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Passo carrabile: ultime sentenze

8 Ottobre 2021
Passo carrabile: ultime sentenze

Accesso alla strada mediante concessione amministrativa; incompetenza della giunta nell’adozione della revoca di un passo carrabile.

Il passo carrabile deve consentire l’accesso ad un’area laterale che sia idonea allo stazionamento o alla circolazione dei veicoli.

Diritto di servitù di passo carrabile: comprende la servitù pedonale?

La servitù di passo carrabile si differenzia da quella di passaggio pedonale per la maggiore ampiezza del suo contenuto, perché, condividendo con quest’ultima la funzione di consentire il transito delle persone, soddisfa l’ulteriore esigenza di trasporto con veicoli di persone e merci da e verso il fondo dominante. Il diritto di servitù di transito carrabile non comprende né implica la servitù pedonale, ma consente il passaggio pedonale solo quale semplice mezzo, quando occorra, per il passaggio con mezzi meccanici.

In tale situazione, è consentito imporre la servitù carrabile ai sensi dell’articolo 1051 del codice civile, norma che non presuppone solo una situazione di interclusione assoluta (allorquando il preteso fondo dominante non abbia alcuna possibilità di accesso diretto o indiretto alla via pubblica), ma anche l’interclusione relativa (se il predetto fondo possa procurarsi l’accesso solo con notevole dispendio).

Cassazione civile sez. II, 09/07/2021, n.19582

Istanza di manutenzione della strada da parte del titolare del passo carrabile

In base all’art. 14, comma 1, lett. a), del codice della strada di cui al d. lg. 30 aprile 1992 n. 285 sussiste l’obbligo del Comune, quale ente proprietario della strada, di provvedere sull’istanza con cui la parte privata proprietaria di un immobile con accesso carrabile su una strada pubblica richiede la conclusione della procedura di sistemazione del piano stradale, manutenzione e messa in sicurezza della circolazione su una strada dissestata.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 12/03/2021, n.113

Omessa manutenzione del marciapiede su cui si apre il passo carrabile

Il passo carrabile è, secondo il Codice della Strada, un accesso ad un’area laterale, per lo più privata, idonea allo stazionamento provvisorio di uno o più veicoli ed è costituito da un’interruzione del marciapiedi o, comunque da una modifica del piano stradale, tale da agevolare l’accesso alla proprietà privata; l’apertura di un passo carrabile su una strada comunale viene autorizzata in tutti i casi in cui è necessario il transito di veicoli fra una sede stradale pubblica e uno spazio privato: tali spazi debbono comunque essere idonei alla sosta o allo stazionamento di veicoli.

Insieme ai benefici derivanti da tale autorizzazione sorge però, al contempo, a carico del concessionario, l’obbligo di curare la manutenzione del passo carrabile, sia per la parte insistente sulla strada, sia per quella ricadente nell’area privata: di conseguenza, ove il concessionario si renda inadempiente e in conseguenza dell’omessa manutenzione del marciapiede uno o più passanti dovessero subire un pregiudizio, sorgerà a suo carico l’obbligazione risarcitoria per danno da cose in custodia (art. 2051 c.c.), con responsabilità concorrente del Comune in caso di omessa vigilanza sul concessionario.

