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Furto auto: l’assicurazione risarcisce il valore massimo se in perfetto stato di manutenzione

13 Settembre 2013
Furto auto: l’assicurazione risarcisce il valore massimo se in perfetto stato di manutenzione

In caso di auto rubata, la valutazione massima richiede la prova da parte dell’assicurato della presenza di optional non di serie o di un perfetto stato di manutenzione.

Nel momento in cui un’auto viene rubata, la polizza assicurativa consente al proprietario di ottenere un risarcimento parametrato al valore del bene al momento della sottrazione.

Tuttavia, come spesso accade, tali valori vengono definiti dai listini entro una forbice minima e massima. Se, pertanto, l’assicurato pretende il risarcimento in base alla valutazione massima attribuibile alla vettura, deve provare che la stessa era in perfetto stato di manutenzione o dotata di caratteristiche (optional, per esempio, non di serie) tali da giustificare tale stima.

A stabilire questo principio è una sentenza della Cassazione di ieri [1].

In tema di assicurazione contro i danni, l’assicuratore deve pagare l’indennizzo per reintegrare la perdita subita del patrimonio dell’assicurato, indennizzo che deve essere parametrato all’effettivo valore del bene.

L’assicurazione, in più, deve anche pagare la rivalutazione monetaria intercorrente tra la data del sinistro e la liquidazione del risarcimento.

Obblighi dell’assicurato

La Suprema Corte ha anche ricordato che, in caso di furto del veicolo presso un officina o un garage, il depositario è sempre responsabile, salvo che dimostri che l’evento si è verificato per causa a lui non imputabile [2]. Quindi, non basta che egli dia prova di avere usato, nella custodia, la diligenza del buon padre di famiglia [3].

Così, per esempio, il gestore del garage non si esonera dalla responsabilità solo dimostrando di avere disposto un adeguato servizio di vigilanza; al contrario deve provare che il furto sia derivato da causa a lui non imputabile.


note

[1] Cass. sent. n. 20901 del 12.09.2013.

[2] Art. 1218 cod. civ.

[3] Art. 1768 cod. civ.


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