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Semaforo rosso: ultime sentenze

23 Febbraio 2020
Semaforo rosso: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: aggravanti della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti; revoca patente; prova della posizione dell’auto al superamento della linea di arresto; attraversamento dell’incrocio con semaforo rosso avvenuto passaggio con il semaforo rosso.

Passaggio con semaforo rosso

Con specifico riguardo alla rilevazione della violazione del divieto di proseguire la marcia con impianto semaforico rosso a mezzo di apparecchiature elettroniche, nè il codice della strada, nè il relativo regolamento di esecuzione prevedono che il verbale di accertamento dell’infrazione devono contenere, a pena di nullità, l’attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso, giacché, al contrario, l’efficacia probatoria di dette apparecchiature perdura sino a quando non risultino accertati, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, un difetto di costruzione, installazione o funzionalità, o situazioni comunque ostative al suo regolare funzionamento, non potendosi far leva, in senso contrario, su mere congetture circa il fatto che la mancanza di revisione o manutenzione periodica dell’attrezzatura sia di per sé idonea a pregiudicarne l’efficacia probatoria delle rilevazioni sancita dall’art. 142 del predetto codice.

Cassazione civile sez. VI, 05/12/2019, n.31818

Omicidio e lesioni stradali

È illegittimo l’articolo 222 comma 2 quarto periodo del codice della strada laddove non prevede che, in caso di condanna o patteggiamento per i reati di omicidio stradale, ex articolo 589·bis c.p., e lesioni personali stradali gravi o gravissime ex articolo 590·bis, il giudice possa disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa allorché non ricorrano le circostanze aggravanti della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.

Lo afferma la Corte costituzionale, per la quale la revoca della patente di guida non può essere automatica indistintamente in ognuna delle plurime ipotesi previste dalle due disposizioni, ma si giustifica solo nelle ben circoscritte ipotesi più gravi sanzionate con la pena rispettivamente più elevata come fattispecie aggravate dalla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. E’ legittimo, invece, afferma la Consulta, il regime sanzionatorio più duro previsto per i due medesimi reati aggravati, nel primo caso, dalla guida in stato di ebbrezza, nel secondo, dell’attraversamento col semaforo rosso, quando c’è la corresponsabilità della vittima.

Per i giudici delle leggi, in tal caso si dovrà comunque continuare a procedere prima all’aumento di pena previsto per le aggravanti e solo dopo alla diminuzione per il concorso di colpa, con un effetto ovviamente negativo sulla quantificazione della pena.

La scelta del divieto di bilanciamento dipende, infatti, dalla “discrezionalità del legislatore”, considerata anche la volontà di un più incisivo contrasto di condotte altamente pericolose e che da tempo creano diffuso allarme sociale.

Corte Costituzionale, 17/04/2019, n.88

Autovettura ferma al semaforo rosso

In tema di omicidio stradale, la circostanza attenuante ad effetto speciale di cui all’art. 589-bis, comma 7, c.p., non ricorre nel caso in cui sia stato accertato un comportamento della vittima perfettamente lecito e completamente estraneo al decorso causale dell’evento colposo.

(Nella specie, la Corte ha confermato la sentenza che aveva escluso l’attenuante in relazione ad un tamponamento violento che aveva causato la morte di una persona che, munita di cintura di sicurezza, si trovava alla guida di un’autovettura ferma al semaforo rosso, escludendo che potesse considerarsi fattore concausale, cui rapportare la minore gravità della condotta, il tipo di autovettura della vittima – d’epoca e priva di “air bag”, con telaio leggero e assetto estremamente basso – dotata, comunque, dei requisiti di sicurezza previsti dalla legge per circolare).

Cassazione penale sez. IV, 26/02/2019, n.13587

La rapina commessa ai danni di autista fermo al semaforo

In tema di rapina, è configurabile la circostanza aggravante dell’avere eseguito il fatto in luoghi tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, prevista dall’art. 628, comma 3, n. 3-bis c.p., nel caso di commissione del reato durante la circolazione stradale nei confronti del conducente di un’autovettura, impossibilitato a proseguire la marcia a causa del semaforo rosso e con ridotte possibilità di difendersi a causa della cintura di sicurezza allacciata, degli spazi angusti dell’abitacolo e della necessità di rispettare le regole del codice della strada.

(In motivazione, la Corte ha sottolineato che il legislatore con tale circostanza aggravante ha voluto assegnare rilevanza a situazioni che denotano una particolare vulnerabilità della persona offesa, da cui l’agente trae consapevolmente vantaggio).

Cassazione penale sez. II, 07/02/2019, n.17421

Passaggio con semaforo rosso

Nell’accertamento relativo alla violazione dell’art. 146 comma 3 C.d.S. ciò che rileva è la prova, nel rilievo fotografico, della posizione dell’autovettura all’atto del superamento della linea di arresto, con la lanterna proiettante la luce rossa, e la seconda fotografia scattata più o meno al centro dell’incrocio. Di conseguenza deve ritenersi provata la violazione contestata qualora, dalle fotografie scattate dall’ente impositore, emerge che il veicolo iniziava l’attraversamento quando il semaforo proiettava la luce rossa.

Tribunale Massa, 15/06/2018, n.437

Lo stato di necessità

L’esimente dello stato di necessità non è invocabile quando la situazione di pericolo riguarda un animale (nella specie, un medico veterinario aveva presentato opposizione alle sanzioni irrogategli per sorpasso di autovetture ferme ad un semaforo rosso, invasione dell’opposta corsia di marcia, violazione dello stesso semaforo rosso e velocità pericolosa in centro abitato, eccependo di aver agito per la necessità di provvedere a delle cure urgenti su di un cane).

