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Come cambiano Durc e contratti di solidarietà

17 Maggio 2014


Come cambiano Durc e contratti di solidarietà

> Business Pubblicato il 17 Maggio 2014



Per i contributi arriva l’ok online; cresce il plafond degli incentivi destinati ai contratti di solidarietà.

Di recente il legislatore è intervenuto con una serie di misure a vantaggio delle imprese [1]. Tra queste appaiono particolarmente interessanti i provvedimenti con cui si interviene sulla disciplina del documento unico di regolarità contributiva (Durc) e sull’impianto a sostegno degli incentivi connessi ai contratti di solidarietà (Cds).

Le due norme sono orientate da logiche ben chiare: semplificazione e trasformazione per il Durc, destinato a smaterializzarsi; rivisitazione della normativa riferita alle agevolazioni per i contratti di solidarietà, stanziamento di maggiori risorse per i relativi incentivi e uniformazione della misura.

La rivisitazione del Durc si prefigge di far rivivere un progetto non nuovo: convertire il documento unico di regolarità contributiva in una semplice interrogazione online che ognuno, compresa l’impresa interessata, potrà eseguire dal proprio computer.

La sua realizzazione passa, in pratica, attraverso l’apertura delle banche dati in cui sono memorizzate le informazioni che servono a controllare se un determinato soggetto è in regola con i vari versamenti.

Sarà possibile verificare, in tempo reale, la posizione dei contribuenti nei riguardi di Inps e Inail nonché, per le imprese interessate, anche della Cassa edile.

Al momento, in realtà, si tratta soltanto di una previsione: sarà, infatti, un decreto interministeriale (Lavoro-Economia) – la cui emanazione è prevista entro il primo giugno – a dettare le regole.

Una volta che l’impianto sarà funzionante, l’interessato potrà controllare online la regolarità. L’esito varrà 120 giorni e le sue risultanze sostituiranno a ogni effetto il Durc, in tutti i casi in cui lo stesso è previsto, ad eccezione delle ipotesi di esclusione individuate dal decreto.

Saranno, altresì, eseguibili le verifiche disposte in materia dal codice dei contratti pubblici. In tale ambito è determinante acquisire informazioni relative ai soggetti coinvolti che, se hanno commesso violazioni gravi definitivamente accertate alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali, potranno essere esclusi dalle gare di affidamento delle concessioni, degli appalti e dei subappalti.

La norma, inoltre, aggiunge che dalla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di regolamentazione, ogni disposizione di legge incompatibile con le previsioni del decreto lavoro sarà abrogata.

Attualmente le stazioni appaltanti possono verificare online il possesso dei requisiti di capacità generale e tecnico-economica delle imprese.

Il controllo si esegue accedendo alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici (Bdncp) operativa presso l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (Avcp).

Per rendere possibile lo scambio di informazioni telematiche tra le stazioni appaltanti e le imprese che vogliono partecipare a pubbliche gare d’appalto di lavori, forniture e servizi, è stata realizzata una piattaforma telematica denominata Avcpass. Previa registrazione, il sistema permette alle stazioni appaltanti/enti aggiudicatori l’acquisizione della documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario per l’affidamento dei contratti pubblici; consente, inoltre, agli operatori economici di inserire a sistema i documenti richiesti dalle procedure di affidamento.

L’Autorità ha, tra l’altro, affermato che nella documentazione comprovante il possesso dei requisiti generali figura anche il Durc fornito dall’Inail.

Quando sarà pronto il decreto di regolamentazione del Durc smaterializzato, il passaggio all’Avcpass non dovrebbe più essere obbligatorio in quanto sarà sufficiente l’interrogazione online.

Il decreto lavoro si interessa anche dei contratti di solidarietà accompagnati da Cigs. La crisi economica che ha coinvolto il nostro Paese in questi ultimi anni ha visto crescere in maniera esponenziale il ricorso all’istituto del contratto di solidarietà come possibile strumento per la salvaguardia occupazionale.

