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Passo carrabile: ultime sentenze

19 Febbraio 2020
Passo carrabile: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: concessione del passo carrabile; accesso alla strada mediante concessione amministrativa; incompetenza della giunta nell’adozione della revoca di un passo carrabile.

Il passo carrabile deve consentire l’accesso ad un’area laterale che sia idonea allo stazionamento o alla circolazione dei veicoli.

Apertura di un passo carrabile

Il Comune correttamente respinge l’istanza volta a far dichiarare pubblica l’area – dichiarazione prodromica all’apertura di un passo carrabile – laddove non risulti proprietario della strada e degli spazi annessi.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 29/11/2017, n.5664

Accesso dalla strada alla proprietà laterale attraverso un passo carrabile

In caso di accesso diretto dalla strada alla proprietà laterale attraverso un passo carrabile l’art. 46, d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 prevede che: l’eventuale cancello deve essere arretrato così da consentire la sosta in sicurezza (cioè fuori dalla carreggiata) di un veicolo in attesa di ingresso; se non è possibile l’arretramento dell’accesso – sussistendo obiettive impossibilità costruttive o gravi limitazioni della godibilità della proprietà privata – possono essere utilizzati sistemi di apertura automatica dei cancelli; si può derogare alle precedenti soluzioni (arretramento o utilizzo di sistemi alternativi) quando le caratteristiche delle strade e del traffico consentono immissioni laterali, che non possono determinare condizioni di intralcio alla fluidità della circolazione.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 11/10/2017, n.1111

Concessione di passo carrabile

I tributi di carattere periodico e regionale/locale (che configurano vere e proprie imposte di “posizione”: nel caso di specie i diritti camerali e le tasse di possesso automobilistiche e la tassa di smaltimento rifiuti, contributi di bonifica), il termine di prescrizione è di cinque anni (di tre anni, per la tassa automobilistica) e risulta decorso al momento della notifica dell’intimazione di pagamento, oggetto di impugnativa (essi -come ad es. la Tarsu – tassa per lo smaltimento dei rifiuti, o la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, per concessione di passo carrabile, o i contributi di bonifica sono “elementi strutturali di un rapporto sinallagmatico, caratterizzati da una causa debendi di tipo continuativo, suscettibile di adempimento solo con decorso del tempo in relazione alla quale l’utente è tenuto ad un’erogazione periodica, dipendente dal prolungarsi, sul piano temporale della prestazione erogata dall’ente impositore o dal beneficio dallo stesso concesso”: Per ciò che concerne i tributi di carattere statale, la prescrizione è invece decennale.

Comm. trib. prov.le Benevento sez. II, 05/07/2017, n.618

Servitù di uso pubblico

La servitù di uso pubblico per sua stessa natura non ha carattere tecnicamente prediale, essendo a vantaggio di una collettività di persone, tutelata, a sua svolta, da un ente esponenziale, il quale però, non essendo proprietario dell’area asservita, non ha il potere di imporre su di essa delle servitù a vantaggio di fondi di proprietà privata.

In particolare il provvedimento del Comune che autorizzi la apertura di un passo carrabile tra il fondo privato e l’area soggetta a servitù di uso pubblico, nel regolare un uso speciale di tale bene ne suppone erroneamente una demanialità che esso non possiede.

L’amministrazione titolare di una servitù pubblica su strada vicinale, infatti, può esercitare tutti i poteri intesi a garantire e ad assicurare l’uso della strada da parte dei cittadini, ma soltanto nei limiti dettati dal pubblico interesse, mentre non può esercitare quei poteri che, invece, le spettano su suolo di natura demaniale.

Cassazione civile sez. II, 21/02/2017, n.4416

Domanda di usucapione per le servitù di passo carrabile

La natura della scalinata, la sua conformazione, la sua lunghezza, l’altezza dei gradini sono tutti elementi che consentono di ritenere infondata la pretesa degli appellanti di acquisto per usucapione di una servitù di passo carrabile in detto sito. Anche a non voler considerare l’assenza di opere visibili che avrebbero dovuto denotare l’animus possidendi del bene, non si vede come sia ipotizzabile un costante, pacifico e non clandestino transito con mezzi in un luogo che è, con assoluta evidenza, deputato esclusivamente al transito di pedoni.

Anche per la domanda relativa alla servitù di parcheggio si osserva che i testi hanno genericamente riferito della possibilità di lasciare la propria autovettura da parte di chiunque, motivo per cui non può ritenersi raggiunta la prova di un esercizio esclusivo di detta facoltà da parte degli appellanti con modalità tali, ivi compresa la presenza di segni visibili, da consentire l’accoglimento della loro domanda.

