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Parafarmacia: ultime sentenze

25 Febbraio 2020
Parafarmacia: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: titolare di una parafarmacia; prodotti farmaceutici non soggetti a prescrizione medica; esercizio abusivo di una professione; commerciabilità in parafarmacia dei medicinali soggetti a prescrizione medica.

Furto commesso con violenza sulle cose

In tema di concorso di più circostanze aggravanti ad effetto speciale, si applica solo la pena stabilita per la circostanza più grave con facoltà per il giudice di aumentare fino a 1/3 la pena per la seconda circostanza aggravante.

(Nel caso di specie, trattandosi di un furto commesso con violenza sulle cose da un soggetto recidivo che strappava i fili di un computer per sottrarlo e sottraeva altresì da somma di 50 € all’interno  della cassa di una parafarmacia, veniva ritenuta più grave la circostanza di cui all’articolo 625 numero due ed aumentata, ai sensi dell’articolo 63, comma 4 c.p., la pena per la recidiva).

Tribunale Chieti, 12/09/2018, n.976

La struttura ospedaliera comprendente parafarmacia

La struttura ospedaliera comprendente spazi commerciali interni, di differente destinazione (parafarmacia, bancoposta, edicola, centro di fisioterapia/palestra, fioraio, merceria, bar, self service e parrucchiere) costituisce opera pubblica, come tale beneficiante di esenzione dal pagamento degli oneri di urbanizzazione, né rileva in senso contrario la presenza degli spazi commerciali, i quali vanno contestualizzati al luogo (sede di ospedale) e al prevalente interesse pubblico diretto a consentire, anche per il tramite di detti esercizi, un più facile e immediato accesso al servizio sanitario.

Infatti, detti esercizi sono orientati nei confronti di una ben determinata utenza che frequenta la struttura ospedaliera. Ne consegue che la natura « commerciale » di dette attività risulta stemperata dalle esigenze dei fruitori della struttura ospedaliera, dovendo considerarsi dirimente che dette attività sono destinate a favore di una determinata utenza che, altrimenti, ne sarebbe priva.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. III, 20/12/2016, n.1827

Vendita dei medicinali soggetti a prescrizione medica

È legittimo il diniego di rilascio di un’autorizzazione alla vendita al pubblico di tutte le specie medicinali in commercio, comprese quelle soggette a prescrizione medica ex art. 87, co. 1, d.lgs. n. 219 del 2006, richiesta dal titolare di una parafarmacia, nonostante quest’ultimo sia regolarmente abilitato all’esercizio della professione di farmacista e iscritto al relativo albo professionale.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. III, 06/11/2015, n.1141

Divieto di vendere i farmaci di fascia C in parafarmacia

È irricevibile il quesito con cui il Giudice del rinvio chiede se il divieto di abuso di posizione dominante di cui agli artt. 102 e 106, par. 1, tfUe, si applichi alla professione di farmacista, in quanto il farmacista titolare di una farmacia, che vende farmaci per effetto di convenzione con il SSN, si avvantaggerebbe del divieto di vendere i farmaci di fascia C in parafarmacia, laddove la Corte non disponga degli elementi di fatto e di diritto necessari per fornire una soluzione utile, non contenendo, la decisione di rinvio, alcuna spiegazione dei motivi per i quali le norme legislative in discussione nel procedimento principale non sarebbero compatibili con gli art. 102 e 106, par. 1, tfUe, e, in particolare, per cui la concessione alle farmacie di diritti speciali o esclusivi, ai sensi dell’art. 106 cit., possa comportare un abuso di posizione dominante, ai sensi dell’art. 102 cit.

Corte giustizia UE sez. IV, 02/07/2015, n.497

Parafarmaci

Va dichiarato inammissibile, per carenza di interesse, il ricorso proposto dal titolare di una parafarmacia avverso le determinazioni concernenti la regolamentazione degli orari e il trasferimento delle farmacie e dei dispensari farmaceutici, in quanto l’esercizio di questi ultimi è regolato diversamente dagli esercizi commerciali – quali la parafarmacia – destinati a vendere prodotti farmaceutici non soggetti a prescrizione medica (cd. parafarmaci) oltre ai farmaci da banco.

T.A.R. Potenza, (Basilicata) sez. I, 03/03/2015, n.155

Esercizio abusivo di una professione

In tema di esercizio abusivo di una professione (art. 348 c.p.), l’assenza, in una parafarmacia, di un professionista regolarmente iscritto all’albo non rende configurabile il reato in capo al soggetto adibito a funzioni di coadiutore nella vendita, se non è provato che questi abbia il fine di sostituirsi indebitamente alla figura del farmacista. (Nella specie, l’imputata è stata assolta per mancanza della prova del dolo in capo alla stessa).