Preso atto di questa realtà, con le nuove disposizioni si prevede un piccolo ma interessante maquillage delle regole inerenti l’accesso alle agevolazioni contributive a supporto dei Cds, si aumenta (triplicandolo) il plafond per finanziare gli incentivi e, parallelamente, si prevede un’agevolazione con misura uniformata che non tiene più conto delle diverse percentuali di riduzione dell’orario contrattuale, né della collocazione territoriale delle imprese.

Verifica unica con il codice fiscale

Il decreto ministeriale del 24 ottobre 2007 stabilisce che il Durc deve essere richiesto dai datori di lavoro ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale, nonché per la fruizione di benefici e sovvenzioni previsti dalla normativa statale, regionale e comunitaria. Deve essere richiesto anche dai datori di lavoro e dai lavoratori autonomi nell’ambito delle procedure di appalto di opere, forniture e servizi pubblici e nei lavori privati dell’edilizia.

Il Durc è necessario per le imprese di tutti i settori che chiedono di essere ammesse ad agevolazioni oggetto di cofinanziamento europeo finalizzate alla realizzazione di investimenti produttivi anche per il tramite di eventuali gestori pubblici o privati dell’intervento interessato.

La regolarità contributiva va verificata nei confronti dell’Inps, dell’Inail e, per le imprese tenute ad applicare i contratti del settore edile, nei confronti della Cassa edile.

Non sarà necessario verificare la regolarità distintamente presso i due o tre enti, ma il controllo avverrà tramite un’unica interrogazione presso un archivio degli enti, utilizzando il solo codice fiscale del soggetto da verificare. In materia di appalti pubblici, con le novità introdotte dal decreto lavoro, viene stabilito che l’interrogazione assolve l’obbligo di verificare, presso la banca dati nazionale sui contratti pubblici, la sussistenza del requisito generale circa l’assenza di violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali.

Nulla cambia, invece, per gli appalti edili privati per i quali la legge [2] prevede che è onere del committente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, di trasmettere all’amministrazione concedente, oltre la copia della notifica preliminare, anche il Durc delle imprese e dei lavoratori autonomi da impiegare.

Irregolarità sanabile in 15 giorni

Senza Durc niente agevolazioni, ma in caso di irregolarità c’è la possibilità di sanare la situazione prima di perdere il bonus o l’appalto.

Il documento, sin dalla sua origine risalente al decreto ministeriale del 24 ottobre 2007, attesta la regolarità contributiva con i vari enti (Inps, Inail, Cassa edile quando prevista) e il legislatore ne prevede il possesso perché il soggetto interessato possa svolgere la sua attività quando è coinvolta direttamente o indirettamente la pubblica amministrazione nazionale o locale e/o perché possa legittimamente fruire dei benefici, sovvenzioni, agevolazioni e cofinanziamenti anche in sede comunitaria.

Il mancato rilascio del Durc da parte degli enti preposti comporta pertanto il mancato accesso a tali attività o benefici, ovvero alla loro decadenza dal momento in cui verranno meno i presupposti che la legge presuppone per il suo rilascio. Tuttavia, il diniego al documento non è immediato perché la legge prevede la possibilità di ravvedimento, da parte del soggetto interessato, mediante la regolarizzazione della propria posizione contributiva nel termine che la legge fissa in 15 giorni dalla data dalla quale ne viene fatta la richiesta.

In ogni caso il Durc può comunque essere rilasciato se l’interessato ha instaurato un ricorso amministrativo avverso l’accertamento dell’omissione e l’istituto non lo ha ancora deciso, o se ci sono crediti iscritti a ruolo e per i quali è stata disposta la sospensione della cartella esattoriale o in caso di avviso di addebito a seguito ricorso giudiziario.

Invece il Durc non può essere rilasciato in caso di violazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, accertate con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi per le violazioni e i corrispondenti i periodi riportati nell’allegato A al citato decreto del 2007.

note

[1] Legge 34/2014.

[2] Art. 90, comma 9, lettera c del Dlgs 81/2008.

Autore immagine: 123rf.com 


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