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Cure mediche: ultime sentenze

22 Febbraio 2020
Cure mediche: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: salvaguardia dell’incolumità del paziente; responsabilità gravanti sulla struttura sanitaria; assistenza sanitario-ospedaliera; cure mediche e chirurgiche; cure mediche eseguite in situazioni di emergenza.

La struttura sanitaria ha una responsabilità di natura contrattuale nei confronti del paziente e risponde anche per l’inadempimento dei suoi ausiliari.

Prestazione sanitaria negligente

Della negligente prestazione sanitaria risponde ex contractu pure l’Azienda ospedaliera. Infatti l’accettazione del paziente in una struttura, pubblica o privata, deputata a fornire assistenza sanitario-ospedaliera comporta la conclusione inter partes di un contratto di prestazione d’opera atipico (di “spedalità”), in base al quale l’ente sanitario è tenuto ad una prestazione complessa che, oltre alle obbligazioni lato sensu “alberghiere”, ingloba l’effettuazione delle cure mediche e di quelle chirurgiche, la messa a disposizione del personale medico (e paramedico) e l’apprestamento delle strutture tecniche necessarie.

Ne discende che, in presenza del contratto di spedalità, la responsabilità dell’ente ospedaliero o della casa di cura privata nei confronti del paziente ha natura negoziale, e può conseguire, ai sensi dell’art.1218 c.c., all’inadempimento delle obbligazioni direttamente a suo carico nonché, ai sensi dell’art.1228 c.c., all’inadempimento della prestazione medico-professionale svolta dal sanitario, quale suo ausiliario, pur in assenza di un rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato, comunque sussistendo un collegamento tra la prestazione del medico e l’organizzazione aziendale dell’ente, che si avvale dell’attività del professionista.

Tribunale Taranto sez. II, 21/01/2020, n.136

L’accettazione di un degente in ospedale

La accettazione di un degente presso una struttura ospedaliera comporta l’assunzione di una prestazione strumentale e accessoria – rispetto a quella principale di somministrazione delle cure mediche, necessarie a fronteggiare la patologia del ricoverato – avente a oggetto la salvaguardia della sua incolumità fisica e patrimoniale, quantomeno dalle forme più gravi di aggressione.

(Nella specie, ha osservato la Suprema corte, comprovata la riconducibilità causale del danno alla salute al fatto della struttura sanitaria, incombeva a detta struttura fornire la prova, della riconducibilità dell’inadempimento a una causa autonoma ad essa struttura non imputabile, atteso che in tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l’onere di provare il nesso di causalità tra la insorgenza di una nuova malattia e l’azione o la omissione dei sanitari, mentre, ove il danneggiato abbia assolto a tale onere, spetta alla struttura dimostrare la impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l’inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile e inevitabile con la ordinaria diligenza).

Cassazione civile sez. III, 11/11/2019, n.28989

Contratto di prestazione d’opera atipico di spedalità 

L’azione che il paziente esercita nei confronti dell’ospedale o della casa di cura privata al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti in seguito a un intervento sanitario non correttamente eseguito va qualificata come azione di responsabilità da inadempimento contrattuale a norma degli artt. 1218  e 1228 c.c.

Secondo tale orientamento, l’accettazione del paziente in una struttura deputata a fornire assistenza sanitario-ospedaliera, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto di prestazione d’opera atipico, definito talora di spedalità, talora di assistenza sanitaria, in base al quale la struttura è tenuta ad una “prestazione complessa, che non si esaurisce nella effettuazione delle cure mediche e di quelle chirurgiche, ma si estende ad una serie di altre prestazioni, quali la messa a disposizione di personale medico ausiliario e di personale paramedico, di medicinali, e di tutte le attrezzature tecniche necessarie, nonchè di quelle lato sensu alberghiere.

