Diritto e Fisco | Articoli

Quanto tempo bisogna conservare le multe?

3 Febbraio 2020
Quanto tempo bisogna conservare le multe?

Multe stradali e cartelle di pagamento: termini di prescrizione e termini entro cui conservare le ricevute di versamento. 

Hai ricevuto una multa stradale che hai pagato subito per evitare ulteriori sanzioni e interessi. Ora che hai il bollettino con la prova del versamento appena fatto, ti chiedi quanto tempo bisogna conservare le multe. L’archivio di casa è, infatti, zeppo di carte e preferiresti liberartene al più presto. Nello stesso tempo, però, non vorresti che un giorno la polizia possa dirti che non hai pagato e chiederti una seconda volta l’importo in questione. 

Hai un solo modo per uscire dal problema: conoscere i termini di prescrizione delle multe stradali e delle relative cartelle esattoriali. Difatti, una volta che si è verificata la prescrizione, sarai comunque libero da ogni debito proprio per via del decorso dei termini. Risultato: nessuno potrà chiederti di nuovo il pagamento e, conseguentemente, neanche l’esibizione della relativa ricevuta. 

Ma procediamo con ordine e vediamo allora quanto tempo bisogna conservare le multe.

È obbligatorio conservare le multe pagate?

Tutti abbiamo ricevuto, almeno una volta nella vita, una contravvenzione stradale e, dopo averla pagata, ci siamo chiesti: quanto tempo bisogna conservare le multe?

Chiariamo, innanzitutto, una questione molto importante: non esiste alcun obbligo di conservazione delle multe. Nessuna legge ti impone cioè di custodire i documenti attestanti il versamento fatto alla polizia stradale o alla municipale. Si tratta solo di una regola di prudenza, per evitare che un giorno la pubblica amministrazione – che, come noto, è spesso distratta e disordinata – perda traccia del tuo pagamento e, perciò, ti chieda nuovamente lo stesso importo o ti invii una cartella esattoriale. Ebbene, se hai conservato la ricevuta di pagamento potrai impugnare tale richiesta dimostrando che sei stato diligente e puntuale. 

Attenzione però: l’arrivo di una cartella esattoriale deve essere contestato con un apposito ricorso al giudice di pace. Non ti basterà, infatti, telefonare alla polizia o al Comune se poi non arriva un ufficiale atto di sgravio. 

Per risparmiare i costi di un giudizio potresti presentare un ricorso in via di autotutela a cui, però, non c’è obbligo di risposta e che, peraltro, non sospende i termini per presentare ricorso al giudice. Con la conseguenza che, se la tua richiesta dovesse essere rigettata o comunque ignorata, dovresti comunque presentarti davanti al giudice per l’annullamento della cartella. 

Quando conservare le multe e le cartelle per multe

Se hai pagato una multa stradale o una cartella esattoriale dovuta per una multa non sei sempre obbligato a conservare la relativa ricevuta. Se, infatti, hai eseguito il versamento mediante bonifico bancario o postale puoi far affidamento sugli estratti di conto corrente che la banca o le Poste devono fornirti a semplice richiesta. Dalla lista dei movimenti si ricava la prova documentale del versamento con la relativa causale. L’importante, infatti, non è conservare la multa, ma dimostrare che si è pagato e tale prova può essere fornita con qualsiasi mezzo purché sia certo, ossia documentale. 

Per quanto tempo conservare le multe pagate?

Tutte le volte in cui paghi una multa o una cartella con un normale bollettino o al tabacchino farai meglio a conservare la ricevuta del versamento.

Poiché la prescrizione delle multe è di cinque anni, le multe pagate devono essere conservate per 5 anni. Dopo cinque anni, invece, puoi liberarti di tutta la carta. Difatti, se mai dovesse arrivare, per quella stessa contravvenzione stradale, una nuova richiesta di pagamento o una cartella esattoriale, potrai contrastarla deducendo l’intervenuta prescrizione del debito. 

Certo, se nonostante tutto, avrai anche conservato la ricevuta di versamento, oltre alla prescrizione potrai eccepire l’adempimento dell’obbligo e, quindi, l’estinzione del debito. Si tratterebbe di una doppia difesa che ti libererebbe da ogni rischio. Ma non per questo l’eccezione di prescrizione è meno forte rispetto a quella di adempimento. Dunque, puoi stare più che tranquillo che, se decidi di buttare tutte le multe pagate dopo cinque anni, nessuno potrà venire a chiederti ulteriori soldi.

Fai attenzione, in ultimo, a un dettaglio di non poco conto. Il termine di prescrizione può essere sempre interrotto da una diffida di pagamento, purché inviata con raccomandata. In tal caso, il termine di prescrizione quinquennale riparte da capo ad ogni richiesta scritta di pagamento.  



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube