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Cosa fare se il marito non dà soldi alla moglie

26 Febbraio 2020 | Autore:
Cosa fare se il marito non dà soldi alla moglie

Il coniuge è obbligato a dare denaro all’altro? Doveri matrimoniali: quali sono? Che succede in regime di separazione dei beni? Rifiutare soldi alla moglie: si può?

Quando due persone si sposano formano una famiglia che, per legge, deve provvedere alla cura e al sostentamento dei propri membri. In pratica, i coniugi devono sostenersi l’un l’altro, sia moralmente che economicamente; stesso dicasi per i doveri che i genitori hanno nei confronti dei figli e viceversa. La famiglia significa unità, dedizione e rispetto reciproco. Può accadere però che nell’ambito della coppia possano sorgere dissidi che si riflettono anche in ambito economico; ciò succede soprattutto quando solamente uno dei coniugi percepisce un reddito. Cosa fare se il marito non dà soldi alla moglie?

Mettiamo il caso che soltanto il marito lavori e che non voglia condividere i propri guadagni con la consorte, oppure che provveda a fornirle soltanto quanto è strettamente indispensabile per la sopravvivenza della famiglia. Questo comportamento è lecito? Ci si può rifiutare di dare denaro al coniuge? Se anche tu ti trovi in una situazione del genere e non sai come comportarti, prosegui nella lettura: vedremo cosa fare se il marito non dà soldi alla moglie.

Doveri matrimoniali: quali sono?

Secondo il Codice civile [1], con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.

Nello specifico, dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.

Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

Il marito deve dare i soldi alla moglie?

Da quanto detto nel paragrafo precedente si desume che il marito deve dare i soldi alla moglie anche se si trovano in costanza di matrimonio. In altre parole, se dopo la separazione resta in capo al coniuge economicamente più forte l’obbligo di mantenere l’altro, tanto più ciò sarà vero durante il matrimonio.

La differenza, però, è notevole: mentre con la separazione sorge, in capo al coniuge economicamente più debole, il diritto a ricevere mensilmente un assegno di mantenimento, in costanza di matrimonio il coniuge che non lavora oppure che non può provvedere da solo al proprio sostentamento avrà diritto acché l’altro provveda direttamente all’acquisto di ciò che serve, oppure che gli dia il denaro necessario.

Il dovere di dare soldi alla moglie (o al marito, se è questi a non poter provvedere da sé) deriva dal generale obbligo di assistenza morale e materiale che grava in capo ai coniugi a seguito della contrazione del vincolo matrimoniale.

Separazione dei beni: marito deve dare soldi alla moglie?

Cosa succede se i coniugi hanno contratto matrimonio scegliendo il regime di separazione dei beni? Il marito dovrà dare i soldi alla moglie che ne ha bisogno e che glieli chiede?

La separazione dei beni è la modalità alternativa alla comunione legale dei beni che è il regime patrimoniale che la legge prevede in via generale per i rapporti tra i coniugi. Nel regime di separazione dei beni ogni coniuge è titolare esclusivo dei beni acquisiti durante il matrimonio.

La separazione dei beni in luogo della comunione può essere scelta dai coniugi direttamente al momento della celebrazione del matrimonio, precedentemente oppure successivamente al matrimonio, in questo caso però mediante convenzione stipulata da un notaio.

Il regime della separazione dei beni comporta che ciascun coniuge conserva la titolarità, il godimento e l’amministrazione dei beni di cui è titolare esclusivo. I coniugi che scelgono il regime della separazione mantengono invariati i loro patrimoni personali.

I coniugi che scelgono il regime di separazione dei beni dei beni sono tenuti ugualmente ad aiutarsi economicamente quando ne hanno bisogno? Assolutamente sì: il dovere di sostegno (morale e materiale) reciproco vale sempre, a prescindere dal regime patrimoniale scelto per il matrimonio.

La separazione dei beni incide solamente sugli acquisti che ognuno dei coniugi compie durante la vita matrimoniale, nel senso che ognuno dei coniugi resta proprietario esclusivo dei beni acquistati prima e durante la vita matrimoniale; ciò non significa, però, che l’assistenza materiale di cui il coniuge dovesse avere bisogno durante il rapporto venga meno.

Dunque, anche in regime di separazione dei beni, il marito deve dare i soldi alla moglie qualora ne avesse bisogno per sé oppure per la famiglia.

Conto corrente marito: moglie può prelevare?

Spesso i coniugi decidono di aprire un conto corrente cointestato ove far confluire il proprio denaro. Quando il conto è cointestato, non ci sono problemi di sorta: entrambi i coniugi possono prelevare liberamente.

Il problema sorge allorquando il solo marito apre un proprio conto corrente, magari destinato all’accredito dello stipendio. In un caso del genere, la moglie può effettuare prelievi?

La risposta è negativa: sia che si tratti di matrimonio in regime di comunione dei beni, sia di matrimonio in regime di separazione dei beni, la banca consente il prelievo solamente all’intestatario.

Dunque, quando è il marito ad aprire un conto corrente, egli sarà il solo soggetto che potrà operare in quanto è l’unico titolare del rapporto con la banca. La moglie non potrà né operare allo sportello né con il bancomat, a meno che sia munita di una delega.

Se vuoi approfondire questo argomento, ti rinvio alla lettura dell’articolo dal titolo “Conto corrente intestato solo al marito: diritti della moglie“.

Marito non dà soldi alla moglie: cosa succede?

Se il marito, unico possessore di un reddito, non dovesse dare i soldi alla moglie, allora costei potrebbe perfino chiedere la separazione: e, infatti, il comportamento del marito costituirebbe una violazione degli obblighi matrimoniali, al pari dell’infedeltà o dell’abbandono ingiustificato della casa familiare.

Dunque, il marito che non dà soldi alla moglie è inadempiente nei suoi confronti, esponendosi così alle conseguenze tipiche di una condotta del genere (separazione e, nei casi estremi, perfino l’addebito della fine del rapporto di coniugi).

D’altronde, va considerato il fatto che, quando il matrimonio è contratto in regime di comunione dei beni, tutto ciò che è del marito (al di fuori di pochi beni, come ad esempio quelli strettamente personali) è anche della moglie: ciò rende ancor più evidente l’illegittimità dell’eventuale divieto di usare i soldi posto dal marito.

Quando il marito non deve dare soldi alla moglie?

Il marito non deve dare soldi alla moglie quando le richieste economiche siano volte a soddisfare pretese esagerate, che vanno al di là di ciò che serve alla famiglia e della situazione patrimoniale dei coniugi.

E così, il marito potrà rifiutarsi di contribuire alle spese di ristrutturazione della casa quando siano del tutto inutili e volte solamente a un miglioramento estetico; ugualmente, potrà rifiutarsi di dare i soldi alla moglie se costei volesse acquistare una terza auto, nonostante i guidatori in famiglia siano solamente due.

Insomma: ogni volta che la spesa non sia giustificata, allora il marito può rifiutare di dare i soldi alla moglie. D’altronde, non bisogna dimenticare che la legge fa obbligo di contribuire ai bisogni della famiglia nei limiti delle sostanze effettivamente possedute: la moglie, dunque, non può chiedere più di quanto il marito possa ragionevolmente dare.

Va tuttavia ricordato che la moglie ha diritto di vivere secondo il tenore di vita che la famiglia può permettersi: così, se il marito è facoltoso e spende i suoi soldi in abiti costosi e sport bizzarri, allora non potrà negare alla moglie di fare altrettanto. In poche parole: tra i coniugi deve regnare l’equilibrio, anche economico.


note

[1] Art. 143 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


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