Tribunale Novara, 02/09/2019, n.655

Cure mediche e controlli per verificare l’evoluzione dell’infermità

In caso di espulsione amministrativa dello straniero, il diritto al ricongiungimento familiare nell’interesse dei figli minori, nonché la giustificata necessità di continuare a sottoporsi a cure mediche e controlli necessari per verificare l’evoluzione dell’infermità da cui è affetto lo straniero richiedente consentono allo stesso di vantare una aspettativa qualificata di regolarizzazione.

Giudice di pace Frosinone, 23/07/2019

Diritto al rimborso delle spese mediche

È legittimo il diritto al rimborso delle spese mediche, nell’urgenza e impossibilità di ottenere il medesimo trattamento presso centri italiani, costituendo jus receptum il principio secondo cui con riguardo all’assistenza sanitaria indiretta per ricoveri ospedalieri all’estero il rimborso delle spese sostenute per cure mediche e chirurgiche è possibile, in mancanza di preventiva autorizzazione, solo a condizione dell’eccezionale gravità ed urgenza delle cure stesse.

Cassazione civile sez. lav., 16/07/2019, n.19024

Patologia e stato di detenzione

Ai fini dell’accoglimento di un’istanza di differimento facoltativo dell’esecuzione della pena detentiva per gravi motivi di salute, ai sensi dell’art. 147, comma 1, n. 2, c.p., non è necessaria un’incompatibilità assoluta tra la patologia e lo stato di detenzione, ma occorre pur sempre che l’infermità o la malattia siano tali da comportare un serio pericolo di vita, o da non poter assicurare la prestazione di adeguate cure mediche in ambito carcerario, o, ancora, da causare al detenuto sofferenze aggiuntive ed eccessive, in spregio del diritto alla salute e del senso di umanità al quale deve essere improntato il trattamento penitenziario.

Cassazione penale sez. I, 17/05/2019, n.27352

Gravi condizioni di salute e permesso di soggiorno per cure mediche

In tema di permesso di soggiorno per cure mediche, previsto dall’art. 36, D.Lgs. 286/1998, deve rilevarsi come, in alcuni casi eccezionali, può configurarsi una procedura atipica, che applica tale permesso di soggiorno anche a stranieri già presenti in Italia, sia pure in modo irregolare, ciò in virtù delle circostanze eccezionali e gravissime, connesse allo stato di salute dell’interessato, al tipo di intervento e ai tempi che esso richiede, in considerazione delle quali si rende necessario il ricorso alla suddetta procedura atipica.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 15/03/2019, n.3504

Estradizione e condizioni di salute dell’estradando

In tema di estradizione per l’estero, la causa di rifiuto prevista dall’art. 705, comma 2, lett. c-bis), c.p.p., introdotto dall’art. 4 d.lg. 3 ottobre 2017, n. 149, può trovare applicazione non solo nel caso in cui nello Stato richiedente non sia possibile assicurare cure mediche all’estradando, ma anche quando la procedura di estradizione sia in sé suscettibile di comportare un pregiudizio per le sue condizioni di salute.

(In motivazione la Corte ha chiarito che tale pregiudizio sussiste non in presenza di qualsiasi ripercussione negativa per la salute del predetto, ma quando possano derivare dall’estradizione conseguenze di eccezionale gravità, cioè effetti patologici importanti e oggettivamente riscontrabili).

Cassazione penale sez. VI, 27/11/2018, n.1354

Decisioni relative alle cure mediche necessarie per il minore

Deve essere disposto l’affidamento condiviso del figlio minore ad entrambi i genitori, con attribuzione al padre dell’assunzione in via esclusiva delle decisioni relative alle cure mediche necessarie per il minore e con collocamento alternato presso ciascun genitore, in presenza di una situazione di conflittualità fra i genitori e di condotte ostruzionistiche della madre, qualora il minore, in sede di audizione, abbia confermato il comportamento pregiudizievole della madre e abbia manifestato il desiderio di trascorrere pari tempo con ciascun genitore.

