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Monopattini e bici elettriche: regole e normativa

2 Febbraio 2020 | Autore:
Monopattini e bici elettriche: regole e normativa

Dove si può circolare con monopattini o bici elettriche? E a che velocità? Quali caratteristiche deve avere il mezzo? Chi può condurlo? Come comportarsi alla guida?

Hai una bici elettrica o un monopattino, oppure hai intenzione di acquistarli? Sono entrambi una buona scelta per circolare sulle strade, recarti facilmente a scuola, al lavoro o semplicemente per fare una passeggiata su un mezzo che, come già sai o presto scoprirai, è anche divertente da guidare.

Però ci sono delle precise regole da rispettare per guidare questi veicoli: c’è un caso che vedremo in cui serve anche la patente, ma anche quando non occorre devi conoscere molte cose che riguardano sia le caratteristiche del mezzo sia la condotta che devi mantenere. Perché anche un semplice segway, un hoverboard, un monowheel, un normale monopattino elettrico o una bici a pedalata assistita, sono considerati veicoli a tutti gli effetti, e perciò hanno una loro dettagliata normativa.

A volte non molto chiara, purtroppo, e con delle lacune (inaccettabili in un’epoca che va verso la smart mobility); ma non è certo complicata come quella delle auto o dei camion. Comunque, bisogna conoscerla bene per evitare guai, come prendere multe o rischiare addirittura il sequestro del mezzo, se fosse fuori norma. Conoscere quali sono le regole ti aiuterà anche nel decidere l’acquisto di un prodotto che potrai utilizzare in modo valido e legittimo, evitando brutte sorprese.

Sia per i monopattini che per le bici elettriche le regole sono facili da comprendere e da ricordare; ti anticipo che ci sono molti “non si può”, perché la normativa è molto puntuale sia per quanto riguarda i conducenti e il comportamento che devono tenere alla guida – perché di guida si tratta, è questo il primo concetto da imparare – sia per quel che concerne le caratteristiche che questi mezzi devono avere per poter circolare.

Scopriamo ora come dovrai comportarti se possiedi uno di questi mezzi e vuoi circolare; se invece sei in procinto di acquistarlo, ti sarà utile sapere queste cose per orientarti meglio nelle tue scelte.

I monopattini elettrici

Cosa sono

Il monopattino elettrico è un normale monopattino ma è dotato di motore; ovviamente un motore elettrico, che funziona con batterie ricaricabili. Piace perché è economico, ecologico e facile da utilizzare per i piccoli spostamenti e i tragitti brevi, specialmente nelle zone dove la pavimentazione stradale è liscia e in buone condizioni, come alcune (purtroppo poche) città italiane. È assolutamente sconsigliato, invece, sulle strade con forte pendenza o accidentate, come puoi ben intuire.

Era stato creato parecchi decenni fa come un gioco per i bambini, ma di recente proprio nell’attuale versione elettrica si è diffuso tra i ragazzi ed i giovani ed è arrivato anche tra gli adulti a riscuotere un discreto successo, specialmente per chi lo utilizza in città in modo smart e vuole evitare i problemi del parcheggio.

Come sono fatti

Il monopattino elettrico ha un manubrio provvisto dei due comandi, acceleratore e freno; pesa generalmente sui 30 chili circa (compresa la batteria) e ha una velocità che nei modelli più diffusi non supera i 20 chilometri orari. I migliori prodotti hanno ruote gommate ed anche gli ammortizzatori.

Gli hoverboard sono un particolare tipo di monopattini elettrici, dai quali si distinguono per avere le due ruote affiancate e perché non hanno il manubrio (qualche anno fa lo avevano i segway, ma non hanno avuto successo per i problemi di guida e le rovinose cadute, tuttora testimoniate da molti video youtube).

I comandi della direzione e degli spostamenti vengono dati dalla pressione dei piedi del conducente, che deve mantenere l’equilibrio, aiutato dai sensori e microprocessori presenti sulla pedana e in grado di intrepretare questi segnali meccanici impartiti durante il percorso di guida.

C’è anche il monowheel, il particolare tipo di monopattino con una sola ruota autobilanciata che, grazie a un giroscopio, tende a tornare sempre in equilibrio anche durante i movimenti; a prima vista sembra facile cadere, ma chi lo ha provato assicura che non è così.

Possono circolare su strada?

Qui iniziano i limiti e sono piuttosto severi, anche se a ben vedere sono ragionevoli per le strade dove il loro utilizzo è consentito. I monopattini elettrici sono legali ma di norma possono circolare sulle strade pubbliche soltanto se la loro velocità non supera i 6 km/h.

