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Compravendita autoveicoli: ultime sentenze

9 Agosto 2022
Compravendita autoveicoli: ultime sentenze

Compravendita veicoli e oneri probatori a carico del contribuente; prezzi medi di autovetture usate; trascrizione dell’atto di trasferimento del veicolo nel Pubblico Registro Automobilistico.

Impossessamento di quanto versato a titolo di deposito cauzionale

Integra il delitto di appropriazione indebita la condotta di chi si impossessi di quanto versatogli a titolo di deposito cauzionale infruttifero in esecuzione di un contratto. (Fattispecie relativa alla condotta di un rivenditore di autoveicoli impossessatosi della somma portata da un assegno circolare allo stesso intestato che un acquirente gli aveva consegnato in attesa della concessione di un finanziamento, con l’accordo che la relativa somma sarebbe stata imputata a parziale compensazione del prezzo solo ad avvenuta immatricolazione).

Cassazione penale sez. II, 08/04/2021, n.15566

Il contratto di compravendita di un’automobile

Il contratto di compravendita di un’automobile non richiede la forma scritta ad substantiam, ma si perfeziona, al pari della vendita di qualsiasi bene mobile, con il semplice consenso di venditore ed acquirente validamente manifestato (art. 1376 c.c.). L’eventuale forma scritta è richiesta ai fini della trascrizione al PRA, la quale non costituisce requisito di validità e di efficacia del trasferimento, ma un mezzo di pubblicità, inteso a dirimere vari contrasti tra più aventi causa dal medesimo venditore (e si aggiunge, ai fini dell’imputabilità fiscale del bollo di circolazione e di altri adempimenti quali la revisione del veicolo) tanto che ai fini della individuazione dell’effettivo proprietario del veicolo i dati del PRA forniscono elementi meramente presuntivi, i quali possono essere vinti con qualsiasi mezzo di prova, anche testimoniale.

Tribunale Rieti sez. I, 17/02/2021, n.101

Concessionaria di rivendita di autovetture usate

Nell’attuale assetto normativo della compravendita, ove ricorrano i presupposti individuati dall’art. 128 del d,lgs. n. 206 del 2005 e, dunque, si tratti di vendita di “beni di consumo” (intendendosi per tale “qualsiasi bene mobile”) operata da un soggetto qualificabile in termini di “venditore” alla stregua di tale disciplina speciale (e, cioè, “qualsiasi persona fisica o giuridica pubblica o privata che, nell’esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, utilizza i contratti di cui al comma 1”), trovano applicazione innanzitutto le norme del codice del consumo, potendosi ricorrere a quelle fissate dal codice civile solo per quanto ivi non previsto.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che aveva erroneamente applicato le norme civilistiche in materia di vendita, anzichè la disciplina relativa ai contratti di consumo, pur risultando dalla decisione impugnata che la compravendita aveva ad oggetto un’autovettura, alienata da una concessionaria di rivendita di autovetture usate – e, quindi, un operatore commerciale – ad una persona fisica, che l’aveva acquistata per ragioni personali).

Cassazione civile sez. II, 30/06/2020, n.13148

Vendita di automobili usate: vizi e difetti

L’individuazione di vizi e difetti di un’autovettura in compravendita, attinenti alla conservazione del bene d al conseguente deterioramento, legittimano l’acquirente a richiedere la riduzione del prezzo d’acquisto.

Tribunale Benevento sez. II, 29/05/2020, n.812

Compravendita di autovetture: eccezioni applicabili

In tema di compravendita di autovettura e mutuo (con collegamento dei contratti provato dal fatto che le parti, all’atto dell’acquisto presso la concessionaria, hanno sottoscritto anche il contratto di finanziamento, nonchè dalla circostanza che quest’ultimo è stato erogato direttamente in favore della concessionaria), non è sufficiente, al fine di ritenere precluse eccezioni relative al contratto di compravendita dell’automobile, sollevate dal cliente nei confronti dell’Istituto finanziatore, nè la previsione di una clausola di rinuncia alla proposizione di tali eccezioni, in quanto vessatoria, nè l’assenza di un vincolo di esclusiva per la concessione del credito tra il finanziatore e l’impresa convenzionata.