Tribunale Napoli sez. I, 02/02/2015, n.1920

Vendita di farmaci in parafarmacia

È legittima e non contraria a costituzione la previsione secondo cui tutti i medicinali soggetti a prescrizione medica debbano essere dispensati solo nelle farmacie, a prescindere da chi si faccia carico dei relativi costi; pertanto è legittimo il diniego emanato dalla azienda sanitaria avverso la richiesta di autorizzazione, da parte di dottore in farmacia abilitato, alla vendita in parafarmacia di farmaci di fascia “A” e fascia “C”.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 31/01/2014, n.278

Medicinali soggetti a prescrizione medica di fascia C

Al fine di valutare la commerciabilità in parafarmacia dei medicinali soggetti a prescrizione medica di fascia C (a totale carico del paziente), vanno sollevate innanzi alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, ai sensi dell’art. 267 TFUE, le seguenti questioni pregiudiziali: 1) se i principi di libertà di stabilimento, di non discriminazione e di tutela della concorrenza, di cui agli articoli 49 ss. TFUE, ostano ad una normativa nazionale che non consente al farmacista, abilitato ed iscritto al relativo ordine professionale ma non titolare di esercizio commerciale ricompreso nella pianta organica, di poter distribuire al dettaglio, nella parafarmacia di cui è titolare, anche quei farmaci soggetti a prescrizione medica su “ricetta bianca”, cioè non posti a carico del SSN ed a totale carico del cittadino, stabilendo anche in questo settore un divieto di vendita di determinate categorie di prodotti farmaceutici ed un contingentamento numerico degli esercizi commerciali insediabili sul territorio nazionale; 2) se l’art. 15 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea vada interpretato nel senso che il principio ivi stabilito si applichi senza limiti anche alla professione di farmacista, senza che il rilievo pubblicistico di detta professione giustifichi differenti regimi fra titolari di farmacie e titolari di parafamiacie in ordine alla vendita dei farmaci di cui al superiore punto 1; 3) se gli artt. 102 e 106 del Trattato istitutivo CE debbano essere interpretati nel senso che il divieto di abuso di posizione dominante va senza limiti applicato alla professione di farmacista, in quanto il farmacista titolare di farmacia tradizionale, vendendo farmaci per effetto di convenzione con il Servizio sanitario nazionale si avvantaggia del divieto per i titolari di parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C, senza che ciò trovi valida giustificazione nelle pur indubbie peculiarità della professione farmaceutica dovute all’interesse pubblico alla tutela della salute dei cittadini.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. IV, 23/10/2012, n.2491

Installazione di una croce bifacciale a led blu

L’art. 5 d.lgs. 153 del 2009 riserva, in via esclusiva, l’uso della denominazione “farmacia” e della croce di colore verde, su qualsiasi supporto cartaceo, elettronico o di altro tipo, alle sole farmacie aperte al pubblico e a quelle ospedaliere, al fine di consentire ai cittadini un’immediata identificazione delle stesse. Ne deriva, quindi, che non può ritenersi illegittima l’installazione all’esterno di un esercizio commerciale di una croce bifacciale di altro colore ed in particolare a led blu, indicante al centro la scritta “parafarmacia”.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 12/09/2012, n.7697

Vendita di medicinali con obbligo di ricetta medica non soggetti a rimborso Ssn

Il diniego nei confronti dell’istanza da parte di un titolare di esercizio farmaceutico, cd. parafarmacia, all’autorizzazione alla vendita di medicinali con obbligo di ricetta medica non soggetti a rimborso S.s.n., motivato dalla normativa di cui all’art. 5 l. n. 248 del 2006 (peraltro confermata dal recente art. 32 d.l. n. 201 del 2011, conv. con modificazioni, in l. 22 dicembre 2011 n. 214), non contrasta con le disposizioni europee che demandano tale responsabile competenza agli stati membri, mentre vi sono i presupposti per la rimessione della questione alla Corte costituzionale ai fini di verificare se la limitazione della libertà di iniziativa economica privata sia giustificata, o meno, da ragioni di utilità sociale.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 09/05/2012, n.333



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7 Commenti

  1. Impossibile discriminare farmacia e farmacia nell’insegna, se non per il diverso colore della croce.

    Se hai visto un’insegna con la croce si può trattare solo di una farmacia o di una parafarmacia: queste ultime, in particolare, sono state autorizzate dalla legge a installare l’insegna a bandiera all’esterno del proprio esercizio commerciale, a forma di croce greca di Ippocrate (padre e fondatore della medicina), proprio come le tradizionali farmacie. Tuttavia, per differenziarsi, le due croci devono essere di colore diverso: verde solo nel caso della farmacia, blu invece nel caso della parafarmacia.