Considera che camminando a piedi a passo normale (né piano né veloce) si percorrono già 5 km/h; dunque è un limite appena di poco superiore, oltrepassato il quale vengono considerati dal Codice della strada [1] come degli «acceleratori di andatura» e la loro circolazione è vietata sulle carreggiate delle strade. In questi casi potranno circolare soltanto nelle strade private, nei giardini e nei parchi, purchè non si tratti di un suolo pubblico. Ma c’è un’importante eccezione, che vedremo fra poco, che gli consente di percorrere anche le strade cittadine e ad una velocità ben più alta.

Intanto, non pensare di poter andare “a spanne” esagerando sui limiti perché è obbligatorio avere il limitatore di velocità installato sul monopattino e questo dispositivo deve essere tarato automaticamente su quel limite; non si può sgarrare, e ogni alterazione è illecita. Però c’è il modo legale per arrivare al limite di taratura superiore che arriva a 20 km/h e di recente è stato esteso a 25: vediamolo subito.

Quando i monopattini sono come le bici

L’ultima legge di Bilancio [2] ha apportato una novità: dal 1° gennaio 2020 i monopattini sono equiparati alle biciclette se rientrano in questi due limiti: uno di potenza, che non deve  superare i 500 Watt, e uno di velocità: al massimo, 25 km/h, secondo le ultime modifiche ora apportate dal Decreto Milleproroghe approvato il 19 febbraio 2020. Questo significa che se rispettano tali caratteristiche potranno circolare liberamente, come avviene per le bici, su strada e sulle piste ciclabili e possono essere condotti da chiunque senza nessuna formalità.

Attenzione: questa equiparazione alle bici è prevista, attualmente, per i soli monopattini elettrici ed i segway, non per gli hoverboard ed i monowheel, che continuano a seguire le regole più stringenti che abbiamo visto prima.

Regole speciali nelle città 

Dallo scorso anno, è in vigore in alcune grandi città una sperimentazione, autorizzata dalla legge [3] che permette la circolazione dei monopattini elettrici su determinate zone urbane e in apposite aree (percorsi pedonali, piste ciclabili, strade con limite di velocità di 30 km/h) da individuare con delibere comunali.

La sperimentazione sta procedendo a macchia di leopardo; alcune città, come Milano o Torino, hanno già previsto numerose zone, altre, come Firenze o Roma, le stanno gradualmente individuando.

In questi casi i monopattini possono circolare nelle aree pedonali – ma non sui marciapiedi – sempre entro il consueto limite massimo di 6 km/h, e nelle ” zone 30″ e sulle strade ove vige per gli autoveicoli il limite di 30 km/h potranno raggiungere la velocità massima di 25 km/h.

Lo stesso limite massimo vale ora, con le modifiche apportate dal Decreto milleproroghe, per tutte le strade urbane dove vige per i veicoli il limite di velocità di 50Km/h  e nei tratti in cui è ammessa la circolazione delle biciclette, oppure sulle strade extraurbane, solo ed esclusivamente sulla pista ciclabile.

Questi monopattini ammessi, per arrivare a “sfrecciare” in questo modo dovranno, inoltre, essere omologati dal costruttore secondo le norme CE [4] e dotati di un limitatore di velocità adattabile a tali limiti imposti (considera che un monopattino di potenza ammessa dalla legge difficilmente può superare proprio il limite di 20 all’ora).

Le aree dove questa circolazione a 25 km all’ora è consentita sono  segnalata da appositi cartelli indicatori della micromobilità elettrica, raffigurante l’immagine stilizzata di un monopattino, e/o di un un hoverboard, con il conducente. Perciò per sapere dove puoi circolare alla velocità più alta dovrai regolarti in base al segnale; se non c’è, valgono le regole generali che ti abbiamo indicato, dunque entro i 6 km/h.

Ricorda che anche se hai un monopattino elettrico di un tipo equiparabile, come abbiamo visto, alla bici, potrai “correre” fino a 25 all’ora anche sulle strade dove ciò è consentito, però sempre evitando di percorrere i marciapiedi e le altre zone riservate ai pedoni, o le carreggiate destinate allo scorrimento delle auto o di veicoli speciali, come i tram.

Chi li può guidare?

I monopattini elettrici e gli altri tipi simili, come hoverboard e monowheel, possono essere guidati liberamente dai maggiorenni; i minorenni (dai 14 anni in su) possono condurli soltanto se hanno la patente di categoria AM, il cosiddetto patentino per i ciclomotori fino a 50 cc di cilindrata, che appunto si può prendere a partire dal compimento dei 14 anni di età. Devono anche indossare il casco, obbligatorio fino al compimento dei 18 anni.

Dal 1° gennaio 2020, per i soli monopattini elettrici equiparati alle bici – dunque quelli fino a 500 W di potenza e velocità massima di 20 km/h con limitatore – non c’è più bisogno di patente o patentino neanche al di fuori speciali tratti che abbiamo indicato, fermi restando i limiti di velocità che ti abbiamo spiegato. Il casco è obbligatorio, come abbiamo visto, per i conducenti dai 14 fino a 18 anni (resta comunque consigliato anche ai maggiorenni), e non è prevista l’assicurazione Rc.