Corte appello Brescia sez. II, 20/01/2017, n.90

Rilascio del passo carrabile per consentire l’accesso al mappale

Ai sensi dell’art. 46 comma 2, lett. b), Regolamento di esecuzione e attuazione del nuovo Codice della Strada (d.P.R. 16 dicembre 1992 n. 495), il passo carrabile deve consentire l’accesso ad un’area laterale che sia idonea allo stazionamento o alla circolazione dei veicoli, ma tale scopo potrebbe, all’evidenza, essere funzionale anche a mere esigenze manutentive del verde; per cui il fatto che il Comune abbia autorizzato la ricorrente a mantenere in esercizio un passo carrabile esistente per accedere al mappale non equivale assolutamente ad assenso all’adibizione del mappale stesso a parcheggio.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 30/06/2016, n.337

Rimozione di un cartello avente la dicitura “passo carrabile”

In tema di inosservanza di provvedimento dell’autorità, la disposizione di cui all’art. 650 cod. pen. è norma di natura sussidiaria, che trova applicazione solo quando l’inosservanza del provvedimento dell’autorità non sia sanzionata da alcuna norma, penale o processuale o amministrativa. (In applicazione del principio la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna dell’imputato, in quanto la condotta in contestazione – inosservanza di un provvedimento sindacale di rimozione di un cartello avente la dicitura “passo carrabile” illegalmente apposto – costituisce violazione sanzionata amministrativamente dall’art. 22 del codice della strada).

Cassazione penale sez. I, 19/04/2016, n.44126

Condizioni per la concessione del passo carrabile

La concessione del passo carrabile, determinando una compressione dell’uso pubblico della sede stradale (veicolare o pedonale) ove essa insiste, è subordinata alla verifica di precise e tassative condizioni di carattere oggettivo e, in particolare, alla sussistenza della correlazione funzionale con un’area laterale idonea allo stazionamento dei veicoli, in difetto della quale il provvedimento resta privo di idonea base giustificativa; di tal che l’accertamento della sopravvenuta inefficacia dell’atto concessorio costituisce atto dovuto e vincolato per l’amministrazione.

(Fattispecie di diniego di rilascio di voltura di un passo carrabile a fronte dell’accertata avvenuta trasformazione dei locali da garage ad esercizio commerciale).

Consiglio di Stato sez. I, 18/03/2016, n.743

Problemi ad accedere al suo passo carrabile

Quando un cittadino ha problemi per accedere al suo passo carrabile può proporre alla polizia municipale di adottare misure ad hoc per la sicurezza stradale, compresa la possibilità di vietare la sosta indiscriminata dei mezzi in prossimità degli accessi.

In questo caso però occorre fare partecipare al procedimento amministrativo anche i vicini di casa e richiedere al beneficiario il pagamento dell’eventuale occupazione di suolo pubblico.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. I, 15/03/2016, n.465

Omessa manutenzione del marciapiede su cui si apre il passo carrabile

Il passo carrabile è, secondo il Codice della Strada, un accesso ad un’area laterale, per lo più privata, idonea allo stazionamento provvisorio di uno o più veicoli ed è costituito da un’interruzione del marciapiedi o, comunque da una modifica del piano stradale, tale da agevolare l’accesso alla proprietà privata; l’apertura di un passo carrabile su una strada comunale viene autorizzata in tutti i casi in cui è necessario il transito di veicoli fra una sede stradale pubblica e uno spazio privato: tali spazi debbono comunque essere idonei alla sosta o allo stazionamento di veicoli.

Insieme ai benefici derivanti da tale autorizzazione sorge però, al contempo, a carico del concessionario, l’obbligo di curare la manutenzione del passo carrabile, sia per la parte insistente sulla strada, sia per quella ricadente nell’area privata: di conseguenza, ove il concessionario si renda inadempiente e in conseguenza dell’omessa manutenzione del marciapiede uno o più passanti dovessero subire un pregiudizio, sorgerà a suo carico l’obbligazione risarcitoria per danno da cose in custodia (art. 2051 c.c.), con responsabilità concorrente del Comune in caso di omessa vigilanza sul concessionario.