  2. La legge italiana impedisce alle parafarmacie la vendita di medicinali di fascia C, quelli cioè che richiedono la ricetta medica. Secondo, peraltro, la Corte di Giustizia Europea tale scelta non è contraria alla concorrenza e, quindi, ai trattati comunitari. Ma l’Antitrust (l’Agcm, ossia l’Autorità Garante per la concorrenza e il mercato) così come la giurisprudenza amministrativa, ha vietato qualsiasi forma di discriminazione a danno delle parafarmacie laddove la disparità di trattamento non risulta fondata sul regime di vincoli cui sono sottoposte le farmacie.

  3. I medicinali non devono essere presi a cuor leggero e, a volte, vengono venduti per sbaglio dagli operatori e farmacisti. La salute è il bene più prezioso dello vita e, come tale, merita di essere preservato al massimo mediante un’alimentazione sana, il giusto riposo e, in generale le buone abitudini che aiutano a tenere lontane patologie e fastidi. Gli esperti del settore evidenziano come sia importante prendersi cura di se stessi ad ogni età, anche adottando delle routine quotidiane che possano aiutare a sentirsi meglio. Il corpo umano è una macchina perfetta che funziona correttamente solo quando tutti gli organi sono in equilibrio ma quando quest’ultimo si incrina occorre correre ai ripari sia mediante automedicazione che, nei casi più delicati, con l’intervento del proprio medico curante. Per automedicazione, in particolare, si intendono quei piccoli gesti volti alla cura dei lievi disturbi di salute, come ad esempio il mal di testa, il mal di stomaco o le irritazioni cutanee.

  4. La farmacia rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per coloro che desiderano acquistare i farmaci prescritti dal proprio medico, in caso di patologie serie, i prodotti da banco che non necessitano di prescrizione, cosmetici, integratori e accessori per bambini. Nel corso del tempo il concetto di farmacia si è trasformato adattandosi alle esigenze dei consumatori che, oltre alle medicine in senso stretto, ricercavano prodotti indispensabili per la cura e l’igiene personale. Anche le farmacie in origine con dimensioni più ridotte oggi si sono ampliate lasciando spazio a numerose aree merceologiche di grande interesse. Sono aumentati altresì i servizi, ad esempio in farmacia attualmente è possibile effettuare i test sulle allergie o intolleranze alimentari, misurazione del peso e calcolo dell’indice di grasso corporeo, trattamenti estetici e molto altro.

  5. Il farmacista è un professionista che, al fine di ottenere questa qualifica, affronta un percorso di studi universitari in farmacia o in chimica e tecnologie farmaceutiche (CTF) sino alla laurea, in seguito ha obbligo di seguire un periodo di tirocinio e lavorare attivamente all’interno di una farmacia e, infine, superare l’esame di Stato per ottenere l’abilitazione alla professione. Questo titolo ha diversi sbocchi lavorativi oltre presso le farmacie anche presso le parafarmacie, ospedali, cliniche e centri sanitari.

  6. Se il farmacista sostituisce il farmaco indicato nella prescrizione medica o interpreta male o non legge affatto quanto scritto, provvedendo autonomamente, commette l’erronea vendita di medicinali e può essere sanzionato

    1. Il farmacista dipendente che dispensa ai clienti farmaci sbagliati è direttamente responsabile e punito dalla legge secondo le norme del codice penale. Il commesso farmacista che dispensa ai clienti farmaci erronei, oltre ad essere punito penalmente, può anche essere sottoposto a procedimento disciplinare da parte del titolare di farmacia in quanto i consigli medici e la sostituzione dei medicinali non rientrano nelle sue mansioni.Occorre evidenziare che, come statuito anche dalla Costituzione la responsabilità penale è personale, in altri termini, ciascuno risponde delle proprie azioni od omissioni. Questo principio generale dunque escluderebbe la responsabilità del titolare della farmacia per gli errori dei collaboratori. Infatti, nonostante una sentenza che si discosta da questo percorso logico, la legge in materia puntualizza come ciascun lavoratore debba sempre svolgere le sue mansioni con la dovuta diligenza senza eccedere i limiti imposti dal suo ruolo.Il titolare di farmacia, pur avendo spesso un ruolo organizzativo e di coordinamento dei vari ruoli non ha anche obbligo di sorveglianza e ciascun dipendente deve operare con serietà adempiendo con precisione ai propri compiti.

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