Tribunale Bari sez. III, 07/01/2019, n.48

Facoltà per il confinante di aprire un accesso alla strada

In materia urbanistica, l’utilizzazione di una strada privata per il transito di veicoli da parte di una pluralità indeterminata di persone se, da un lato, vale ad evidenziare l’assoggettamento del bene ad uso pubblico di passaggio, non può dall’altro, legittimare il proprietario del fondo confinante all’apertura di un accesso alla strada stessa, nemmeno in forza di concessione amministrativa, trattandosi di facoltà che esorbita dai limiti del predetto uso pubblico del bene privato e che, correlativamente non può essere oggetto di concessione, essendo a tal fine necessario un più ampio titolo d’acquisto del bene rispetto al contenuto minimo qualificante del diritto d’uso pubblico; in particolare, un provvedimento permissivo del Comune che autorizzi l’apertura di un passo carrabile tra il fondo privato e l’area soggetta a servitù d’uso pubblico, nel regolare un uso speciale di tale bene, ne suppone erroneamente una demanialità che esso non possiede e ciò in quanto l’Amministrazione titolare di una servitù pubblica su strada vicinale può esercitare tutti i poteri intesi a garantire e ad assicurare l’uso della strada da parte dei cittadini, ma soltanto nei limiti dettati dal pubblico interesse, mentre non può esercitare quei poteri che, invece, le spettano su suolo di natura demaniale.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. II, 29/10/2018, n.808

La servitù di passaggio carrabile

La servitù di passo carrabile si differenzia da quella di passaggio pedonale per la maggiore ampiezza del suo contenuto, perché, condividendo con quest’ultima la funzione di consentire il transito delle persone, soddisfa l’ulteriore esigenza di trasporto con veicoli di persone e merci da e verso il fondo dominante; ne consegue che dall’esistenza della servitù di passaggio pedonale non può desumersi l’esistenza di quella di passo carrabile, né il passaggio a piedi costituisce atto idoneo a conservare il possesso della servitù di passaggio con automezzi.

(Nella specie la S.C. ha ritenuto che l’avvenuto esercizio di un passaggio solo a piedi e mediante carretti per il tempo necessario ad usucapire non valesse a costituire una servitù di transito carrabile, occorrendo in concreto stabilire se la strada consentisse – per caratteristiche oggettive e per la sua specifica destinazione funzionale – anche il traffico carrabile e, soprattutto, se ivi si svolgesse effettivamente il passaggio con mezzi meccanici).

Cassazione civile sez. II, 23/07/2018, n.19483

Revoca di un passo carrabile

È viziata da incompetenza la delibera della giunta comunale che, lungi dal costituire un mero atto di indirizzo, dispone la revoca di un passo carrabile, anche sospendendo temporaneamente l’efficacia del provvedimento di ritiro già adottato, ai sensi degli artt. 48 e 107, d. lg. 18 agosto 2000 n. 267.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 19/07/2018, n.412

Apertura di un passo carrabile

Il Comune correttamente respinge l’istanza volta a far dichiarare pubblica l’area – dichiarazione prodromica all’apertura di un passo carrabile – laddove non risulti proprietario della strada e degli spazi annessi.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 29/11/2017, n.5664

Accesso dalla strada alla proprietà laterale attraverso un passo carrabile

In caso di accesso diretto dalla strada alla proprietà laterale attraverso un passo carrabile l’art. 46, d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 prevede che: l’eventuale cancello deve essere arretrato così da consentire la sosta in sicurezza (cioè fuori dalla carreggiata) di un veicolo in attesa di ingresso; se non è possibile l’arretramento dell’accesso – sussistendo obiettive impossibilità costruttive o gravi limitazioni della godibilità della proprietà privata – possono essere utilizzati sistemi di apertura automatica dei cancelli; si può derogare alle precedenti soluzioni (arretramento o utilizzo di sistemi alternativi) quando le caratteristiche delle strade e del traffico consentono immissioni laterali, che non possono determinare condizioni di intralcio alla fluidità della circolazione.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 11/10/2017, n.1111

Concessione di passo carrabile

I tributi di carattere periodico e regionale/locale (che configurano vere e proprie imposte di “posizione”: nel caso di specie i diritti camerali e le tasse di possesso automobilistiche e la tassa di smaltimento rifiuti, contributi di bonifica), il termine di prescrizione è di cinque anni (di tre anni, per la tassa automobilistica) e risulta decorso al momento della notifica dell’intimazione di pagamento, oggetto di impugnativa (essi -come ad es. la Tarsu – tassa per lo smaltimento dei rifiuti, o la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, per concessione di passo carrabile, o i contributi di bonifica sono “elementi strutturali di un rapporto sinallagmatico, caratterizzati da una causa debendi di tipo continuativo, suscettibile di adempimento solo con decorso del tempo in relazione alla quale l’utente è tenuto ad un’erogazione periodica, dipendente dal prolungarsi, sul piano temporale della prestazione erogata dall’ente impositore o dal beneficio dallo stesso concesso”: Per ciò che concerne i tributi di carattere statale, la prescrizione è invece decennale.