Tribunale Crotone, 06/05/2020, n.390

Compravendita di auto usate: la clausola contrattuale “vista e piaciuta”

In tema di compravendita di auto usate, la clausola contrattuale “vista e piaciuta”, che ha lo scopo di accertare consensualmente la presa visione, ad opera del compratore, della cosa venduta, esonera il venditore dalla garanzia per i vizi di quest’ultima solo limitatamente ai vizi riconoscibili con la normale diligenza e non taciuti in mala fede, sicché essa non è idonea a coprire i vizi occulti; anche se l’auto è datata e a prescindere dal chilometraggio e/o dalla data di immatricolazione dell’autovettura, la rottura del motore deve considerarsi un vizio occulto, perché non verificabile prima dell’acquisto medesimo, e tale da influire sulla stessa idoneità all’uso del bene acquistato; ne deriva la possibilità, per l’acquirente, di ricorrere alla riparazione o sostituzione dell’auto oppure ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto.

Tribunale Cuneo, 22/07/2019, n.624

Speciale regime Iva nella compravendita di auto usate di provenienza comunitaria

Qualora in sede di accertamenti e verifiche fiscali emergano proventi illeciti conseguiti dalla Società attraverso l’utilizzo indebito, nella compravendita di autoveicoli usati di provenienza comunitaria, dello speciale regime IVA del margine di cui agli artt. da 36 a 40 del d.l. n. 41/1995 (convertito con modificazioni nella l. n. 85/1995), l’Ufficio deve fornire elementi probatori sia documentali che presuntivi circa l’irregolarità e gli illeciti fiscali contestati. Assolto tale onere, grava sul ricorrente la prova contraria in ordine alla sua buona fede, dovendo questi dimostrare che “non sapeva” o “non poteva sapere”.

Comm. trib. prov.le Brescia sez. I, 21/05/2019, n.323

Compravendita veicoli usati

In tema di IVA, qualora l’Amministrazione finanziaria contesti, in forza di elementi oggettivi e specifici, la possibilità per il contribuente di avvalersi del regime di favore del cd. margine spetta al contribuente medesimo dimostrare la propria buona fede che, rispetto alla compravendita di veicoli usati, si connota nella diligente individuazione dei precedenti intestatari dei veicoli, nei limiti dei dati risultanti dalla carta di circolazione, eventualmente integrati da altri elementi di agevole e rapida reperibilità, al fine di accertare, anche in via presuntiva, se l’IVA sia già stata assolta a monte da altri senza possibilità di detrazione.

(In applicazione del principio, la S.C. ha escluso l’applicabilità del regime del margine nell’ipotesi di un contribuente cessionario di autoveicoli usati da un cedente nazionale che non aveva verificato se il dante causa di questo, venditore appartenente ad un altro Stato dell’Unione europea, avesse trattato la cessione come intracomunitaria, ritenendo a tal fine inidoneo il libretto di circolazione e non potendo l’onere di diligenza ritenersi assolto in base ad un acritico affidamento alle dichiarazioni effettuate dalla società cedente).

Cassazione civile sez. trib., 14/12/2018, n.32402

Acquirente di veicoli usati e regime del margine 

L’amministrazione fiscale non può esigere che il soggetto passivo il quale intenda esercitare il diritto di applicare il regime ‘del margine’ verifichi se la persona dalla quale sta acquistando beni usati abbia soddisfatto i propri obblighi di dichiarazione e di pagamento dell’IVA. L’eccezione è che chi acquisti un bene usato per poi rivenderlo ha tuttavia l’obbligo di verificare, con l’ordinaria diligenza, la effettiva applicabilità del regime del margine, quando vi sia qualche indizio che faccia sospettare l’esistenza di irregolarità o di evasione da parte del fornitore.

Nel caso di compravendita di autoveicoli usati, un indizio di questo tipo deve ritenersi sussistente in tutti i casi in cui il venditore del veicolo usato sia un imprenditore commerciale che svolga professionalmente l’attività di rivendita, noleggio o concessione in leasing di autoveicoli. In tal caso, infatti, deve ritenersi in base all’id quod plerumque accidit che il venditore, quando acquistò il veicolo poi rivenduto come usato, abbia esercitato il diritto alla detrazione dell’IVA pagata sul relativo prezzo d’acquisto, in quanto bene destinato ad essere impiegato nell’esercizio dell’attività propria dell’impresa.

Per accertare, poi, se il venditore del veicolo usato (od il suo dante causa) sia o no un imprenditore commerciale, l’acquirente ha l’onere, di norma di agevole assolvimento e non contrario al principio di proporzionalità, di verificare l’identità dei precedenti proprietari per come risultante dalla ‘carta di circolazione’ (il c.d. ‘libretto’) di cui agli artt. 93,110 e 114 del codice della strada.