Tribunale Bari sez. III, 07/01/2019, n.48

Facoltà per il confinante di aprirsi un accesso alla strada

In materia urbanistica, l’utilizzazione di una strada privata per il transito di veicoli da parte di una pluralità indeterminata di persone se, da un lato, vale ad evidenziare l’assoggettamento del bene ad uso pubblico di passaggio, non può dall’altro, legittimare il proprietario del fondo confinante all’apertura di un accesso alla strada stessa, nemmeno in forza di concessione amministrativa, trattandosi di facoltà che esorbita dai limiti del predetto uso pubblico del bene privato e che, correlativamente non può essere oggetto di concessione, essendo a tal fine necessario un più ampio titolo d’acquisto del bene rispetto al contenuto minimo qualificante del diritto d’uso pubblico; in particolare, un provvedimento permissivo del Comune che autorizzi l’apertura di un passo carrabile tra il fondo privato e l’area soggetta a servitù d’uso pubblico, nel regolare un uso speciale di tale bene, ne suppone erroneamente una demanialità che esso non possiede e ciò in quanto l’Amministrazione titolare di una servitù pubblica su strada vicinale può esercitare tutti i poteri intesi a garantire e ad assicurare l’uso della strada da parte dei cittadini, ma soltanto nei limiti dettati dal pubblico interesse, mentre non può esercitare quei poteri che, invece, le spettano su suolo di natura demaniale.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. II, 29/10/2018, n.808

La servitù di passaggio carrabile

La servitù di passo carrabile si differenzia da quella di passaggio pedonale per la maggiore ampiezza del suo contenuto, perché, condividendo con quest’ultima la funzione di consentire il transito delle persone, soddisfa l’ulteriore esigenza di trasporto con veicoli di persone e merci da e verso il fondo dominante; ne consegue che dall’esistenza della servitù di passaggio pedonale non può desumersi l’esistenza di quella di passo carrabile, né il passaggio a piedi costituisce atto idoneo a conservare il possesso della servitù di passaggio con automezzi.

(Nella specie la S.C. ha ritenuto che l’avvenuto esercizio di un passaggio solo a piedi e mediante carretti per il tempo necessario ad usucapire non valesse a costituire una servitù di transito carrabile, occorrendo in concreto stabilire se la strada consentisse – per caratteristiche oggettive e per la sua specifica destinazione funzionale – anche il traffico carrabile e, soprattutto, se ivi si svolgesse effettivamente il passaggio con mezzi meccanici).

Cassazione civile sez. II, 23/07/2018, n.19483

Revoca di un passo carrabile

È viziata da incompetenza la delibera della giunta comunale che, lungi dal costituire un mero atto di indirizzo, dispone la revoca di un passo carrabile, anche sospendendo temporaneamente l’efficacia del provvedimento di ritiro già adottato, ai sensi degli artt. 48 e 107, d. lg. 18 agosto 2000 n. 267.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 19/07/2018, n.412



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32 Commenti

  1. Il condominio nel quale abito dispone di un cancello di ingresso ad apertura manuale per l’accesso al cortile condominiale. Dal cortile si accede al portone d’ingresso e, sul fondo, ad un box di proprietà esclusiva di un solo condomino (box utilizzato da quest’ultimo per il ricovero della propria auto). Nessun altro condomino, oltre il già citato, utilizza il cortile per accedere con alcun mezzo a motore.Il proprietario del box chiede che la tassa per il passo carrabile dalla strada comunale al cortile venga pagato, ciascuno per i propri millesimi, da tutti i condomini, anche se questi non usufruiscono in alcun modo del passo stesso (il cortile non ospita alcun mezzo in sosta). Inoltre chiede il rimborso della tassa da lui pagata negli ultimi anni.Devono tutti i condomini effettivamente contribuire alla tassa annua per il passo carraio, oppure, essendo nella realtà il passo ad uso esclusivo del proprietario del box, spetta a quest’ultimo il pagamento in toto della tassa?

    1. Il quesito posto dal lettore è così riassumibile: chi deve pagare il passo carrabile condominiale?In assenza di previsione regolamentare di senso contrario, la regola è la seguente:se il passo carraio è utilizzato potenzialmente da tutti i condomini per accedere al cortile adibito sia a parcheggio (anche se riservato solamente ad alcuni), sia a carico e scarico dei veicoli, le spese sono a carico di tutti i condomini in base ai millesimi;se, invece, il passo carraio è utilizzato per accedere a posti auto o box assegnati solo ad alcuni condomini, le spese sono a carico dei soli proprietari di tali posti, in parti uguali tra loro. Se, però, il passo carraio consente anche l’accesso a veicoli che fanno manutenzione a servizi condominiali, allora le spese si ripartiscono tra tutti i condomini in base ai millesimi.
      L’art. 1123, comma secondo e terzo, del codice civile, a proposito della ripartizione delle spese tra condòmini, dice che quando «si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne. Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità».Di conseguenza, nel caso concreto, se, come affermato, nessun altro condomino utilizza il cortile per accedere con alcun mezzo a motore, il passo carrabile dovrà essere pagato solamente da colui che se ne giova concretamente.

