Business | News

Brusca frenata dell’economia italiana: cosa sta accadendo?

31 Gennaio 2020
Brusca frenata dell’economia italiana: cosa sta accadendo?

Il Pil nell’ultimo trimestre 2019 è sceso oltre le attese annullando le aspettative di crescita: una battuta d’arresto che preoccupa governo e imprese.  

Nel quarto trimestre del 2019, secondo la stima preliminare diffusa oggi dall’Istat, la dinamica del Pil ha subito una battuta di arresto (un calo dello 0,3%) che ha interrotto la debole tendenza positiva
prevalsa nell’arco dei tre trimestri precedenti.

“Tale risultato negativo – commenta l’Istituto di Statistica – determina un abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil, che scende a zero dallo 0,5% del trimestre precedente”. L’Istat precisa anche che “La stima preliminare ha, come sempre, natura provvisoria e si basa sulla valutazione dell’andamento delle componenti dell’offerta e su un insieme ridotto di indicatori congiunturali; il valore aggiunto segna un calo marcato nell’industria e in agricoltura, a fronte di un sostanziale ristagno per l’insieme del terziario”.

L’agenzia stampa Adnkronos ha raccolto le principali reazioni su questa brusca frenata del Pil registrata dall’Istat, a partire da quella del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che osserva: “Esamineremo bene il dato, credo che la caduta del quarto trimestre sia influenzata da fattori di calendario” per eventi stagionali. ”Noi prevediamo” e “confidiamo in un rimbalzo nel primo trimestre del 2020”.

Per la Confesercenti, il dato sull’andamento del prodotto interno lordo nell’ultimo trimestre ”conferma lo stato di stagnazione della nostra economia” e ”ipoteca l’avvio del nuovo anno”. Si tratta di un dato che, sottolinea l’associazione, ”è molto preoccupante da tutti i punti di vista. Evidenzia purtroppo, come segnala l’Istituto stesso, una decisa battuta di arresto rispetto ad un andamento che già di per sé non era stato brillante, di poco sopra lo zero le tre variazioni congiunturali precedenti”.

Confesercenti sottolinea anche l’aumento della ”forbice con il resto d’Europa, in particolare con l’area dell’Euro: lo scarto passa da 0,8 ad 1 punto pieno, 0,2 contro 1,2%, come a dire che, nonostante la fase di rallentamento, l’economia europea cresce 6 volte più di quella italiana”. ”Ad un quadro generale di profonda incertezza sulle prospettive future, un ulteriore ostacolo alla crescita potrebbe essere posto dagli effetti negativi sull’economia della vicenda del coronavirus, a partire dalle sue possibili ricadute sul turismo”.

”È evidente che lo sforzo di politica economica da portare avanti – secondo Confesercenti – è rilevante e deve basarsi su un’ottica di ampio respiro: riforma del fisco per le famiglie, piccoli imprenditori e lavoratori autonomi, un forte piano di investimenti pubblici nei settori chiave della green economy e dell’innovazione”.

Di “dati disastrosi” parla invece il Codacons, secondo cui questi ”numeri da prefisso telefonico dimostrano in tutta la loro drammaticità come l’economia italiana stenti a ripartire”, per cui ”il Governo deve imporre un cambio di passo, adottando con urgenza misure specifiche per rilanciare i consumi delle famiglie e il settore industriale, perché allo stato il paese è fermo e risulta sempre meno competitivo rispetto al resto d’Europa”.

Per il segetario della Uil, Carmelo Barbagallo, “I dati negativi sul Pil, purtroppo, non sono una sorpresa: che l’economia italiana fosse, di fatto, in stagnazione era già evidente ai lavoratori, ai pensionati e ai giovani in cerca di lavoro che vivono quotidianamente questa condizione sulla loro pelle. D’altro canto, fino a quando non ci saranno investimenti in infrastrutture materiali e immateriali e, contemporaneamente, non si perverrà a una riforma fiscale strutturale, che redistribuisca il carico in modo da favorire la ripresa effettiva dei consumi, sperare nella crescita è una pia illusione”.

Anche la Confcommercio sottolinea che “Si tratta dell’ennesima conferma di una perdurante fase di stagnazione dalla quale si può uscire solo con un recupero della produttività sistemica; per ottenere concreti risultati, a questo punto è davvero necessario un impegno straordinario da parte di tutte le componenti della società”.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube