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Pensione anticipata: posso lavorare?

23 Febbraio 2020 | Autore:
Pensione anticipata: posso lavorare?

Chi percepisce il trattamento per pensionamento anticipato può svolgere un’attività lavorativa, o rischia di subire la riduzione o la sospensione dell’assegno?

La pensione anticipata, denominata così in quanto consente, normalmente, di anticipare il requisito di età per pensione di vecchiaia, consente al beneficiario di lavorare? In altri termini, è possibile cumulare pienamente il reddito derivante da un’eventuale attività lavorativa subordinata, parasubordinata o autonoma con l’assegno di pensione? Per rispondere alla domanda “con la pensione anticipata posso lavorare“, bisogna innanzitutto tener presente che, presso la generalità delle gestioni amministrate dall’Inps, è possibile conseguire diverse tipologie di pensione anticipata. Solo una di queste tipologie, la pensione anticipata ordinaria, è però pienamente cumulabile con eventuali redditi derivanti dall’attività lavorativa. Le altre due tipologie, invece, presentano forti limiti di cumulabilità, anche se si tratta di limiti temporanei.
Se la pensione è liquidata presso una gestione di previdenza dei liberi professionisti, la possibilità di cumulo varia in base al regolamento della cassa considerata. Spesso, il conseguimento di un trattamento anticipato o di anzianità impone la cancellazione dall’albo professionale (questo avviene, ad esempio, per gli avvocati iscritti alla Cassa forense, in relazione alla pensione di anzianità). Bisogna poi ricordare che i trattamenti liquidati nel regime integralmente contributivo sono cumulabili limitatamente con i redditi, a meno che il pensionato non possieda dei requisiti anagrafici e contributivi minimi. Ma procediamo con ordine

Pensione anticipata ordinaria

La pensione anticipata ordinaria, come la generalità delle pensioni Inps, può essere pienamente cumulata con i redditi di lavoro, a seguito dell’abolizione del generale divieto di cumulo ad opera del decreto Semplificazioni e sviluppo del 2008 [1].
Ricordiamo che, per conseguire la pensione anticipata ordinaria, i requisiti prescritti sono:
  • 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne;
  • una volta perfezionati i requisiti contributivi, occorre l’attesa di un periodo di finestra pari a 3 mesi.

Pensione anticipata precoci

La pensione anticipata dei lavoratori precoci, invece, presenta dei forti limiti di cumulabilità con i redditi di lavoro, sebbene temporanei.
Ricordiamo che questa pensione può essere conseguita dai lavoratori iscritti presso una delle gestioni amministrate dall’Inps, che appartengono a specifiche categorie tutelate (disoccupati di lungo corso, invalidi civili dal 74%, addetti al lavori usuranti o gravosi, caregiver). L’interessato deve, inoltre, possedere almeno 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19º anno di età, e possedere contribuzione, accreditata presso una gestione di previdenza obbligatoria, alla data del 31 dicembre 1995.
La pensione anticipata precoci si consegue con soli 41 anni di contributi.
I pensionati aventi diritto a questa tipologia di trattamento subiscono l’incumulabilità totale dell’assegno con i redditi di lavoro, ma solo sino alla maturazione “virtuale” del requisito contributivo per la pensione anticipata ordinaria.
In altre parole, le donne non possono cumulare redditi di lavoro e pensione per un massimo di 10 mesi, dal momento che il requisito ordinario prescritto per la pensione anticipata ordinaria per le lavoratrici è pari a 41 anni e 10 mesi di contributi. Gli uomini non possono cumulare i crediti di lavoro con la pensione sino un massimo di un anno e 10 mesi, dal momento che requisito prescritto per i lavoratori è pari a 42 anni e 10 mesi di contribuzione

Pensione anticipata quota 100

I limiti temporali sono più estesi per i beneficiari di un’altra tipologia di trattamento anticipato, la pensione anticipata con opzione quota 100. Questi lavoratori, difatti, che conseguono il trattamento con un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contributi, senza penalizzazioni nel calcolo dell’assegno, non hanno la possibilità di cumulare la pensione con i redditi derivanti dallo svolgimento di un’attività lavorativa, sino al compimento dell’età per il pensionamento di vecchiaia ordinaria (pari a 67 anni sino al 31 dicembre 2022).
È possibile cumulare la pensione soltanto con redditi derivanti dalle attività di lavoro autonomo occasionale, nel limite massimo di 5mila euro di compensi lordi annui. Inoltre, è possibile cumulare questa pensione con alcune particolari tipologie di reddito.

note

[1] D.L. 119/2008.


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