Quali sono le altre regole per la circolazione?

I monopattini elettrici di qualsiasi tipo devono sempre rispettare le regole di circolazione che il Codice della strada stabilisce per i velocipedi, cioè le comuni biciclette [5] anche quando non sono equiparati ad esse, quindi anche hoverboard e monowheel rientrano nell’obbligo.

In particolare, non possono fare gare o acrobazie, devono procedere in fila ordinata e non affiancati tra loro, le mani del conducente devono essere libere (dunque niente pacchi), non sono consentite manovre brusche e imprevedibili, salvi i casi di emergenza, non si possono trasportare altre persone, di notte devono avere le luci accese e se ci si trova fuori dai centri abitati bisogna indossare il giubbotto rifrangente.

Ci sono multe per chi non rispetta le regole?

Chi trasgredisce le regole che ti abbiamo indicato rischia una multa da 100 ad 400 euro se il monopattino ha caratteristiche diverse da quelle prescritte per legge e dunque non è a norma, ad esempio perché supera la potenza di 0,5 Kw; inoltre sarà confiscato. La multa sale da 200 ad 800 euro – sempre con l’ulteriore confisca – se il monopattino è atipico, cioè è completamente al di fuori dello schema consentito per poter circolare. Se invece  il monopattino è privo di luci anteriori e posteriori e circola in situazioni di scarsa visibilità, ad esempio in ore notturne, la multa sarà da 50 a 200 euro.

Le bici elettriche

Cosa sono e come funzionano

Le bici elettriche – chiamate anche, con un termine tecnico e un po’ antiquato, “bici a pedalata assistita” – non sono né biciclette né ciclomotori; però hanno sia i pedali sia il motore. Possiamo considerarli un ibrido tra le due categorie, ma hanno caratteristiche proprie, che le rendono uniche e facilmente distinguibili; per il proprietario ed anche per i vigili.

Nelle bici elettriche il motore si attiva quando si azionano i pedali e c’è un sensore che limita la velocità fino a 25 km/h e non oltre. Se vuoi andare più forte, devi pedalare con le tue gambe (cosa non semplice, perché questi veicoli pesano almeno 18 o 20 chili, molto più delle biciclette normali). Così il motore serve solo ad alleggerire la pedalata e rendere più comoda e meno faticosa la guida, riducendo lo sforzo muscolare.

Le biciclette elettriche hanno anche un sensore opposto, che spegne il motore quando si interrompe la pedalata. In pratica il motore, quando stai pedalando, ti aiuta a raggiungere con facilità una velocità che può raggiungere e non oltrepassare i 25 chilometri orari. Questa velocità si chiama “di supporto” perché non proviene tutta dalla forza muscolare delle gambe ma è aiutata e incrementata dal motore elettrico.

In estrema sintesi: la bici elettrica, anche se è dotata di motore, non cammina se tu non pedali. Se lo fa, cioè se l’acceleratore opera indipendentemente dalla pedalata, siamo fuori categoria, la bici diventa a motore e rientriamo nell’ambito dei ciclomotori e scooter, con tutte le regole previste per questi veicoli in termini di patente, targa, casco, assicurazione e bollo.

Il motore è installato di solito nella parte centrale oppure in alcuni modelli sui mozzi, anteriore o posteriore; in tutti i casi deve avere una potenza massima di 250 Watt. Poco, se si considera che molti modelli in commercio la superano, ma la potenza massima consentita per rientrare nella categoria più favorevole delle bici, anziché in quella dei ciclomotori, ad oggi non deve superare questo limite, anche se sono previste modifiche in arrivo.

Ci sono, infatti, bici elettriche che superano ampiamente questa potenza e riescono ad arrivare a una velocità massima di 45 km/h; sono le cosiddette S-Pedelec, dove la S è abbreviazione di “Speed”. Però non sono più considerate alla stregua di bici elettriche ma rientrano nella categoria dei ciclomotori. Così se ne acquisti una di questo tipo sei obbligato a targarla, assicurarla e pagare il bollo.

Si può aumentare la potenza?

Se hai letto con attenzione quanto ti abbiamo spiegato, conosci già la risposta: è no. La modifica del motore per superare e aggirare il sensore di velocità spostando il limite impostato ai 25 km/h è tecnicamente facile da realizzare (si chiama tuning e ci sono addirittura dispositivi in commercio che permettono di farlo), ma è vietata.

