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Pratiche commerciali scorrette: ultime sentenze

10 Giugno 2021
Pratiche commerciali scorrette: ultime sentenze

Tutela del consumatore; criteri di quantificazione delle sanzioni comminabili al professionista per pratiche commerciali scorrette.

Le pratiche commerciali scorrette del professionista

Non c’è un’oggettiva incompatibilità tra la figura del professionista, ai sensi della normativa sulle pratiche commerciali scorrette, e quella di hosting provider, ai sensi della normativa sul commercio elettronico. Esse, però, devono essere coordinate nel senso che è possibile sanzionare le condotte che violano le regole della correttezza professionale, ma non è consentito che mediante l’applicazione della disciplina sulle pratiche scorrette si impongano all’hosting provider prestazioni non previste dalla disciplina sul commercio elettronico e dallo specifico contratto concluso.

Consiglio di Stato sez. VI, 18/05/2021, n.3851

La comunicazione di avvio del procedimento

Ai sensi dell’art. 19 del Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa e pratiche commerciali scorrette, la comunicazione di avvio del procedimento è effettuata anche mediante posta elettronica o fax.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 18/01/2021, n.656

Alterazione della capacità di valutazione del consumatore

Costituisce una pratica commerciale scorretta, ai sensi degli artt. 20, 21, commi 1, lett. b) e f), e 3, 23, lett. i) e s), e 25, lett. c), del codice del consumo (d.lg. 206/2005), la vendita on-line del farmaco generico Kaletra, dal momento che (i) le affermazioni sulla liceità della vendita on-line dei farmaci pubblicizzati (”una delle principali farmacie su internet”, “questo sito è legale al 100% “, “operiamo in conformità alle leggi”) risultano ingannevoli, non essendo il professionista annoverato tra le farmaci e gli esercizi commerciali autorizzati alla vendita on-line di medicinali e non potendo il farmaco costituire oggetto di vendita al pubblico a distanza, trattandosi di specialità medicinali vendibile solo dietro presentazione della prescrizione medica; (ii) il vanto di unicità (“l’unico farmaco contro il Coronavirus-2019-ncov disponibile in Italia”), nonché i claim relativi alla millantata efficacia curativa del farmaco (“Kaletra contiene una combinazione di [… ] farmaci antiretrovirali che impediscono alle cellule del virus di riprodursi nel corpo umano”) sono destituiti da qualsivoglia fondamento scientifico, dal momento che, allo stato, non risulta individuato alcun medicinale o vaccino idoneo a curare o limitare il contagio da Covid-19.

Tali claim, unitamente alle diciture a loro corredo (“Mortalità 40% “, “milioni di persone isolate”, “un portatore di virus infetta 1,4-2,5 persone”), risultano particolarmente insidiosi in un momento di emergenza sanitaria e comportano lo sfruttamento di una situazione di particolare allarme, al fine di promuovere un farmaco, in violazione del Codice del consumo, in quanto costituiscono una pratica commerciale idonea ad alterare la capacità di valutazione del consumatore, condizionandone indebitamente le decisioni relative all’acquisto del farmaco.

Garante concorr. e mercato, 13/10/2020, n.28389

Pratiche commerciali scorrette: cosa sono?

La circostanza che la condotta del professionista coinvolto sia stata tenuta una sola volta e abbia interessato un solo consumatore è del tutto irrilevante al fine di escluderne la riconducibilità nell’alveo delle pratiche commerciali scorrette, atteso che né la normativa interna, né quella euro-unitaria recano indizi che consentano di affermare che l’azione o l’omissione da parte del professionista debba presentare carattere reiterato o riguardare più di un consumatore.

D’altra parte, le pratiche commerciali scorrette si sostanziano in illeciti di mero pericolo, con la conseguenza che ai fini della configurabilità della violazione è sufficiente l’astratta ripetibilità della condotta non conferme a quella prescritta.

Consiglio di Stato sez. VI, 14/10/2019, n.6984

Cosa costituisce pratica commerciale scorretta?

Il consumatore medio dev’essere messo in condizione di autodeterminarsi sin dal primo contatto pubblicitario. La contrarietà alla richiesta diligenza professionale risulta congruamente motivata anche in relazione al fatto che il professionista ha tenuto la condotta contestata, pur consapevole dei limiti intrinsechi del proprio sistema di controllo delle fonti delle recensioni, così violando l’obbligo di mettere a disposizione dei consumatori un quadro informativo chiaro, esaustivo e veritiero.

E’ del tutto irrilevante la valorizzazione dell’esiguo numero di segnalazioni ricevute direttamente dai consumatori, attesa la natura di illecito di pericolo che la giurisprudenza pacificamente riconosce agli illeciti conseguenti a pratiche commerciali scorrette.

