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Cartello autovelox mobile

30 Gennaio 2020
Cartello autovelox mobile

Come deve essere il segnale che avvisa gli automobilisti della presenza di una postazione mobile della polizia con l’autovelox sul treppiedi?

Ci sono poche certezze sull’autovelox e sui ricorsi contro le multe per eccesso di velocità. Una di queste è che tutti gli apparecchi, fissi o mobili che siano (in altre parole: con o senza la presenza degli agenti accanto), devono essere presegnalati da un cartello con l’avviso rivolto agli automobilisti. Cartello che deve essere visibile e, per gli autovelox che fotografano tutte e due le direzioni di marcia, deve essere apposto su entrambe le carreggiate. 

Il cartello deve essere posto a una distanza ragionevole dall’autovelox in modo da consentire una frenata non brusca (che potrebbe costituire un ulteriore pericolo per la circolazione) e comunque a non oltre 4 chilometri dal luogo di rilevamento della velocità.

Ci si è più volte chiesto come debba essere il cartello per l’autovelox mobile. L’autovelox mobile è quello che viene posizionato dalla polizia sul tradizionale treppiede e, di volta in volta, montato e rimontato a seconda del luogo prescelto per effettuare i controlli. 

Il dubbio posto ai giudici è se, in questi casi, sia sufficiente il segnale fisso, piantato cioè ai margini della carreggiata in modo stabile (di solito, nel cemento o nel terreno), oppure sia necessario anche il cartello mobile, quello cioè più piccolo da posizionare sul ciglio della strada, spesso con l’icona del cappello della polizia. 

A tal riguardo, si è pronunciata più volte la Cassazione [1].

Il dubbio deriva dal fatto che la circolare del ministero degli Interni del 14 agosto 2009 (chiamata anche “Direttiva Maroni”, dal nome dell’allora ministro) stabilisce che le postazioni di rilevamento mobili devono essere segnalate con cartelli stradali temporanei e non fissi. Tant’è che, in passato, sono stati numerosi i giudici che hanno cancellato le contravvenzioni per questo “difetto di forma”. Tra le tante c’è, ad esempio, la sentenza del giudice di pace di Fondi [2] (secondo cui è un tranello l’accertamento della municipale, fatto a sorpresa, se, per segnalare l’autovelox mobile agli automobilisti, la polizia si vale di segnali fissi per una precedente apparecchiatura stanziale) e del tribunale di Udine [3] (secondo cui, in base alla direttiva Maroni, i cartelli permanenti possono essere utilizzati per accertamenti temporanei come quelli del telelaser soltanto quando gli appostamenti sono sistematici). 

La Corte sana il contrasto giurisprudenziale e così sentenzia: è legittima la multa per eccesso di velocità rilevata e il conseguente taglio dei punti sulla patente anche se l’infrazione stradale è rilevata da un autovelox mobile segnalato da cartello fisso. 

La ragione di tale interpretazione trova fondamento in un decreto ministeriale del 2007 che stabilisce testualmente: «le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità sulla rete stradale» possono essere indicate «con segnali temporanei o permanenti»: l’importante è avvisare i conducenti dei veicoli del controllo elettronico in corso in modo da orientarne la condotta di guida.  

Il dm 15 agosto 2007 si limita a stabilire che i segnali devono essere realizzati su «un pannello rettangolare, di dimensioni e colore di fondo propri del tipo di strada sul quale saranno installati». E che sul cartello deve essere riportata l’iscrizione “controllo elettronico della velocità” ovvero “rilevamento elettronico della velocità”. 

In ogni caso, è chi si oppone al verbale di contravvenzione a dover dimostrare che la segnaletica non è leggibile o percepibile e, dunque, inadeguata ad avvisare il conducente che è in funzione la postazione di rilevamento elettronico.

Ciò che rileva è che la segnaletica fissa sia visibile: non deve, quindi, essere coperta da vegetazione (alberi, siepi, foglie) o illeggibile per via di atti di vandalismo; né tantomeno può essere rivolta da un senso diverso rispetto a quello di circolazione (come spesso succede per le raffiche di forte vento). 

Si ricordi poi che, secondo la direttiva Minniti del 2017, l’eccesso di velocità rilevato su una strada ove i rilevamenti avvengono sporadicamente è valido solo a condizione che, oltre alla segnaletica fissa, vi sia anche quella mobile. Leggi Autovelox: ora sono necessari due cartelli.


note

[1] Cass. sent. n. 2205/20. 

[2] Gdp di Fondi sent. n. 116/2018.

[3] Trib. Udine, sent. n. 715/2016.

[4] Art. 3 del dm 15 agosto 2007.


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