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Lo sai che? Affidamento a genitore omosessuale: non si può affermarne che è di danno al minore

Lo sai che? Pubblicato il 12 settembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 settembre 2013

È un mero pregiudizio affermare che l’omosessualità di un genitore possa essere di ostacolo all’educazione e alla crescita di un bambino se non si hanno le prove scientifiche che essa può danneggiare il minore.

L‘omosessualità del genitore cui sia stato affidato il figlio minore non è motivo sufficiente a sostenere che la convivenza con questo possa in qualche modo pregiudicare un corretto sviluppo del minore.

 

È quanto ha affermato la Cassazione [1] chiamata a decidere su una lite sorta tra due genitori naturali in merito all’affidamento del figlio.

Secondo i giudici, infatti, sostenere un simile principio significherebbe basare scelte processuali importanti, (come quella relativa all’affidamento un minore) su un pregiudizio socio-culturale, mentre chi sostiene la fondatezza di un simile orientamento, deve avere anche un supporto scientifico su cui basarla.

Infatti, è sempre al bene del minore che bisogna guardare: se non è dimostrato con dati oggettivi  di comune esperienza che un certo contesto familiare crei un danno al bambino, non può basarsi una decisione, come quella dell’affido esclusivo ad un genitore, su un luogo comune.

 

La vicenda

Il Tribunale per i Minorenni, disponeva l’affidamento esclusivo di un bambino, figlio di genitori naturali, alla madre. Il padre ricorreva in Appello, vedendosi confermare la pronuncia, in quanto l’affido esclusivo alla donna era stato dettato dal fatto che il minore era rimasto turbato per aver assistito ad un episodio di violenza nei confronti della convivente della donna ad opera del padre: questi, infatti, non riusciva ad accettare la nuova convivenza dell’ ex e riteneva che il nuovo contesto familiare in cui il figlio cresceva la danneggiasse.

L’uomo si appellava nuovamente alla Cassazione che, confermando la precedente pronuncia, affermava che il ricorrente non avesse basato le sue tesi su “certezze scientifiche o dati di esperienza” ma avesse semplicemente sostenuto la sua tesi su un “ mero pregiudizio”, dando in tal modo “per scontato ciò che invece è da dimostrare”, ossia che convivere con un genitore omosessuale possa danneggiare il bambino.

Chi intende sostenere che l’omosessualità di un genitore possa arrecare un danno ad un bambino, deve anche essere in grado di dimostrare concretamente quali siano i danni che quel minore abbia subito o potrebbe subire e non basare la sua tesi su un pregiudizio sociale.

note

[1]  Cass. sent. n. 601 dell’11.01. 2013.


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