Cassazione civile sez. trib., 18/05/2018, n.12265

Chilometraggio contraffatto

E’ fatto notorio che una differenza di chilometraggio di oltre 100.000 km, abbatte sensibilmente il valore del veicolo, rendendolo perciò difforme dal bene promesso in vendita ai sensi e per gli effetti dell’art. 129 del Codice del consumo e dell’art. 1490 c.c.. Merita pertanto accoglimento la domanda di parte attrice di riduzione del prezzo di compravendita ai sensi dell’art. 130 del codice del consumo ed altresì ai sensi dell’art. 1492 c.c.

Tribunale Torino sez. III, 17/01/2017, n.187

La trascrizione dell’alienazione di un’auto presso il Pra

Il contratto di compravendita di un’automobile non richiede la forma scritta ad substantiam, ma si perfeziona, così come la vendita di qualsiasi bene mobile, con il semplice consenso delle parti validamente manifestato; la forma scritta, però, è richiesta ai fini della trascrizione al Pubblico Registro Automobilistico e può essere sostituita, ai sensi dell’art. 6, comma 3, r.d. 29 luglio 1927, n. 1814, nel caso di vendita verbale, da dichiarazione autenticata sottoscritta dalla sola parte venditrice; pertanto, ai fini della validità ed efficacia del trasferimento di proprietà del bene non rileva la circostanza della non eseguita trascrizione dell’atto di alienazione presso il P.R.A. che, invece, configura uno strumento di pubblicità legale e di tutela in quanto volto a dirimere i conflitti che dovessero sorgere tra aventi causa dal medesimo venditore che vantino diritti sullo stesso bene; l’attività avente ad oggetto il commercio di veicoli, intesa nel senso del perfezionamento della vendita degli stessi, pertanto, non può avvenire in forma elettronica per espressa previsione legislativa.

Consiglio di Stato sez. V, 05/05/2016, n.1821

Importazione di autoveicoli dalla Germania

Il reato di truffa si consuma nel momento in cui l’agente ha conseguito il profitto della propria attività criminosa; pertanto, nell’ipotesi di importazione di autoveicoli dalla Germania senza assolvimento dell’obbligo di versamento dell’ i.v.a. in quel paese, ovvero effettuando il pagamento in misura inferiore a quella dovuta, e nella successiva rivendita dei medesimi veicoli a clienti nazionali omettendo di dichiarare il tributo dovuto in relazione a tali transazioni, il profitto consiste nel mancato pagamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto.

Ne consegue che il reato si consuma non nel momento in cui le auto si rendono commerciabili a seguito della truffa e, quindi, quando l’indagato ne riscuote il prezzo della compravendita, ma nel momento in cui non viene assolta l’i.v.a., vantaggio che venne conseguito presso il luogo dove le imposte devono essere pagate.

Cassazione penale sez. II, 09/03/2011, n.12795

Contratti di compravendita di autoveicoli

Per i contratti di compravendita di autoveicoli non è necessaria la forma scritta, ma essi possono essere conclusi anche con il solo scambio orale del consenso espresso dalle parti. Ai fini dunque della validità ed efficacia del trasferimento di proprietà non rileva la circostanza della non eseguita trascrizione dell’atto di alienazione presso il P.R.A. (che solo a detto scopo richiede la forma scritta, la quale, poi, può essere sostituita, a norma dell’art. 6 r.d.l. 29 luglio 1927 n. 1814, nel caso di vendita verbale, da dichiarazione autenticata sottoscritta dal solo venditore).

Tribunale Salerno sez. I, 22/09/2009

Pubblico registro automobilistico

In tema di disciplina dei contratti di compravendita degli autoveicoli e l’istituzione del pubblico registro automobilistico, il ricorso ex art. 40 r.d. n. 1814 del 1927 può essere avanzato unicamente nell’ipotesi di “rifiuto o di ritardo del funzionario dell’A.C.I. nel ricevere i titoli presentati” ai fini dell’esecuzione di prescritte annotazioni o iscrizioni nei registri automobilistici, onde il ricorso al Presidente del tribunale risulta proponibile soltanto nel caso in cui si versa nelle predette fattispecie e non anche allorquando il predetto funzionario abbia già provveduto, ancorché tardivamente, alla richiesta annotazione.

Tribunale Salerno, 19/03/2009

Mercato di autoveicoli

Poiché il mercato di autoveicoli consta di un vero e proprio listino di mercato, tanto che i prezzi medi di compravendita di autovetture usate sono pubblicati su varie riviste, il creditore procedente può chiedere, in alternativa alla vendita (che nel caso deve necessariamente seguire le regole dettate dagli art. 534 e ss. c.p.c.), l’assegnazione dell’autovettura pignorata senza dover prima attendere l’esito negativo dell’incanto.

