Gli immigrati ci pagano le pensioni? Ecco cosa dicono i numeri

30 Gennaio 2020
Gli immigrati ci pagano le pensioni? Ecco cosa dicono i numeri

Nel rapporto Eurispes il bilancio tra contributi sociali versati dagli immigrati ed apporti ricevuti emerge che il flusso di immigrazione regolare aiuta il welfare, contribuisce al Pil e offre sostenibilità.

Gli immigrati versano 14 miliardi annui di contributi sociali e ne ricevono solo 7 tra indennità di disoccupazione e pensioni. Così i loro contributi ci permettono di pagare oltre 600mila pensioni. Mentre un italiano su 4 riceve prestazioni e non paga contributi perché ha più di 65 anni, tra gli immigrati, che sono più giovani, in queste condizioni sono solo il 2,5%.

È quanto si legge nel “Rapporto Italia 2020″ dell’Eurispes, presentato oggi e diffuso dall’agenzia stampa Adnkronos. Il documento ridimensiona le ragioni della “paura dell’uomo nero”, come si intitola una delle considerazioni del presidente dell’istituto, Gian Maria Fara.

Anche l’Istat fa le sue considerazioni e lancia l’allarme: l’effetto di una diminuzione dei flussi di immigrati comporterebbe, nel 2040, 63 miliardi di contributi in meno, se l’immigrazione dovesse mantenersi o, peggio, calare, il debito pubblico tenderebbe ad aumentare sensibilmente.

Per stabilizzarlo, l’Italia dovrebbe aumentare la popolazione di 1/3. Solo gli immigrati che fino ad oggi hanno appena compensato il numero di emigrati, possono contribuire ad evitare lo spopolamento del Paese, a riequilibrare la struttura demografica, a rendere il welfare più sostenibile, ad aumentare il livello di innovazione, imprenditorialità e produttività. “Di fronte a questa rassegna di dati inoppugnabili – si domanda Fara – quand’è che la Politica smetterà di cercare consenso sulla pelle (nera) dei profughi e sulla pelle del futuro economico del Paese?”.

Ma quanti sono e cosa fanno gli immigrati in Italia? Anche questa risposta si trova nel Rapporto Eurispes: “Oggi, gli immigrati regolari in Italia sono circa cinque milioni (5.255.000 pari all’8,7% della popolazione) e gli irregolari, circa cinquecentomila, la loro presenza è decisamente inferiore a quella che si registra in molti altri Paesi. I lavoratori immigrati in Italia producono il 9% del Pil, circa 139 miliardi di euro annui; il denaro che spediscono ai loro familiari (6,2 miliardi annui) è molto più importante per il sostegno ai Paesi di origine di quanto non sia quello che l’Italia destina agli aiuti internazionali allo sviluppo”.

“Chi dice ‘aiutiamoli a casa loro‘ – si legge – trascura il fatto che siano proprio gli immigrati, con le loro rimesse, che si aiutano da soli a casa loro. Così come è stato per i nostri emigranti nel corso di più di un secolo”. Inoltre, “i dati ufficiali sono nettamente in positivo per lo Stato. Il bilancio tra costi e ricavi segnala un saldo attivo di 3,9 miliardi. I lavoratori stranieri in Italia sono il 10,5% degli occupati, tra loro vi è un numero crescente di lavoratori autonomi, le loro piccole imprese (oltre 700.000) assumono centinaia di migliaia di italiani e sono di origine straniera il 9,4% degli imprenditori ”italiani”.



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1 Commento

  1. Buongiorno,
    diamo le info complete:
    nel 2018 sono costati per accoglienza 5 mld, multe+bollette utenze pagate dai patronati, 20000 persone in carcere per 200€/gg, spese legali, spese sanitarie ecc..
    Dove lavoro io ci sono due operai generici senegalesi che prendono come stiendio 2050€/mese (5 figli + moglie in Senegal) e 1800€/mese (3 figli + moglie in Senegal).
    Personalmente lavoro da 35anni e purtroppo, visto lo schema Ponzi chiamato inps, devo pagare chi è in pensione rispetto ad avere un “cassattino” col mio nome dove faccio confluire parte del mio reddito………..

    Prima che le cose migliorino si dovra passare per “le cose andranno selvaggiamente”

    Ideologia o interesse?

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