Se lo fai, perdi tutti i vantaggi che la legge riconosce alla bici elettrica, rischi il sequestro del veicolo e la sua confisca amministrativa ed inoltre, nel malaugurato caso di incidente, perderai la possibilità di essere risarcito e dovrai essere tu a risarcire, secondo i principi della responsabilità civile, eventuali danni provocati a terzi per aver circolato alla guida di un veicolo considerato fuori legge.

Bici elettriche: quali sono le regole di circolazione?

Le biciclette elettriche sono assimilate dal Codice della strada ai velocipedi [6], una categoria che non comprende solo le normali biciclette a pedali e senza motore ma anche quelle di cui ci stiamo occupando, cioè le bici a pedalata assistita con motore elettrico, purché la potenza rientri nei limiti che ti abbiamo indicato (250 Watt) e la velocità sia limitata ad un massimo di 25 km/h.

Sono, dunque, soggette alle medesima normativa prevista per le comuni bici. Possono perciò circolare sulle strade pubbliche come le normali biciclette e seguendo le stesse regole, ad esempio mai sulle autostrade, e devono rispettare i semafori e gli altri segnali di precedenza.

Quindi, tra l’altro, non si può usare il cellulare mentre si guida e neppure ascoltare musica con le cuffiette auricolari che impedirebbero di percepire segnali acustici come quelli dei clacson o altri rumori di pericolo. È in fase di approvazione una modifica al Codice della strada che presto prevederà l’obbligo di indossare il casco per i conduttori di bici minori di 12 anni; è una delle tante novità della riforma in arrivo.


note

[1] Art. 190 co. 8 cod. strada.

[2] Art. 1 co. 75 L. n.160/2019 del 27.12.2019, ora sostituito dall’art. 33 bis della legge di conversione del Decreto c.d. Milleproroghe, approvata alla Camera il 19 febbraio 2020 e in corso di pubblicazione.

[3] Art. 1 co.102 L. n. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019) e Decreto ministero Infrastrutture e Trasporti n.229 del 4.06.2019, pubblicato in G.U. il 12.07.2019 ed in vigore dal 27.07.2019, detto anche Decreto sulla micromobilità o “Decreto Toninelli” dal nome del ministro firmatario.

[4] Direttiva 2002/24/CE.

[5] Art. 182 cod. strada.

[6] Art. 50 cod. strada.


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6 Commenti

  1. Buongiorno,
    vorrei precisare che solo i monopattini elettrici sono equiparati ai velocipedi e non anche i segway che (insieme ai monowheel e hoverboard) rientrano nella sperimentazione prevista dal DM MIT 4.6.2019 n. 229.
    Quindi di fatto i monopattini sono esclusi dalla sperimentazione di cui sopra e dalle relative regolamentazioni (sempre per effetto della loro assimilazione ai velocipedi).

  2. Ritengo sia fortemente discutibile il dettaglio che solo un semplice dispositivo acceleratore possa far rientrare una ebike nell’ambito dei ciclomotori. E’ chiaramente indicato anche in questo articolo come le ebike siano decisamente pesanti quindi lo spunto da fermo si fa molto più impegnativo ma può divenire altresì molto pericoloso nell’attraversamento di un incrocio. Una qualsiasi ebike che dispone di un elemento di propulsione, quale è un motore elettrico, non può essere distinta solo per il fatto di avere un prezioso dispositivo acceleratore mantenendo le sue proprietà di mezzo con velocità max di 25kmh, spinta interrotta interrompendo la pedalata e potenza max di 250W. Resto dell’idea che le ebike vadano classificate “tutte” come cicli oppure motocicli in virtù del fatto che anche quelle senza dispositivo acceleratore dispongono di un motore che spinge e spinge molto ad assistenza alta facendo divenire il gesto della pedalata pressoché simbolica.

  3. Ho una curiosità maliziosa che vorrei condividere. Credo di aver capito che: se guido un monopattino elettrico con motore sino a 500w, sprovvisto di pedali, freni a disco, con ruote microscopiche, senza ammortizzatori e sopratutto senza sicurezza nella distanza dal terreno e nella manovrabilità, sono a norma. Mentre: se guido una e bike con motore da 250 w, freni a disco, sistema di ammortizzazione e limitatore di velocità ma , con lo stesso dispositivo di accelerazione del monopattino, non lo sono. Ha dell’incredibile! Ho paura che la scelta possa non essere il requisito di sicurezza del mezzo. Mi sbaglio? Forse è economico fiscale o commerciale?

  4. Sono d’accordo a quanto detto sopra,possiedo una e bike da 500w con velocità limitata dalla casa a 25km/h,volevo sapere se sono in regola o meno o cosa devo fare per essere in regola e aggiungo,come posso mettere la targa se non ho un libretto di circolazione visto che la bici è stata comperata l’anno scorso e non esisteva alcuna regola? E come mai i monopattini possono avere un motore 500w ed una velocità di 25Km/h con un solo freno?

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