Consiglio di Stato sez. VI, 15/07/2019, n.4976

Sanzioni comminabili al professionista per pratiche commerciali scorrette

Ai fini della quantificazione della sanzione comminabile al professionista per pratiche commerciali scorrette, l’Autorità deve attenersi ai parametri di riferimento individuati dall’art. 11 della l. n. 689 del 1981, in virtù del richiamo previsto all’art. 27, comma 3, d.lg. n. 206/2005, tenendo in considerazione la dimensione economica e l’importanza del professionista che risponde a due diverse finalità, in quanto, da un lato, è volta a garantire l’effettiva efficacia deterrente della sanzione pecuniaria; dall’altro, concorre a delineare la gravità della condotta nella considerazione che la dimensione economica del professionista, la sua notorietà — e conseguente credibilità — e la sua posizione nel mercato aggravano la valenza lesiva della condotta.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 04/07/2019, n.8747

La tutela del Codice del Consumo 

Il Codice del Consumo non punisce le «pratiche commerciali» scorrette solo se poste in essere con la finalità di instaurare un rapporto diretto tra il professionista cui è riferibile, in via diretta, la pratica commerciale e il consumatore, estendendosi la tutela del Codice a tutte le pratiche commerciali idonee ad influire su qualunque decisione a contenuto economico del consumatore.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 03/06/2019, n.7122

Funzione deterrente della sanzione comminabile dall’Agcm

La sanzione che viene irrogata per le pratiche commerciali scorrette non ha funzione puramente reintegratoria dello status quo ante, e dunque una matematica corrispondenza con il vantaggio economico conseguito dal professionista, essendo la stessa finalizzata a garantire un’effettiva efficacia deterrente, generale e speciale.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 02/05/2019, n.5522

La difesa del professionista 

La comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio delle pratiche commerciali scorrette mira a consentire la difesa del professionista in ordine all’esistenza della violazione e non all’importo della sanzione, tanto più nei casi — come quello di specie — in cui la parte era sicuramente a conoscenza dell’esistenza di un precedente provvedimento sanzionatorio a suo carico e che l’annullamento in sede giurisdizionale aveva riguardato solo una diminuzione dell’importo.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 09/04/2019, n.4621

Provvedimenti di condanna dell’Agcm

Sia nella prima formulazione delle Linee guida n. 6 che nel successivo aggiornamento, l’Anac ha precisato che i provvedimenti di condanna dell’Agcm, ai fini della valutazione della moralità professionale degli operatori economici, devono riferirsi a “pratiche commerciali scorrette o per illeciti antitrust gravi aventi effetti sulla contrattualistica pubblica e posti in essere nel medesimo mercato oggetto del contratto da affidare”.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 22/03/2019, n.3894

Dimensione economica e importanza del professionista

Nella ponderazione della sanzione da irrogare per pratiche commerciali scorrette, l’Autorità deve riferirsi innanzitutto alla valutazione della dimensione economica e dell’importanza del professionista, al fine di garantire, da un lato, l’effettiva efficacia deterrente della sanzione pecuniaria secondo criteri di proporzionalità ed adeguatezza e, dall’altro, di concorrere a delineare la gravità della condotta nella considerazione che la dimensione economica del professionista, la sua notorietà, e conseguente credibilità, e la sua posizione nel mercato rendono più efficace la pratica scorretta in questione, aggravandone la valenza lesiva .

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 12/03/2019, n.3252

Riferimento al fatturato della società

In materia di pratiche commerciali scorrette, il riferimento al fatturato assicura che le sanzioni siano adeguate ed efficaci, così da poter assolvere ad una concreta funzione dissuasiva .

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 08/03/2019, n.3095

Archiviazione di una segnalazione

Va esente da critiche il provvedimento con cui l’Agcm abbia disposto l’archiviazione di una segnalazione relativa all’esistenza di pratiche commerciali scorrette collegate ad una campagna pubblicitaria di prodotti cosmetici laddove il provvedimento presenti una motivazione sufficientemente circostanziata delle ragioni che hanno indotto l’Autorità a non effettuare ulteriori accertamenti sui fatti segnalati.

Il Giudice amministrativo non può, infatti, esaminare censure che esulano dai limiti del sindacato giurisdizionale consentito sugli atti di archiviazione, circoscritto alla verifica che l’Autorità abbia esaminato e si sia pronunciata sulla segnalazione presentata, valutando congruamente gli elementi acquisiti.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 04/03/2019, n.2803

Vantaggio economico conseguito dal professionista

La sanzione che viene irrogata per le pratiche commerciali scorrette non ha una funzione puramente reintegratoria e dunque una matematica corrispondenza con il vantaggio economico conseguito dal professionista, essendo la stessa finalizzata a garantire un’effettiva efficacia deterrente, generale e speciale, alla luce dei parametri di riferimento individuati dall’art. 11, l. n. 689 del 1981.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 14/11/2018, n.10965

Procedimento di inottemperanza avviato dall’Agcm

Nel caso di un procedimento di inottemperanza avviato dall’Agcm non si applica, nemmeno in via analogica, l’art. 27 comma 1 del Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pratiche commerciali scorrette, approvato con deliberazione dell’Autorità 15 novembre 2007 n. 17589, in quanto tale regolamento non si occupa delle procedure di inottemperanza.

Non sussiste, pertanto, alcuna lacuna normativa in quanto la necessità di garantire il contradditorio viene prevista da una norma di rango superiore, quale è l’art. 27 comma 11 del Codice del Consumo.

Il rispetto del contradditorio procedimentale è assicurato dalla sussistenza di alcuni requisiti minimi quali: la contestazione dell’addebito; l’accesso agli atti dell’accusa; la concessione di un termine a difesa.

Consiglio di Stato sez. VI, 15/10/2018, n.5912



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