Tribunale Firenze, 02/11/2018, n.2945

Paziente sottoposto a cure mediche: il consenso informato

In tema di consenso informato del paziente sottoposto a cure mediche, alla stregua della diligenza professionale, l’informazione deve riguardare tutti gli esiti dell’intervento ragionevolmente prevedibili sia positivi che negativi. Un’adeguata informazione è elemento ineliminabile per la formazione del contratto avente ad oggetto una prestazione sanitaria. Il medico ha l’obbligo di acquisire il consenso informato e su di lui grava l’onere probatorio d’aver adeguatamente informato il paziente.

Tribunale Napoli sez. II, 24/09/2018, n.8156

Responsabilità della struttura sanitaria

In tema di contratto di c.d. spedalità, l’accettazione del paziente in una struttura deputata a fornire assistenza sanitario-ospedaliera, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto di prestazione d’opera atipico di spedalità, in base alla quale la stessa è tenuta ad una prestazione complessa, che non si esaurisce nella effettuazione delle cure mediche e di quelle chirurgiche già prescritte dall’art. 2 l. 132/68. In presenza di contratto di spedalità la responsabilità della struttura ha natura contrattuale, sia in relazione a propri fatti d’inadempimento sia per quanto concerne il comportamento dei medici dipendenti, a norma dell’art. 1228 c.c., secondo cui il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si avvale dell’opera di terzi, ancorché non alle sue dipendenze risponde anche dei fatti dolosi o colposi dei medesimi.

A questi fini è sufficiente che la struttura sanitaria comunque si avvalga dell’opera di un medico. Ove anche non sia stato stipulato un contratto formale apposito – come è nella specie – le relative obbligazioni si fondano comunque sul “contatto sociale”, connotato dallo speciale affidamento, che il malato ripone, in chi esercita una professione protetta avente ad oggetto beni costituzionalmente tutelati e di importanza apicale, quale la salute. Dunque, le obbligazioni hanno natura contrattuale in riferimento al contenuto e, in taluni casi, anche alla fonte del rapporto giuridico.

Tribunale Arezzo, 23/07/2018, n.776

Situazioni di emergenza e cure mediche

In tema di cure mediche eseguite in situazioni di emergenza, l’art. 1, comma 7, della l. 22 dicembre 2017, n. 219 dispone che nelle situazioni di emergenza o di urgenza il medico ed i componenti dell’equipe sanitaria assicurano le cure necessarie nel rispetto della volontà ove le sue condizioni cliniche e le circostanze consentano di recepirla.

Quindi i medici ed i sanitari agiscono a prescindere dall’espressione del consenso informato espresso da parte del paziente (art. 1, commi 4 e 5, l. cit.), ovvero, da parte del suo rappresentante legale, laddove nominato (art. 3 l. cit.). Pertanto, compete al medico provvedere, prescindendo dal consenso informato, in situazioni di “emergenza o urgenza”.

Tribunale Modena sez. II, 12/04/2018

Può essere rilasciato il permesso di soggiorno per cure mediche?

E’ legittimo il diniego di rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche allo straniero, condannato per spaccio, che non ha dimostrato il possesso del requisito della “disponibilità dei mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del soggiorno” previsto dal comma 3 dell’art. 4, d.lg. n. 286 del 1998.

Consiglio di Stato sez. III, 09/04/2018, n.2136



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23 Commenti

  1. il bonus spese mediche per il 2020 rappresenta l’eccezione che conferma la regola. L’ultima legge di Bilancio approvata dal Governo giallorosso prevede che per usufruire di una detrazione del 19% su una delle spese ammesse dalla legge a questo tipo di beneficio, il contribuente deve avere effettuato il pagamento con moneta elettronica o con un mezzo tracciabile.