Comm. trib. prov.le Benevento sez. II, 05/07/2017, n.618

Servitù di uso pubblico

La servitù di uso pubblico per sua stessa natura non ha carattere tecnicamente prediale, essendo a vantaggio di una collettività di persone, tutelata, a sua svolta, da un ente esponenziale, il quale però, non essendo proprietario dell’area asservita, non ha il potere di imporre su di essa delle servitù a vantaggio di fondi di proprietà privata.

In particolare il provvedimento del Comune che autorizzi la apertura di un passo carrabile tra il fondo privato e l’area soggetta a servitù di uso pubblico, nel regolare un uso speciale di tale bene ne suppone erroneamente una demanialità che esso non possiede.

L’amministrazione titolare di una servitù pubblica su strada vicinale, infatti, può esercitare tutti i poteri intesi a garantire e ad assicurare l’uso della strada da parte dei cittadini, ma soltanto nei limiti dettati dal pubblico interesse, mentre non può esercitare quei poteri che, invece, le spettano su suolo di natura demaniale.

Cassazione civile sez. II, 21/02/2017, n.4416

Domanda di usucapione per le servitù di passo carrabile

La natura della scalinata, la sua conformazione, la sua lunghezza, l’altezza dei gradini sono tutti elementi che consentono di ritenere infondata la pretesa degli appellanti di acquisto per usucapione di una servitù di passo carrabile in detto sito. Anche a non voler considerare l’assenza di opere visibili che avrebbero dovuto denotare l’animus possidendi del bene, non si vede come sia ipotizzabile un costante, pacifico e non clandestino transito con mezzi in un luogo che è, con assoluta evidenza, deputato esclusivamente al transito di pedoni.

Anche per la domanda relativa alla servitù di parcheggio si osserva che i testi hanno genericamente riferito della possibilità di lasciare la propria autovettura da parte di chiunque, motivo per cui non può ritenersi raggiunta la prova di un esercizio esclusivo di detta facoltà da parte degli appellanti con modalità tali, ivi compresa la presenza di segni visibili, da consentire l’accoglimento della loro domanda.

Corte appello Brescia sez. II, 20/01/2017, n.90

Rilascio del passo carrabile per consentire l’accesso al mappale

Ai sensi dell’art. 46 comma 2, lett. b), Regolamento di esecuzione e attuazione del nuovo Codice della Strada (d.P.R. 16 dicembre 1992 n. 495), il passo carrabile deve consentire l’accesso ad un’area laterale che sia idonea allo stazionamento o alla circolazione dei veicoli, ma tale scopo potrebbe, all’evidenza, essere funzionale anche a mere esigenze manutentive del verde; per cui il fatto che il Comune abbia autorizzato la ricorrente a mantenere in esercizio un passo carrabile esistente per accedere al mappale non equivale assolutamente ad assenso all’adibizione del mappale stesso a parcheggio.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 30/06/2016, n.337

Rimozione di un cartello avente la dicitura “passo carrabile”

In tema di inosservanza di provvedimento dell’autorità, la disposizione di cui all’art. 650 cod. pen. è norma di natura sussidiaria, che trova applicazione solo quando l’inosservanza del provvedimento dell’autorità non sia sanzionata da alcuna norma, penale o processuale o amministrativa. (In applicazione del principio la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna dell’imputato, in quanto la condotta in contestazione – inosservanza di un provvedimento sindacale di rimozione di un cartello avente la dicitura “passo carrabile” illegalmente apposto – costituisce violazione sanzionata amministrativamente dall’art. 22 del codice della strada).

