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Progressioni verticali pubblico impiego: ultime sentenze

24 Febbraio 2020
Progressioni verticali pubblico impiego: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: pubblico impiego contrattualizzato; controversia in materia di pubblico impiego contrattualizzato e giurisdizione; procedure selettive di passaggio tra i livelli.

Blocco delle assunzioni e delle progressioni verticali

Nel pubblico impiego contrattualizzato, il blocco delle assunzioni e delle progressioni verticali è applicabile anche alle Regioni ed agli altri enti locali in quanto il comma 95 dell’art. 1 della l. n. 311 del 2004, che non lo ha previsto direttamente, va letto in combinato disposto con il comma 98 dello stesso articolo, che ha fissato precisi limiti alla spesa pubblica degli enti locali, in particolare di quella concernente il personale; detta norma non viola l’art. 117 Cost. perché, quale espressione del potere statale di coordinamento della finanza pubblica, incide solo indirettamente sulla organizzazione amministrativa dell’Ente.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto non inadempiente la Regione che non aveva espletato le procedure per le progressioni verticali di carriera di cui all’art. 4 del c.c.n.l. del 31.3.1999, stante il disposto blocco delle assunzioni).

Cassazione civile sez. lav., 06/05/2019, n.11779

Pubblico impiego contrattualizzato: controversie

Le controversie in materia di pubblico impiego contrattualizzato, qualora non rientrino fra le progressioni verticali né fra le progressioni meramente economiche, né fra quelle che, in virtù della contrattazione collettiva applicabile, comportano il conferimento di qualifiche più elevate, ma riguardino qualifiche comprese nella stessa area, categoria o fascia di inquadramento, devono essere devolute al giudice amministrativo.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 25/02/2019, n.2545

Selezioni per passaggio da un livello d’inquadramento a quello superiore

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, non rientrano tra le progressioni verticali – le cui controversie sono devolute al giudice amministrativo ex art. 63, comma 4, del d.lg. n. 165 del 2001 – né le progressioni meramente economiche, né quelle che, in base alla contrattazione collettiva applicabile, comportano il conferimento di qualifiche più elevate, ma comprese nella stessa area, categoria o fascia di inquadramento e, come tali, caratterizzate, da profili professionali omogenei nei tratti fondamentali, diversificati sotto il profilo quantitativo piuttosto che qualitativo.

Ne consegue che sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie aventi per oggetto la contestazione dell’esito e della graduatoria finale delle selezioni per la progressione da un livello di inquadramento a quello immediatamente superiore nel profilo di tecnologo, bandite dall’Agenzia Spaziale Italiana ai sensi dell’art. 15 del c.c.n.l. ASI del 29 novembre 2007, giacché tale norma contrattuale, uniformando la classificazione dei tecnologi ai principi di cui al d.lg. n. 165 del 2001, ne ha regolato il profilo secondo un’omogenea professionalità e all’interno di un unico organico, dunque in modo nuovo e diverso rispetto al sistema di classificazione vigente prima della privatizzazione del pubblico impiego che era caratterizzato da distinti livelli di professionalità e da progressioni verticali tra i diversi livelli configurate come veri e propri mutamenti di “area”, come risulta dagli artt. 63 e 64 del precedente c.c.n.l. 21 febbraio 2002 Comparto Enti di ricerca.

Cassazione civile sez. un., 11/04/2018, n.8985

Progressioni verticali e procedure di riqualificazione

Il blocco delle assunzioni di cui all’art. 1, d.l. n. 180 del 2008 riguarda anche le progressioni verticali e le procedure di riqualificazione variamente denominate che sanciscono il passaggio ad una diversa area, con la conseguente attribuzione di un nuovo posto per effetto della novazione del precedente rapporto: detto blocco delle assunzioni, quindi, opera anche nell’ambito delle università ove il nuovo inquadramento in ruolo del docente sia il frutto dell’esito positivo di una procedura concorsuale aperta che dà luogo ad un assunzione in senso proprio e non al mero passaggio di qualifica per effetto di procedura riservata.