  2. HO il mio bel garage, dove potrei tranquillamente parcheggiare la mia auto. Il condominio dove vivo, infatti, è molto grande ed affollato, i posti liberi negli spazi comuni sono sempre occupati e, pertanto senza il garage non saprei proprio dove mettere la mia vettura: eppure c’è sempre il cretino di turno che parcheggia davanti al mio box e mi impedisce o di entrare o di uscire dalla mia proprietà. Non sempre si tratta del solito vicino irriverente, ma spesso è anche un ospite scostumato del condominio: sta di fatto che ostruisce l’accesso al garage.

    1. Se bloccano un garage è reato. Infatti, la Cassazione ha più volte detto che il reato di violenza privata è riconoscibile, allorquando la sosta delle auto venga realizzata in modo tale da impedire l’accesso o l’uscita dal proprio garage. Gli Ermellini, ad esempio, precisano che sussiste la predetta responsabilità penale a carico del parcheggiatore irriverente, ogniqualvolta parcheggia la propria vettura in modo tale da bloccare il passaggio alla vittima. Appare evidente, secondo i giudici, che la sosta selvaggia sia sufficiente a bloccare la libertà di determinazione e di azione della persona offesa dal reato. Ancor più specificatamente, la Suprema Corte di Cassazione, ha aggiunto che il reato qui in esame è identificabile se il parcheggio ostruisce ed ostacola l’accesso al garage condominiale e se il responsabile, proprietario della vettura maldestramente in sosta, si rifiuti di spostare la propria auto, nonostante sia stata invitata esplicitamente a farlo dal titolare del garage.

    1. Hai appena letto ed appreso che se bloccano l’accesso al tuo garage, il responsabile della sosta selvaggia incorre in un reato. Ovviamente se il tuo garage è protetto dal cosiddetto passo carrabile, la conclusione non può essere diversa. Tuttavia, non dimenticare di considerare che i fatti descritti potrebbero essere valutati come non punibili: è certo ed innegabile che la violazione sussiste, ma è anche vero che si tratta di fatti non particolarmente rilevanti e gravi e, per questa ragione, potrebbe essere chiesta l’archiviazione del procedimento a carico del responsabile, in base al principio della tenuità del fatto. Ed allora, la multa, che il codice della strada prevede a carico di chi parcheggia davanti ad un passo carrabile, potrebbe rappresentare un deterrente paradossalmente più efficiente della denuncia penale. Quindi se bloccano il tuo passo carrabile, chiama i vigili e fai multare colui che sta in sosta davanti al tuo garage

    2. Non tutti i passi carrabili sono a norma. Quindi, non è detto che sia sempre vietato parcheggiarci davanti. Se manca il cartello o non è autorizzato, la contravvenzione è nulla.

  3. Se urto una vettura parcheggiata in un passo carrabile, a chi è imputabile il sinistro? Insomma, quale assicurazione deve pagare i danni, la mia o la sua?

    1. Anche se parcheggiata in un passo carrabile, sta di fatto, che quella vettura era ferma, ragione per la quale, non ha contribuito in nessun modo alla causazione del sinistro.Detto questo sul piano teorico, in pratica, spesso accade che in situazioni come quella esposta nel quesito, la vicenda venga definita con un “concorso di colpa” nel senso che, se è vero com’è vero che l’altra autovettura era ferma, ragione per la quale, quindi, è stato il lettore a causare l’urto, è altrettanto vero che la predetta autovettura era parcheggiata in un posto dove non poteva essere fermata.Per quanto riguarda la compagnia di assicurazione che deve risarcire il danno, stando così le cose, è pressocchè indifferente.La procedura per il risarcimento può essere azionata in 2 modi:con indennizzo diretto, vale a dire che il danneggiato richiede i danni direttamente alla propria assicurazione,con indennizzo dell’assicurazione dell’altra autovettura.Nel caso esaminato è indifferente perché, palesandosi la responsabilità del lettore, quanto meno a titolo di concorso paritario, anche qualora dovesse risarcire il danno l’assicurazione dell’altra autovettura, poi, la predetta, attraverso un meccanismo di recupero (cosiddetta camera di compensazione) otterrebbe il rimborso per la sua quota di responsabilità dalla sua compagnia di assicurazione.Per completezza, in caso di concorso paritario, dovrebbe conservare anche la sua classe di merito.

