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Che differenza c’è tra Governo e Parlamento

28 Febbraio 2020 | Autore: Marina Moretti
Che differenza c’è tra Governo e Parlamento

Composizione e funzionamento dell’organo legislativo ed esecutivo.

Quante volte sentiamo parlare di Parlamento e Governo in televisione? Tante. Spesso, però, si tende a confondere i due organi perché non si conoscono bene né i loro compiti né le loro funzioni. Ad esempio, cosa si intende per crisi di Governo? Cos’è il rapporto di fiducia? Come viene eletto il Parlamento? Per rispondere a queste domande, occorre partire dall’inizio e conoscere i meccanismi che muovono la grande “macchina” della politica italiana.

In questo articolo ti fornirò le principali nozioni di diritto costituzionale che ti aiuteranno a comprendere, in particolare, che differenza c’è tra Governo e Parlamento.

Parlamento: composizione e funzione

Il Parlamento è un organo costituzionale che rappresenta la volontà popolare, ciò vuol dire che viene eletto direttamente dal popolo.

Il Parlamento è composto da due Camere:

  • Camera dei Deputati: 630 deputati eletti da coloro che hanno compiuto i 18 anni;
  • Senato della Repubblica: 315 senatori eletti da coloro che hanno compiuto 25 anni.

In merito alla composizione, va ricordato che nel 2019  è stata approvata la proposta di legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari a 400 deputati e 200 senatori. Il 29 marzo 2020 si svolgerà il referendum popolare per confermare o meno tale modifica. In attesa, quindi, abbiamo ancora 630 deputati e 315 senatori. Entrambe le camere durano in carica 5 anni e hanno gli stessi poteri.

Devi sapere, inoltre, che i senatori si distinguono in senatori:

  • eletti dal popolo: per poter essere eletti senatori occorre aver compiuto 40 anni di età;
  • a vita: scelti dal Presidente della Repubblica tra coloro che si siano distinti per particolari meriti nel campo sociale, artistico, scientifico e letterario;
  • a vita di diritto: coloro che hanno rivestito la carica di Presidente della Repubblica.

Nell’ambito del Parlamento ci sono poi gli organi operativi che esercitano le funzioni proprie dell’organo legislativo attraverso:

  • le commissioni parlamentari: speciali, se costituite occasionalmente per risolvere particolari questioni di rilevanza pubblica (come ad esempio, la commissione d’inchiesta), permanenti se istituite in seno a ciascuna camera (ad esempio, la commissione giustizia, la commissione difesa ecc.);
  • i gruppi parlamentari: associazioni volontarie di deputati o senatori politicamente affini.

L’organizzazione e il funzionamento delle Camere, invece, viene assicurato dagli organi strutturali che si dividono in:

  • presidente dell’assemblea: ciascuna camera, infatti, elegge un proprio presidente che dirige i lavori parlamentari;
  • ufficio di presidenza;
  • giunte parlamentari: in ciascuna camera sono presenti tre giunte che si occupano, ad esempio, di controllare la correttezza delle elezioni oppure di concedere l’autorizzazione necessaria per sottoporre a procedimento penale un componente del parlamento (deputato o senatore);
  • conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari: si occupa della programmazione dei lavori parlamentari.

Quale funzione svolge il Parlamento?

Il Parlamento svolge principalmente la funzione legislativa, vale a dire discute e approva le leggi. Come funziona l’approvazione di una legge? In estrema sintesi, il procedimento si snoda attraverso le seguenti fasi:

  • iniziativa legislativa: viene presentato alle camere (camera dei deputati o senato) un progetto di legge da parte del Governo, dai singoli parlamentari, dal popolo (almeno 50.000 elettori), dal CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) oppure dai consigli regionali;
  • istruttoria: apposite commissioni hanno il compito di esaminare, discutere ed eventualmente modificare il progetto di legge;
  • approvazione: il progetto di legge arriva in aula affinché venga discusso, votato (articolo per articolo) e approvato. Per l’approvazione della legge è necessario che Camera e Senato approvino lo stesso testo. Facciamo un piccolo esempio: il testo della legge X arriva alla Camera che l’approva senza fare alcuna modifica. Il testo viene tramesso al Senato che, invece, decide di modificarlo. A questo punto, la legge torna nuovamente alla Camera finchè non sarà approvato il testo identico. Questi continui passaggi vengono chiamati navetta;
  • promulgazione: entro un mese dall’approvazione, la legge deve essere promulgata dal Presidente della Repubblica;
  • pubblicazione ed entrata in vigore: la legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e, trascorsi 15 giorni, entra ufficialmente in vigore. Da questo momento in poi la legge è conosciuta da tutti e nessuno potrà giustificare un’eventuale inosservanza.

Generalmente, le Camere svolgono le loro attività separatamente. In alcuni casi, tuttavia, deliberano in seduta comune (ad esempio, per eleggere i giudici della Corte Costituzionale o per la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica).

Governo: composizione e funzioni 

Il Governo è l’organo costituzionale che svolge principalmente la funzione esecutiva, cioè ha il compito di fare eseguire le leggi approvate dal Parlamento. Come? Emanando il c.d. decreto attuativo che contiene le “istruzioni” necessarie per mettere in atto la legge.

Forse, non sai che il Governo può svolgere anche una funzione legislativa nei seguenti casi:

  • quando viene delegato dal Parlamento;
  • per ragioni di necessità e urgenza: in tal caso legifera di propria iniziativa e provvisoriamente.