Tribunale Ascoli Piceno, 13/04/2008

Contratto di vendita di un autoveicolo e inadempimento della parte venditrice

In tema di contratto di compravendita di un autoveicolo nella vigenza dell’art. 59 del codice della strada di cui al d.P.R. n. 393 del 1959, alla formalità della trascrizione dell’atto di trasferimento del veicolo nel Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.) erano tenuti, in mancanza di accordo tra le parti, gli «interessati» e cioè sia l’alienante, che l’acquirente.

(Nella specie, la S.C., enunciando l’anzidetto principio, ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato risolto il contratto di vendita di un autoveicolo per inadempimento della parte venditrice in relazione alla mancata suddetta trascrizione nel P.R.A., là dove, peraltro, l’onere medesimo era previsto a carico dell’alienante in forza delle condizioni generali di vendita).

Cassazione civile sez. II, 28/01/2008, n.1783

Compravendita di un autoveicolo e aggiornamento della carta di circolazione

Nella vigenza della disciplina del codice della strada fissata dall’art. 59, d.P.R. n. 393 del 1959, in caso di compravendita di un autoveicolo, l’aggiornamento della carta di circolazione, mediante l’annotazione delle generalità dell’acquirente, doveva essere effettuato dal Pra e non dalla Motorizzazione civile e doveva ritenersi avvenuto nel caso di rilascio da parte del Pra del certificato di proprietà aggiornato con il tagliando apposto sul retro del documento, recante l’indicazione della variazione.

(Nella specie, la Corte cass. ha confermato la sentenza di merito, che aveva annullato l’ordinanza – ingiunzione che aveva irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria, ritenendo necessaria la variazione operata dalla Motorizzazione civile).

Cassazione civile sez. I, 17/03/2005, n.5804

Attività di compravendita di autoveicoli usati

Ai sensi del combinato disposto dell’art. 115, r.d 18 giugno 1931 n. 773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), nonché dell’art. 1 comma 3 lett. l), l. 15 marzo 1997 n. 59 e degli art. 159, 160, d.lg. 31 marzo 1998 n. 112, la Repubblica mantiene la competenza ad adottare le misure preventive e repressive in materia di ordine pubblico e di sicurezza pubblica anche nell’attuale sistema di decentramento di funzioni; pertanto, rientra nella competenza della Questura e non del Comune il divieto di proseguire un’attività di compravendita di autoveicoli usati attraverso un’agenzia d’affari, disposto per evitare la prosecuzione di attività illecite.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. II, 03/03/2005, n.282



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3 Commenti

  1. La legge non vieta di acquistare un’autovettura a chi non ha la patente. Questa regola generale vale sia che si tratti di una macchina nuova sia quando la vettura è usata e viene comprata dal precedente proprietario. Cambieranno infatti le formalità da espletare ma non i requisiti necessari per comprare l’auto e tra questo non è compreso il conseguimento della patente.Dunque, volendo, anche un minore può essere intestatario di un’auto, a determinate condizioni che esamineremo (non potrà invece concludere autonomamente l’acquisto) ma non potrà guidarla, a meno che non si tratti di un veicolo di categoria speciale che non richiede la patente.Del resto, non c’è neppure un limite al numero di autovetture di cui una persona può essere intestataria, così come lo stesso veicolo può essere cointestato a più persone, fisiche o giuridiche. Il veicolo poi quando è in circolazione potrà essere condotto da un soggetto diverso dal proprietario (con il suo consenso), ma costui dovrà necessariamente essere munito di patente di guida della categoria corrispondente: dunque, per le normali autovetture, la patente B.

  2. La pratica per intestare un’auto a proprio nome segue un percorso obbligato e richiede precise formalità. Una prima distinzione è tra l’acquisto di un veicolo nuovo e quello di uno usato. Il primo caso, infatti, richiede l’immatricolazione del veicolo e l’iscrizione al Pra con il nominativo del proprietario che comparirà sulla carta di circolazione. Nel secondo caso, occorrerà una dichiarazione di vendita ed il passaggio di proprietà. In nessuna di queste ipotesi, è richiesto il possesso di patente.

  3. Quando si acquista un veicolo nuovo di fabbrica, il concessionario si preoccuperà, con l’ausilio di un’agenzia di pratiche auto, di immatricolarlo all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile e di iscriverlo al Pubblico registro automobilistico (Pra).L’acquirente dovrà fornire un documento di riconoscimento in corso di validità ed il proprio numero di codice fiscale; dovrà indicare la propria residenza e compilare alcuni moduli e la relativa domanda. In nessuna sezione è prevista l’indicazione degli estremi di una patente di guida in capo all’intestatario.

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