattuale da cui dipendono tutti gli istituti di carattere normativo ed economico previsti dal contratto stesso. Può, ad esempio, verificarsi che un operaio con particolare specializzazione sia inquadrato ad un livello più elevato, rispetto a un impiegato.

Ma che differenza c’è, in generale, tra le varie categorie? Le differenze risultano generalmente più marcate tra operai e impiegati, o tra operai e dirigenti o, ancora, tra impiegati e dirigenti, operai e quadri. Risultano invece meno marcate le differenze tra quadri e dirigenti e tra quadri e impiegati.

In particolare, risulta difficile evidenziare la differenza tra impiegato e quadro nelle ipotesi in cui l’impiegato abbia un inquadramento elevato, con notevole autonomia e responsabilità. Come deve essere inquadrato il dipendente in questi casi?

Innanzitutto, è opportuno tener presente la necessità di attenersi, per l’inquadramento, alle specifiche indicazioni del contratto collettivo applicato, che possono differire da settore a settore, o in base a particolari elementi. Facciamo allora il punto della situazione.

Categorie dei lavoratori dipendenti

Osserviamo, nel dettaglio, quali sono le caratteristiche principali delle 4 categorie in cui il Codice civile suddivide i dipendenti:

  • dirigenti: si tratta di lavoratori che operano sul piano gerarchico più elevato; costituiscono una sorta di alter ego dell’imprenditore; possono essere preposti alla direzione dell’intera organizzazione aziendale o di un settore autonomo; hanno ampi poteri discrezionali;
  • quadri: in base alla legge [2], sono considerati quadri quei dipendenti che, pur non appartenendo alla categoria dei dirigenti, svolgono funzioni con carattere continuativo di rilevante importanza per lo sviluppo e l’attuazione degli obiettivi dell’impresa; i requisiti di dettaglio di appartenenza alla categoria dei quadri sono stabiliti dalla contrattazione collettiva nazionale o aziendale in relazione a ciascun ramo di produzione e alla particolare struttura organizzativa dell’azienda; salvo eccezioni, ai quadri si applicano comunque le norme riguardanti la categoria degli impiegati;
  • impiegati: possono essere:
    • impiegati di concetto: svolgono attività intellettuale originale, con capacità di iniziativa, sia pure contenuta;
    • impiegati d’ordine: svolgono attività intellettuale di mera applicazione;
  • operai: svolgono la propria attività all’interno dell’organizzazione dell’impresa, senza concorrere a realizzarla, ma concorrendo solamente all’attività economica per cui l’impresa è stata organizzata; i contratti collettivi li distinguono in operai specializzati, qualificati e comuni, in relazione al grado di professionalità; appartengono alla categoria degli operai anche gli intermedi o equiparati: si tratta di capo operai ed operai con mansioni di particolare importanza-

Mansioni dei lavoratori dipendenti

Attenzione a non confondere, poi, categorie e livelli con mansioni o professioni Istat.

La mansione è l’effettiva attività lavorativa assegnata al dipendente, che deve corrispondere alla qualifica professionale indicata nel modello Unilav; è un’indicazione direttamente desumibile dal Ccnl applicato.

Caratteristiche dei quadri

Nel concreto, può risultare difficile distinguere tra un impiegato con un elevato grado di autonomia ed un quadro. Come inquadrare correttamente il dipendente? Secondo i prevalenti orientamenti della giurisprudenza [3], identificano la categoria dei quadri i seguenti elementi:

  • la capacità di fornire, in modo autonomo e responsabile, un originale e creativo apporto nel perseguire gli obiettivi assegnati;
  • la capacità di organizzare, integrare e sovrintendere le risorse affidate;
  • l’attitudine a gestire rapporti di notevole importanza con i terzi.

Ulteriori dettagli nell’identificazione della categoria dei quadri emergono dalla contrattazione collettiva.

Quadri Ccnl Terziario

Il Ccnl terziario, ad esempio, identifica come quadri:

  • i lavoratori che hanno poteri di discrezionalità decisionale e responsabilità gestionali, anche nella conduzione e nel coordinamento di risorse e persone, in settori o servizi di particolare complessità operativa;
  • i lavoratori cosiddetti preposti alla ricerca ed alla definizione di progetti di rilevante importanza per lo sviluppo e l’attuazione degli obiettivi dell’impresa, in condizioni di autonomia decisionale, responsabilità ed elevata professionalità di tipo specialistico.

Quadri Ccnl metalmeccanica industria

Il Ccnl metalmeccanica industria, invece, prevede per il quadro l’inquadramento nell’ottava categoria. Nel dettaglio, dal 1°gennaio 2014, appartengono a questa categoria i lavoratori che svolgono con carattere di continuità e con elevata capacità gestionale, organizzativa, professionale, funzioni articolate di rilevante importanza e responsabilità, per sviluppare e attuare gli obiettivi dell’impresa, per attività di alta specializzazione, di coordinamento e gestione, ricerca e progettazione, in settori fondamentali, fornendo contributi qualificati per la definizione degli obiettivi. A questi lavoratori è attribuita la qualifica di “quadro”.

Appartengono all’ottava categoria anche i lavoratori che, nell’ambito delle direttive strategiche previste per il settore di appartenenza, impostano, sviluppano e realizzano, con ampia autonomia, capacità propositiva ed approfondita conoscenza, studi, progetti e piani per il raggiungimento degli obiettivi dell’impresa. I lavoratori devono fornire un adeguato supporto alla soluzione dei problemi, pianificare interventi, controllare i risultati, ottimizzare le risorse umane, tecniche e finanziarie loro affidate, utilizzare metodologie o sistemi innovativi, coordinare, se necessario, una o più unità tecnico-produttive o di servizi.

Sono, inoltre, inquadrati nell’ottava categoria i lavoratori che, nell’ambito delle direttive strategiche previste per il settore di appartenenza, per l’elevato grado di specializzazione sono preposti alla ricerca e alla definizione di importanti studi di progettazione. Devono verificare, anche attraverso il supporto delle competenti funzioni aziendali, la fattibilità, la validità tecnica e l’economicità delle alternative, garantire un supporto adeguato, controllare la regolare esecuzione dei progetti e rispondere dei risultati.

Come distinguere tra impiegato e quadro?

Dalla normativa, dalla giurisprudenza [4], ma soprattutto dalla contrattazione collettiva emerge che uno degli elementi fondamentali che consente di distinguere tra impiegato e quadro sia l’autonomia decisionale.

In particolare, nella generalità dei Ccnl l’autonomia decisionale del quadro non è illimitata, ma circoscritta agli specifici incarichi assegnati ed a determinati settori di competenza, al contrario dell’autonomia decisionale del dirigente, pressoché illimitata, e dell’impiegato, fortemente limitata.

Risulta basilare, ai fini della distinzione tra impiegato e quadro, anche il rapporto in cui l’interessato si pone con eventuali superiori gerarchici [4]. Può essere identificato come quadro, ad esempio, chi ha piena autonomia di gestire rapporti con la clientela, incarichi e pagamenti, senza ricevere alcuna indicazione dall’azienda sul punto, nel caso in cui l’azienda stessa si riservi comunque le decisioni finali.


note

[1] Art. 2095 Cod. civ.

[2] Art.2 L. 190/1985.

[3] Cass. sent. n. 275 del 1999; Cass. sent. n. 8060 del 1998.

[4] Cass. sent. n. 22063 del 2013.


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