    1. Per ottenere un passo carraio è indispensabile avere la proprietà del fabbricato oppure essere amministratore di un condominio. In caso contrario, non può essere realizzato un nuovo accesso né si potranno realizzare diramazioni dalla strada verso fabbricati o fondi confinanti e tanto meno immissioni di strade pubbliche o private.L’apertura per ottenere un passo carraio dovrà corrispondere allo spazio di accesso alla proprietà ed, più precisamente, per gli immobili privati, essere compreso tra i 2,50 ed i 4,00 metri. Fermo restando che tali misure potranno essere aumentate e, quindi, autorizzate, ma solo nel caso in cui la strada risulti stretta tanto da rende difficili le manovre di circolazione.Previsti anche alcuni vincoli relativi sia all’area di sosta che a quella di accesso. Infatti, lo spazio del varco dovrà essere pavimentato ed essere a non meno di 12 metri da un incrocio e da una curva.

    1. I tempi necessari al rilascio variano dai 15 ai 30 giorni circa a partire dalla data di presentazione della domanda, eccetto nel caso occorra anche il rilascio dell’autorizzazione edilizia. A concessione ottenuta, la cui durata sarà di 29 anni, si riceverà un segnale indicatore riportante la scritta di passo carrabile, il simbolo di divieto di sosta, il numero di autorizzazione e lo stemma del Comune concedente. Il cartello dovrà essere collocato nella zona tra lo spazio pubblico e la proprietà privata ed essere ben visibile da ogni angolazione.Il passo carraio è soggetto al pagamento annuale di un canone di occupazione del suolo pubblico, secondo il regolamento del comune in cui è situato.

  4. Succede spesso che, durante la ricerca insperata di un parcheggio per la propria autovettura, ci si trovi dinanzi ad un’area di sosta posta ai piedi di un garage il quale, sebbene privo del relativo cartello indicante il passo carrabile, e il relativo divieto di sosta, ci fa dubitare sulla possibilità o meno di potervi parcheggiare.

    1. Per inibire a terzi di parcheggiare dinanzi al proprio accesso privato, il proprietario dovrà ottenere l’autorizzazione da parte dell’Ente proprietario (nella maggioranza dei casi, il Comune) presentando la relativa domanda all’ufficio di protocollo, corredata dalle planimetrie dell’accesso, da una documentazione fotografica della zona in oggetto e dalle corrispettive marche da bollo prescritte dalla legge.Una volta ottenuta l’autorizzazione, sarà lo stesso Comune a rilasciare l’apposito cartello da affiggere sul proprio accesso, dinanzi al suolo pubblico, in modo tale da portare a conoscenza dei terzi il divieto a sostare in quello spazio pubblico situato dinanzi al passo carraio.Il relativo cartello, consegnato dall’Ente concessore, dovrà contenere il nome e lo stemma del comune che lo ha concesso, il numero di passo carrabile, la scritta passo carrabile e il segnale di divieto di sosta.Senza queste informazioni, il segnale non ha valore ed è soggetto a delle specifiche sanzioni amministrative in capo al proprietario.

