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Posso fare da garante se ho già un prestito

30 Gennaio 2020
Posso fare da garante se ho già un prestito

Possibili due fideiussioni da parte della stessa persona? Ecco come le banche valutano il merito creditizio di un garante. 

Tempo fa, hai chiesto un mutuo in banca che ora stai restituendo a rate, con pagamenti mensili e, sino ad oggi, tutti puntuali. Di recente, un tuo familiare ti ha chiesto di fargli da garante per un finanziamento. Non hai alcun problema a firmare la fideiussione, ma ritieni che difficilmente l’istituto di credito accetterà la proposta visto che hai già un debito in corso. Così ti rivolgi al funzionario di turno che si trova allo sportello e gli chiedi: posso fare da garante se ho già un prestito?

La sua risposta sarà pressappoco nei seguenti termini. Non c’è, quindi, bisogno che esci di casa: se leggi questo articolo saprai sin d’ora come comportarti. 

Cosa occorre per un prestito: le garanzie

Prima di erogare un prestito, la banca esige dal debitore delle solide garanzie che la rassicurino sulla restituzione dei propri soldi. Tali garanzie che possono essere di due tipi:

  • reali: si tratta cioè dell’ipoteca su un immobile di proprietà del mutuatario o di terzi;
  • personali: si tratta cioè della fideiussione prestata da terzi.

La differenza pratica tra queste due diverse forme di garanzia sta in questo:

  • in presenza di un’ipoteca, se il debitore non restituisce il prestito la banca si rivale sull’immobile, sottoponendolo a pignoramento e, poi, mettendolo all’asta;
  • in presenza di una fideiussione, invece, se il debitore non restituisce le somme ottenute in prestito, la banca, oltre a poter pignorare i suoi beni, può rivalersi anche nei confronti del garante agendo con i tradizionali mezzi di esecuzione forzata (ossia, il pignoramento della casa, dello stipendio, del conto in banca, della pensione, ecc.).

La valutazione del cliente

Ancor prima di richiedere le garanzie, però, la banca valuta l’affidabilità creditizia del proprio cliente. Si verifica, innanzitutto, il reddito del mutuatario e se questi ha prestiti in corso ancora da estinguere; ciò al fine di valutare la possibilità, da parte di questi, di sostenere una ulteriore rata di mutuo. 

Si scava, inoltre, nel passato del cliente per verificare se, in merito a precedenti prestiti, il suo comportamento è stato corretto; rilevano, a tal fine, eventuali segnalazioni negative alla Centrale Rischi, protesti, revoca di assegni, morosità nel pagamento di un mutuo o di un’apertura di credito, ecc. 

Solo in un secondo momento, l’istituto di credito va a verificare le garanzie offerte dal mutuatario, ossia se questi ha la possibilità di concedere un’ipoteca di primo grado o se, in suo soccorso, è disposto a intervenire un fideiussore. 

La fideiussione può precedere la cosiddetta clausola del «beneficio di previa escussione» che obbliga la banca ad agire prima nei confronti del debitore e, solo se questi non paga, quindi in un secondo momento, nei confronti del garante.

La verifica del fideiussore 

Prima di accettare la fideiussione, la banca fa una verifica anche sull’affidabilità del garante, al pari di quella eseguita nei confronti del debitore principale. 

Sarà la stessa banca, ad esempio, a rifiutare la fideiussione di un soggetto nullatenente – che, pertanto, non ha nulla da perdere in caso di pignoramento – o che, in passato, è già stato segnalato per morosità e inadempimenti di tutti i tipi. L’istituto di credito deve insomma sapere che, se il debitore non pagherà il debito, potrà utilmente rivalersi contro il fideiussore senza problemi.

Qualora il fideiussore dovesse essere già garante di un altro prestito, la sua precedente obbligazione – rilevabile immediatamente dalla banca grazie ai propri terminali – sarebbe di pregiudizio alla firma della seconda fideiussione solo se il suo patrimonio dovesse essere insufficiente a coprire i due debiti garantiti.

Tanto per fare un esempio, una persona con un patrimonio di 100mila euro che ha firmato una fideiussione per 90mila euro, tutti ancora da restituire, difficilmente potrà fare da garante a un prestito di altri 200mila euro; difatti, in caso di inadempimento del primo debitore, il suo patrimonio verrebbe assorbito dal primo creditore, lasciando insoddisfatta la seconda banca.

Viceversa, se il patrimonio del garante dovesse essere tale da coprire il debito di entrambi i finanziamenti, allora non vi sarà alcun limite.

In sintesi

In buona sostanza, e volendo sintetizzare quanto sinora detto, possiamo così concludere: può fare da garante chi ha già un prestito solo se il suo patrimonio è sufficiente da garantire il debito residuo del primo finanziamento e quello derivante anche dal secondo. 



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