(Il blocco delle assunzioni riguarda anche i passaggi di qualifica: in questo caso, infatti, trova applicazione il principio del concorso come strumento di accesso all’impiego pubblico (art. 97, comma 3, cost.), laddove detto principio comprende sia le procedure preordinate all’ingresso “ex novo” di personale nei ruoli dell’amministrazione sia quelle finalizzate al passaggio dei dipendenti ad una qualifica superore).

Consiglio di Stato ad. plen., 28/05/2012, n.17

Progressioni verticali nel pubblico impiego 

Le progressioni verticali nel pubblico impiego sono equiparate alle assunzioni e, quindi, sono soggette alle limitazioni complessive della spesa massima consentita per ogni Ente secondo i criteri fissati dal d.P.C.M. 15 febbraio 2006.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 10/11/2011, n.5274

Esperienza acquisita dal dipendente

Nel lavoro con le pubbliche amministrazioni, le progressioni verticali sono finalizzate non alla costituzione di un nuovo rapporto di lavoro, ma a valorizzare l’esperienza acquisita dal dipendente all’interno dell’ente, consentendone il naturale sviluppo professionale mediante l’attribuzione di un livello di responsabilità superiore, individuato dalla stessa fonte negoziale in quello più prossimo al livello di attuale titolarità.

T.A.R. Genova, (Liguria) sez. II, 08/05/2004, n.706

Progressioni verticali per saltum: divieto

Condizione per la compatibilità costituzionale delle procedure di riqualificazione con il precetto dell’accesso alle Pubbliche amministrazioni per concorso pubblico è la circostanza, tra le altre, che le stesse, oltre alle ulteriori condizioni ivi precisate, siano limitate ai dipendenti appartenenti alla posizione immediatamente inferiore vietando, così, le c.d. progressioni verticali per saltum.

Consiglio di Stato sez. III, 11/10/2016, n.4188

Accesso e progressioni nel pubblico impiego

Sia nelle progressioni verticali che nell’accesso al lavoro pubblico va applicata la normativa legislativa statale e quella regolamentare comunale, secondo la quale il criterio dell’età è residuale, rispetto ai criteri di preferenza di carattere generale (tra cui, quello di risultare genitore).

Consiglio di Stato sez. V, 12/02/2016, n.618

Giurisdizione ordinaria e amministrativa

Ai fini del riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo, è irrilevante che in alcuni contratti collettivi sia prevista all’interno delle categorie una mera progressione economica senza attribuzione di nuove funzioni, mentre in altri all’acquisizione di un livello economico maggiore corrisponda anche l’attribuzione di mansioni più elevate nella categoria, atteso che in entrambi i casi si tratta di procedure di avanzamento interne alla stessa categoria (o area per il comparto Ministeri), rientranti nell’attività di gestione del rapporto di lavoro in quanto incidenti sulla prestazione richiesta a parità di categoria o area di inquadramento, mentre solo in caso di atto finalizzato all’assunzione in una categoria o area superiore vi è quella novazione oggettiva del rapporto, richiamata dalla Corte di Cassazione quale indice che distingue le progressioni verticali, attribuite al giudice amministrativo, da quelle orizzontali, attribuite al giudice ordinario.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 03/02/2006, n.777

Riparto della giurisdizione

Esula dalla giurisdizione del g.o., per rientrare in quella del g.a., una controversia avente ad oggetto l’impugnazione di un provvedimento di esclusione dalla partecipazione ad un corso-concorso, nel caso in cui la procedura selettiva sia stata attivata dalla p.a. per il passaggio del personale interno, in possesso di determinati requisiti, ad un’area dirigenziale superiore rispetto a quella richiesta per la partecipazione alla procedura selettiva medesima; in tal caso, infatti, la procedura selettiva deve ritenersi finalizzata al passaggio del personale ad un categoria giuridica più elevata, con conseguente novazione oggettiva del rapporto di lavoro, richiamata dalla S.C. quale indice che distingue le progressioni verticali (attribuite al g.a.) da quelle orizzontali (giurisdizione del g.o.).

Consiglio di Stato sez. VI, 07/10/2004, n.6510



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