Per quanto riguarda la formazione del Governo, questa inizia con le consultazioni del Presidente delle Repubblica necessarie per conoscere gli orientamenti delle diverse forze politiche. Terminate le consultazionI, il Capo dello Stato conferirà l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri a colui che ha maggiori possibilità di formare un Governo ottenendo la fiducia delle Camere.

Una volta eletto, il Presidente del Consiglio prepara una lista dei Ministri che lo affiancheranno nel mandato. Entro 10 giorni, il nuovo Governo si presenterà davanti a ciascuna camera per ottenere la fiducia dal Parlamento.

Se il Governo non ottiene fin dall’inizio la fiducia oppure la perde durante il suo mandato  si apre la c.d. crisi di Governo che può essere:

  • parlamentare: in seguito alla sfiducia votata dal Parlamento;
  • extraparlamentare: in seguito ad un evento esterno. Ad esempio, muore il Presidente del Consiglio e tale evento paralizza il funzionamento del Governo
  • costringendolo così alle dimissioni.

In base al tipo di crisi, le dimissioni del Governo saranno:

  • obbligatorie: se viene votata la sfiducia da parte delle Camere oppure il Governo non ottiene la fiducia iniziale;
  • di rito: quando viene eletto il nuovo Presidente della Repubblica, il Governo presenta le suo dimissioni che verranno automaticamente respinte;
  • facoltative: quando cambiano i rapporti tra Parlamento e Governo. In tal caso, il Presidente della Repubblica invita entrambi a trovare un accordo prima di accettare le dimissioni.

Il Governo è formato dai seguenti organi:

  • Presidente del Consiglio dei Ministri: nominato dal Capo dello Stato, dirige in sostanza la politica generale del Governo;
  • Presidenza del Consiglio dei Ministri: supporta il Presidente del Consiglio nello svolgimento dei suoi compiti;
  • Consiglio dei Ministri: organo collegiale formato da tutti i Ministri e dal Presidente del Consiglio;
  • i Ministri: nominati dal Presidente del Consiglio, svolgono funzioni politiche ed amministrative.

Inoltre, possono far parte del Governo anche una serie di organi “non necessari”, cioè non previsti dalla Costituzione:

  • il vicepresidente del Consiglio dei Ministri: scelto tra i ministri su proposta del Presidente del Consiglio;
  • i Ministri senza portafoglio: coloro che non sono a capo di un Ministero e che svolgono funzioni specifiche su delega del Presidente del Consiglio (ad esempio, gli affari regionali, lo sport, ecc.). Ovviamente, il loro numero cambia in base ai diversi Governi che si susseguono nel tempo;
  • i sottosegretari, ai quali spetta il compito di coadiuvare i Ministri e sono nominati dal Presidente della Repubblica;
  • i Comitati interministeriali: hanno il compito di garantire un efficace coordinamento nei settori che rientrano nella competenza di più Ministri. Si pensi, ad esempio, al CIAE (Comitato Interministeriale per gli Affari Europei) oppure al CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio);
  • i Commissari straordinari: nominati dal Presidente della Repubblica per coordinare un intervento temporaneo ed urgente (si pensi al Commissario straordinario nominato per le zone terremotate);
  • il Consiglio di gabinetto: organo collegiale che svolge la funzione di assistere il Presidente del Consiglio nell’attività politica.

Che differenza c’è tra Governo e Parlamento

A questo punto, cerchiamo di riassumere le principali differenze che intercorrono tra i due organi costituzionali.

La funzione

Il Parlamento si occupa principalmente di svolgere la funzione legislativa, ossia di emanare le leggi. Altre funzioni sono:

  • di indirizzo e controllo politico;
  • elettorali: elegge, ad esempio, il Presidente della Repubblica;
  • di accusa: delibera la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica.

Al Governo, invece, spetta la funzione esecutiva e quindi il compito di far eseguire le leggi. In via eccezzionale, però, il Governo svolge anche una funzione legislativa attraverso:

  • decreto legge: adottato dal Governo in caso di necessità ed urgenza. Pubblicato provvisoriamente sulla Gazzetta Ufficiale dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni altrimenti perde efficacia;
  • decreto legislativo: adottato dal Governo su delega del Parlamento ed emanato poi dal Presidente della Repubblica. Il Governo è comunque tenuto ad attenersi scrupolosamente alla delega per quanto riguarda l’oggetto del decreto e il termine entro cui adottarlo.

La composizione

Il Parlamento è formato da due Camere elette direttamente dal popolo, quella dei Deputati e quella dei Senatori.

Il Governo, invece, non è eletto dal popolo ed è formato da più organi, ciascuno con competenze autonome (Presidente del Consiglio, Ministri, Presidenza del Consiglio ecc.).

Ciò che unisce il Parlamento e il Governo è il rapporto di fiducia, cioè l’atto di gradimento politico con cui il Parlamento appoggia o meno il programma dell’esecutivo.

Un’altra differenza è che il Governo è dotato di uno strumento di pressione e persuasione utilizzato allo scopo di costringere i parlamentari della maggioranza a conformarsi alla disciplina del partito. Detto strumento è la c.d. questione di fiducia: in pratica, il Governo chiede la fiducia su un disegno di legge, un singolo articolo, un ordine del giorno ecc. con l’avvertimento che un voto contrario porterebbe alle sue dimissioni. Di conseguenza, i parlamentari perderebbero i benefici pensionistici.



Di Marina Moretti


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