  5. Posso parcheggiare la mia auto dinanzi ad un garage privo dell’autorizzazione e del correlato cartello?

    1. Ebbene si, in mancanza di un titolo autorizzativo, nessuno potrà vietarci di parcheggiare la nostra auto dinanzi ad un garage.E così, se il proprietario dovesse chiamare la polizia locale per far rimuovere il vostro veicolo, questa non ne avrebbe il relativo potere in quanto mancherebbe quell’atto autorizzativo previsto dal codice della strada:“i passi carrabili devono essere individuati con l’apposito segnale, previa autorizzazione dell’ente proprietario”. Va da sé che, in mancanza, il passo carraio non potrà essere tutelato da nessuna normativa.Stesso discorso andrà fatto nel caso in cui l’autorizzazione ci sia, ma sia assente (per dimenticanza del proprietario) il cartello indicante gli estremi dell’atto concessorio.Anche in questa fattispecie, l’eventuale sosta del terzo non potrà essere sanzionata, né l’autovettura essere rimossa, poiché il fine specifico di quel cartello è di far distinguere al guidatore le zone in cui è possibile parcheggiare la propria auto, nonostante la prossimità di garages, dalle zone in cui il proprietario dell’accesso privato ha diritto ad avere libero il relativo passaggio.Inoltre, in caso di dimenticanza nell’affissione, il proprietario rischia il pagamento di una sanzione amministrativa variante da euro 41 a euro 168. Mentre in caso di affissione di cartelli acquistati presso negozi privati, quali tabacchini (e non ottenuti direttamente dall’Ente titolare del relativo potere autorizzativo), il proprietario rischia di pagare da un minimo di euro 168 ad un massimo di euro 674.Da sottolineare, infine, come questa imposizione legislativa opera sia nei confronti del passo carrabile ordinario, sia nei confronti del cosiddetto passo “a raso”.Difatti, l’unica differenza tra le due tipologie ricadrebbe in ambito tributario, in quanto il proprietario del passo carrabile a raso è esentato rispetto all’ordinario dal pagamento della TOSAP (tassa occupazione spazi ed aree pubbliche): essendo l’accesso privato posizionato allo stesso livello del manto stradale, mancherebbe quella sottrazione all’uso pubblico ai danni della collettività, che giustificherebbe la ratio del tributo stesso.Tolta questa differenza, è la stessa normativa stradale che, non facendo alcuna distinzione tra l’una e l’altra tipologia, onera indistintamente i proprietari di questi accessi privati, interessati ad usufruire del collegamento tra proprietà privata e pubblica, a munirsi delle rispettive autorizzazioni comunali.

  6. Per vietare a terzi di sostare dinanzi ad un garage è necessaria un’autorizzazione proveniente dall’Ente pubblico proprietario (nella maggior parte dei casi, il Comune).L’autorizzazione si ottiene presentando una domanda all’ufficio protocollo, corredata da titolo di proprietà, documentazione planimetrica e fotografica e dalle rispettive marche da bollo.Il cartello “divieto di sosta” deve essere rilasciato esclusivamente dall’Ente preposto e deve contenere i requisiti previsti dalla legge.Non possiede alcuna efficacia l’affissione di un cartello comprato in tabaccheria o in altri negozi; anzi, con il suo utilizzo, il proprietario rischia il pagamento di una sanzione amministrativa.Allo stesso rischio incorre il proprietario che dimentichi di affiggere il cartello regolarmente ottenuto dall’Ente proprietario. In quest’ultimo caso si rischia, inoltre, di trovare il proprio accesso bloccato da un’autovettura, senza poter recriminare alcunché nei confronti del terzo, inconsapevole dell’esistenza dell’autorizzazione.In presenza di un garage privo di qualsiasi segnaletica, si potrà tranquillamente sostare dinanzi all’accesso privato, lasciando spazio sufficiente, e comunque non inferiore ad un metro, per il passaggio pedonale.

  7. Si fa in fretta a mettere un cartello di “passo carraio” (o carrabile) davanti ad un portone. Si fa ancora più in fretta a prendere una multa per parcheggiare l’auto davanti a quel portone. Si fa, invece, meno in fretta a verificare se il cartello è in regola oppure è solo uno stratagemma del proprietario dell’edificio per uscire comodamente con la macchina.Affinché un passo carrabile sia degno di rispetto, occorre che il titolare sia stato autorizzato ad esporre l’apposito cartello, che abbia seguito le modalità per la richiesta del permesso che l’affissione del cartello sia a norma di legge. Oltre ad avere rispettato i vincoli urbanistici.

  8. se il cartello di passo carraio non è esposto per qualsiasi motivo, non è possibile multare e nemmeno chiedere la rimozione forzata del veicolo parcheggiato ad almeno 1 metro dall’ingresso. Anzi: chi utilizza quel passaggio per entrare nell’edificio dovrà pagare una multa di 39 euro per mancata esposizione del cartello o di 159 euro se il cartello esposto è senza autorizzazione.

  9. Per avere diritto ad un passo carrabile davanti al quale non sia possibile parcheggiare un’auto, è necessario chiedere un’autorizzazione all’ente proprietario della strada (normalmente il Comune interessato) nel rispetto dell’edilizia e dell’urbanistica e pagando il relativo canone annuale, la cosiddetta TOSAP (tassa occupazione spazi e aree pubbliche). Quanto dura e quanto costa il passo carraio?

    1. L’autorizzazione per un passo carrabile dura 29 anni, a meno di successive modifiche o revoche. Scade nel momento in cui la proprietà viene trasferita. Anche se ci può essere il subentro di un nuovo proprietario, da richiedere entro 60 giorni dal trasferimento di proprietà.L’istanza al Comune per ottenere il passo carrabile deve essere accompagnata dall’attestazione del versamento di 30 euro, con domanda in bollo ed un’ulteriore marca da bollo. La domanda deve contenere i dati anagrafici del richiedente, il suo codice fiscale, residenza e domicilio, le indicazioni per l’identificazione del locale o dell’area interessata e quelle relative ai requisiti esposti in precedenza (dimensioni, distanza dagli incroci, ecc.).Le uniche concessioni per un passo carraio a titolo gratuito riguardano gli accessi alla Pubblica Amministrazione, agli uffici giudiziari, alle sedi delle forze dell’ordine, alle associazioni di volontariato e ai portatori di handicap.

  10. Vi espongo la mia situazione. Gianni, proprietario di un fondo intercluso, che non ha nessun accesso alla strada pubblica. In queste condizioni, egli non può godere del suo terreno, perché gli è impossibile raggiungerlo. Se, però, passa dal terreno confinante, appartenente a Luigi, ha la possibilità di raggiungere la pubblica via. La legge gli consente, quindi, di ottenere questo diritto.

    1. Il titolare del diritto di servitù di passaggio è il proprietario del fondo dominante. Se quest’ultimo viene trasferito, insieme ad esso verrà trasferito anche il diritto di servitù. D’altra parte, se viene trasferito il fondo servente, anche il nuovo proprietario dovrà subire il passaggio del vicino.Possono esercitare il passaggio:il proprietario del fondo;i suoi familiari;i suoi amici e conoscenti che si recano in visita;altre persone che hanno necessità di recarsi sul fondo dominante: ad esempio persone di servizio, operai, collaboratori, addetti al recapito di corrispondenza.L’esercizio del diritto di proprietà sul fondo dominante, insomma, non può prescindere dalla visita di terze persone. Ciò è stato confermato anche dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha anche precisato che, se vi è un cancello che consente l’accesso alla strada che si trova sul fondo servente, il proprietario del fondo dominante può consegnarla, secondo le necessità, anche ad altre persone, ad esempio amici e collaboratori. Naturalmente, del buon uso della chiave, è responsabile non solo chi la detiene, ma anche il proprietario del fondo dominante.

    1. Essere titolari di una servitù di passaggio non significa che si possa automaticamente passare utilizzando mezzi meccanici. Infatti la servitù di passaggio carrabile è diversa da quella di passaggio pedonale: entrambe consentono di transitare attraverso il fondo servente, ma con modalità diverse. Precisamente:la servitù di passaggio pedonale consente di passare attraverso il fondo servente a piedi, per soddisfare l’esigenza di raggiungere la strada pubblica da parte del proprietario del fondo dominante;la servitù di passaggio carrabile consente di passare utilizzando mezzi meccanici: carri, automobili, furgoni, macchine agricole. Essa soddisfa l’esigenza di coltivare il fondo, di portare su di esso materiali necessari per la coltivazioni (ad esempio concimi), di trasportare il raccolto all’esterno del fondo.
      Se il titolare di una servitù di passaggio pedonale ha l’esigenza di transitare dal fondo servente utilizzando mezzi meccanici, non può farlo arbitrariamente. Egli deve ottenere un ampliamento del suo diritto, e ciò può avvenire in uno dei seguenti modi:per contratto. I proprietari dei due fondi possono raggiungere un accordo scritto, in base al quale la servitù viene ampliata consentendo il passaggio carrabile;con sentenza. Il proprietario del fondo dominante può chiedere al giudice che dichiari l’ampliamento della servitù, dimostrando che ciò è indispensabile per l’utilizzo del fondo. Ad esempio: Mario ha un terreno intercluso, e per raggiungere la strada pubblica passa attraverso il fondo del suo vicino Franco. Sul suo fondo, però, vi sono delle coltivazioni che non riesce ad accudire senza utilizzare veicoli meccanici: infatti occorrono attrezzature, concimi, macchine agricole.Anche in caso di ampliamento della servitù al proprietario del fondo servente spetta un’indennità.Infine, la servitù di passo carrabile si può acquisire anche per usucapione, se il proprietario del fondo dominante attraversa il fondo servente con mezzi meccanici per almeno vent’anni, senza interruzioni, in modo palese e pacifico.

