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Sesso in auto: quando è reato e quali sono le sanzioni?

2 Febbraio 2020
Sesso in auto: quando è reato e quali sono le sanzioni?

Rapporto dentro una macchina: dove parcheggiare, quali precauzioni prendere per non essere scoperti e per non rischiare sanzioni.  

Appartarsi in auto e fare sesso è reato? Se lo chiede più di una coppietta che non ha la disponibilità di un alloggio o di affittare una camera di hotel ad ore. In questi casi, la cara vecchia macchina, con i sedili ribaltabili, diventa l’unica soluzione per chi vuol passare un’oretta in intimità. Ma quando è reato fare sesso in auto e quali sono le sanzioni? 

Nessuno si sognerebbe di parcheggiare nel bel mezzo di una via trafficata o di una strada comunale. Il più delle volte, si scelgono luoghi fuori dal centro urbano, in piena campagna o aree di sosta che, durante la notte, non sono frequentate (se non appunto dalle coppie). Al di là di ciò che dice la legge, c’è sempre il personale pudore che impone un angolo di intimità per non essere disturbati. Ma cosa potrebbe succedere se una volante della polizia, passando di là per un controllo di routine, dovesse avvicinarsi ai finestrini e, di lì, vedere i corpi seminudi? Potrebbe chiedere i documenti, elevare una multa o, peggio, presentare a una denuncia penale alla Procura della Repubblica? 

Qui di seguito cercheremo di spiegare se fare sesso in auto è reato e quali sanzioni si rischiano, come comportarsi e quali precauzioni prendere per restare nella legalità e, tuttavia, avere un angolo di spazio e di tempo per un rapporto di coppia. Ma procediamo con ordine.

Fare sesso in auto è reato?

Un tempo, consumare un rapporto in auto rientrava nel reato di atti osceni in luogo pubblico. Non si finiva in carcere trattandosi di reato minore (benché la norma prevedesse la reclusione da 3 mesi a 3 anni), ma la fedina penale restava comunque macchiata.

Oggi, però, questa condotta è stata depenalizzata e il comportamento in questione integra solo un illecito amministrativo. Si rischia, quindi, soltanto una sanzione pecuniaria che può andare da un minimo di 5mila euro a un massimo di 30mila euro, a seconda della gravità del caso (ossia dell’esposizione al pubblico). 

A elevare la sanzione non sarà la polizia o il tribunale, la Procura della Repubblica o un giudice, ma la Prefettura. È il Prefetto, quindi, sulla base del verbale che gli viene trasmesso dalla polizia o dai carabinieri che hanno constatato la consumazione del rapporto in pubblico, a graduare la sanzione sulla base del comportamento tenuto e del potenziale pericolo alla decenza. 

Come per tutte le sanzioni amministrative, anche questa non ha alcuna ripercussione sulla fedina penale delle parti coinvolte che manterranno, quindi, integro il proprio “casellario giudiziario”. Non c’è alcun processo al pari di quando si riceve una multa stradale. 

Resta ferma la possibilità, ovviamente, di presentare ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica della sanzione che, come tutti i verbali della polizia, viene notificato a casa con raccomandata a.r. in busta chiusa. In alternativa, si può fare ricorso al Prefetto entro 60 giorni. Leggi sul punto: Atti osceni: come difendersi dalla nuova sanzione.

Sesso in auto: quando è reato

Attenzione però: se si fa sesso in luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi assistano al rapporto, il comportamento resta reato, con tutto ciò che ne deriva. Quindi, si rischia – sempre virtualmente – la reclusione (che poi verrà commutata il più delle volte in pena pecuniaria). Ad esempio, fare sesso nel parcheggio di una scuola o di una villetta con giochi destinati a bambini è reato; se, invece, si tratta del parco pubblico, quello cioè destinato a tutte le utenze, il comportamento non è reato.

Fare sesso in macchina con una prostituta è reato?

Altra comune domanda è se fare sesso in auto con una prostituta è reato. La risposta non dipende dal soggetto con cui si consuma il rapporto ma, ancora una volta, dal luogo prescelto. Difatti, la prostituzione in Italia non è illegale (lo è solo lo sfruttamento o l’induzione). Sicché, chi viene trovato insieme a una prostituta non commette alcun illecito, non può essere trascinato al commissariato, non può subire neanche multe. Al pari, del resto, della stessa escort.