Cassazione civile sez. VI, 01/03/2018, n.4834

Attraversamento di incrocio con semaforo rosso

L’art. 201 comma 1-bis C.d.S. prevede che in caso di violazione dell’attraversamento dell’incrocio con semaforo rosso non è necessaria la presenza di organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico.

Difatti in tema di violazione dell’art. 146, comma 3, del codice della strada (attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa), per effetto della nuova disciplina contenuta nell’art. 201, comma 1-ter, del medesimo codice (introdotto dall’art. 4, comma 1, del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modifiche, in L. 1 agosto 2003, n. 214), i documentatori fotografici delle infrazioni commesse alle intersezioni regolate da semaforo, ove omologati ed utilizzati nel rispetto delle prescrizioni riguardanti le modalità di installazione e di ripresa delle infrazioni, sono divenuti idonei a funzionare anche in modalità completamente automatica, senza la presenza degli agenti di polizia.

Tribunale Bari sez. III, 23/02/2018, n.854

Pistola ai passeggeri di un’auto ferma al semaforo

E’ integrato il delitto di rapina dalla condotta di un soggetto su di uno scooter che punta una pistola verso i passeggeri di un’autovettura ferma al semaforo rosso e gli intima di consegnargli l’orologio che avevano sul polso e una somma di danaro, posto che risultano integrati sia la violenza e la minaccia che l’uso dell’arma.

Tribunale Napoli sez. I, 15/11/2017, n.10384

Circolazione di un veicolo

In caso di danni prodotti a persone o cose dalla circolazione di un veicolo, la prova liberatoria di cui all’art. 2054 c.c. non deve essere necessariamente data in modo diretto, potendo risultare anche dall’accertamento che il comportamento della vittima sia stato il fattore causale esclusivo dell’evento dannoso, non evitabile dal conducente (come nella specie, in quanto il pedone investito attraversava la strada con il semaforo rosso, in condizioni di pioggia e buio totale della zona ed in ora di punta del traffico, con conseguente responsabilità esclusiva della vittima).

Tribunale Bologna sez. III, 06/10/2016, n.20931

Accertamento del passaggio con il semaforo rosso

Il verbale in cui si accerta l’avvenuto passaggio con il semaforo rosso – non implicando attività di elaborazione da parte dell’agente, trattandosi di circostanza che il verbalizzante attesta essere avvenuta sotto la sua diretta percezione – è coperto da fede privilegiata e la parte è tenuta ad esperire avverso le risultanze del medesimo l’apposito procedimento di querela di falso, ove intenda contestare la realtà del fatto, atto contenente, inoltre, tutti gli elementi necessari e sufficienti a soddisfare il requisito della specificità dell’atto di accertamento

Tribunale Bari sez. III, 05/10/2016, n.4989

Attraversamento con semaforo rosso e funzionamento notturno del dispositivo

In difetto di prova di una delle condizioni legittimanti il “funzionamento notturno” d’un impianto semaforico, è illegittima la contestazione della violazione dell’art. 146, comma 3, c.strad. (attraversamento con semaforo rosso) rilevata nelle ore in cui l’art.169 reg. esec. c. strad. vieta detto funzionamento.

Tribunale Ivrea, 21/06/2016, n.551



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3 Commenti

  1. è ben possibile una multa al passaggio col giallo e non solo col rosso. Se un vigile dovesse accorgersi, infatti, che l’automobilista, pur avendo visto il giallo in tempo utile per frenare dolcemente, non lo ha fatto, ma anzi ha accelerato per non rischiare il rosso, lo deve multare.

  2. ribadiamo le regole sui tre colori del semaforo che, per quanto banali, non sempre vengono rispettate alla lettera. Indubbio che col rosso non si possa passare e col verde invece lo si debba fare, i dubbi principali si concentrano di solito sul giallo. La regola generale vuole che, col giallo, ci si debba necessariamente fermare: non è una facoltà, ma un obbligo. L’obbligo però scatta solo a condizione di non dover fare brusche e improvvise frenate. In altre parole, se, al momento in cui il semaforo diventa giallo, l’automobilista è sufficientemente lontano dall’incrocio da poter decelerare senza creare problemi alla circolazione, è tenuto a farlo; in caso contrario, qualora dovesse oltrepassare l’incrocio col giallo, sarebbe in contravvenzione. Viceversa, se il semaforo diventa giallo quando ormai l’automobilista è prossimo ad oltrepassare la linea di stop egli è tenuto a procedere la marcia, cercando di liberare quanto prima l’incrocio. Ecco perché il giallo dura circa dai 3 ai 5 secondi: per consentire all’automobilista – già in procinto di superare la linea semaforica – di oltrepassare l’incrocio in tranquillità.

  3. Il giallo serve per consentire all’automobilista di frenare per tempo, prima della linea di stop. Se questi, al momento in cui il semaforo diventa rosso, viene trovato con le ruote (anche solo quelle anteriori) oltre la linea di stop significherebbe che ha violato l’obbligo di frenare con il giallo e che ha tentato di passare e solo all’ultimo minuto ha desistito.

    Il codice della strada è, in questo, assai rigido: per non essere multati al semaforo è necessario che, al momento in cui il semaforo diventa rosso, tutte e quattro le ruote dell’auto siano all’interno della linea di stop. Chi supera la segnaletica orizzontale, pur non oltrepassando il semaforo può essere multato. Tanto è vero che gli odierni apparecchi di controllo elettronico, ossia i Photored, sono programmati per fotografare le targhe non appena queste oltrepassano la linea di stop, benché non abbiano superato l’incrocio.

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