Cassazione penale sez. I, 19/04/2016, n.44126

Condizioni per la concessione del passo carrabile

La concessione del passo carrabile, determinando una compressione dell’uso pubblico della sede stradale (veicolare o pedonale) ove essa insiste, è subordinata alla verifica di precise e tassative condizioni di carattere oggettivo e, in particolare, alla sussistenza della correlazione funzionale con un’area laterale idonea allo stazionamento dei veicoli, in difetto della quale il provvedimento resta privo di idonea base giustificativa; di tal che l’accertamento della sopravvenuta inefficacia dell’atto concessorio costituisce atto dovuto e vincolato per l’amministrazione.

(Fattispecie di diniego di rilascio di voltura di un passo carrabile a fronte dell’accertata avvenuta trasformazione dei locali da garage ad esercizio commerciale).

Consiglio di Stato sez. I, 18/03/2016, n.743

Problemi ad accedere al passo carrabile

Quando un cittadino ha problemi per accedere al suo passo carrabile può proporre alla polizia municipale di adottare misure ad hoc per la sicurezza stradale, compresa la possibilità di vietare la sosta indiscriminata dei mezzi in prossimità degli accessi.

In questo caso però occorre fare partecipare al procedimento amministrativo anche i vicini di casa e richiedere al beneficiario il pagamento dell’eventuale occupazione di suolo pubblico.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. I, 15/03/2016, n.465



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34 Commenti

  1. Salve.
    Azienda artigiana di famiglia, sita su strada privata dal 1966. Nella strada privata siamo l’unica attività aperta al pubblico. I restanti frontisti sono abitazioni private.
    Il Comune di Roma si è accorto, un anno fa, che non avevamo passo carrabile e ci ha multato per 157 euro. Dopo qualche mese ci ha intimato di regolarizzare la posizione pena cessazione dell’attività.
    Abbiamo cercato di capire cosa volessero, ma non ci siamo riusciti. Ovviamente, essendo la strada privata, non ha senso che noi si possa chiedere un passo carrabile al cancello, essendo la zona davanti esso di nostra proprietà.
    Non posso però richiederlo all’accesso della strada privata su strada pubblica, perché eventualmente questo spetterebbe al consorzio e non a noi in specifico.
    Il comune fa riferimento all’art. 22 del CdS 92, ma abbiamo documenti che attestano che ancora nel 1980 il Comune imponeva ai frontisti di mettere una sbarra e illuminare la strada privata, regolarmente peraltro censita e con un nome, da molti anni (quindi che regolarizzazione avremmo dovuto fare, post CdS 92 se il comune sapeva della strada almeno 40 anni prima?)
    Peraltro l’accesso su strada pubblica avviene in modo tale che mai in 55 anni che siamo qui a qualcuno è venuto in mente di parcheggiare e chiudere tale accesso, per cui non è mai stato chiesto il passo carrabile).

    Ma fatto sta che sono arrivati i Vigili e ci hanno ingiunto di cessare l’attività.
    Non hanno apposto i sigilli come per farci un favore, ma dicendo che se non tenevamo chiuso lo avrebbero fatto.

    In pratica ci stanno obbligando a radunare tutti i frontisti per chiedere un passo carrabile dalla strada privata a quella pubblica.
    I frontisti non hanno ricevuto alcuna ingiunzione. Solo noi.

    In questo periodo difficile economicamente il comune di Roma ha deciso che 10 famiglie debbano andare a spasso, per quello che sembra un cavillo burocratico che chiamare vessatorio è poco.

    Ovviamente abbiamo da decenni ogni autorizzazione necessaria per l’attività.

    Ma in base a quale assurda norma ritengono di poter fare una cosa del genere?

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