La polizia ha, in verità, sempre il potere di chiedere le generalità dei privati cittadini alla cui risposta non ci si può sottrarre (diversamente, si commette reato). Ma l’eventuale esibizione di documenti o la comunicazione del nome e del cognome del soggetto non implica alcuna conseguenza né potranno essere effettuate segnalazioni.

Fare sesso in auto è vietato? 

Fare sesso in auto non è sempre vietato: difatti, prendendo alcune accortezze, si può evitare anche la sanzione amministrativa. Per capire, però, quali precauzioni adottare per non dover pagare multe, bisogna ricorrere alle indicazioni della giurisprudenza. La norma contenuta all’articolo 527 del Codice penale, è molto generica nel definire la condotta come quella di chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni.

Quando avere un rapporto in auto è legale

Per non commettere la condotta di «atti osceni in luogo pubblico» che, come detto, anche se non è più un reato, resta comunque vietata, è necessario non trovarsi in un luogo pubblico o in un luogo aperto al pubblico. Chi sta leggendo storcerà gli occhi: «Se avessi avuto un luogo privato, di certo non mi sarei ridotto all’auto», si potrebbe dire. Ma non è necessariamente alla lettera che bisogna prendere la norma. Cerchiamo di dare alcune indicazioni concrete.

Ciò che conta non è tanto il luogo quanto la possibilità di essere visti da altre persone. Il fatto di “averla fatta franca” e di non essere stati scoperti non è sufficiente: conta la potenziale presenza di persone. Così scegliere un vicolo cieco non esonera dalla responsabilità visto che nulla impedisce che di lì possano transitare altre persone. 

Il fatto che il rapporto sessuale venga consumato di notte non cambia i termini della questione. Secondo la Cassazione, infatti, anche senza la luce del sole, il comportamento in luogo pubblico o privato aperto al pubblico è ugualmente vietato. Difatti, anche in ora notturna, eventuali passanti occasionali potrebbero facilmente percepire quanto avviene all’interno dell’abitacolo dell’auto [1].

Non si può fare sesso su una piazzola dell’autostrada: anche in questo caso si tratta di luogo pubblico. E altrettanto dicasi per il parcheggio del supermercato, trattandosi di luogo privato, ma aperto al pubblico.

Parcheggiare in un giardino non frequentato durante la notte non è consentito se dotato di illuminazione, cosa che consente la vista da parte dei passanti [2]. 

Non è stato ritenuto colpevole chi è stato sorpreso appartato con una donna in una autovettura a cento o duecento metri dalla strada, in ora notturna, in luogo generalmente non frequentato e controllato casualmente dalla polizia giudiziaria nel corso di attività finalizzata a prevenire altre forme di reato [3].

Affinché non scattino gli atti osceni in luogo pubblico è necessario avere l’accortezza, in base al luogo e all’orario, che nessuno – neanche potenzialmente – possa vedere la scena. Il fatto che i finestrini siano appannati non è sufficiente, ma può esserlo invece il fatto che i vetri siano tappezzati di giornali e si sia scelto un luogo isolato e non frequentato, neanche occasionalmente.

Secondo la Cassazione [4], gli atti osceni dentro un’auto parcheggiata lungo la strada pubblica non sono esclusi dal fatto che vengano compiuti in ora notturna o su una via non frequentata, in quanto siffatte circostanze non eliminano in modo assoluto la evenienza che gli atti osceni siano percepiti da occasionali passanti.

La coppia che parcheggia la macchina in uno sterrato al buio o in un campo ove la strada non passa, non può essere sanzionata. 

Parcheggiare in una strada dissestata, chiusa al transito perché a rischio frane, non è reato se non c’è il pericolo che non passino neanche i pedoni.

Lasciare l’auto lungo una collina poco frequentata è reato se la strada può essere percorsa da altre auto o pedoni.

Chiaramente, se gli atti osceni vengono compiuti in un luogo privato non aperto al transito, come ad esempio un giardino chiuso da una sbarra, non si commette più alcun illecito.

Attenzione al rispetto della volontà altrui e alla violenza sessuale 

Quando ci si apparta con l’auto con una donna bisogna fare attenzione a non commettere il ben più grave reato di violenza sessuale il quale scatta non solo con la violenza fisica, ma anche psicologica. Ci sono numerose sentenze della Cassazione che hanno, ad esempio, sancito che la violenza sessuale ricorre quando:

  • lei inizialmente è consenziente, ma ci ripensa durante il rapporto e chiede all’uomo di smettere: difatti, il consenso deve essere prestato spontaneamente in ogni fase della congiunzione carnale;
  • lei non vuole appartarsi con l’auto e chiede insistentemente all’uomo di andare via: il suo eventuale consenso al rapporto sessuale potrebbe essere, infatti, prestato solo per non subire violenze o altre conseguenze peggiori. Sicché, se la donna viene trascinata in un luogo in cui non voleva andare, il giorno dopo potrebbe denunciare l’uomo per violenza sessuale pur essendo apparsa in quella sede consenziente.

Sesso in auto: ultime sentenze

Atti osceni, un parco pubblico con giochi e altalene è un luogo abitualmente frequentato da minori

Un parco pubblico, peraltro attrezzato con giochi e altalene, è un luogo abitualmente frequentato dai minori, locuzione che indica non un sito semplicemente aperto o esposto al pubblico dove si possa trovare un minore, bensì un luogo nel quale, sulla base di una attendibile valutazione statistica, la presenza di più soggetti minori di età ha carattere elettivo e sistematico; pertanto, il compimento di atti osceni in tale luogo integra il reato di cui all’art. 527 c.p.

Cassazione penale sez. III, 09/01/2019, n.6281

Per il reato di atti osceni si considera luogo abitualmente frequentato dai minori anche l’autobus di linea

Ai fini della sussistenza del reato di atti osceni di cui al secondo comma dell’art. 527 cod. pen., per “luogo abitualmente frequentato da minori” si intende non un sito semplicemente aperto o esposto al pubblico dove si possa trovare un minore, bensì un luogo nel quale, sulla base di una attendibile valutazione statistica, la presenza di più soggetti minori di età ha carattere elettivo e sistematico. (La S.C ha riconosciuto tale requisito ad un autobus di linea, adibito al trasporto di persone di una grande città abitualmente utilizzato – e dunque frequentato – da minori per gli spostamenti cittadini).

Cassazione penale sez. III, 21/09/2017, n.56075

Ai fini della configurabilità del nuovo delitto di atti osceni è necessaria la commissione del fatto vicino a luoghi frequentati da minori

Per effetto della depenalizzazione dell’ipotesi base del delitto di atti osceni in luogo pubblico di cui al primo comma dell’art. 527 cod. pen., disposta dall’art. 2, comma primo, lett. a) del D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, l’originaria ipotesi aggravata di cui al secondo comma del medesimo articolo è stata trasformata in fattispecie autonoma di reato, in cui l’elemento circostanziale costituito dalla commissione del fatto all’interno o nelle immediate vicinanze dei luoghi abitualmente frequentati da minori è divenuto elemento costitutivo del reato.

Cassazione penale sez. III, 17/02/2017, n.29239

Reato di atti osceni: per luogo frequentati da minori si intende quello in cui la presenza di minori è sistematica

Ai fini della sussistenza del reato di atti osceni di cui al secondo comma dell’art. 527 cod. pen. – in precedenza costituente forma aggravata della fattispecie base, prevista al primo comma, depenalizzata dal d. lgs. n. 8 del 2016 – per “luogo abitualmente frequentato da minori” non si intende un sito semplicemente aperto o esposto al pubblico dove si possa trovare un minore, bensì un luogo nel quale, sulla base di una attendibile valutazione statistica, la presenza di più soggetti minori di età ha carattere elettivo e sistematico.

(In motivazione, la S.C ha osservato che un tale requisito può essere riconosciuto, a titolo esemplificativo, alle vicinanze di un edificio scolastico, a strade o piazze notoriamente luogo di incontro di adoloscenti, a quella parte di giardini pubblici specificamente attrezzata per lo svago dei bambini e dei ragazzi più piccoli, alle zone limitrofe ad istituzioni specificamente vocate alla cura ed assistenza dei minori).