    1. Ecco quali sono le spese per le quali si ha diritto alla detrazione del 19%:
      prestazioni di un medico generico, comprese quelle dell’omeopatia;
      acquisto di medicinali, anche omeopatici, da banco o con ricetta medica;
      prestazioni specialistiche;
      analisi, indagini radioscopiche, ricerche ed applicazioni e terapie;
      interventi chirurgici;
      cure termali (ma solo le cure, non viaggio e soggiorno);
      acquisto o affitto di dispositivi medici o di attrezzature sanitaria, comprese le protesi;
      assistenza infermieristica e riabilitativa;
      prestazioni da personale con qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
      prestazioni da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
      prestazioni da personale con qualifica di educatore professionale;
      prestazioni da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.
      Tutte queste spese possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi per l’importo eccedente 129,11 euro. Se sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale la detrazione spetta per l’importo del ticket pagato.

  2. Se devo assentarmi dal lavoro per sottopormi ad una terapia ambulatoriale, o ad analisi e visite in regime di day hospital ho il diritto di richiedere un permesso retribuito?

    1. Se devi assentarti dal lavoro per sottoporti ad una terapia ambulatoriale, o ad analisi e visite in regime di day hospital hai il diritto di richiedere un permesso retribuito: l’assenza, in particolare, è pagata in misura pari all’indennità di malattia. Nel dettaglio, come confermato dall’Inps, le assenze per visite mediche, cure ed esami sono assimilate alle assenze per malattia se sono verificate le seguenti condizioni:
      il dipendente resta nel luogo di cura per tutto l’arco della giornata lavorativa;
      il tempo impiegato per rientrare dal luogo di cura non permette al dipendente di tornare al lavoro entro la fine della giornata lavorativa;
      per il medico curante le cure e gli esami ai quali si sottopone il dipendente non sono compatibili con l’attività lavorativa svolta.
      L’assenza per tutta la giornata può essere verificata anche quando visite, esami e terapie terminano a metà della giornata, ma il luogo in cui sono effettuati è troppo lontano, tanto da non permettere al dipendente di rientrare in sede prima dello scadere dell’orario lavorativo.

    1. Per giustificare l’assenza per terapie, analisi e visite in day hospital è necessario presentare l’apposita documentazione; spetta alla struttura o al centro medico nel quale è stata effettuata la terapia, quindi, trasmettere telematicamente all’Inps la certificazione relativa.

  3. Se devo assentarmi dal lavoro per una visita medica, ma il controllo dura solamente per poche ore, cosa devo fare?

    1. Se devi assentarti per una visita medica, ma il controllo dura solamente per poche ore, nella generalità dei casi non puoi beneficiare dello stesso trattamento previsto per le assenze per malattia.Se, però, devi sottoporti a un esame che, pur avendo una durata di poche ore, è urgente e impossibile da svolgere in un orario differente da quello di servizio, oppure risulta talmente invasivo da richiedere una convalescenza (anche se di poche ore), hai diritto a un permesso retribuito come la malattia.Inoltre, devi sapere che ci sono dei contratti collettivi che riconoscono la possibilità di chiedere dei permessi specifici per sottoporsi a visite, esami e cure: il contratto collettivo della Scuola, ad esempio, riconosce a docenti e Ata la possibilità di assentarsi per un totale di 18 ore per anno scolastico, beneficiando dello stesso trattamento economico previsto per le assenze per malattia.Se il tuo contratto collettivo non prevede dei permessi specifici per le visite mediche, puoi usufruire del monte dei permessi retribuiti, come rol ed ex festività o banca ore.

  4. Sono un lavoratore con invalidità riconosciuta superiore al 50%, ho diritto al congedo straordinario per quanto tempo?

    1. Devi sapere che hai a disposizione 30 giorni l’anno di congedo straordinario, fruibile anche in modalità oraria, per sottoporti alle terapie, alle visite e alle analisi collegate alla tua infermità.Rientrano tra le terapie, ad esempio, le cure riabilitative dei cardiopatici, quelle fisioterapiche, etc.Il congedo è retribuito in misura pari all’indennità per malattia; questa viene corrisposta dal datore di lavoro, ma non viene considerata ai fini del calcolo del periodo di comporto.Il diritto a questo congedo spetta anche ai dipendenti affetti da patologie oncologiche, previa autorizzazione del medico della struttura sanitaria pubblica (il cosiddetto medico provinciale), se le cure sono connesse all’infermità riconosciuta.Se sei affetto da un handicap grave, o se assisti un familiare disabile grave, puoi beneficiare di altri permessi retribuiti riconosciuti dalla Legge 104.