  11. Vi leggo sempre e vorrei se possibile ricevere la risposta alla mia domanda. Il passo carraio quando è legale?

    1. Un’autorizzazione per un passo carrabile, quindi, non consiste solo nell’esposizione di un semplice cartello, ma anche nel rispetto di altre norme che riguardano l’accesso dall’area privata alla strada ad uso pubblico:deve essere costruito con materiali durevoli e collocato ad almeno 12 metri dall’incrocio più vicino. Solo in casi veramente eccezionali, la distanza può essere ridotta a 3 metri. In questo caso, il titolare dell’autorizzazione deve esibire l’idoneo avviso di pericolo;deve essere visibile ad una distanza equivalente allo spazio di frenata che risulta dalla velocità massima consentita sulla strada interessata;deve permettere ad un veicolo la rapida immissione nella proprietà senza ostacolare la fluidità della circolazione stradale;se l’accesso è destinato anche al traffico pedonale (ad esempio l’entrata ad un garage), deve essere prevista una separazione tra l’entrata carrabile e quella pedonale;se l’accesso avviene direttamente dalla strada, il portone o la stanga di ingresso devono essere arretrati in modo da permettere l’attesa di un veicolo fuori dalla carreggiata. Ad esempio, chi deve entrare in un cortile non deve aspettare in mezzo alla strada l’apertura del portone, ma deve avere sul marciapiede lo spazio sufficiente per attendere senza ostacolare il traffico. Per le auto, la distanza minima tra il portone di ingresso e la carreggiata è di 4,5 metri. Se questo arretramento non è possibile, è necessario dotarsi di un sistema di apertura a distanza con telecomando per non intralciare la circolazione;il cartello del passo carrabile non può essere collocato ad un’altezza da terra inferiore a 60 centimetri né superiore a 2,20 metri. Non deve, inoltre, essere posto su elementi mobili come cancelli, porte o catene: nel caso fossero aperti, non sarebbe visibile;il cartello deve riportare il numero di autorizzazione e l’indicazione dell’anno del rilascio. Se non è stato fornito dal Comune, il cartello non ha validità. Quindi, chi parcheggia davanti a quell’ingresso non può essere multato;
      il passo carrabile può anche essere temporaneo, in caso di apertura di cantieri o per motivi eccezionali. Se il marciapiede deve essere modificato per agevolare l’ingresso all’area privata, non è possibile realizzare gradini o qualsiasi cosa che impedisca il passaggio. Piuttosto, bisogna accompagnare l’ingresso con delle rampe conformi alla normativa sulle barriere architettoniche e con lo stesso materiale del marciapiede.se il titolare di un’autorizzazione dovesse chiudere il suo passo carrabile, dovrà ripristinare a sue spese il suolo pubblico, lasciandolo com’era prima.E’ opportuno segnalare che nemmeno il titolare di un passo carrabile può sostare nell’area antistante l’ingresso all’edificio oppure occuparla per qualsiasi motivo. In altre parole, quell’area tra la strada e il portone è e deve restare un’area di passaggio e non di sosta.C’è, però, una legge che definisce i passi carrabili “quei manufatti costituiti da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata”. Ciò significa che non tutti i proprietari gli ingressi per veicoli sono tenuti a pagare l’autorizzazione. E’ il caso del “passo a raso” in cui non c’è una interruzione sul marciapiede o delle modifiche del piano stradale in grado di consentire al proprietario dell’accesso una posizione ed un uso diverso del marciapiede da quello di cui può fruire tutta la collettività. Spesso, in questi casi, i Vigili chiedono ai proprietari dell’accesso di firmare una richiesta di regolarizzazione: altro non è che un canone annuo per esibire un cartello di divieto di sosta. A beneficio del Comune.

  12. Il condominio nel quale abito dispone di un cancello d’ingresso ad apertura manuale per l’accesso al cortile condominiale. Dal cortile si accede al portone d’ingresso e, sul fondo, ad un box di proprietà di un solo condomino.
    Il proprietario del box , per fare dispetti, appena io entro per scaricare la spesa settimanale (entro solo il sabato) , scende subito dal suo alloggio e dice che deve uscire con la propria auto dal garage, cercando sempre la disputa se gli dico che devo portare/depositare la spesa al mio alloggio posto al terzo piano senza ascensore e poi vado via. Tra arrivo e ripartenza circa 10 minuti.
    Cortesemente vi sono dei tempi previsti da qualche articolo di legge con cui posso tutelarmi e non incorrere in una eventuale denuncia.
    Ringrazio anticipatamente della vostra gentile collaborazione

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