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Il reato di comparaggio

1 Febbraio 2020 | Autore:
Il reato di comparaggio

Medico che favorisce la diffusione di farmaci: è reato? Accordo tra aziende farmaceutiche e dottori: quando è reato? Rappresentanti farmaceutici e corruzione.

Se sei malato e ti accorgi che la tua salute non migliora, c’è poco da fare: devi andare dal dottore e farti consigliare il farmaco più adatto alle tue esigenze. Ottenuta la prescrizione, devi recarti in farmacia per l’acquisto del prodotto che il medico ti ha suggerito. Fin qui tutto normale; devi sapere, però, che a volte le case farmaceutiche si mettono d’accordo con i medici per favorire la diffusione dei propri prodotti. In altre parole, medici e farmacisti si lasciano corrompere dietro la promessa di prescrivere e/o consigliare determinati farmaci: si tratta del reato di comparaggio.

Probabilmente non ne hai mai sentito parlare, ma potresti esserne stato vittima anche tu: potrebbe darsi che tu sia stato indirizzato all’acquisto di determinate medicine solamente per favorire l’azienda farmaceutica che le mette in commercio. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è il reato di comparaggio e com’è punito.

Comparaggio: cos’è?

Si definisce comparaggio la pratica illecita commessa da medici, farmacisti e veterinari allorquando stringono  un accordo con un’azienda farmaceutica al fine di favorirne la vendita dei loro prodotti a fronte del pagamento o della promessa di danaro o di qualsivoglia altra utilità, per sé o per terzi.

Dunque, è comparaggio l’intesa tra un medico e un’azienda farmaceutica in base alla quale il medico riceve del denaro (o altri vantaggi) per prescrivere ai propri pazienti il farmaco prodotto proprio da quella casa farmaceutica.

È comparaggio anche l’accordo tra farmacista e azienda farmaceutica se il primo, dietro promessa di denaro o di altre utilità (viaggi spesati, ecc.), si impegna a favorire la vendita sistematica di un determinato farmaco ai suoi clienti.

Comparaggio: quando è reato?

Il comparaggio è reato se il medico, il farmacista o il veterinario si impegnano a favorire la diffusione di un determinato medicinale dietro la consegna o la semplice promessa di un qualsiasi vantaggio (non necessariamente di denaro).

Ciò significa che, se l’attività di “promozione” del farmaco è fatta gratuitamente, senza un proprio tornaconto, allora non si potrà parlare del reato di comparaggio. Perché scatti l’illecito penale occorre necessariamente l’accordo tra le parti.

Inoltre, il reato di comparaggio presuppone l’elemento soggettivo costituito dal dolo specifico: l’accordo deve essere finalizzato ad agevolare la diffusione di specialità farmaceutiche (non solo con prescrizioni, ma in ogni altro modo).

Dunque: se il medico non accetta nulla in cambio della promozione del farmaco, non scatta il reato di comparaggio. Ugualmente, non c’è reato se l’intesa non ha lo scopo di favorire la diffusione di uno o più medicinali della medesima casa farmaceutica.

Comparaggio: com’è punito?

La pena prevista per il reato di comparaggio è l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206,58 a euro 516,45; stessa sanzione è prevista per colui che dà o promette al medico o al farmacista denaro o altra utilità.

Per i medici, in caso di condanna, è prevista altresì la sospensione dall’esercizio della professione per un periodo di tempo pari alla durata della pena inflitta.

Solo per i farmacisti coinvolti nel reato di comparaggio, indipendentemente dalla condanna penale il prefetto può, con decreto, ordinare la chiusura della farmacia per un periodo da uno a tre mesi e, in caso di recidiva, pronunciare la decadenza dall’esercizio della farmacia [1].

Se il fatto sia commesso dai produttori o dai commercianti delle specialità e dei prodotti farmaceutici, il Ministro della sanità, indipendentemente dall’esercizio dell’azione penale, può ordinare, con decreto, la chiusura dell’officina di produzione e del locale ove viene esercitato il commercio per un periodo da uno a tre mesi e, in caso di recidiva, ne può disporre la chiusura definitiva.

Il Ministro può, inoltre revocare la registrazione delle specialità medicinali o l’autorizzazione a preparare o importare per la vendita ogni altro prodotto ad uso farmaceutico [2].

Rappresentante farmaceutico: quando commette reato?

Com’è noto, i medici entrano in contatto con le case farmaceutiche mediante i loro rappresentati, tecnicamente chiamati  informatori scientifici del farmaco.

Ebbene, il divieto di “corrompere” i medici vale anche per loro: secondo la legge, nell’ambito dell’attività di informazione e presentazione dei medicinali svolta presso medici o farmacisti è vietato concedere, offrire o promettere premi, vantaggi pecuniari o in natura, salvo che siano di valore trascurabile e siano comunque collegabili all’attività espletata dal medico e dal farmacista. Allo stesso modo, i medici e i farmacisti non possono sollecitare o accettare alcun incentivo del genere.

Nel caso di trasgressione a questo divieto, per il solo fatto di aver promesso o di aver chiesto delle utilità, scatta l’arresto fino ad un anno e con l’ammenda da quattrocento euro a mille euro [3]. La condanna importa la sospensione dall’esercizio della professione per un periodo di tempo pari alla durata della pena inflitta.

A differenza del comparaggio, perché sia integrato questo tipo di reato non è necessario che la condotta sia idonea alla diffusione del farmaco: è sufficiente che il fatto sia posto in essere nel contesto dell’attività di presentazione di medicinali presso medici e farmacisti. Non occorre dunque il dolo specifico tipico del reato di comparaggio.

Il reato commesso in sede di presentazione di farmaci, inoltre, scatta per il semplice fatto di aver tentato di corrompere il medico o, da parte di quest’ultimo, di aver cercato di ottenere un vantaggio dal rappresentante farmaceutico.

note

[1] Artt. 170 e 171 Testo unico delle leggi sanitarie (R.D. 27 luglio 1934 n. 1265).

[2] Art. 172 Testo unico delle leggi sanitarie.

[3] Art. 123 e 147 Codice del farmaco (d.lgs. 24 aprile 2006 n. 219).

Autore immagine: Canva.com


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