    1. Per godere del permesso, devi presentare all’azienda una domanda da cui risulti la necessità della terapia, in relazione all’infermità invalidante riconosciuta: la domanda deve essere accompagnata da un’apposita richiesta proveniente da un medico convenzionato col servizio sanitario nazionale, o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica.Per giustificare le assenze hai l’obbligo di documentare l’avvenuta sottoposizione alle cure, anche con attestazione cumulativa, se sei stato sottoposto a trattamenti continuativi.

  5. Le lavoratrici in gravidanza hanno diritto a dei permessi retribuiti, nel caso in cui debbano sottoporsi a visite, analisi e cure?

    1. Si ha diritto al permesso, come specificato nel Testo unico Maternità, per:esami prenatali;accertamenti clinici;visite mediche specialistiche.Per aver diritto al permesso, però, la visita deve essere fissata nell’orario di lavoro della dipendente.

  6. I lavoratori tossicodipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato, ed i familiari di persone tossicodipendenti, possono richiedere un periodo di aspettativa non retribuita?

    1. I lavoratori tossicodipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato, ed i familiari di persone tossicodipendenti, possono richiedere un periodo di aspettativa non retribuita, pari ad un massimo di 3 anni nella vita lavorativa, per beneficiare di programmi terapeutici riabilitativi presso i servizi sanitari delle Asl.I contratti collettivi, in merito, hanno disposizioni differenti: alcuni stabiliscono la mancata decorrenza dell’anzianità di servizio durante questi periodi, altri stabiliscono durate minori del permesso per i familiari dei tossicodipendenti.Per richiedere l’aspettativa, è necessario che sia preventivamente accertato lo stato di tossicodipendenza presso il Sert (servizio per la tossicodipendenza della Asl).Oltre al congedo, i lavoratori tossicodipendenti hanno diritto, in base alle previsioni dei singoli contratti collettivi, a fruire di permessi per effettuare visite mediche, sia generiche che specialistiche. In particolare, la contrattazione collettiva o aziendale può disporre:la concessione di permessi retribuiti: in questo caso, per l’indennizzo dell’assenza, è necessario che il dipendente presenti un’attestazione, da parte del medico, che certifichi le prestazioni sanitarie effettuate e l’orario in cui sono state eseguite;lo scomputo di tali assenze, su base oraria, dal monte di ore di permessi spettanti, come rol o ex festività;
      la concessione di permessi non retribuiti.Alcuni contratti collettivi, inoltre, possono indennizzare il tempo impiegato per recarsi sul luogo di effettuazione della visita.

    1. Scatta il reato di falsità materiale commessa dal privato a carico di chi forma una falsa ricetta su carta intestata di un medico con prescrizione di un farmaco (ad esempio contenente un principio attivo di natura stupefacente). Difatti, la ricetta, anche se non redatta sull’apposito modulo del Servizio sanitario nazionale, attesta il diritto dell’interessato all’erogazione del medicinale a cagione dell’accertato stato di malattia.

    1. Chi, avendo ricevuto dal proprio medico un certificato originale e autentico, lo modifichi in un successivo momento (ad esempio, alteri a penna il numero di giorni di riposo necessari) commette il reato di falso materiale in atto pubblico. La pena è di due anni di reclusione.

    1. Il medico curante che attesta, sul certificato, di aver visitato il proprio assistito e di aver rilevato una malattia commette il reato di falso ideologico. Egli è, infatti, un pubblico ufficiale e la bugia è più grave rispetto a quella dichiarata da un privato. Pertanto, viene punito con la reclusione da uno a sei anni.

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