In tema di atti osceni, affinché ricorra il requisito della abitualità della frequentazione del luogo da parte dei minori non è sufficiente che ivi si possa trovare un minore, ma è necessario che, sulla base di una attendibile valutazione statistica, sia altamente probabile che il luogo presenti la presenza di più soggetti minori di età (esclusa, nella specie, la responsabilità per l’imputato colto a compiere atti di autoerotismo in una circostanza all’interno di un autoveicolo parcheggiato sulla pubblica via e in altra circostanza all’interno di un parco pubblico).

Cassazione penale sez. III, 18/10/2016, n.30798

Atti osceni: nozione di luogo aperto al pubblico 

Il reato di atti osceni è reato di pericolo e, pertanto, la visibilità degli atti posti in essere deve essere valutata “ex ante”, in relazione al luogo e all’ora in cui si perfeziona la condotta antigiuridica. È configurabile tale reato nei confronti del medico che si renda responsabile di comportamenti o gesti aventi inequivoca attinenza con la sfera sessuale all’interno dello studio privato in cui eserciti la propria attività professionale, essendo quest’ultimo pacificamente qualificabile come luogo aperto al pubblico, in quanto destinato, proprio per lo scopo cui è adibito, all’accesso di determinate categorie di persone, quali i medici, il personale ausiliario ed i pazienti.

Cassazione penale sez. III, 05/11/2013, n.46184

Il reato di atti osceni in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, si configura come reato di pericolo per cui la visibilità deve essere valutata ex ante, in relazione al luogo, all’ora e alle modalità del fatto. (Nel caso di specie, infatti, non sussistono i requisiti di tale reato, considerato che la strada ove gli imputati venivano sorpresi nell’autovettura, intenti a consumare un atto sessuale, è una via caratterizzata dalla presenza di numerosi capannoni industriali ed edifici non adibiti ad abitazione ma solo a depositi e alquanto isolata nelle ore notturne non essendovi esercizi commerciali tipo bar, ristoranti, discoteche o cinema; inoltre l’auto era ferma e non vi erano altre autovetture nelle vicinanze o passanti considerata la tarda ora – 23.40 di notte – e infine la strada non era illuminata).

Tribunale Napoli sez. V, 05/03/2013, n.3787

Il reato di cui all’art. 726 c.p. consiste nel porre in essere atti contrari alla pubblica decenza, con tale termine intendendosi indicare quegli atti, che, in sé stessi o a causa delle circostanze, rivestono un significato contrario alla pubblica decenza, assunti in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, e, ai fini della sussistenza del reato, non rileva che detti atti siano percepiti da terzi, essendo sufficiente la mera possibilità della percezione di essi, in quanto l’art. 726 c.p. tutela i criteri di convivenza e decoro, che, se non osservati e rispettati, provocano disgusto e disapprovazione, come nel caso in esame (riconosciuta la responsabilità in capo ad una donna che, in una pubblica via, si trovava abbigliata in modo tale da fare vedere le parti intime del corpo, in particolare il seno e il fondo schiena, ed era in mutande, che lasciavano scoperti i glutei).

Cassazione penale sez. III, 04/10/2012, n.47868

Differenza tra atti osceni in luogo pubblico e atti contrari alla pubblica decenza

La differenza tra il reato di atti osceni in luogo pubblico e quello di atti contrari alla pubblica decenza risiede nella manifestazione di fatti e atti che sono attinenti alla sfera sessuale, il primo, mentre il secondo atti puramente sconci, turpi o maleducati.

(Nel caso di specie, trattandosi di un uomo che aveva seguito una ragazza minorenne in più di una occasione e che si era abbassato i pantaloni e le mutande, è stato ritenuto sussistente il reato di atti osceni in luogo pubblico dovendosi intravedere in tale gesto un tentativo di approccio alla sfera sessuale).

Ufficio Indagini preliminari Rovereto, 18/10/2013 


note

[1] Cass. sent. n. 30242/2011.

[2] Cass. sent. n. 4594/1999.

[3] Cass. sent. n. 1901/1996.

[4] Cass. sent. n. 6302/1998.


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